Matelica, primi 882mila euro per il nuovo Centro operativo comunale

Trasferiti 882 mila euro all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche per la realizzazione di un edificio di nuova costruzione destinato a ospitare il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) nel Comune di Matelica, in provincia di Macerata. L’opera vale complessivamente 1,76 milioni di euro. A firmare il decreto il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Si tratta di un intervento che rientra nell’Ordinanza speciale n. 34, dedicata alle opere pubbliche di Matelica.

“La ricostruzione di Matelica per come la stiamo intendendo, in sinergia con il sindaco Denis Cingolani e il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, può e deve essere occasione di migliorare e rafforzare i servizi pubblici utili alla comunità – dichiara il Commissario Castelli -. L’avanzamento dell’Ordinanza speciale è un ottimo segnale, che ci spinge a proseguire con ancora più determinazione nell’impegno per questa comunità”.

“Un intervento molto importante per la nostra città – aggiunge il sindaco Cingolani – ringraziamo il commissario Castelli e il presidente Acquaroli per l’attenzione riservata alla ricostruzione post sisma di Matelica. Abbiamo diversi cantieri attivi sul fronte delle opere pubbliche che stiamo seguendo con attenzione in quanto si tratta di edifici importanti e strategici per il futuro della città”.

Marche: avanza l’attuazione dell’Ordinanza scuole, oltre 3 milioni trasferiti all’Usr

Trasferiti oltre 3 milioni di euro all’Ufficio speciale ricostruzione Marche per l’avanzamento di alcune scuole in provincia di Ascoli Piceno e Macerata finanziate dall’Ordinanza speciale 31. A firmare i decreti il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Le scuole rappresentano una priorità assoluta della ricostruzione, perché laddove ci sono istituzioni e servizi educativi, le famiglie possono restare a vivere e lavorare – ricorda il Commissario Castelli -. Per questo insieme al Presidente Francesco Acquaroli, all’Usr, ai sindaci e alle Province, siamo impegnati ogni giorno per far sì che l’attuazione dell’Ordinanza 31 proceda senza ostacoli. Un’operazione importante, che fa il paio con la norma concessa dal Governo Meloni, in risposta alla nostra richiesta, che consente di formare le classi in deroga al numero minimo di alunni fino all’anno scolastico 2028/2029. Un gesto di vicinanza concreto all’Appennino centrale, che ci consentirà di ricostruire senza rischiare nel frattempo di depauperare il territorio dei suoi servizi”.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la provincia di Ascoli Piceno, sono stati trasferiti 41 mila euro per l’ISC Castel di Lama, Plesso Scuola Elementare Colli del Tronto (totale intervento 206 mila euro); 1,5 mln (su 3 mln totali) per la “Scuola dell’infanzia Leopardi” nel comune di Castorano; 224 mila euro (su circa 1 milione totali) per la parte in muratura della Scuola Primaria Falcone e Borsellino di Ascoli Piceno; 433 mila euro (su 2,1 mln totali) per la sede del Castellano della scuola di Architettura e Design E. Vittoria di Ascoli Piceno; 162 mila euro (su 810 mila totali) per l’Ex Ipsia di Comunanza. Si segnala anche l’aumento del contributo per l’istituto d’arte Licini di Ascoli Piceno, grazie a 150 mila euro del Fondo speciale compensazioni.

In provincia di Macerata sono stati invece trasferiti 406mila euro per il plesso scolastico di via Picena di Passo San Ginesio, che prevede demolizione e ricostruzione (per un totale intervento di 2,9 milioni di euro); 47 mila euro (su 118 mila totali) per l’intervento al muro di sostegno della Scuola Romolo Murri di Gualdo; 240 mila euro (su 1,2 milioni) per la palestra Comunale di Camporotondo di Fiastrone.
In totale nelle Marche l’Ordinanza 31 finanzia 228 scuole per 722 milioni di euro.

