Ortezzano, approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo” nel comune di Ortezzano (Fm). La Chiesa è ubicata nel centro storico di Ortezzano. Il lato ovest si trova in parte occupato dalla ex casa parrocchiale che si presenta addossata proprio sul fronte ovest della chiesa, a ridosso della torre campanaria. La facciata riprende lo stile in voga nella seconda parte del Settecento, ed accoglie, nella sezione inferiore, un portale sormontato da un timpano triangolare. Gli interventi progettati sono finalizzati all’eliminazione delle vulnerabilità riscontrate attraverso l’inserimento di catene trasversali nelle navate laterali inghisate all’interno della muratura, per evitare eventuali attivazioni di meccanismi di ribaltamento, la risarcitura delle lesioni, risarcitura parziale dei giunti di malta erosi dal tempo con idonea malta. Verranno risarcite e riparate, attraverso un lavoro di restauro, le lesioni presenti all’interno della Chiesa che potrebbero generare ulteriori pericolosi distacchi e un intervento di consolidamento del campanile per mezzo di iniezioni di boiacca fluida. L’importo totale degli interventi è di € € 350.000,00

 

“Stiamo lavorando senza sosta per restituire il nostro patrimonio culturale e religioso alle nostre comunità.  La ricostruzione dei nostri territori ha cambiato passo – sottolinea il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Rocco Pennacchio, l’Ufficio Ricostruzione Marche e il Sindaco Carla Piermarini per la loro fattiva collaborazione. Il lavoro di squadra e la grande sinergia porta a questi ottimi risultati”.

 

Il Laboratorio Appennino Centrale al G7 di Siracusa

Il programma dell’evento

L’Appennino centrale protagonista al G7 di Siracusa grazie al protocollo tra Struttura commissariale e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Domani, 24 settembre, si terrà a Siracusa, presso la Sala Conferenze dell’Università Kore di Enna, l’evento “Laboratorio Appennino Centrale: il protocollo MASAF – Struttura Commissariale Sisma 2016 per il futuro dell’agricoltura del Mediterraneo”.

L’incontro verterà su soluzioni, proposte e processi di valorizzazione delle caratteristiche agro-silvo-pastorali dei territori del cratere 2016 per il contrasto allo spopolamento, l’adattamento ai cambiamenti climatici, e il rispetto di un’agricoltura attenta alle specifiche dei luoghi come esempio per l’Europa e il bacino del Mediterraneo.

Interverranno: Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato; Paolo Trancassini, Deputato e Questore della Camera dei Deputati; Andrea Maria Antonini, Assessore regionale della Regione Marche; Agostino Agostini, Esperto filiere legno e beneficiario del programma Next Appennino; Alessandra Stefani, Presidente del cluster nazionale Italia foresta legno. Le conclusioni saranno affidate a Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

 

Castelli al convegno sulla valorizzazione del patrimonio culturale di Adsi: “Tecnologia e beni culturali sono un volano fondamentale per la rinascita di tutto l’Appennino

Il Commissario alla Ricostruzione riparazione Sisma 2016 Guido Castelli ha partecipato ad Ascoli al convegno  dal titolo “Il Patrimonio culturale come motore per la rivitalizzazione regionale” organizzato da Associazione Dimore storiche guidato dal presidente Giacomo di Thiene ed European Historic Houses  con il presidente Alfonso Pallavicini Si è dibattuto sul ruolo delle dimore storiche private nei processi di rivitalizzazione regionali, sul patrimonio alla guida dell’economia, sull’impatto del turismo, il ruolo del restauro e le competenze richieste, ma anche il ruolo centrale del patrimonio all’interno delle comunità. Hanno partecipato esperti e appassionati provenienti da diversi Paesi come Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca e Francia.

Nel suo intervento il Commissario alla Ricostruzione ha ribadito “L’attenzione del Governo nei confronti del nostro patrimonio storico per la loro tutela e salvaguardia in caso di sisma, agganciando la tecnologia per la loro difesa. Abbiamo bisogno che nel nostro territorio si possano creare le condizioni per attivare nuovi processi attraverso il programma NextAppennino. La tecnologia è amica delle aree appenniniche, per far tornare a vivere questi luoghi, attrarre anche i giovani che vogliono vivere qui e, in questo modo, combattere lo spopolamento. Tecnologia e beni culturali sono un volano fondamentale per la rinascita di tutto l’Appennino”.

