Fiuminata, via libera al progetto esecutivo per la nuova pavimentazione del borgo storico di Castello

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo che prevede il ripristino della pavimentazione all’interno delle mura del borgo medievale di Castello, nel comune di Fiuminata (MC).
Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023 e nel “Nuovo Piano Ricostruzione delle opere pubbliche”, per un importo di 300.000 euro.

«Lo stato di attuazione dell’ordinanza 137 ci conferma la bontà della scelta di ampliare il planning delle opere da finanziare – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’entroterra martoriato dal sisma ha infatti bisogno di un rilancio a 360 gradi che guardi in più direzioni, con la consapevolezza che la ricostruzione non vuole e non deve diventare un contenitore vuoto. Ringrazio, come sempre, il lavoro congiunto di Comuni, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Seguendo le indicazioni date sia dalla Struttura commissariale con il Senatore Castelli sia della Regione Marche con il Presidente Acquaroli, abbiamo deciso come amministrazione comunale di investire una parte delle risorse concesseci con l’ordinanza 137 nel borgo di Castello – dichiara il sindaco Vincenzo Felicioli -, con gli stessi fondi per un importo di 500.000 euro prevediamo di intervenire per il restauro del percorso interno del borgo di Spindoli e della piazzetta di Colmaggiore. Ripartiamo dopo l’evento sismico del 2016 convinti che se recuperiamo e offriamo servizi, come dice giustamente il senatore, non creeremo dei contenitori vuoti ma porteremo i nostri borghi a risplendere come una volta. Tutti insieme ce la faremo».

Il progetto di Castello prevede di intervenire su alcune porzioni interne del borgo storico e sullo spazio esterno di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista e all’arco, tramite il ripristino di alcune porzioni di pavimentazione. Stessa sorte per la piazzetta (sarà ricostruita con la tecnica del “ferma passo”) e per le vie limitrofe, mentre su muretti e scalette è in programma il restauro con i conci antichi di pietra arenaria.
Sulla strada superiore è prevista la demolizione totale della pavimentazione esistente e la posa in opera di pietra arenaria posta a correre, intercalata da una fascia centrale di travertino di colore bianco.

La frazione di Castello, da fonti storiche conservate nell’archivio comunale e nell’archivio di Camerino, viene individuata come il luogo eretto e fortificato tra il XIII e il XIV secolo per diventare sede del Comune di Fiuminata. Il Comune rimase nella frazione fino al 1872, quando fu trasferito al nuovo capoluogo scelto, il villaggio di Massa.

Giuli: Castelli, riconosce valore culturale del patrimonio Appennino centrale come strumento di rinascita

Il Commissario Al sisma 2016 commenta l’odierna presentazione delle linee programmatiche del Ministro della Cultura che, nel suo intervento alla Camera, si sofferma sulla valorizzazione e il rilancio del cratere.

“Ringrazio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli che oggi, alla Camera, nel presentare in modo esaustivo e impeccabile alle Commissioni Cultura di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero, ha dedicato un passaggio significativo e molto lucido ai territori dell’Appennino centrale. Il Ministro Giuli, infatti ha spiegato come il contrasto allo spopolamento, la valorizzazione della cultura, la rinascita e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016-2017 siano fattori interconnessi tra loro all’interno di una strategia che non può essere soltanto di ricostruzione, ma anche di riconnessione di quel tessuto sociale ed economica lacerato a causa degli eventi catastrofali avvenuti. Una strategia che gode del pieno e costante appoggio del Governo Meloni e che ha dato vita al Laboratorio Appennino centrale, un modello di sviluppo fondato sulla sicurezza e la sostenibilità, che ha il fine ultimo di creare quelle condizioni di vita che incentivino le persone a restare in questi territori”.

Ad affermarlo è Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016.