Edilizia residenziale pubblica, due progetti approvati per Arquata del Tronto

La Conferenza regionale ha approvato due progetti di edilizia residenziale pubblica ad Arquata del Tronto, nel Piceno. Si tratta di interventi di demolizione e ricostruzione che avranno luogo nelle frazioni di Piedilama e Borgo, rispettivamente per un importo di 602.210 euro e di 590.000 euro.

«In entrambi i casi verranno realizzati due alloggi, per un totale di quattro unità abitative Erap, nella zona che più di tutte, nelle Marche, ha subito gli effetti nefasti del terremoto del 2016/2017 – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Un segnale importante in un territorio che deve poter guardare con fiducia al futuro, scongiurando con tutti i mezzi possibili anche lo spopolamento già in atto prima del sisma. È una sfida che non possiamo assolutamente perdere ed in cui possiamo vantare il forte supporto di Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

 

Nello specifico, a Piedilama sorgerà un nuovo edificio su due piani fuori terra, con struttura portante

costituita da telai in cemento armato con fondazione di tipo superficiale, solai in laterocemento e copertura in legno lamellare. Ulteriori interventi di efficientamento energetico garantiranno la costruzione di un edificio ad elevata efficienza energetica.

 

A Borgo, invece, vedranno la luce due appartamenti di 210 metri quadrati su due livelli fuori terra. Tra gli interventi previsti, la realizzazione del solaio di fondazione mediante vespaio areato, solai in latero cemento e la copertura con struttura portante in legno lamellare. Anche qui l’obiettivo sarà quello di avere una elevata efficienza energetica.

Con il DDL Montagna il Laboratorio Appennino centrale può diventare un modello di governance

“Il disegno di legge per il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane del Ministro Calderoli ha concluso l’esame della commissione e ora andrà in aula. Si tratta di un provvedimento fondamentale di tutto il Governo per avviare, finalmente, una vera e propria strategia per la Montagna. La Struttura Commissariale Sisma 2016 è già fortemente impegnata sul territorio a garantire la maggiore tutela dei servizi per i cittadini, a partire da infrastrutture, istruzione e sanità, e a sostenere le imprese con incentivi allo sviluppo e misure a sostegno del tessuto socio-economico, così da contrastare lo spopolamento e ridurre i divari territoriali”. Lo dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Ora sarà fondamentale che gli enti locali e le comunità della montagna non perdano questa straordinaria opportunità. In questo senso l’esperienza del Laboratorio Appennino centrale potrà essere di riferimento per superare la frammentazione amministrativa e assicurare l’efficacia delle misure per obiettivi su scala interregionale. La governance multilivello della Struttura Commissariale ha assicurato per tutto il cratere il rispetto delle specifiche esigenze e si è misurata con ambizioni e orizzonti di livello globale, come i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e le opportunità di mercato internazionali. La montagna italiana – conclude il Commissario Castelli -, possiede un patrimonio straordinario che solo in parte è messo a sistema del Paese. Inoltre, le nostre aree montane sono in prima fila per il contrasto alla crisi climatica e a quella demografica. Si tratta di sfide che non possono essere affrontate solo con gli strumenti e le competenze delle amministrazioni locali. L’esperienza del Laboratorio Appennino centrale sarà utile affinché il DDL Montagna di Calderoli possa trovare una più efficace attuazione a beneficio delle comunità e delle imprese del territorio”.

Norcia, 23 famiglie tornano nelle loro case

Grande festa oggi a Norcia per ventitré famiglie che sono rientrate nelle loro case risultate inagibili a seguito del sisma che colpì anche l’Umbria tra agosto e ottobre del  2016.  Gli edifici si trovano in Via Case Sparse, con i lavori che sono stati commissionati da Ater, Regione Umbria e Comune di Norcia per un totale di 3 milioni di euro.

