Cingoli, 2 milioni per il recupero della cinta muraria

La Conferenza regionale ha approvato il progetto per il recupero della cinta muraria di Cingoli, nel Maceratese, per un importo di 2 milioni di euro.

L’intervento, ricompreso tra quelli finanziati dall’ordinanza numero 137, prevede lavori sulla porzione di mura medievali che si sviluppa da Porta Piana fino alla Portella e tra Porta Spineto e le mura storiche sottostanti il convento di San Benedetto, per una lunghezza totale di 1,8 chilometri circa. Tutto ciò perché le scosse di terremoto del 2016/2017 hanno aggravato la situazione di quello che rappresenta uno dei tratti distintivi e più ammirati del centro storico cingolano.

«Il patrimonio storico del cratere è innegabilmente vasto e prezioso in tutte le sue manifestazioni – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Nostro dovere non è solo ricostruire ma preservare tali tesori. L’ordinanza 137 viaggia anche in questa direzione, e la sua pronta attuazione ci conferma la bontà della scelta. Ringrazio come sempre il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Soddisfazione da parte del Sindaco Michele Vittori. “E’ un importante intervento che avrà un impatto rilevante che riguarda anche l’accoglienza. Le Mura sono un biglietto da visita fondamentale della nostra città. Chi decide di visitare il nostro borgo, può apprezzare la bellezza che contraddistingue le nostre Mura. Facciamo sentire sicuro e accolto chi viene a visitarci ma anche chi ci abita”.

La progettazione ha suddiviso il lavoro in quattro settori, per i quali sono previste diverse tipologie di intervento. Il primo comprende unicamente Porta Piana, oggetto di una pulizia approfondita dei fregi in pietra tramite una soluzione di sali di ammonio disciolti in acqua.

Il secondo si sviluppa da Porta Piana fino a Portella mentre il terzo include Porta Spineto e il muro adiacente. Gli interventi sui tratti di mura inclusi in questi raggruppamenti hanno come scopo principale quello di migliorarne la coesione e la stabilità.

Infine il quarto settore, di cui fanno parte le mura del convento di San Benedetto, che si sviluppano su due livelli. Qui sono previsti, tra le altre cose, lo smontaggio e rimontaggio della fascia sommitale della porzione di mura poste più alto, compreso il manto di copertura in coppi, e l’esecuzione di cuci e scuci di muratura nei tratti fessurati

Firmato un protocollo tra il Commissario Castelli e Fondazione Inarcassa per formazione professioni tecniche

Rafforzare la collaborazione tra la Struttura Commissariale Sisma 2016 e la Fondazione Inarcassa attraverso specifiche attività di formazione e di comunicazione. E’ quanto prevede il Protocollo d’intesa siglato oggi dal Commissario Straordinario Guido Castelli e dal Presidente della Fondazione della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, Ing. Andrea De Maio. Finalità del Protocollo è quella di soddisfare la domanda di esperti nel campo della prevenzione del rischio sismico e assicurare il supporto necessario alle attività tecniche di ricostruzione dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici del 2016-2017. Nel dettaglio, l’accordo odierno è destinato alla realizzazione di un Piano Formativo rivolto agli architetti e ingegneri liberi professionisti, nei cui confronti è anche prevista anche una specifica attività d’informazione sulle iniziative di interesse promosse dalla Struttura Commissariale Sisma 2016.

Il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli: “Ringrazio Fondazione Inarcassa e il Presidente De Maio per aver condiviso la sigla di un Protocollo che contribuisce a implementare la formazione professionale e la comprensione di una realtà, quello del cratere sisma, che rappresenta il più grande cantiere d’Europa. Sono dunque complessi e numerosi gli aspetti tecnici e amministrativi che devono essere conosciuti nel dettaglio al fine di operare al meglio. In questo contesto il ruolo delle professioni tecniche è fondamentale per il buon andamento della ricostruzione e, per tale ragione, il rapporto di collaborazione che intrattengo con i loro ordini è costante. Per la ricostruzione dell’Appennino centrale stiamo adottando una strategia che prevede di ricostruire innovando, ricorrendo alle migliori e più innovative tecnologie. Ciò richiede di poter contare su professionalità altamente qualificate e formate e, attraverso l’accordo odierno, rispondiamo proprio a questa esigenza”.