“Il Ministro della Cultura oggi ha ribadito il suo appassionato interesse per la Civitas Appenninica e per il prezioso patrimonio artistico custodito nei nostri borghi, già manifestato in occasione delle collaborazioni culturali che abbiamo realizzato quando era Presidente della Fondazione MAXXI. Giuli ha poi manifestato la necessità di ragionare in termini di riconnessione di, e tra, città e paesi al fine di creare un’offerta culturale che dovrebbe combinarsi con un osservatorio sullo spopolamento delle aree appenniniche. Questo perché, come ha dichiarato, la riqualificazione e alla rigenerazione di strutture non è sufficiente per garantire un nuovo futuro all’Appennino centrale. Tutte le azioni che vengono adottate devono, infatti, fare i conti con il convitato di pietra della ricostruzione: lo spopolamento, appunto. In conclusione, con il Ministro Giuli prosegue e si rafforza la collaborazione con il dicastero del Collegio Romano e sono certo che l’intervento fatto a Montecitorio troverà attuazione attraverso nuove, feconde, iniziative culturali”.

Sicurezza e viabilità: 300 milioni di euro per la SS4 “Salaria”

Il Governo, attraverso un apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia, ha stanziato ulteriori 300 milioni in favore della SS4 “Salaria”, che si aggiungono alla provvista finanziaria già precedentemente riconosciuta all’antica strada consolare che attraversa il cuore del cratere sismico 2016.

I lavori interessati direttamente dal provvedimento riguarderanno due tratte specifiche che andranno a migliorare la sicurezza e la scorrevolezza del traffico. Il soggetto incaricato di coordinare questi interventi è il Commissario straordinario per la Salaria, che supervisionerà la realizzazione dei lotti funzionali previsti. Nel dettaglio, i lavori consentiranno la realizzazione di interventi strategici quali il secondo lotto della variante di Trisungo-Acquasanta nelle Marche (per un totale di ulteriori € 201.545.631), il 2° lotto della variante di Monterotondo scalo nel Lazio ( 32 milioni 519.320) e l’adeguamento a 4 corsie per un totale di 6 chilometri nel territorio ricadente nella provincia di Rieti ( 65 milioni.048) che si aggiungono a precedenti finanziamenti già stanziati.

L’investimento contribuisce a rendere la Salaria un’infrastruttura più moderna e sicura, a beneficio di chi la percorre quotidianamente e di coloro che utilizzano questa strada per i collegamenti tra il centro e il nord-est del Paese. Questo intervento ricade nel Programma “RiViTA”, con cui Ministero delle infrastrutture e trasporti, Struttura commissariale e Regioni forniscono un imprescindibile sostegno alle politiche di coesione e sviluppo dei territori appenninici interni dell’Italia centrale, sulla base dell’esperienze e dei risultati maturati nell’ambito delle azioni avviate nelle aree dei crateri sismici 2016 e 2009.

Il Programma riconosce la Strada Statale Salaria quale asse principale di accessibilità e mobilità nelle aree appenniniche interne e del cratere sismico, con forte valenza di collegamento trasversale, motore di traffici commerciali e sviluppo economico, ma anche di relazioni e di radicamento e crescita del tessuto urbano e sociale. La Salaria connette infatti il Lazio con le Marche, realizzando un asse di viabilità trasversale e baricentrico nel cratere sismico funzionale anche alla connessione con l’Umbria e con l’Abruzzo.
“Si tratta di un ulteriore tassello che conferma che la ricostruzione viaggia ormai spedita, con un evidente cambio di passo volto a portare a termine il nostro importante lavoro – dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma Guido Castelli – Ringrazio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, i presidenti delle Regioni Francesco Acquaroli e Francesco Rocca, il Questore della Camera Paolo Trancassini e il Commissario per la Salaria Fulvio Soccodato, per la collaborazione fattiva ed efficiente.
La Salaria è un’arteria fondamentale non solo per il Centro Italia ma per tutto il Paese; nello specifico, l’ammodernamento della Statale Salaria tra Acquasanta e Quintodecimo è un intervento atteso da oltre 40 anni che potrà contare su un finanziamento complessivo di 357 milioni, di cui oltre 200 assicurati da questo decreto.
Il tema dell’importanza di essere connessi, non solo dal punto di vista digitale ma soprattutto infrastrutturale, rimane una delle sfide maggiori di questa strategia complessiva di rinascita, fondamentale per tutta la ricostruzione e per il rilancio dell’Appennino centrale”.