“Questo è un bellissimo segno che testimonia come la ricostruzione abbia decisamente cambiato passo dopo diverso tempo- commenta il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Queste 23 famiglie ritornano nelle proprie case e si riappropriano del loro luogo principale di vita, un grande segno di rinascita e di grande fiducia per il futuro. Ringrazio l’Ater, la Regione Umbria guidata da Donatella Tesei, l’Usr e il Sindaco Giuliano Boccanera per l’ottimo lavoro svolto. La sinergia tra istituzioni è un elemento cruciale per la rinascita di tutto l’Appennino Centrale. Il nostro obiettivo è accelerare il ritorno a casa di tutte le famiglie che si trovano fuori dalla propria abitazione”.  I dati del 2024 dicono che in Umbria sono 1190 le persone che usufruiscono di una forma di assistenza abitativa (dal 1° settembre il Contributo di autonoma sistemazione è stato sostituito dal Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione) o che utilizzano di una soluzione abitativa d’emergenza.

“Sono persone che erano nelle SAE o che usufruivano del CAS e adesso rientrano nelle loro abitazioni. Sono strutture costruite con criteri antisismici e sicure. L’Ater ha anche fatto firmare i contratti a tutte le famiglie beneficiarie delle unità immobiliari- spiega il Sindaco di Norcia Giuliano Boccanera – È un ulteriore passo verso la normalità e della restituzione ai cittadini delle proprie abitazioni. Ringrazio la Struttura Commissariale, l’Ater, la Regione, l’Usr e tutti i tecnici del Comune che hanno lavorato al massimo per raggiungere questo obiettivo. È un grande segnale di ritorno alla normalità”

Norcia, approvato l’intervento di miglioramento sismico e restauro della Chiesa di San Vito in Agriano

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di miglioramento sismico e restauro della Chiesa di San Vito in Agriano nel comune di Norcia. La chiesa fa parte di un fabbricato che comprende altri locali adiacenti nella parte est destinati a sagrestia e canonica. L’intero complesso è a pianta rettangolare con la sola eccezione della parte in relativa al presbiterio che articola la facciata posteriore con adiacente il campanile. A seguito del sisma si sono rilevati il ribaltamento della facciata frontale, danni su elementi di copertura, alla cella campanaria, all’abside e alle opere pittoriche. L’intervento prevede la demolizione dell’intonaco facciata interno ed esterno, cuci e scuci sulle pareti laterali e facciata, rinforzo e consolidamento con cavi d’acciaio, consolidamento con iniezioni di malta idraulica, sostituzione del manto di copertura, demolizione e rifacimento del tetto, interventi sul campanile con rifacimento di solai in acciaio,  protezione dei reperti romani e dell’acquasantiera con casse di legno eseguite sul posto e fissaggio della pellicola pittorica con applicazione di resina acrilica in corrispondenza dei sollevamenti.  Il costo dell’intervento è di € 1.447.000

“Ringrazio il presidente della Regione Donatella Tesei, l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia guidata dall’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio Ricostruzione Umbria e il Sindaco Giuliano Boccanera per l’importantissima collaborazione e per la totale sinergia- dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Mettiamo in sicurezza una chiesa simbolo di un territorio, ma anche elemento di coesione di una comunità. La ricostruzione ha cambiato passo e le chiese sono dei gioielli da tutelare e da custodire anche per le future generazioni”.

Marche: avanti i cantieri del Pnc sisma, ottimo risultato insieme alla ricostruzione pubblica

Il Piano nazionale complementare sisma procede spedito nelle Marche, dove sono stati trasferiti 66 milioni di euro all’Ufficio ricostruzione per l’avanzamento di diversi interventi della Macromisura A, “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, dedicata a tutta una serie di interventi che vanno dalla digitalizzazione alla rigenerazione urbana, includendo ambiti strategici come la viabilità e le infrastrutture turistiche e sportive. A firmare il decreto il commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

Nel dettaglio, sono stati trasferiti 16 milioni per gli avanzamenti della sub-misura A2.1 Rifunzionalizzazione edifici; circa 25 milioni per la sub-misura A3.1 Rigenerazione urbana; 3 milioni per la sub-misura A3.2 Progetti per la conservazione e fruizione dei beni culturali; 15 milioni per la sub-misura A3.3 – Percorsi e cammini, impianti sportivi; 7,4 milioni per la sub-misura A4.5 Strade comunali. Un avanzamento importante, che fa il paio con gli ottimi risultati della ricostruzione pubblica. Nelle Marche sono 1.846 gli interventi programmati (per un valore di oltre 2 miliardi) e di questi il 94% è in corso di progettazione o già avviato verso la cantierizzazione.