Il Presidente della Fondazione Inarcassa Ing. Andrea De Maio: “Salutiamo con grande entusiasmo la firma del protocollo d’intesa con la Struttura Commissariale del Sisma 2016 allo scopo di implementare le figure professionali che ruotano attorno ad uno dei più grandi cantieri d’Europa. Come Fondazione Inarcassa ribadiamo la necessità del  coinvolgimento delle professioni tecniche per il buon andamento dei lavori. Mettere a servizio della struttura del Commissario l’esperienza della Fondazione, non potrà che migliorare la ricostruzione di contesti urbani affetti da fenomeni sismici adottando le più moderne tecniche di prevenzione volte alla ricostruzione di edifici sicuri”.

Il piano formativo, oggetto del Protocollo d’intesa, mette in evidenza argomenti di grande interesse sia per la Struttura Commissariale che per la Fondazione Inarcassa quali:  l’inquadramento dell’area del cratere (Ordinanze Commissariali; prezziario; gestione materie e discariche); demolizioni e tecniche innovative per la sicurezza dei cantieri e la ricostruzione; progetto e direzione lavori nei cantieri dalla fase di demolizione e ricostruzione; tecniche innovative per la ricostruzione ed il monitoraggio strutturale e geotecnico; costruzione di edifici in legno; messa in sicurezza dei beni culturali.

La Fondazione Inarcassa, promotrice e co-organizzatrice della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, la cui settima edizione sarà celebrata nel prossimo mese di dicembre, rilascerà a ciascun architetto e ingegnere libero professionista che abbia completato il Piano Formativo un attestato di frequenza e partecipazione. I programmi didattici di ciascun modulo formativo (per i quali saranno rilasciati i relativi Crediti Formativi Professionali) saranno affidati a esperti in materia di prevenzione sismica relativi all’ambito accademico, professionale e istituzionale.

 

 

Castelli: “Proroga fondo contrasto deindustrializzazione sostiene il rilancio dell’Appennino centrale

“Apprendo con soddisfazione della decisione assunta dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha prorogato le scadenze per l’investimento e la rendicontazione del bando relativo al Fondo di contrasto alla deindustrializzazzione. Una notizia particolarmente attesa da molte imprese del territorio marchigiano che coinvolge anche realtà presenti all’interno del cratere sisma 2016. Questa misura, complessivamente destinata ai consorzi industriali localizzati tra Lazio e Marche al fine di contrastare i processi di deindustrializzazione, prevede la concessione di incentivi economici in favore di quelle imprese manifatturiere che realizzino investimenti volti al potenziamento, o la riqualificazione di insediamenti produttivi già esistenti e a favore l’insediamento di nuove unità produttive. Si tratta dunque di un’opportunità di crescita per i nostri territori”.

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

“Il Decreto del Dipartimento per le Politiche di Coesione – aggiunge Castelli – prevede che i termini temporalintro cui sostenere le spese rimborsate dal Fondo siano prorogati al 31 dicembre 2025 per quanto riguarda l’investimento e al 30 Giugno 2026 per la rendicontazione. Questo risultato, che è stato reso possibile dall’attenzione del Governo Meloni e dal costante interessamento delle associazioni datoriali, contribuisce a sostenere quella complessiva strategia di sviluppo e rilancio dell’Appennino centrale che la Struttura commissariale sta sostenendo, attraverso la la collaborazione delle istituzioni nazionali e locali. La rinascita dei nostri territori, infatti, necessita non solo della ricostruzione materiale, ma anche di intreventi di rigenerazione sociale ed economica. In questa prospettiva – conclude Castelli -, stare al fianco delle imprese contribuisce anche aiutare le nostre comunità, dal momento che vengono create quelle opportunità di lavoro che, offrendo nuove prospettive di futuro, rappresentano un potente strumento di contrasto al fenomeno di spopolamento

Castelli:”Il Laboratorio Appennino centrale è la dimostrazione dell’assurdità dell’approccio ideologico al Green Deal denunciato da Giorgia Meloni

Il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli interviene a seguito dell’intervento in Senato del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Gli effetti disastrosi dell’approccio ideologico che ha accompagnato la nascita e ha sostenuto finora lo sviluppo del Green Deal europeo sono evidenti nell’azione di ricostruzione e riparazione dell’area del cratere sisma 2016, oltre che sull’automotive e su altri settori economici come ha giustamente evidenziato il Presidente Giorgia Meloni nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Per il regolamento europeo sul ripristino della natura, uno dei pilastri del Green Deal, come Struttura Commissariale dovremmo limitare ulteriormente la presenza dell’uomo sul territorio per dare spazio a un ripristino della natura che in realtà è un inselvatichimento, in quanto la natura dell’Appennino è frutto di un intreccio millenario con l’uomo, il cui abbandono crea squilibri ambientali e innesca processi di instabilità particolarmente rischiosi per gli effetti degli eventi estremi causati dai cambiamenti climatici.

