Fabriano, approvato il progetto della scuola “Giovanni Paolo II”: 11,6 milioni per demolizione e ricostruzione

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di demolizione e ricostruzione della scuola media “Giovanni Paolo II” di Fabriano, in provincia di Ancona, per un importo di 11.597.885 euro.

Si tratta di un intervento molto importante che va a dotare l’istituto ubicato in Largo Fratelli Rosselli di una sede più moderna ed efficiente in termini di comfort ambientale, di efficientamento energetico e di gestione, attenta alla concezione stessa degli spazi scolastici, degli aspetti sociologici, didattici e di apertura al territorio.

«Come sempre, riserviamo massima attenzione all’edilizia scolastica puntando su sicurezza, tecnologia e sostenibilità – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Mi piace rilevare come l’approvazione del progetto della “Giovanni Paolo II” arrivi proprio nel giorno in cui si festeggia San Giovanni Paolo II, il 22 ottobre. Continuiamo a lavorare uniti, compatti e con grande spirito di sacrificio grazie all’operatività della filiera composta da Comuni, tecnici, ditte, Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

La scuola viene dimensionata per 12 classi di 25 alunni ciascuna, per un totale di 300 studenti, su una superficie utile lorda di 3.462 metri quadrati. Oltre agli spazi didattici, è in programma la realizzazione della nuova palestra con relativi servizi, della mensa e degli spazi per attività integrative e parascolastiche a servizio anche della adiacente scuola “Gentile da Fabriano”, che resterà in uso durante tutto il periodo di cantierizzazione.

Il progetto prevede la demolizione dell’edificio esistente e la ricostruzione in loco di un edificio su fondazioni profonde, con impianto a “C asimmetrica”, suddiviso in cinque blocchi funzionali, di cui i due destinati agli spazi didattici saranno realizzati con struttura metallica a telaio, mentre i restanti tre, progettati per la palestra, la mensa e il locale polifunzionale, saranno con struttura in cemento armato prefabbricata.

Marche, trasferiti 2,3 mln di euro per la ricostruzione pubblica

Trasferiti 2,3 mln di euro all’Ufficio speciale Marche per l’avanzamento della ricostruzione pubblica. A firmare il decreto il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Prosegue il cambio di passo impresso alla ricostruzione pubblica grazie al lavoro sinergico con il Presidente Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale ricostruzione Marche – commenta Castelli -. Ci avviciniamo agli anniversari delle scosse che hanno cambiato la vita delle nostre comunità, ed è giusto impegnarsi sempre di più per restituire piena sicurezza e normalità a questi territori. I trasferimenti agli Usr sono uno dei segnali positivi di una ricostruzione pubblica che finalmente avanza”.

Il dettaglio degli interventi.

Provincia di Ancona.

Nel Comune di Morro d’Alba il trasferimento riguarda il risanamento conservativo e riparazione danni sisma 2016 dell’ingresso e dei locali adiacenti del cimitero comunale (trasferiti 90 mila euro su 450 mila euro).

Provincia di Ascoli Piceno.

Nel Comune di Acquasanta Terme il trasferimento riguarda il recupero del cimitero Arli (trasferiti 86 mila euro su 430 mila euro).

Nel Comune di Montalto delle Marche i seguenti interventi: recupero mercatino Porchia (trasferiti 22 mila euro su 110 mila euro) e intervento di riqualificazione P.zza Umberto I (trasferiti 82 mila euro su 410 mila euro).

Nel Comune di Montegallo trasferiti i fondi per la riparazione danni e ripristino con miglioramento/adeguamento sismico del cimitero comunale di Piano (trasferiti 200 mila euro su 1 milione).

Nel Comune di Montedinove i trasferimenti riguardano la sistemazione e il ripristino delle strade nel territorio comunale, strada Valentini/Lapedosa, strada del Molino (due parti), strada Santa Maria, C. da Pignotto, strada di Ascoli, strada Moglie Cellina (trasferiti 100 mila euro su 500 mila euro).

Provincia di Fermo.

Nel Comune di Amandola il trasferimento riguarda la messa in sicurezza del versante settentrionale in frana di P. Garibaldi – Progettazione (trasferiti 20 mila euro su 100 mila euro).