Castelli: “In Appennino centrale un’alleanza naturale tra imprese e territorio per una reale transizione ecologica attenta alle vocazioni dei luoghi”

Durante un incontro tenutosi ad Arquata del Tronto con l’Assessore della Regione Marche Andrea Antonini, organizzato dal presidente del BIM Tronto Luigi Contisciani, le imprese, i tecnici e le comunità locali rappresentate dal Sindaco Michele Franchi e dalle Comunanze Agrarie si è preso atto delle importanti ricadute sull’economia locale delle nuove filiere forestali. L’incontro è servito anche a chiarire le esigenze derivanti da una gestione produttiva del patrimonio forestale dell’alta valle del Tronto. “Stiamo lavorando per creare le migliori condizioni per tornare a vivere e lavorare nell’area del cratere – ha dichiarato il Commissario Castelli -i territori di Arquata del Tronto e Acquasanta Terme rappresentano una straordinaria opportunità per avviare processi produttivi che si basano sulle risorse locali come legno, castagne e funghi. Lo stiamo facendo finanziando piattaforme di trasformazione che danno valore aggiunto e valorizzano le professionalità e le competenze locali che assicurano la sostenibilità della gestione e il presidio del territorio. Il sostegno della Regione Marche grazie all’Assessore Antonini è fondamentale – conclude Castelli – insieme anche alle altre Regioni del cratere e al Ministero dell’Agricoltura stiamo lavorando per dimostrare che è possibile assicurare redditi dignitosi, mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare l’ambiente attraverso il rilancio delle attività tradizionali di queste montagne”.

Spinetoli, dalla Conferenza regionale ok al progetto per la palestra della scuola “Giovanni XXIII”

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione strutturale e funzionale della palestra della scuola media “Giovanni XXIII” di Spinetoli, nel Piceno.

L’intervento prevede primariamente che il Comune, soggetto attuatore dei lavori, adegui sismicamente l’immobile a seguito delle scosse del 2016/2017, che hanno in parte lesionato la palestra. L’importo complessivo previsto è di 748.184 euro.

«Sul fronte ricostruzione pubblica stiamo portando avanti una grande mole di lavoro, in cui il piano scuole riveste un’importanza primaria anche e soprattutto per il futuro delle comunità del cratere colpite dal terremoto – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. La sinergia con sindaci, tecnici ed Usr funziona, per questo ringrazio, nello specifico, il sindaco Alessandro Luciani ed il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli».

La palestra, realizzata tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, è parte di un complesso scolastico composto da tre edifici strutturalmente indipendenti. È costituita da una struttura portante con pilastri e travi in calcestruzzo armato, con forma rettangolare che si sviluppa su due livelli, per un totale di circa 520 metri quadrati di superficie totali.

Nello specifico, sono in programma interventi di consolidamento con l’installazione di dispositivi antisismici e l’adeguamento delle fondazioni; il miglioramento del comfort acustico e dell’illuminazione interna attraverso apparecchiature di tecnologie a led; infine, il miglioramento del sistema di riscaldamento attraverso l’installazione di caldaie a condensazione e la sostituzione degli infissi

Ascoli, approvato il progetto del laboratorio didattico dell’istituto “Ulpiani”

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di riparazione dell’aula didattica dell’istituto agrario “Ulpiani” di Ascoli Piceno, il cui costo previsto è di 1,1 milioni di euro.

Nel ruolo di soggetto attuatore c’è la Provincia, proprietaria del bene, per un intervento finalizzato al miglioramento sismico e all’efficientamento energetico dell’edificio situato in via Navicella, che comprende anche l’abitazione del custode.

«Il piano relativo alla ricostruzione delle scuole riveste una parte fondamentale nel delicato processo di ricostruzione post sisma del centro Italia – spiega il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’obiettivo ambizioso resta quello di consegnare alle comunità dei presidi nuovi, sicuri ed all’avanguardia. Ringrazio come sempre la forte collaborazione di tecnici, Comuni, Usr, del presidente della Provincia Sergio Loggi e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Sono in corso 228 interventi in tutte le scuole della regione per un totale di 722 milioni di euro e ben 32 interventi riguardano la città di Ascoli. Dobbiamo continuare su questa strada».