“La Salaria è un’arteria fondamentale per il collegamento tra le Marche, il Lazio e Roma e questo ulteriore e importantissimo segnale da continuità all’azione del Governo volta a combattere l’isolamento a cui eravamo condannati. Un altro tassello che contribuisce a migliorare non solo i collegamenti tra l’Adriatico e il Tirreno ma anche per rivitalizzare la zona appenninica e del nostro entroterra – che in questo caso corrisponde anche all’area più colpita dal sisma del 2016 – verso la Capitale” ha sottolineato il Presidente della Regione Francesco Acquaroli.

“La riqualificazione della SS4 Salaria – dichiara il Sottosegretario all’Economia Lucia Albano – rappresenta un’opera di fondamentale importanza per le Marche e per l’intero Centro Italia, attesa da decenni e fortemente voluta dal governatore Acquaroli. Questa infrastruttura, oltre a migliorare la viabilità e la sicurezza stradale, favorisce la coesione territoriale, riducendo il divario tra aree interne e rafforzando lo scambio borgo-città. Riveste inoltre un ruolo strategico per la ricostruzione post-sisma, dal momento che facilita l’accesso ai servizi pubblici essenziali e incentiva la ripresa delle attività economiche. Un traguardo che testimonia ancora una volta la vicinanza del Governo Meloni alle popolazioni colpite dal sisma”.

“Dopo anni di battaglie finalmente il Governo Meloni dà risposte concrete su un’infrastruttura strategica come la Salaria. Una strada fondamentale per pendolari e turisti su cui viaggia la Ricostruzione dei paesi del Centro Italia colpiti dal sisma. Ringrazio i ministri Giorgetti e Salvini per i fondi stanziati e tutta la nostra filiera istituzionale per questo traguardo raggiunto. L’adeguamento a quattro corsie della Salaria nel territorio della provincia di Rieti era un impegno che avevamo preso con i cittadini che stiamo portando avanti con determinazione insieme al commissario Guido Castelli e all’assessore Manuela Rinaldi” sottolinea il Questore della Camera Paolo Trancassini.

La città di San Severino Marche saluta la riapertura del palazzo comunale

“La riapertura del Palazzo Comunale è un segno tangibile della rinascita della città e dell’impegno costante delle istituzioni nel ricostruire e restituire alla comunità i luoghi simbolo del territorio”.
Con queste parole il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha salutato la riapertura del Palazzo Comunale che, ad otto anni dal sisma, è tornato finalmente a rivivere dopo un accurato intervento di recupero e restauro.
I lavori, avviati a seguito delle scosse di terremoto del 2016, hanno beneficiato dei fondi stanziati dal Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, con il supporto dell’Ordinanza n. 56 del 14 maggio 2018.
L’importante intervento, dal valore complessivo di circa 2 milioni e 400 mila euro, ha consentito il consolidamento strutturale dell’edificio, l’adeguamento di tutti gli impianti e l’abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo così un luogo sicuro e accessibile per tutti i cittadini. Grande attenzione è stata inoltre dedicata al restauro delle sale del piano nobile, riportate al loro antico splendore.

Il primo cittadino settempedano ha espresso grande emozione e orgoglio per questo importante traguardo: “Ricordo ancora, come fosse oggi, la scossa dell’ottobre 2016 che ci costrinse a lasciare il Palazzo Comunale. Oggi, però, celebriamo non solo la riapertura di un edificio, ma l’inizio di una nuova fase per la nostra città. Questo luogo rappresenta la resilienza della nostra comunità, il ritorno alla normalità e la speranza per il futuro”.