Nel Comune di Montefortino il trasferimento riguarda la riparazione danni e ripristino della funzionalità delle strutture inagibili all’interno del Camping Montespino (trasferiti 240 mila euro su 1,2 milioni).

Provincia di Macerata.

Nel Comune di Appignano è stato finanziato l’intervento per gli uffici comunali di Via Roma/Via Rossini – riparazione danni e miglioramento sismico (trasferiti 130 mila euro su 650 mila euro).

Nel Comune di Petriolo sono stati finanziati i seguenti interventi: rifacimento tratti di pavimentazione e sottoservizi del Centro Storico maggiormente lesionati (trasferiti 181 mila euro su 905 mila euro), restauro e risanamento conservativo con riparazione dei danni, nei tratti di mura castellane maggiormente lesionati – mura castellane – lotto 1 (trasferiti 240 mila euro su 1,2 milioni).

Nel Comune di Sant’Angelo in Pontano i trasferimenti riguardano i seguenti interventi: Riparazione/Miglioramento Torre Civica (trasferiti 43,6 mila euro su 218 mila euro), Riparazione/Miglioramento Sismico del civico cimitero (trasferiti 136 mila euro su 680 mila euro).

Nel Comune di Caldarola trasferiti i fondi per l’intervento di ristrutturazione edilizia con miglioramento sismico, efficientamento energetico ed eliminazione delle barriere architettoniche Edificio Albergo Comunale (trasferiti 570,7 mila euro su 2,85 milioni).

Nel Comune di Sarnano trasferiti i fondi per il ripristino dei danni ai sottoservizi ed al manto stradale dovuto al continuo passaggio dei mezzi pesanti per la demolizione e rimozione macerie presso c. da campanotico – Progettazione (trasferiti 3,8 mila euro su 19 mila euro).

Nel Comune di Fiastra trasferiti i fondi per i seguenti interventi: riparazione danni cimitero di Sant’Ilario (trasferiti 40 mila euro su 200 mila euro), intervento di rigenerazione urbana, rifacimento sottoservizi e viabilità della strada comunale che va dall’incrocio con la Provinciale 58 e attraversa l’intera Frazione di Paninventre (trasferiti 160 mila euro su 800 mila euro).

Libri. La notte di San Rocco, un omicidio dimenticato nella dimensione rurale tra Abruzzo e Marche

Alla presenza degli autori, il volume è stato presentato al Senato dal Commissario al sisma 2016 Castelli insieme ai sindaci di Pieve Torina e di Casalincontrada.

Un “cold case” su un omicidio avvenuto nel 1919 nel borgo abruzzese di Casalincontrada. Un caso di cronaca nera di provincia, che avviene mentre nell’Italia attraversata dalle turbolenze sociali seguite alla Grande Guerra, a lungo lasciato cadere nel dimenticatoio e che è stato recuperato e meticolosamente studiato per diventare un libro. È “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”, volume scritto da Valerio Ivo Montanaro e Raffaello Montanaro, (quest’ultimo attualmente in carico come comandante dei Carabinieri di Pieve Torina, Macerata) presentato oggi al Senato, presso l’Aula Convegni di Palazzo Carpegna. Un’opera che rappresenta anche una riflessione sulla condizione del mondo contadino nel Centro Italia di un secolo fa, gettando luce su un passato che ha influenzato profondamente il presente di queste comunità.

Durante l’incontro sono intervenuti Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, Vincenzo Mammarella, sindaco di Casalincontrada, insieme agli autori del libro, Vittorio Ivo Montanaro e Raffaello Montanaro, che ricoprono anche i ruoli di presidente e vicepresidente dell’Istituto Ricerche Storiche – IRIS. A completare il panel, lo storico Loris Di Giovanni, curatore della collana “La Bussola” per Costa Edizioni. L’evento si è concluso con le considerazioni del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato l’importanza di unire la ricostruzione fisica a quella sociale e culturale delle comunità colpite dal sisma.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “La cultura e le tradizioni delle comunità dell’Appennino centrale affondano profondamente le radici nella civiltà contadina. Un patrimonio che si è stratificato nel corso dei millenni che rappresenta un valore che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare, all’interno del percorso di ricostruzione e riparazione dei nostri territori. Il merito degli autori di questo libro, scritto con cura e passione, sta nella capacità di avere recuperato e posto in primo piano, attraverso una certosina ricostruzione scientifica e narrativa, un piccolo caso avvenuto dentro la grande cornice del mondo contadino di quegli anni. Questo legame con la terra, che si manifesta attraverso la nostra tradizione agro-silvo- pastorale, è una ricchezza sulla quale oggi siamo tornati a investire e che può rappresentare un’occasione di vita e di sviluppo, in stretta connessione con la natura”.