Il progetto ha anche l’obiettivo di ottimizzare lo schema funzionale degli spazi a disposizione per una migliore fruizione del complesso a disposizione dell’Ulpiani.

L’edificio manterrà la suddivisione nelle due unità immobiliari attuali. La prima, al piano terra, a destinazione scolastica come laboratorio didattico; la seconda, al primo piano, residenziale. Il piano terra sarà suddiviso in magazzino, area per il personale con spogliatoio, bagno disabili e cucina/sala relax, un’aula didattica ed un vano spogliatoi per gli studenti suddiviso tra uomini e donne.

Il piano primo sarà invece suddiviso in cucina, ingresso/sala da pranzo, vano multifunzionale, una camera singola, una camera matrimoniale ed un bagno. Il corpo garage, non migliorabile sismicamente, sarà oggetto di demolizione e ricostruzione, con una struttura in cemento armato e copertura in legno, il tutto opportunamente giuntato dal corpo di fabbrica principale.

 

Lavoro, rafforzate le politiche di occupazione, autoimpiego e sicurezza nell’area sisma 2016

– Condividere azioni e interventi per promuovere l’occupazione, l’autoimpiego, il lavoro autonomo e professionale e la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro nei territori del cratere dei sismi dell’Appennino centrale del 2016 e del 2017.

È quanto prevede il Protocollo d’intesa siglato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, e dal Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Senato, nella Sala Caduti di Nassirya.

 

Il Ministro del Lavoro, Marina Calderone: “Le misure che mettiamo in campo con questo Protocollo sono utili per le persone, per il Paese e per un territorio che è vastissimo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali mette così a disposizione molti strumenti che parlano di inclusione delle persone e connessione con un tessuto sociale da riparare. Come abbiamo sottolineato nel G7 Lavoro che si è appena concluso a Cagliari, dobbiamo puntare allo sviluppo dei territori, per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone. Vogliamo costruire modelli di sviluppo per consentire alle persone di continuare a vivere in un territorio ricco di cultura, tradizioni e competenze che hanno fatto la fortuna del Made in Italy, anche per contrastare il rischio di spopolamento.

Il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli: “Ringrazio il Ministro Calderone per l’attenzione dimostrata, ancora una volta, nei confronti dei nostri territori che, attraverso questo Protocollo, potranno dotarsi di strumenti aggiuntivi: non solo finanziari, ma anche in termini di servizi e opportunità. Oggi registriamo un’ulteriore prova dell’impegno del Governo Meloni in favore della ricostruzione e riparazione economica e sociale dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma. L’iniziativa si inserisce proprio in questa articolata strategia, completando e rafforzando il percorso di rinascita e rilancio di comunità che hanno potenzialità rilevanti e voglia di risollevarsi”.

Il Protocollo individua nell’area del cratere sisma 2016 un modello di gestione territoriale – l’Appennino Centrale – come laboratorio innovativo per l’attuazione di una strategia condivisa tra le parti. Questa sinergia riguarda azioni per il rafforzamento del mercato del lavoro, del sistema delle competenze, dei servizi sociali, del terzo settore, del welfare territoriale e comunitario e del sistema di formazione professionale terziaria (ITS). Inoltre, attraverso una specifica convenzione, vengono promosse le iniziative di formazione e di sostegno all’autoimpiego e al lavoro autonomo e professionale previste dal nuovo Fondo nazionale per l’autoimpiego, che stabiliscono per l’area del cratere un’intensità di aiuti parametrata a quella prevista per il Mezzogiorno. L’intesa raggiunta prevede una specifica finalizzazione nei confronti del territorio colpito dai sismi attraverso “programmi mirati territoriali”, sulla base di quanto previsto dalle misure del Pnrr e dal Fondo sociale europeo relativamente al sostegno allo sviluppo occupazionale, al rafforzamento del mercato del lavoro, all’imprenditoria femminile, nonché agli interventi contro la povertà educativa e per rafforzare le infrastrutture sociali.