Il sindaco Piermattei ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento ai tecnici comunali coinvolti e alle istituzioni che hanno sostenuto il progetto: dalla Struttura Commissariale, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, fino alla Soprintendenza e agli altri enti che hanno seguito da vicino ogni fase delle opere.
“Il Palazzo Comunale – ha concluso il sindaco della Città di San Severino Marche – tornerà ad essere il luogo più rappresentativo delle istituzioni locali e accoglierà nuovamente i momenti più importanti della vita della comunità settempedana. Questo nuovo inizio ci dà speranza e forza per continuare a costruire un futuro migliore per San Severino Marche e il suo territorio”.

“San Severino Marche, grazie all’ottimo lavoro di squadra tra il presidente della Regione Acquaroli, l’Usr, la Struttura Commissariale e il sindaco Piermattei, oggi segna un passo importante – ha dichiarato il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli, sottolineando – Con la riapertura del municipio un altro elemento di questo territorio torna al suo posto. La ricostruzione è un mosaico a cui ciascuno di noi è chiamato a contribuire fattivamente, verso l’obiettivo comune della rinascita delle comunità e della valorizzazione dei nostri borghi”.

“Questa cerimonia rappresenta un’occasione importante che fa riaprire la casa di tutti i cittadini di San Severino Marche. E’ una grande occasione in cui tutta la comunità torna a riunirsi – è intervenuto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha parlato di San Severino Marche come di una delle città più belle dell’intera regione, per sottolineare subito dopo – Noi abbiamo il dovere di ricostruire i palazzi e di riunire le comunità e ridare a questi territori non solo una speranza ma un futuro. Tanto si sta facendo, e penso alla legge sui borghi. Si tratta di una sfida complessa ma sono convinto e fiducioso della resilienza dei tanti marchigiani”.

Scuole del Fermano, riunione operativa: 13 scuole e 51 milioni per il rilancio post sisma

Riunione operativa, stamane, tra Struttura commissariale, tecnici della Provincia di Fermo ed Ufficio Speciale Ricostruzione per fare il punto sullo stato di attuazione dell’ordinanza relativa alla ricostruzione delle scuole superiori.

«Il confronto costante rappresenta una delle pietre angolari su cui poggia il nostro modo di intendere la ricostruzione post sisma – spiega il commissario straordinario Guido Castelli-. In merito all’edilizia scolastica, l’attenzione è sempre massima e ricognizioni come quella odierna rivestono un ruolo nodale. Nel Fermano, in particolare, le 13 scuole secondarie che necessitano un intervento di riparazione cubano un totale di circa 51 milioni di euro. Una cifra importante, che impone appunto la massima interlocuzione tra le componenti coinvolte».

Nello specifico, le scuole e le risorse a disposizione sono: Itc “Mattei” di Amandola (corpo palestra e corpo spogliatoi-deposito, 977.550 euro), Itt “Montani” di Fermo (biennio, 9,2 milioni), Itt “Montani” (triennio, 4,8 milioni), Conservatorio “Pergolesi” di Fermo (5,1 milioni), Ipsia “Ricci” di Fermo (4,8 milioni), Itet “Carducci-Galilei” di Fermo (nucleo originale, 4,7 milioni), Itt Carducci Galilei di Fermo (corpo ampliamento, 3,2 milioni), Convitto del “Montani” di Fermo (7,1 milioni), Ist. prof. enog. soc. san. “Tarantelli” di Sant’Elpidio a Mare (1,8 milioni), Iiiss “Tarantelli” di Sant’Elpidio a Mare (1,6 milioni), Liceo scientifico “Onesti” di Fermo (1,1 milioni), Itc “Mattei” di Amandola (2,2 milioni), Liceo classico “Annibal Caro” di Fermo (8 5 milioni).