Dichiarazione del Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci: “L’occasione di presentare questo libro in Senato offertaci dal senatore Castelli rappresenta una straordinaria opportunità di confronto tra due realtà che hanno un comune denominatore: la terra. Tradizioni contadine che significano memoria dei luoghi, mattoni immateriali preziosi e necessari quanto quelli fisici per ricostruire e cementare un rinnovato spirito di comunità. La ricostruzione è anche questo: dalle pagine di un libro creare nuove relazioni e nuove possibilità di valorizzazione delle nostre radici”.

Il Sindaco di Casalincontrada, Vincenzo Mammarella: “Ringrazio il Commissario Castelli per aver ospitato la presentazione di un libro interessante che ci riporta a un evento tragico che colpì la nostra comunità e a quel mondo contadino che caratterizzava la nostra comunità. Ringrazio i fratelli Montanaro per aver, attraverso questa storia, recuperato e arricchito la nostra memoria collettiva: la nostra storia e le nostre tradizioni sono un patrimonio che esprime la nostra essenza, che abbiamo il dovere di custodire e tramandare”.

Presentazione libro “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”

Domani (22 ottobre) presso l’Aula Convegni di Palazzo Carpegna, in via degli Staderari 2 Roma sarà presentato il volume “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”, una riflessione sulla memoria contadina tra Marche e Abruzzo.

Il libro, scritto da Valerio Ivo e Raffaello Montanaro, quest’ultimo comandante della stazione dei Carabinieri di Pieve Torina, racconta un “cold case” del 1919 avvenuto a Casalincontrada, un piccolo paese abruzzese. L’opera offre uno spaccato storico sulle condizioni dei contadini del Centro Italia di un secolo fa, contribuendo alla riflessione sulla rigenerazione sociale delle comunità colpite dal sisma.

Ospiti e Interventi:
• Alessandro Gentilucci, Sindaco del Comune di Pieve Torina
• Vincenzo Mammarella, Sindaco del Comune di Casalincontrada
• Valerio Ivo e Raffaello Montanaro, Autori del libro e Presidente e Vicepresidente dell’Istituto Ricerche Storiche – IRIS
• Loris Di Giovanni, Storico e curatore della collana “La Bussola” per la Costa Edizioni
Conclusioni a cura di:
• Guido Castelli, Commissario Straordinario di Governo per il Sisma 2016

Edilizia residenziale pubblica, decreti per Macerata, Sant’Angelo in Pontano, Colli del Tronto, Arquata, Gualdo, Sarnano e Loro Piceno

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento di via Pavese, a Macerata, che prevede la riparazione di 25 unità abitative collocate in due palazzine Erap da cinque piani fuori terra, per un importo di 1.672.565 euro.

«L’edilizia residenziale pubblica rappresenta una necessità importante per le comunità del cratere, oltre che un passaggio fondamentale della ricostruzione del nostro Appennino – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Andiamo avanti con determinazione, convinti che il futuro appartenga a questi luoghi così duramente provati. Mi preme ricordare, poi, la collaborazione fattiva con Erap, Comuni, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Non si tratta però dell’unico decreto di edilizia residenziale pubblica. Anche a Sant’Angelo in Pontano, nel Maceratese, è arrivato l’ok al progetto per il condominio di via Andriolo, che grazie a un contributo di 887.000 euro restituirà alla fruizione un edificio di quattro piani fuori terra con 7 unità immobiliari.

A Piediripa di Macerata, in via Tagliamento, il progetto sui tre piani e sulle 6 unità immobiliari è in fase di approvazione per un contributo di 842.977 euro. Stessa fase per l’ex edificio scolastico di Trisungo di Arquata (AP), dove troveranno posto 7 alloggi, per un importo di 1,5 milioni. Sono in fase di conclusione, invece, i lavori sul complesso di via Aldo Moro, a Sarnano (MC), per 9 alloggi e 620.000 euro di contributo.