L’assurdità dell’approccio ideologico del regolamento sul ripristino della natura è evidente. Le misure indicate, che possono essere utili in altre parti d’Europa, per le nostre montagne vanno nella direzione uguale e opposta agli obiettivi che il regolamento intende perseguire. Con l’abbandono del nostro territorio si otterrà una banalizzazione della biodiversità: per esempio la presenza dell’Aquila reale sui nostri cieli sarà fortemente limitata dalla scomparsa di coltivi e pascoli che sono i terreni di caccia decisivi per la sua sopravvivenza; scomparirebbero piante e insetti fondamentali per i prodotti tipici, un pezzo importante del made in Italy, della nostra storia, della nostra cultura. Ma l’assurdità più evidente è che i terreni non più presidiati da coltivazioni e pascoli, come ci dicono le analisi sulle alluvioni in Romagna e in altre parti del Paese, diventano una massa instabile che amplifica gli effetti devastanti a valle con lutti e danni alle cose e all’ambiente. Si tratta di una condizione che, in Appennino centrale, si va a sommare alla fragilità sismica che, di fatto, inficerebbe i notevoli sforzi per la ricostruzione post sisma.

Ma non si tratta solo di difendere il nostro territorio e i nostri interessi ma, come ha chiaramente affermato Giorgia Meloni, di superare una “burocrazia che appesantisce cittadini e imprese con una selva di regole, molte delle quali senza senso e autolesioniste (…) per concentrarsi sulla visione e sugli strumenti necessari a realizzare quella visione” ed è quello che stiamo facendo con il Laboratorio Appennino centrale che intende sviluppare soluzioni che coniughino ambiente e presenza dell’uomo, che abbiamo presentato sia alla COP 28 a Dubai che al G7 Ambiente a Torino e che ora porteremo alla COP 29 a Baku per ribadire con Giorgia Meloni che “non è vero che per difendere l’ambiente e la natura l’unica strada percorribile sia quella tracciata da una minoranza palesemente ideologizzata”. In Appennino centrale stiamo ricostruendo un tessuto già lacerato da dinamiche di spopolamento che il sisma ha accentuato, lo stiamo facendo con le comunità locali cercando di ricostruire le migliori condizioni di vita e di lavoro che sono decisive per un territorio capace di affrontare i rischi climatici e demografici che lo minacciano”.

Ancona, approvato il progetto per il Palazzo del Rettorato: 17,5 milioni per la riparazione

È uno dei simboli di Ancona e si affaccia su uno dei luoghi più importanti della città, Piazza Roma. Eretto alla fine dell’800, fu inizialmente destinato a sede del Consiglio degli uffici della Provincia. Oggi ospita invece il Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche ed è vincolato per la sua valenza storico-monumentale.

Danneggiato dal sisma del 2016/2017, l’edificio ha appena visto l’approvazione del progetto esecutivo di miglioramento sismico da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione per un totale di 17,5 milioni di euro, di cui una parte con fondi sisma (12 milioni) ed una a carico della stessa Università.

«Una cifra significativa per uno degli interventi più complessi ricompresi nell’ordinanza numero 137 e nel “Nuovo Piano Ricostruzione delle opere pubbliche” – conferma il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il Rettorato del capoluogo dorico rappresenta un presidio strategico per tutta la nostra regione e per centinaia di operatori e studenti. Il merito di questo risultato va condiviso con la stessa Politecnica, con Comune, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

I lavori previsti riguarderanno circa 5.200 metri quadrati di superficie lorda e saranno incentrati sulla riparazione dei danni, sull’aumento del coefficiente di sicurezza sismico dell’edificio, il ripristino delle finiture connesse agli interventi strutturali e degli impianti connessi.