«Prendo proprio il liceo “Annibal Caro” quale esempio per ribadire la massima disponibilità della Struttura commissariale ad integrare fondi e risorse qualora ve ne fosse necessità e ne sia fatta richiesta – conclude Castelli -. L’obiettivo è di avere un quadro coerente e di agire nei termini più stretti possibile, anche grazie all’ausilio di strumenti come l’accordo quadro unitario per gli edifici scolastici. Ringrazio la fattiva collaborazione, oltre che delle Province, dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Norcia, riaperta la storica Porta Romana

Riaperta Porta Romana uno dei simboli storici della città di Norcia. Questa porta, che un tempo fungeva da ingresso principale alla città, ha subito notevoli danni a causa del terremoto del 2016, ma ora è di nuovo “restaurata”

Dopo anni di lavoro, il restauro di Porta Romana è finalmente terminato. La conclusione dei lavori è avvenuta alla fine di settembre 2024. Questo progetto di recupero ha mirato non solo a ripristinare la struttura originale, ma anche a valorizzare il patrimonio culturale e architettonico della città.

Per il restauro di una delle due porte principali della città è stato fatto largo uso di materiali tipici della zona, nel rispetto dell’identità storica di Norcia. Sono state utilizzate tecniche di restauro moderne ma l’aspetto è stato lasciato inalterato per garantire l’autenticità della porta.

Il restauro ha incluso anche interventi di valorizzazione dell’area circostante, rendendo l’accesso a Porta Romana più fruibile e attrattivo per i visitatori. La riapertura di Porta Romana rappresenta un importante passo avanti per la comunità di Norcia. Essa non solo riporta un pezzo di storia e cultura, ma stimola anche il turismo e l’economia locale, contribuendo a una ripresa più ampia dopo il sisma.

Il restauro di Porta Romana è un simbolo di resilienza e determinazione per la città di Norcia. La sua riapertura segna una nuova era per la città, che guarda al futuro con speranza e rinnovato orgoglio per il proprio patrimonio culturale.

“Abbiamo riconsegnato alla città uno dei suoi simboli più importanti, danneggiato dal sisma del 2016. La Porta Romana, costruita nel 1859 e dedicata all’Unità d’Italia, porta con sé una storia millenaria. Su di essa, i ricordi di Ufente e Sertorio, condottieri nursini, e il titolo “Vetusta Nursia” conferito da Papa Gregorio Magno nel lontano 603.Grazie alla sinergia tra Comune di Norcia, Ufficio Ricostruzione e Regione Umbria, stiamo restituendo al territorio i suoi gioielli. La ricostruzione procede a grandi passi, un altro importante pezzo di storia è tornato a nuova vita” ha dichiarato il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli.

 

Camerino, avanzano i lavori del Pnc Sisma su verde e parchi urbani

Riqualificazione di parchi urbani, verde pubblico, giardini ed aree per il tempo libero. La ricostruzione post terremoto passa anche da qui. Vedere l’esempio di Camerino, dove sono in corso tre distinti interventi ricompresi all’interno del Pnc Sisma, tutti relativi alla sub-misura A3.1 “Rigenerazione urbana”.

A tal proposito, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha liquidato al Comune una serie di acconti attinenti all’avanzamento degli stessi lavori, che in totale ammontano a 350.000 euro.

«L’attuazione del Pnc prosegue con puntualità tenendo fede ai suoi obiettivi iniziali, tra cui la rivitalizzazione dei luoghi in ottica al fine di favorire le relazioni sociali e l’aggregazione nelle comunità del nostro entroterra appenninico – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Continuiamo dunque a lavorare alacremente per rilanciare il cratere a 360 gradi, grazie alla fattiva collaborazione con Comuni, tecnici, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

“Con questi lavori andiamo a sistemare quei luoghi simbolo e di ritrovo di una comunità- aggiunge il Sindaco Roberto Lucarelli – Ringrazio il Commissario Castelli per l’attenzione che ha sempre dato alla città di Camerino e per la grande collaborazione con il sottoscritto. Quello che si sta avendo sulla ricostruzione è sotto gli occhi di tutti”.