A Colli del Tronto, nel Piceno, sono in fase di affidamento i lavori sulle due unità immobiliari di via Marconi, per un importo di 342.500 euro.

Sono iniziati, invece, i lavori sulla palazzina di via Alighieri, a Gualdo (MC), per un importo di 249.271 euro: al piano seminterrato ci sarà un alloggio Erp mentre al piano terra uno spazio pubblico per mostre e al primo piano un’abitazione privata.

Infine Loro Piceno (MC), dove sono in corso i lavori sulle tre unità immobiliari di Largo Cesare Battisti, per un importo di 211.196 euro.

Teramo, al via i lavori nell’ex collegio “Ravasco”

Presentato l’avvio ufficiale dei lavori per il restauro, il riuso adattativo, l’adeguamento sismico e la ricostruzione dello storico edificio “Ex Ravasco” di Teramo fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. L’edificio un tempo adibito a Collegio femminile e chiuso dal 2008 diventerà un hospice. L’importo complessivo per la realizzazione dell’opera, finanziata dalla Struttura commissariale, è di 3,65 milioni di euro di cui 150 mila euro derivano dal contributo incentivo Conto Termico – GSE. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura di quattro piani con una superficie complessiva di 889 mq, caratterizzata da un’atmosfera familiare e accogliente, che eviterà l’aspetto impersonale tipico delle istituzioni sanitarie. Saranno realizzate 8 camere di degenza per un totale di 10 posti letto, oltre a spazi dedicati alle terapie, all’assistenza e al supporto delle famiglie. Particolare attenzione è stata posta nella progettazione degli spazi comuni, come la sala per l’arte e la musicoterapia, e un’area living con punti di ristoro e lettura.

“Questo è un edificio storico per tutta la città di Teramo. Dal terremoto, evento negativo per tutta la comunità, possono nascere esperienze positive come in questo caso. In questo edificio ci si prenderà cura dei nostri malati – sottolinea il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli –  Il direttore Di Giosia sta svolgendo un grande lavoro di rigenerazione e rifunzionalizzazione di numerosi plessi sanitari. Questo è un caso virtuoso di rigenerazione urbana: una palazzina liberty rifunzionalizzata che diventerà un hospice, un luogo importante, da dove ci si congeda dalla vita. Tutti abbiamo il dovere di dare risposte di qualità a quello che accadrà, in futuro, in questo hospice.  Qui, la ricostruzione post sisma, sempre più orientata verso una nuova funzione degli immobili già prima del loro recupero, è supportata da una perfetta sinergia con il Presidente Marsilio, con il quale si sta portando avanti un percorso condiviso e sostenibile”

“Oggi celebriamo non solo la ricostruzione di un edificio simbolico per la città di Teramo – ha commentato il presidente della Regione Marco Marsilio- Ma anche la realizzazione di un luogo dedicato al sollievo e all’umanità. L’Hospice rappresenta un punto di riferimento per chi affronta le fasi più delicate della vita, e il nostro impegno è stato quello di restituire alla comunità una struttura sicura, moderna e adeguata alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Con l’avvio di questo progetto, la Regione Abruzzo conferma il suo impegno nella ricostruzione post-sisma e nella tutela del diritto alla salute, guardando al futuro con infrastrutture moderne e sicure. Un intervento che si inserisce in una operazione più ampia, in un lavoro che stiamo portando avanti nella provincia teramana, dopo una stagione del passato di depauperamento del patrimonio edilizio sanitario”.

“Insieme a questo progetto voglio citare i lavori della Cittadella della Carità, che prevede il recupero dello stabile dell’ex ospedaletto di Porta Romana grazie all’apporto di Usr e Caritas. Sempre a proposito di edifici pubblici, voglio sottolineare il sostegno dell’Usr nel recupero del dispensario e dello stabile di Fonte della Noce- aggiunge il Direttore generale Asl di Teramo. Maurizio Di Giosia- In entrambi i casi abbiamo ricevuto finanziamenti per riportarli a nuova vita e per questo non posso che ringraziare il commissario Castelli e l’Ufficio speciale per la ricostruzione a nome dell’azienda sanitaria e di tutta la collettività. Ringrazio, inoltre, il presidente Marsilio per il costante sostegno e dell’Usr. Questo Centro residenziale di cure palliative per l’assistenza ai malati terminali si basa sul principio secondo cui è prioritaria la qualità di vita residua del paziente”.