Tra le azioni previste, l’implementazione degli standard di eco-sostenibilità ed efficientamento energetico, l’adeguamento degli spazi di lavoro, il restauro delle pavimentazioni, della scala principale e degli ambienti più rappresentativi e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Monti Sibillini, via libera al progetto di miglioramento sismico del rifugio “Tribbio 2”

La Conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per il rifugio “Tribbio 2” di Fiastra (Mc), struttura fondamentale per l’escursionismo regionale e non solo, ubicata lungo il percorso del “Grande anello dei Sibillini”, di cui è punto tappa.

«Nelle vesti di soggetto attuatore c’è l’Ufficio Speciale Ricostruzione, per un progetto di miglioramento sismico che prevede un importo totale di 1,5 milioni di euro – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Questa importante approvazione fa il paio con quelle recenti dei progetti relativi al rifugio Colle Le Cese di Arquata del Tronto e a quello di Cupi, nel comune di Visso, a testimonianza dell’attenzione massima che stiamo riservando alla montagna così martoriata dal sisma. Ringrazio come sempre la sinergia proficua con Comuni, Parco dei Sibillini, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli». 

 «Il ripristino dei rifugi escursionistici di Tribbio, Colle le Cese e Cupi – afferma il Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Andrea Spaterna – consentirà di ripristinare la piena funzionalità del Grande anello dei Sibillini, di cui costituiscono punti tappa fondamentali. Ringrazio il Commissario alla ricostruzione e l’Ufficio Speciale Ricostruzione per l’impegno assunto per il ripristino dei rifugi, nella condivisa consapevolezza dell’importanza del Grande anello dei Sibillini per lo Sviluppo turistico del territorio del Parco e della montagna».

 «Accogliamo con grande piacere la notizia che attendevamo da tempo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione è il soggetto attuatore e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha dimostrato ancora una volta di essere persona capace, concreta e sensibile alle esigenze della montagna – dichiara il sindaco Giancarlo Ricottini –. Il Rifugio di Tribbio è un pilastro fondamentale del grande anello dei Sibillini e non solo.  È l’unico Rifugio che per la sua posizione strategica, fa da incrocio anche per altri 2 cammini. Tutti sappiamo che l’escursionismo, in tutte le sue sfaccettature (a piedi, in bicicletta o a cavallo), sta crescendo anche oltre le aspettative e il commissario sta cercando con queste operazioni di “cogliere l’attimo”. Come tutti i bravi dirigenti ha capito che per risollevare le nostre aree, duramente colpite dal sisma 2016, è necessario saper correre con i tempi e soprattutto saper anticipare ciò che il mercato del turismo andrà a chiederci nei prossimi anni. La cosa fondamentale per salvare i nostri territori, è bloccare quel virus che si chiama spopolamento, e per bloccare un virus è necessario trovare i giusti anticorpi. Noi amministratori, con il suo supporto e quello di altri enti, dovremo essere capaci di farlo, altrimenti tutto sarà vano».

I tre piani dell’edificio, storica struttura di riferimento per chi vive la montagna marchigiana, sono rimasti gravemente danneggiati dalle scosse del 2016/2017; solo grazie alla tempestiva messa in sicurezza ne è stato impedito il crollo.

Castelsantangelo sul Nera, riparazione per il Centro Faunistico

Riprendere il normale utilizzo e ripristinare la funzionalità del Centro Faunistico di Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, tra i Monti Sibillini.

Sono gli obiettivi del progetto di riparazione appena approvato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, per un importo di 390.654 euro; la struttura, di proprietà del Comune e situata nella zona di Vallinfante, nei pressi della sorgente del fiume Nera, è infatti rimasta danneggiata dopo gli eventi sismici del 2016/2017, che hanno causato, in particolare, numerosi fenomeni franosi.

«La nostra montagna deve poter esprimere al meglio tutte le sue potenzialità perché è anche da qui che passa il rilancio – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di luoghi che vantano una natura spettacolare, purtroppo già in sofferenza prima della tragedia del sisma. Nostro dovere non è dunque solo ricostruire, ma restituire futuro a queste zone. E di farlo col lavoro di squadra, come accade fattivamente con Comuni, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Un altro tassello importante che andiamo a rimettere in sesto – conferma il sindaco di Castelsantangelo, Alfredo Riccioni -. La montagna ha bisogno di rinascere, e per farlo pienamente deve evitare lo spopolamento che era già in atto prima del terremoto. L’obiettivo è di agire sempre con la massima celerità. Devo ringraziare sentitamente la Struttura guidata dal commissario Castelli perché serba costantemente un occhio di riguardo a tutto il territorio dei Sibillini».