Dunque, cantiere aperto alla Rocca Borgesca, dove è in corso il restyling dei giardini e dell’area per lo sport ed il tempo libero (importo, 100.000 euro); si sta agendo nelle zone di pertinenza della fortificazione con potature, infoltimenti, pulitura dei viali inghiaiati, asportazione del fogliame e della vegetazione erbacea, impermeabilizzazione della vasca della fontana centrale, impianti di irrigazione e sistemazione dei due campi di gioco bocce presenti.

Altro intervento è quello che riguarda la sistemazione e completamento delle aree verdi dell’Accademia della musica e del quartiere in località Vallicelle (70.000 euro). Nel primo caso è in programma la realizzazione di una rete di irrigazione con lo scopo di estendere l’area verde esistente ed incentivare così la ricreazione all’aperto. Nel secondo, ecco una nuova pavimentazione drenante in lastre di calcestruzzo per la piena accessibilità anche da parte delle persone con disabilità motoria, una staccionata in legno e l’installazione di opere di arredo urbano.

Infine, il parco urbano “Le Gaggie” di viale Seneca coi suoi circa 9.000 metri quadrati, attualmente delimitato e chiuso all’accesso dei cittadini. I lavori prevedono la riqualificazione del verde e dei percorsi pedonali, una serie di interventi di ingegnerie naturalistica, una piccola area per il ristoro ed il tempo libero, una nuova area giochi per bambini, sostituzione ed integrazione dell’impianto di illuminazione, per un importo di 180.000 euro.

Stazione sciistica di Frontignano, aggiudicati i lavori per biglietteria e sala macchine della nuova cabinovia

Frontignano, sono stati aggiudicati i lavori per la realizzazione della biglietteria e della sala macchine della nuova cabinovia, con annesso alloggiamento di due cabine di trasformazione. Si tratta di un passaggio nodale per la riqualificazione completa del comprensorio sciistico ubicato nel comune di Ussita (MC), una delle principali località sciistiche marchigiane dei Monti Sibillini, dove il sisma ha prodotti danni diffusi.

«Tassello dopo tassello stiamo portando avanti anche il rilancio delle nostre montagne appenniniche così duramente provate degli effetti del terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. I Sibillini rappresentano un luogo le cui potenzialità possono e devono andare oltre i danni causati da questa tragedia e Frontignano è una delle stazioni di punta. In questo percorso si rivela determinante la sinergia instaurata con Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

I lavori in oggetto, che andranno a rifunzionalizzare il garage “Selvapiana” e la cabina elettrica “Cma 150”, rappresentano il terzo dei 10 lotti in cui è stato suddiviso l’intervento sulla stazione di Frontignano ed hanno un importo totale di 1.015.127 euro.

Nello specifico, si tratta di una demolizione con successiva ricostruzione: al piano seminterrato verrà posizionata la “Cabina A150” originariamente posta al primo piano, oltre a una nuova cabina elettrica che sarà a servizio esclusivamente della cabinovia in corso di realizzazione. Per la parte restante rimarrà la destinazione ad autorimessa.

Il piano terra, invece, sarà adibito a servizio della cabinovia grazie ad una biglietteria, una sala macchine e una sala di comando, oltre ai servizi igienici pubblici.

L’ultima Cabina sisma, inoltre, ha approvato una nuova disposizione per la metratura del rifugio Cristo delle Nevi, il cui progetto prevede demolizione e ricostruzione, che consentirà sia di soddisfare le esigenze funzionali che di valorizzare il contributo paesaggistico ed ambientale del rifugio nell’ambito della cortina montuosa dove è collocato.

 

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa del Sacro Cuore” nel Comune di Spoleto.