Monte San Giusto, demolizione e ricostruzione per la palazzina di via Macerata: spazio alla nuova sede per Protezione civile, Coc e anagrafe

Al posto della palazzina di via Macerata vedrà la luce la sede della Protezione civile, del Coc e dell’ufficio anagrafe del Comune di Monte San Giusto, in provincia di Macerata. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento di demolizione e ricostruzione per un importo di circa 1 milione di euro.

«I Comuni del cratere devono poter espletare al meglio le loro funzioni e nostro dovere è metterle nelle condizioni migliori per farlo – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. La tragedia del terremoto non deve intaccare il potenziale di questi territori, anzi. Il lavoro che stiamo mettendo in campo con enti, tecnici e con tutte le componenti coinvolte è importante e vitale; ringrazio soprattutto l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli»

Il progetto fa seguito alla necessità del Comune (che riveste il ruolo di soggetto attuatore) di delocalizzare alcune funzioni della pubblica amministrazione considerate “strategiche”, attualmente svolte nel monumentale Palazzo Bonafede, un edificio di notevole interesse storico-artistico su cui gli interventi non porterebbero al raggiungimento di sufficienti livelli di sicurezza. Pertanto, è stato individuato l’edificio di via Macerata 8, di proprietà dello stesso Comune e collocato a breve distanza dal Municipio.  Il nuovo fabbricato sarà costituito da due livelli fuori terra ed una copertura a terrazza. Al piano terra, tra le altre cose, spazio ad uffici, sportelli e archivi dell’anagrafe, mentre al primo la sala operativa del Coc (Centro Operativo Comunale), sala di attesa e uffici del settore lavori pubblici e dell’ufficiale governativo.

 

 

PA: Il Laboratorio Appennino Centrale opportunità’ per innovazione territoriale

L’innovazione è uno dei principi cardine applicati alla ricostruzione del cratere sisma 2016-2017. In questa vasta area, che si estende per otto mila chilometri quadrati nell’Appennino centrale, l’innovazione però non riguarda soltanto le tecniche che vengono adottate per la ricostruzione del patrimonio immobiliare, ma ha una portata ben più ampia che comprende anche lo sviluppo territoriale, la nascita di nuove forme di partenariato pubblico-privato, la creazione di poli di ricerca, la valorizzazione delle start-up e di nuove modalità per l’erogazione dei servizi. È, dunque, un processo strutturale di rinnovamento di questi territori quello che si sta adottando in quello che oramai viene denominato il Lavoratorio Appennino centrale, delle cui caratteristiche e potenzialità si è parlato durante un convegno che si è tenuto al Senato. “Ricostruire l’Appennino Innovando. Il ruolo della Pa” è il nome dell’incontro organizzato dal Commissario Straordinario al sisma 2016 al quale, tra gli altri, hanno partecipato anche il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto. Una strategia, quella in fase di realizzazione nel cratere, che si declina attraverso una governance multilivello che vede il Commissario Castelli agire in stretto coordinamento con le quattro regioni del sisma. Un’unità di intenti volta al rilancio del Centro italia confermata dalla presenza al convegno di Giacomo D’Ignazio, Presidente della FIRA (Finanziaria Regionale Abruzzese; Francesco Marcolini, Presidente LazioInnova; Andrea Santori, Presidente Svem (Sviluppo Europa Marche), Michela Sciurpa, Amministratore Unico Sviluppumbria. Non ultimo, questo percorso in atto nel più grande cantiere d’Europa sta avvenendo nel pieno rispetto dei criteri di trasparenza e di legalità, grazie all’interazione costante con l’Anac che è intervenuta al convegno nella persona del consigliere Consuelo del Balzo.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Il ruolo della Pa è fondamentale per dare nuovo impulso all’Appennino centrale e per creare quelle premesse che possono consentire crescita, sviluppo e lavoro, anche attraverso quelle iniziative attrattive per investitori privati. Il cratere è un territorio che comprende un grande patrimonio culturale, storico, artistico e naturalistico, che oggi si sta aprendo all’innovazione e al futuro anche con l’obiettivo di uscire da quell’isolamento che sconta da troppo tempo. È il caso, ad esempio, dei quattro centri di ricerca che nasceranno a Camerino, Rieti, Spoleto e Teramo grazie al Fondo complementare sisma e che potranno trasformare l’Appennino centrale in un polo dell’innovazione. Inoltre, oggi la tecnologia ci può offrire l’opportunità di portare servizi efficienti anche a quelle piccole comunità delle aree interne distanti dai grandi centri urbani. Insomma, le opportunità che si prospettano sono veramente numerose e la Pa deve svolgere un ruolo di regia per valorizzare il grande potenziale a disposizione”.