 

I maggiori problemi si sono registrati sulla recinzione perimetrale, recisa, e sui pali di sostegno che sono stati troncati. La contemporanea presenza di massi di diverse dimensioni in equilibrio precario, poi, ha creato fenomeni di instabilità. Inoltre, le scosse hanno provocato anche la rottura di alcune voliere causata dalla caduta di alberi. Oltre ad assolvere a funzioni scientifiche e naturalistiche, prima del terremoto il centro era destinato anche a turisti ed appassionati di natura che lì potevano osservare e conoscere le abitudini ed i comportamenti degli animali. Un’altra funzione svolta era quella di centro di recupero degli animali selvatici. Dunque, il progetto sulla vasta area di circa 30 ettari prevede la demolizione e la ricostruzione di un tratto di recinzione di circa 1.800 metri e la sostituzione delle voliere danneggiate.

Concluse le operazioni di collegamento del sottopasso di via Roma

A nemmeno cinque mesi dall’avvio dei lavori di livellamento del terreno del sottopasso di via Roma, si sono concluse oggi le operazioni di collegamento dello stesso con la foratura completa del tunnel. Presenti, questa mattina, nell’area di via Roma, il sindaco Sandro Parcaroli, il Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli, l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori, il dirigente comunale Tristano Luchetti e la ditta che sta realizzando l’opera.

L’intervento è stato avviato – in sinergia con RFI per quanto riguarda questa prima parte – con il livellamento del terreno asportandone una parte per realizzare lo spazio dove sono state posizionate le palificazioni. Oggi si sono concluse le operazioni di scavo che hanno permesso di realizzare il collegamento completo del sottopasso. A seguire si procederà con gli interventi relativi alla sede stradale.

“Grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale e mio personale, fin dal nostro insediamento, quattro anni fa, abbiamo avuto tra le principali priorità di governo l’eliminazione del passaggio a livello di via Roma, un’opera attesa da anni dai cittadini maceratesi e non solo – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Con un grande lavoro di squadra e grazie alla sensibilità del Commissario Castelli, abbiamo reso possibile quello che per anni è stato un sogno e che, tra pochi mesi, diventerà un’infrastruttura importante che darà beneficio alla viabilità e alla vivibilità di Macerata”.

“Il sottopassaggio di via Roma è un’opera che la città attende da decenni – ha continuato il Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli -. Essere qui oggi a testimoniare un momento chiave dei lavori è per tutti noi motivo di orgoglio. Raccogliamo i frutti di una grande sinergia che ha unito tutti i livelli istituzionali: dal Governo, alla Struttura Commissariale, alla Regione fino al Comune. Grazie al Presidente Francesco Acquaroli, con cui già da assessore regionale condivisi l’importanza di finanziare questo intervento e al sindaco Sandro Parcaroli che con determinazione ha lavorato per questo risultato. Il sisma è stato un dramma da cui possiamo rialzarci, lavorando insieme per il bene delle nostre comunità”.

“La luce in fondo al tunnel testimonia il grande lavoro fatto in questi mesi – ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. Impresa, Comune e Rfi stanno dando prova di quanto sia importante lavorare insieme con professionalità e collaborazione per raggiungere obiettivi strategici. Ci prendiamo qualche ora per apprezzare l’opera e poi subito al lavoro per completarla”.

L’intervento è stato inserito tra quelli strategici della Regione Marche, durante l’Assessorato dell’attuale Commissario alla Ricostruzione Post Sisma 2016 Guido Castelli, dando piena attuazione alla visione di sviluppo della Regione che vede le infrastrutture di collegamento come elementi fondamentali per il rilancio sociale ed economico del territorio.
Il progetto – il cui importo dei lavori è di oltre 8 milioni di euro finanziati, per 7,5 milioni da parte del PNC Sisma gestito dalla Struttura commissariale e la parte restante da RFI – vede coinvolti il Comune di Macerata, la Provincia di Macerata, Rete Ferrovie Italiane, l’Ufficio speciale della ricostruzione della Regione Marche e l’Anas e permetterà di eliminare il passaggio a livello al chilometro 30+294 della linea Civitanova – Albacina che insiste nella nevralgica arteria del capoluogo.

L’altezza del sottopasso sarà di 5 metri per permettere ai mezzi pesanti e di soccorso di percorrerlo. La sezione della carreggiata sarà quella del tipo “strada urbana di quartiere E” con larghezza complessiva utile di 12 metri: due corsie da 3,5 metri per trasporto pubblico locale, due banchine da 0,5 metri, un marciapiede da 1,5 metri e uno da 2,5 metri utilizzabile anche come pista ciclabile. Rispetto al progetto originario, è stata diminuita la pendenza longitudinale in modo da rendere più agevole la circolazione anche in condizioni metereologiche critiche.

Il progetto riserva un’attenzione particolare alla qualità dei materiali e all’aspetto estetico della galleria che offrirà un ottimo biglietto da visita a tutti coloro che entreranno in città. Le varie fasi di lavorazione sono concentrate soprattutto fuori dal tracciato stradale. Particolare attenzione è dedicata all’eliminazione delle polveri sottili e alla riduzione dei rumori con tecniche di abbattimento innovative che attenuano i disagi per i residenti e la cittadinanza; la realizzazione del sottopasso eviterà anche l’emissione di circa 300 tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Alla Direzione Lavori è fornito un sistema di controllo da remoto del cantiere mediante visore 3D, videochiamate e condivisione di immagini per ottimizzare la comunicazione tra direttore dei lavori e cantiere.

Colli del Tronto: inaugurato il Centro di Aggregazione Sociale Giovanile “Ferdinando Cicconi”

E’  stato inaugurato il Centro di Aggregazione Sociale Giovanile “Ferdinando Cicconi”: il palazzo, che prima del sisma ospitava il municipio, è tornato a essere un importante punto di riferimento per la comunità locale.

Il sindaco Andrea Cardilli ha sottolineato come “seguire tutte le opere in corso non sia facile,” ma ha anche ribadito che l’Amministrazione ha lavorato con determinazione e tenacia per portare a termine questo progetto. “Il nostro centro storico è unico – continua il Primo cittadino –  non ci sono case in vendita, segno di una comunità vivace e profondamente legata al proprio territorio”.

Anche il Commissario straordinario Sisma 2016, il senatore Guido Castelli, ha partecipato all’inaugurazione, ricordando come a seguito del terremoto del 2016, lo Stato sia intervenuto per supportare le aree colpite, e ha sottolineato: “Queste opere si realizzano grazie alla collaborazione tra il Comune e gli uffici della ricostruzione e il Governo. Inoltre, quando si riparano le cose, è importante farlo bene, così da essere pronti anche per eventuali futuri sisma, che purtroppo la conformazione del nostro splendido territorio rende sempre possibili”.

L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi complementari del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC), con un investimento di 700 mila euro, che ha permesso di restituire al paese uno spazio polivalente fondamentale per la vita culturale e sociale.

L’edificio oggi ospita una sala consiliare in attesa che il nuovo Comune venga completato, una biblioteca con sala lettura, che permetterà ai cittadini, e in particolare ai giovani, di ritrovarsi e studiare in un ambiente stimolante – con ampie finestre dai quali scorgere i tetti del borgo storico di Colli – e un museo, che include tra le sue opere un quadro di Cicconi, raffigurante la peste di Milano del 1600, un omaggio a Manzoni. Inoltre, alcune stanze sono state destinate a ospitare le attività di un’importante associazione locali, la Pro Loco che, con il suo impegno, continua a dare un prezioso contributo alla vita della città.

 

Marche, nuovo avanzamento della ricostruzione pubblica

Prosegue l’avanzamento della ricostruzione pubblica nelle Marche. Sono infatti stati stanziati i primi 4,4 mln di euro relativi a 35 interventi, che in totale sono finanziati per oltre 22 milioni dall’Ordinanza 137. Si tratta di acconti che vengono trasferiti man mano che avanzano le progettazioni.

“Un’ottima notizia, che si aggiunge ai molti passi avanti fatti in questo anno sul fronte della ricostruzione pubblica – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha firmato il decreto che stabilisce il trasferimento di fondi all’Ufficio speciale ricostruzione Marche -. Insieme al Presidente Francesco Acquaroli e grazie al sostegno offerto dalla Struttura commissariale e dall’Usr agli enti locali, siamo di fronte a decine di decreti firmati ogni settimana. Una macchina amministrativa che fa il paio con la realtà di una ricostruzione pubblica che finalmente funziona”.