“Il modello che abbiamo implementato per le opere pubbliche, dalla ricostruzione al Piano nazionale complementare sisma, si basa sull’affiancamento concreto agli enti locali – dichiara il Commissario Castelli -. Una sinergia che non sarebbe stata possibile senza la visione e determinazione del Presidente della Regione Francesco Acquaroli. Ringrazio la Regione e tutti i Comuni coinvolti, perché è solo l’azione di squadra che ci consente oggi di apprezzare questi risultati. L’impegno è grande ma determinante per il futuro dei nostri territori”.

Al G7 Agricoltura il Laboratorio Appennino Centrale, modello di sviluppo sostenibile

Ricostruzione, sviluppo, cura del territorio e valorizzazione del comparto agro-silvo-pastorale: nell’appuntamento di Siracusa, presieduto dal Ministro Lollobrigida, il Commissario Castelli ha illustrato la strategia per la rinascita post-sisma 2016 sostenuta dal Governo Meloni.

Un modello di ricostruzione e di rinascita delle comunità dell’Appennino centrale colpite dalla sequenza sismica del 2016-2017 basato sullo sviluppo sostenibile, la valorizzazione delle caratteristiche agro-silvo-pastorali del territorio e sulla coesistenza armonica tra uomo e natura. È questa la strategia alla base del Laboratorio Appennino centrale, applicata nel cratere di otto mila chilometri quadrati che si estende tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria con l’obiettivo ultimo di contrastare il fenomeno di spopolamento in corso da decenni in questa vasta area interna.

Un modello che, dopo essere stato presentato alla Cop 28 di Dubai e a Torino, nell’ambito del Planet week che precedeva il G7 Ambiente e clima, ieri è stato presentato anche al G7 Agricoltura di Siracusa, presieduto dal Ministro Francesco Lollobrigida, nel corso di un convegno appositamente dedicato al tema a cui hanno partecipato il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, il Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato, Luca De Carlo; il Deputato e Questore della Camera dei Deputati, Paolo Trancassini; l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Marche, Andrea Maria Antonini; Agostino Agostini, esperto filiere del legno; Alessandra Stefani, Presidente del cluster nazionale Italia foresta legno.

Per la realizzazione di questa strategia di crescita e rilancio lo strumento economico più rilevante è rappresentato da NextAppennino, il Programma del Piano complementare al Pnrr dedicato specificatamente ai crateri dei sismi 2009 e 2016. Al Commissario Castelli, cui spetta la ricostruzione e la riparazione sociale ed economica dei territori colpiti dagli eventi sismici, è destinata la funzione di attuare questo modello di sviluppo, nel quale il comparto agricolo riveste un ruolo fondamentale.

Ed è proprio con l’obiettivo di valorizzare le caratteristiche agro-silvo-pastorali dei territori dell’Appennino centrale che, nel mese di agosto, il Masaf e la Struttura commissariale sisma 2016 hanno siglato un Protocollo d’intesa. Attraverso la realizzazione di incontri e con enti locali, imprese del settore e cittadini, l’obiettivo dell’accordo è quello di evidenziare e valorizzare le potenzialità dell’Appennino centrale, al fine di favorire lo sviluppo di attività economiche e di filiere legate al comparto, nel rispetto delle caratteristiche specifiche dei luoghi.

Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha inviato un messaggio di saluto sottolineando che “il protocollo Masaf – Struttura Commissariale sisma 2016, nasce dalla volontà di mettere a sistema le rispettive competenze nell’ottica di promuovere il rilancio del comparto agricolo e forestale nelle aree dell’Italia centrale devastate dagli eventi sismici del 2016. Si tratta di obiettivi che si incrociano con l’attività svolta dal Masaf per il sostegno e lo sviluppo delle elle aree interne della nostra Nazione. Ringrazio il Commissario Castelli per aver raccontato al DiviNazione Expo questo modello che sta funzionando e che rappresenta la buona Italia”.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Ringrazio il Ministro Lollobrigida e il Governo per l’opportunità di essere presenti qui a Siracusa e di presentare un modello virtuoso di adattamento uomo-natura e ai cambiamenti climatici che può essere replicabile anche per altri territori nel Mediterraneo e in Europa. Il principio che stiamo adottando nel cratere 2016 è quello del ricostruire innovando, facendo ricorso alle più avanzate tecniche che possano garantire sicurezza e sostenibilità energetica. Al contempo, l’attività di riparazione economica e sociale è fondamentale per favorire la crescita, contrastare lo spopolamento e spingere le persone, e i giovani in particolare, a restare nelle loro comunità. Per riuscire in questo obiettivo possiamo contare su un territorio le cui caratteristiche sono state solo parzialmente utilizzate e valorizzate. Penso ad esempio al fatto che oltre il 70% del cratere sisma 2016 è coperto da boschi, spesso in stato di abbandono. Si tratta di un rischio per i territori e comunità che vogliamo trasformare in opportunità attraverso lo sviluppo di filiere di trasformazione. Più in generale, il comparto agro-silvo-pastorale può avere un ruolo di grande rilevanza all’interno del percorso che stiamo compiendo”.

Il Presidente Luca De Carlo ha dichiarato: “Questo G7 è un’occasione di visibilità di straordinaria importanza per uno dei settori produttivi più identificativi della nostra Nazione e che merita di essere apprezzato da tutto il mondo. Gli operatori dell’agricoltura sono delle vere e proprie sentinelle dei territori, delle terre, dei piccoli centri urbani e della cultura autentica a cui non hanno mai rinunciato, ma anzi da sempre hanno scelto di valorizzare con il duro lavoro. Le aree interne rappresentano la culla di quella civiltà che ci ha fatto grandi nel mondo. Dall’agricoltura e dalle aree rurali dobbiamo prendere solo d’esempio, a prescindere dalle strategie politiche messe in campo negli anni, la vera strategia è stata fatta dagli imprenditori che hanno creduto in quei territori e hanno investito sulla qualità. Non a caso siamo leader mondiali di DOP e di IGP, che tutto il mondo ci invidia perché i nostri agricoltori da sempre sono stati innovatori. Una tradizione, quella italiana, che ha avuto il coraggio di innovarsi senza perdersi e tutto questo lo dobbiamo alle aree interne e a quegli imprenditori che hanno avuto l’ardire di guardare a lungo senza dimenticare l’origine”.

Il Questore Paolo Trancassini ha dichiarato: “La firma del protocollo tra il Masaf e la Struttura commissariale sisma 2016 è uno strumento importante e innovativo per aiutare le aree interne colpite dal terremoto rilanciando il tessuto socio economico e rispettando l’ambiente. Una sfida che dobbiamo vincere nella consapevolezza che bisogna avere la capacità di fare dei veri e propri vestiti su misura, una politica sartoriale per i territori, perché è vero che tutti i sindaci di comuni più o meno simili da un punto di vista geografico parlano degli stessi problemi ma le soluzioni non sono sempre le stesse. E la differenza la fanno le vocazioni delle comunità sui territori che la politica deve recuperare attraverso un processo di ascolto e di valorizzazione delle tradizioni e delle identità. Siamo dunque di fronte ad una sfida che è anche culturale, per restituire dignità e valore al lavoro agro-silvo-pastorale e offrendo ai giovani modelli sani, in sintonia con quella che è la vivacità, la capacità e la storia della nostra della nostra nazione. Questa nuova stagione politica è un’occasione storica per vincere questa sfida tutti insieme, con un grande lavoro di squadra che coinvolge tutti i livelli istituzionali”.