In questa vasta area colpita da eventi catastrofali il lavoro assume una funzione strategica e ambivalente: mente promuove la crescita e il rilancio, al contempo, contrasta il fenomeno dello spopolamento, in corso ormai da decenni. In tale contesto, le nuove generazioni assumono un ruolo centrale: lo sviluppo di questi territori (resi più sicuri, connessi, accessibili e dotati di nuovi servizi) è fondamentale sia consentire ai giovani di continuare a vivere nelle loro comunità, sia per attrarre quanti decidano di venire nell’Appennino centrale e formarsi per nuove tipologie di lavoro.

Inoltre, è prevista una linea specifica di intervento che riguarda il tema della sicurezza sul lavoro. La volontà condivisa del Ministero e della Struttura Commissariale è quella di rafforzare la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori del comparto edile, potenziando le azioni di incentivazione alla formazione e all’organizzazione di cantieri sempre più sicuri. Una decisione determinata dalle caratteristiche specifiche del contesto: nel cratere, che si estende per 8 mila chilometri quadrati, sono attivi oltre 9 mila cantieri della ricostruzione privata (sono 4,8 i miliardi di euro liquidati fino ad ora) e più di 3.500 cantieri per la ricostruzione pubblica (per un valore superiore ai 4 miliardi di euro).

Infine, il Protocollo prevede l’impegno del Ministro del Lavoro finalizzato a stabilire, per i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) del cratere, una specifica intensità di aiuto – nell’ambito delle forme di incentivazione previste per lo sviluppo occupazionale, per l’autoimpiego e per il sostegno alle assunzioni – in ragione delle specifiche caratteristiche di questa area e nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.

Preci, approvati gli interventi per i lavori di miglioramento sismico e restauro della Chiesa di “San Montano”

La Conferenza dei servizi ha approvato gli interventi per i lavori di miglioramento sismico e restauro della Chiesa di San Montano” in località Todiano nel Comune di Preci. La Chiesa di San Montano ha un impianto originario romanico, come testimoniato da alcuni resti rinvenuti nella muratura degli altari, ed è stata pesantemente danneggiata molto probabilmente con il terremoto del 1328. E’ stata poi ricostruita e ampliata nel XV e nel XVI secolo. La Chiesa è posta su un pendio e il lato di monte è quasi totalmente interrato. È caratterizzata da due navate, la copertura è a una falda con pendenza verso valle. Il progetto intende riparare i danni provocati dal sisma del 2016 migliorando ancora le condizioni di sicurezza del bene.

Per le murature sono previsti interventi di scuci-cuci delle porzioni di muratura lesionate con materiale di recupero e malta a base di calce idraulica naturale, il consolidamento di tutte le murature mediante la rimozione intonaci ricostruiti durante l’intervento del 2004, previa realizzazione di saggi di scopritura volti ad assicurare che non siano presenti al disotto degli intonaci superfici affrescate e la scarnitura profonda dei giunti. perforazioni passanti eseguite con carotatrice continua a rotazione senza l’ausilio di acqua e senza percussione. L’intervento di consolidamento è previsto su tutte le murature in pietra con esclusione della facciata in pietra squadrata e delle porzioni affrescate. In prossimità del muro in falso presente nel sottotetto, è prevista la realizzazione di 2 travi reticolari bullonate da comporre in opera. Il costo totale dell’intervento è di € 825.000,00.

Il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato che “Grazie alla collaborazione con l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia guidata dall’Arcivescovo Renato Boccardo, con la presidente della Regione Donatella Tesei, con l’Ufficio Ricostruzione Umbria e con il Sindaco Massimo Messi, partono i lavori in una chiesa che è simbolo della comunità di Preci. Il cambio di passo nella ricostruzione è evidente e ormai avviato verso l’obiettivo che è quello di restituire i nostri edifici più preziosi alla nostra comunità”.