Il dettaglio degli interventi

Provincia di Ascoli Piceno.

Acquasanta Terme: Recupero del cimitero di Favalanciata, trasferiti 40 mila (su 200 mila euro totali); recupero del cimitero del capoluogo, trasferiti 492 mila euro (contributo totale 2,46 mln); miglioramento sismico del ponte romano sulla strada di Matera, 220 mila euro (su 1,1 mln); recupero del cimitero di San Vito, 12 mila euro (su 60 mila); demolizione e ricostruzione spogliatoio campo sportivo, 143 mila euro (su 715 mila euro); ristrutturazione muro di contenimento e riqualificazione percorso pedonale centro storico, 418 mila (su 2 milioni); recupero del cimitero di San Gregorio, 26 mila euro (su 130 mila); recupero del cimitero Pito-Pomaro, 52 mila (su 260 mila euro); recupero del cimitero di Montecalvo, 28 mila (su 140 mila euro); recupero del cimitero di Tallacano – Falciano, 57 mila (su 285 mila euro); recupero del cimitero di Capodirigo – Peracchia, 47 mila euro (su 235 mila).

Montemonaco: Lavori di adeguamento tecnico funzionale di tratti di strade comunali danneggiate dal sisma, 500 mila euro (su 2,5 milioni).

Force: Intervento di miglioramento sismico torrione Porta delle Piagge, 140 mila (su 700 mila euro).

Provincia di Macerata.

Appignano: Cimitero comunale – riparazione danni sisma 2016 e restauro e risanamento conservativo, 100 mila euro (su 500 mila).
Fiastra: Lavori di riparazione e miglioramento sismico dei loculi cimiteriali e delle mura nel cimitero di Podalla, 70 mila euro (su 350 mila euro); intervento di rigenerazione urbana area circostante garage comunale in via circonvallazione, 130 mila euro (su 650 mila).
Pieve Torina: progettazione per Ripristino arco d’ingresso al Borgo di Appennino, 24 mila euro (su 120 mila euro); progettazione per Ripristino del versante a monte strada dei Santi, 19 mila euro (su 96 mila euro); progettazione Opere di ripristino scarpata stradale Tazza, 12 mila euro (su 64 mila euro); progettazione Ripristino del mulino in pietra – museo della nostra terra, 19 mila euro (su 96 mila euro); recupero e miglioramento sismico del cimitero di Piè Casavecchia, 170 mila euro (su 850 mila euro); consolidamento della strada comunale di accesso alla frazione di Gallano Alta, 70 mila euro (su 350 mila euro); progettazione intervento di ripristino infrastruttura a servizio del Mulino, 14,4 mila euro (su 72 mila euro).
Caldarola: Demolizione e ricostruzione con delocalizzazione bagni pubblici lungo Via Lungara del Rio, 21 mila euro (su 107 mila euro).

Monte San Giusto: Risanamento conservativo e riparazione danni sisma nella chiesa del cimitero civico, 70 mila euro (su 350 mila euro).

Castelsantangelo sul Nera: Restauro, ripristino e rifunzionalizzazione dell’edificio monumento ai caduti, 232 mila euro (su 1,16 milioni); progettazione del Ripristino idraulico-strutturale del serbatoio comunale di Rapegna, 1600 euro (su 8 mila).

Gualdo: Riparazione del muro e messa in sicurezza della scarpata di via della Circonvallazione, 92 mila euro (su 460 mila).

Provincia di Fermo:
Rapagnano: Ripristino elementi marmorei e riparazione cimitero comunale, 100 mila euro (su 500 mila euro).
Monteleone di Fermo: Completamento CIS, 235 mila euro (su 1,17 mln).
Smerillo: Sistemazione sottoservizi e ripristino della pavimentazione in Via Guglielmo Marconi e altre vie, 150 mila euro (su 750 mila euro); sistemazione sottoservizi e pavimentazione della piazza e viabilità frazione Ceresola, 140 mila euro (su 700 mila euro); altri lavori di ripristino pavimentazione in altre vie, 140 mila euro (su 700 mila euro).
Falerone: Ripristino manto stradale e sottoservizi delle strade del centro storico, 380 mila euro (su 1,9 milioni).

Provincia di Ancona:
Chiaravalle: Risanamento conservativo e riparazione della chiesa del cimitero capoluogo, 64 mila euro (su 320 mila euro).