Il Sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto ha dichiarato: “Ricostruzione, innovazione e ruolo della P.A., costituiscono la cifra per la rinascita economica e sociale dell’Appennino centrale. Ricostruire in sicurezza vuol dire ricostruire innovando, utilizzando ogni novità tecnologica possibile. Occorre una rigenerazione dell’economia che renda attrattivo vivere nei

territori e occorrono infrastrutture che scongiurino l’isolamento. La morfologia del territorio può accelerare l’adozione dei nuovi paradigmi dell’innovazione e della transizione energetica, che rappresentano un’opportunità straordinaria di rinascita in questo luogo che può essere definito un immenso laboratorio, sotto tutti i punti di vista”.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della Cattedrale della SS. Annunziata di Camerino

Approvato in Conferenza dei servizi l’intervento di miglioramento sismico della Cattedrale della SS. Annunziata di Camerino. L’edificio si trova nella porzione settentrionale della città, nella piazza principale.

Oltre alla chiesa, su questo grande spazio, si affacciano il palazzo ducale, sede dell’Università di Camerino, e la curia arcivescovile. L’impianto originario risale presumibilmente al VII secolo, come deducibile da frammenti architettonici presenti nella cripta ascrivibili a tale periodo. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo venne realizzata la cattedrale in uno stile di transizione fra il romanico e il gotico: si trattava di un edificio a tre navate scandite da dieci colonne in pietra e con numerose cappelle laterali. Nel 1748 fu realizzata una nuova facciata. A seguito del terremoto del 1799 che colpì violentemente la città di Camerino la cattedrale romanico gotica crollò e il progetto per la sua ricostruzione fu affidato ad Andrea Vici, allievo di Vanvitelli che, nel giugno 1800, a seguito di una perizia sui ruderi della fabbrica, elaborò tre possibili soluzioni progettuali per la riedificazione. Fu scelta l’ultima ipotesi progettuale, che prevedeva una edificazione a pianta longitudinale a tre navate priva

di transetto e munita di cappelle laterali, di cui quella posta a metà della navata sinistra con un impianto semicircolare. L’apparato decorativo previsto era arricchito dall’inserimento di capitelli compositi, di nicchie nei pilastri per l’inserimento di statue e di lacunari romboidali nel catino absidale. I lavori furono avviati nel 1806. La chiesa fu edificata più a nord-ovest rispetto a quella presente fino al 1799, consentendo di aumentare lo spazio della piazza antistante e di ampliare, inglobando il nartece, il portico dell’adiacente palazzo arcivescovile. A seguito della morte di Vici nel 1817 subentrò l’ingegner Clemente Folchi, il quale trasformò il progetto della cappella semicircolare in una rettangolare più profonda. Nel 1832 la cattedrale venne inaugurata e nel 1833 consacrata alla Vergine Annunziata. In seguito, l’edificio non fu oggetto di particolari trasformazioni, se non per i restauri avvenuti a seguito del sisma del 1997.