Approvati gli interventi di miglioramento sismico della chiesa di “San Francesco al monte di Monteripido” a Perugia

La Conferenza dei servizi ha approvato gli interventi di miglioramento sismico della chiesa di “San Francesco al monte di Monteripido” a Perugia. L’interno è suddiviso in tre navate, ed è presente l’abside semicircolare, le cappelle alterali e la sacrestia destro della chiesa. È presente una vela campanaria sul lato destro della chiesa. Gli interventi progettati saranno volti alla riparazione degli elementi danneggiati ed al miglioramento sismico del fabbricato, oltre che alla conservazione ed al recupero dei materiali originali, alla conservazione delle tipologie costruttive e del funzionamento strutturale originario, con il supporto e l’introduzione di nuovi materiali innovativi, valutati alla luce di criteri di compatibilità e durabilità nel tempo in relazione alla materia storica originaria su cui si va ad intervenire. L’intervento prevede la riparazione delle murature con tecnica scuci-cuci, la cucitura delle lesioni su pareti con presenza di decori o intonaci storici da mantenere mediante esecuzione di microcuciture armate a secco, il consolidamento della muratura mediante iniezione a bassa pressione di malte a base di pura calce naturale,  il rinforzo archi in muratura, l’ irrigidimento delle coperture esistenti e realizzazione di cordoli/collegamenti perimetrali e  il consolidamento vela campanaria mediante perforazioni armate. Il costo dell’intervento è di € 1.200.000.

“Ringrazio la Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi dell’Ordine dei Frati Minori guidata da Francesco Piloni, il presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, l’Ufficio Ricostruzione e il Sindaco Vittoria Ferdinandi per la proficua collaborazione. A pochi giorni dal 4 ottobre, giornata in cui si celebra San Francesco Patrono d’Italia, procediamo con un altro intervento di grande importanza per la comunità umbra e non solo. Senza dimenticare il grande investimento sui Cammini che abbiamo messo in campo in vista dei prossimi appuntamenti quali il Giubileo 2025, l’Ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026 e i 500 anni dell’approvazione pontificia dell’Ordine dei Frati Cappuccini nel 2028. Il turismo lento è un elemento fondamentale per la rinascita di tutto il Centro Italia e dobbiamo valorizzarlo in ogni occasione” ha dichiarato il Commissario alla Ricostruzione 2016 Guido Castelli.

Genga, approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della Chiesa di San Michele Arcangelo a Rosenga”

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della Chiesa di San Michele Arcangelo a Rosenga” nel comune di Genga in provincia di Ancona. Dalla documentazione di progetto si evince le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1196; in seguito ad una visita episcopale del 1838 la chiesa fu sospesa a causa del pessimo stato di manutenzione, e venne ricostruita interamente negli anni successivi fino al 1848. L’immobile è coperto da struttura realizzata con capriate lignee, arcarecci, travetti e pianellato, in seguito al sisma del 1997 sono state inserite tra le capriate dei controventi in acciaio collegati ai fianchi delle catene. In seguito agli eventi sismici del 2016, sono previsti l’esecuzione di incastellatura in acciaio a nodi fissi da realizzare sulle colonne della torre campanaria, il rifacimento dei solai di piano della torre campanaria, da realizzare mediante putrelle in acciaio e tavolato, la realizzazione di architravi in acciaio in corrispondenza del portone nella facciata principale, in sostituzione dei quella esistente in mattoni che risulta sottodimensionata, la stilatura strutturale dei giunti da eseguirsi sul campanile e porzione di muratura sovrastante la cantoria e un intervento di scuci-cuci da eseguirsi su colonne della torre campanaria. A completamento delle opere strutturali sono previste lavorazioni di finitura consistenti in riprese di intonaci interni nelle aree interessate da interventi strutturali, riprese di intonaci esterni, tinteggiature a latte di calce, stuccature di cornici e fessurazioni.

“Proseguiamo senza sosta nel lavoro di recupero di strutture di grande valore sociale e religioso che tutta la comunità attende- dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la Diocesi di Fabriano-Matelica  guidata dall’Arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio Ricostruzione guidato da Marco Trovarelli e il Sindaco Marco Filipponi per la fondamentale collaborazione. Stiamo lavorando senza sosta con l’obiettivo di restituire alla comunità tutti i luoghi danneggiati dal sisma per far rinascere tutta la nostra Italia centrale”.