L’assessore Andrea Maria Antonini ha dichiarato: “E’ davvero importante aver portato il Laboratorio Appennino centrale qui al G7, perchè si tratta di un modello virtuoso che può rappresentare un punto di riferimento per tante realtà. Grazie al lavoro del Commissario Castelli in sinergia con il Presidente Acquaroli stiamo creando le condizioni per il rilancio di territori che hanno visto un progressivo abbandono e che, invece, hanno potenzialità rilevanti. Nella mia regione, le Marche, le attività agro-silvo-pastorali rivestono un ruolo di grande importanza e possono diventare un volano di sviluppo, per un sistema imprenditoriale propositivo, che vogliamo tornare a valorizzare maggiormente. Una crescita di cui si possono giovare in particolare le nostre aree interne, territori in cui crediamo e nei quali stiamo investendo con convinzione”.

Castel di Lama, lavori in corso sulla chiesa di Santa Maria degli Angeli

Sono in corso i lavori di riparazione post sisma sulla chiesa di Santa Maria degli Angeli, ubicata nella frazione di Villa Chiarini a Castel di Lama, nel Piceno. Si tratta di un intervento che vede la Diocesi nelle vesti di soggetto attuatore, per un importo di 319.455 euro.

«Il patrimonio di edilizia religiosa, il più danneggiato, rappresenta un punto di riferimento vitale per le comunità del cratere – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Stiamo agendo in maniera capillare per restituire quanto prima ogni presidio, anche il più piccolo ed isolato, perché è parte del dna del nostro Appennino e non solo. Forte e proficua resta dunque la sinergia operativa con le Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

La chiesa di Santa Maria degli Angeli, dalle origini seicentesche (fu costruita in due anni, dal 1693 al 1695), deve il suo nome al tesoro più prezioso in essa contenuto: gli angeli realizzati in stucco che fanno da corona alla Madonna col Bambino affrescata nell’abside attribuita a Giuseppe della famiglia dei Giosafatti. Edificata sui resti di un’antica chiesa rurale, rappresenta uno dei principali monumenti del territorio lamense.

I lavori prevedono, tre le altre cose, il rinforzo delle fondazioni, la realizzazione di un vespaio per l’areazione delle fondazioni, il consolidamento delle murature e l’inserimento di catene in direzione est-ovest.

Sant’Elpidio a Mare, dalla Conferenza regionale sì al progetto di Palazzo Menghetti

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di miglioramento sismico di Palazzo Menghetti, a Sant’Elpidio a Mare, in provincia di Fermo.
Si tratta di un intervento da 1 milione di euro che vede il Comune, proprietario del bene, nelle vesti di soggetto attuatore.

«Andiamo a recuperare un grande spazio che la comunità elpidiense attendeva da tempo, a testimonianza che il processo di ricostruzione è improntato su una visione di ampio respiro – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Dobbiamo proseguire su questa scia per restituire un futuro importante a zone martoriate ed in sofferenza. L’evidente accelerazione imposta alla ricostruzione pubblica è frutto della sinergia costruttiva con Comuni, tecnici, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Lo storico Palazzo Menghetti si trova in pieno centro, lungo corso Baccio; è costituito da un insieme di edifici contigui, che si incastrano l’uno all’altro a formare un complesso corpo di fabbrica su piani sfalsati. Lesionato dal sisma ed inutilizzato da decenni, la situazione odierna parla di un grave dissesto dell’intero immobile.

Il progetto, molto articolato, prevede il consolidamento della struttura nel suo insieme partendo dal seminterrato intervenendo sulle volte, la ricostituzione della forma originaria e quindi il consolidamento con malte idonee e il rinfianco e completamento fino alla riproposizione della quota di progetto. Poi, la riparazione delle pareti verticali con metodo scuci e cuci, la scarificazione dei giunti, il risarcimento con malta idonea, lo smontaggio e la realizzazione di nuove coperture in legno, la demolizione e la ricostruzione dei solai in legno.