Le strutture maggiormente danneggiate risultano essere quelle verticali e portanti interne (setti e piloni centrali) e i due campanili sul fronte principale. Sebbene dall’esterno non sia così evidente il grado di danno della Cattedrale, internamente è chiaramente riscontrabile uno stato di danno molto grave. Dopo gli eventi sismici del 2016, i primi interventi di messa in sicurezza furono realizzati nel febbraio 2017 dal Corpo del Vigili del fuoco, che si occuparono della facciata e di una porzione dei campanili.  Sono previsti numerosi interventi tra cui  azioni di scuci-cuci in corrispondenza delle lesioni passanti e non passanti, dei distacchi e delle ammorsature ritenute non idonee all’incrocio di pareti portanti, il  consolidamento degli archi, frontali e laterali, tramite messa in pressione con zeppe in legno, scuci cuci e iniezioni di malte a base calce con additivi espansivi, consolidamento della copertura tramite installazione di cordolo perimetrale e controventi in acciaio, il ripristino e consolidamento dei setti portanti e dei piloni con consolidamento dei basamenti in pietra e delle murature in elevazione, ripristino e consolidamento delle colonne, la ricostruzione delle porzioni di muratura crollate dei campanili, con consolidamento dei basamenti dei pilastri in marmo e consolidamento all’intradosso delle volte  con riparazione delle parti lesionate previa battitura a campione delle stesse. Il progetto ha un valore di € 7.390.522,85.

“E’ un progetto fondamentale per tutto il territorio di Camerino. La ricostruzione ha indubbiamente cambiato passo e i risultati si vedono. Vogliamo restituire alla comunità la loro Cattedrale, uno dei simboli del sisma del 26 ottobre 2016- ha dichiarato Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli – Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Marche Marco Trovarelli e il Sindaco Roberto Lucarelli per la continua e incessante collaborazione. La tutela delle nostre chiese è una delle nostre assolute priorità e non ci possiamo fermare nemmeno un minuto per portare a termine il nostro compito”.

L’Arcivescovo Francesco Massara evidenzia che “L’approvazione degli interventi per la Cattedrale, a distanza di otto anni dal terremoto, rappresenta un ulteriore tassello di rinascita e di gioia per l’intera comunità. Un grazie al Commissario Castelli per la sua vicinanza e per il grande servizio che fa al nostro territorio”.

Il Sindaco Roberto Lucarelli aggiunge che “L’approvazione del progetto per la Cattedrale è un altro punto fondamentale per la ricostruzione del centro storico e che è un punto di riferimento per la nostra comunità. Un ringraziamento all’Arcivescovo Massara e al Commissario Castelli che, con l’avvicinarsi dell’ottavo anniversario del sisma dell’ottobre 2016, porta a casa un altro importante risultato. Il lavoro di squadra è fondamentale per ricostruire il centro storico più danneggiato delle Marche. Questo insieme ai tanti progetti in corso di approvazione danno una fattiva presenza di quella che è la ricostruzione del centro storico che si è riusciti a sbloccare”

Arquata, approvato l’intervento di riparazione danni per la chiesa di San Matteo

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della Chiesa di San Matteo nella frazione Faete di Arquata del Tronto.  La Chiesa, realizzata da maestranze locali tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, annovera un apparato pittorico-decorativo di elevatissima qualità, con affreschi tardo quattrocenteschi di scuola umbra, attribuiti a Bernardino Campilli di Spoleto. La Chiesa ha necessitato di un sollecito intervento di messa in sicurezza con carattere di somma urgenza, allo scopo di arrestare il peggioramento delle condizioni di danno e dissesto riscontrate per salvaguardare il manufatto nel suo insieme, comprese le testimonianze storico-artistiche ancora leggibili e rimuovere lo stato di possibile pericolo per la pubblica incolumità. Dopo l’intervento di messa in sicurezza, il progetto di restauro, riparazione e miglioramento sismico sarà attuato mediante opere di smontaggio controllato del pacchetto di copertura esistente, di puntellamento temporaneo, interventi sulle murature perimetrali, sulle travature e di antiribaltamento, rifacimento dell’intonaco e della copertura, installazione della linea vita e opere sugli apparati decorativi. Il costo dell’intervento è di € 380.000,00.

“Arquata ha pagato il prezzo più caro in termini di vite e di danni materiali. in tutto il territorio marchigiano- dichiara il Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli – Questa è un’ulteriore testimonianza della resilienza di un territorio che non si è mai arreso di fronte a questa tragedia e che vuole ripartire ritornando ad usufruire dei suoi gioielli storici quali sono le nostre chiese. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Vescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio Ricostruzione e il Sindaco Michele Franchi per la grande sinergia e collaborazione messe in campo”.