La Conferenza dei servizi ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa del Sacro Cuore” nel Comune di Spoleto. Gli eventi sismici del 2016 hanno determinato nell’edificio uno stato di danno grave e hanno messo in luce alcune significative vulnerabilità, che hanno guidato l’individuazione degli interventi strutturali più idonei ed efficaci per l’edificio. In primo luogo, si è evidenziata l’attivazione di un cinematismo di ribaltamento verso l’esterno della parete di facciata; essendo la stessa vincolata a livello del cordolo di copertura continuo su tutto il perimetro dell’aula, si sono evidenziate lesioni riconducibili a una flessione verticale del paramento, con spanciamento in corrispondenza della porzione intermedia della parete. Una ulteriore e significativa vulnerabilità è inoltre emersa a seguito dell’esecuzione di indagini e prove sulla struttura esistente, che hanno mostrata la presenza di una muratura realizzata a doppio paramento in pietra con nucleo centrale in materiale caotico seppur cementato; si sono inoltre rilevate caratteristiche piuttosto carenti delle malte utilizzate. Gli interventi proposti partono in primo luogo da una rifunzionalizzazione delle opere di cerchiatura a metà altezza dell’aula, che come dimostrato dalle indagini eseguite, risultano in alcuni tratti non continue tra paramenti ortogonali. Si saneranno quindi le vulnerabilità della copertura, eliminando lo strato di finitura in laterizio e sostituendolo con un tavolato opportunamente connesso alle membrature in legno esistenti mediante viti e al cordolo perimetrale mediante nastri forati chiodati. Tale intervento permetterà una riduzione delle masse, l’eliminazione del rischio di sfondellamento, una maggiore rigidezza nel piano della falda di copertura e un miglior collegamento alle murature perimetrali. Il totale dell’intervento è di € 1.400.000,00.

“Ringrazio il Presidente della Regione Donatella Tesei, l’Ufficio Ricostruzione, l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia guidata dall’Arcivescovo Renato Boccardo, il Sindaco Andrea Sisti per la continua collaborazione, fondamentale per la rinascita dei nostri territori colpiti dal sisma- dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma Guido Castelli- – Continuiamo insieme, senza fermarci, nell’opera di rinascita insieme a tutti i protagonisti dei nostri territori. Le chiese sono dei gioielli da tutelare e da tramandare alle future generazioni, testimoni del nostro passato ed elemento di coesione delle nostre comunità”.

Atri, al via due la progettazione degli istituti Itc e Ipsia Zoli

Con l’autorizzazione degli Ordini di attivazione, parte ufficialmente la progettazione per gli interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico per l’Istituto Tecnico Commerciale (ITC) “A. Zoli” e l’Istituto per l’Industria e l’Artigianato (IPSIA) “A. Zoli” di Atri, in provincia di Teramo. Entrambi gli istituti rientrano nel Programma Straordinario di Ricostruzione delle scuole finanziato dall’Ordinanza Speciale n. 31 e procedono grazie alle procedure semplificate degli Accordi quadro.

“Una notizia importante, che ci rende ancora più orgogliosi del lavoro fatto per sbloccare gli Accordi quadro legati all’Ordinanza speciale 31 – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Proseguiamo nel lavoro di squadra con il Presidente Marco Marsilio, il Direttore dell’Usr Vincenzo Rivera e il Sub Commissario Fulvio Soccodato per concretizzare sempre di più il Piano scuole, fondamentale per garantire la residenzialità nell’Appennino centrale”.

L’intervento per l’ITC “A. Zoli” prevede un investimento complessivo di 2 milioni di euro. L’Ordine di attivazione riguarda i servizi di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, con un’importante opera di miglioramento strutturale ed energetico. L’intervento per l’IPSIA “A. Zoli” comporta un investimento di 1,3 milioni di euro, e anche in questo caso l’Ordine di attivazione riguarda interventi di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza.