La demolizione degli edifici di via Pantaleoni a Macerata proseguirà secondo i programmi.

Risolto il problema dei nidi di balestruccio

Grazie all’intervento degli esperti della Struttura Commissariale è stato sbloccato l’ultimo intoppo per quello che è considerato un intervento storico per la città di Macerata: la demolizione e ricostruzione di una serie di edifici in via Pantaleoni per il cui completamento sono previsti tre anni di lavori per un importo stimato di 50 milioni di euro.

Una segnalazione pervenuta alle autorità il 5 maggio scorso sulla presenza di nidi attivi in uno degli edifici aveva messo in forse il cronoprogramma e gettato nello sconforto i proprietari che aspettano di poter rientrare nelle proprie case da otto anni. L’intervento della Struttura commissariale sisma 2016 ha sbloccato una situazione che rischiava di prolungare i lavori a data da destinarsi. È stato avviato un monitoraggio sui nidi che ha accertato lo stato di avanzamento della riproduzione dei balestrucci. Il monitoraggio si è protratto per dieci giorni fino a quando è stato acclarato l’avanzato stato riproduttivo dei pulcini di balestruccio grazie a una verifica diretta sul posto avvenuta tramite una gru con cestello che ha permesso di verificare l’avvenuto involo. Il sopralluogo degli esperti della Struttura Commissariale ha accertato che dalla demolizione non si provocherà nessun danno alla colonia di balestrucci che è già in fase di preparazione alla dispersione se non un eventuale disturbo minimo derivante dal possibile, ma non accertabile, accorciamento del periodo che precede la dispersione degli stessi. Per ovviare anche a questo minimo disturbo la ditta è stata invitata ad attendere un ulteriore breve periodo prima della demolizione per assicurare la non violazione delle norme a protezione dell’avifauna e, allo stesso tempo, rispettare il cronoprogramma dei lavori.

Ancora una volta – ha dichiarato la Struttura commissariale – abbiamo dimostrato che è possibile coniugare le esigenze dell’uomo con quelle della natura operando attraverso la scienza e non con le ideologie. L’intervento a Macerata oltre a confermare il nostro impegno per accelerare i tempi della ricostruzione, conferma l’efficacia della nostra azione ispirata al pragmatismo e alla ricerca delle soluzioni dei problemi”.

Sottopasso di via Roma: al via i lavori di livellamento del terreno

Si è svolto questa mattina il sopralluogo presso il cantiere del sottopasso di via Roma, un’opera attesa da decenni dai maceratesi, alla presenza dell’Amministrazione comunale e della Struttura Commissariale Post Sisma 2016. Nei giorni scorsi è stato validato il progetto esecutivo che, successivamente, è stato approvato dalla Giunta comunale con la formalizzazione della consegna del cantiere avvenuta l’8 maggio e lo stesso è stato allestito nei giorni successivi. Sono iniziati oggi i primi lavori, quelli relativi al livellamento del terreno asportandone una parte per realizzare lo spazio per posizionare le palificazioni. A seguire si procederà con lo scavo.

L’intervento è stato inserito tra gli interventi strategici della Regione Marche, durante l’Assessorato dell’attuale Commissario alla Ricostruzione, dando piena attuazione alla visione di sviluppo della Regione, che vede le infrastrutture di collegamento come elementi fondamentali per il rilancio sociale ed economico del territorio.

Il progetto – il cui importo dei lavori è di oltre 8 milioni di euro finanziati, per 7,5 milioni da parte del PNC Sisma gestito dalla Struttura commissariale e la parte restante da RFI – vede coinvolti il Comune di Macerata, la Provincia di Macerata, Rete Ferrovie Italiane, l’Ufficio speciale della ricostruzione della Regione Marche e l’Anas e permetterà di eliminare il passaggio a livello al chilometro 30+294 della linea Civitanova – Albacina che insiste nella nevralgica arteria del capoluogo.
L’altezza del sottopasso sarà di 5 metri per permettere ai mezzi pesanti e di soccorso di percorrerlo. La sezione della carreggiata sarà quella del tipo “strada urbana di quartiere E” con larghezza complessiva utile di 12 metri: due corsie da 3,5 metri per trasporto pubblico locale, due banchine da 0,5 metri, un marciapiede da 1,5 metri e uno da 2,5 metri utilizzabile anche come pista ciclabile. Rispetto al progetto originario, è stata diminuita la pendenza longitudinale in modo da rendere più agevole la circolazione anche in condizioni metereologiche critiche.
Oltre alla migliore tecnica costruttiva, i progettisti hanno riservato attenzioni particolari alla qualità dei materiali e all’aspetto estetico della galleria, che offrirà un ottimo biglietto da visita a tutti coloro che entreranno in città. Le varie fasi di lavorazione saranno concentrate soprattutto fuori dal tracciato stradale e, dunque, i disagi e le interferenze saranno minimi. Particolare attenzione sarà dedicata all’eliminazione delle polveri sottili e alla riduzione dei rumori con tecniche di abbattimento innovative in modo da attenuare i disagi per i residenti e la cittadinanza; la realizzazione del sottopasso eviterà anche l’emissione di circa 300 tonnellate di anidride carbonica all’anno. I lavori sulla sede ferroviaria si svolgeranno tra l’8 giugno e il 20 luglio quando la tratta ferroviaria sarà interrotta.
Alla Direzione Lavori sarà fornito un sistema di controllo da remoto del cantiere mediante visore 3D, videochiamate e condivisione di immagini per ottimizzare la comunicazione tra direttore dei lavori e cantiere.

Dl Superbonus, Castelli: Bene salvaguardia per aree del sisma, ora al lavoro per superare il 110

 

In Senato, giovedì scorso, abbiamo approvato il DL 110 che modifica parzialmente la disciplina che regola l’abbinamento tra Superbonus e contributo sisma. La prossima settimana la Camera convertirà definitivamente il decreto. Sono riuscito, nel corso dell’esame parlamentare, ad integrare il provvedimento in senso sicuramente migliorativo rispetto al testo iniziale. Abbiamo certificato che gli effetti del decreto e, in particolare, il plafond di 330 milioni si applicheranno esclusivamente alle pratiche depositate dopo il 30 marzo 2024. Abbiamo inoltre definito il meccanismo di monitoraggio del limite di spesa e definitivamente chiarito che il termine di rimborso del credito d’imposta, per quanto riguarda le case terremotate, resta di quattro anni e non si estende a dieci. Detto questo, e ringraziando il Governo per la consueta attenzione, credo che sia venuto il momento di ‘salvaguardare’ la ricostruzione da un meccanismo farraginoso come quello del 110; una misura che ha assolto alla funzione di integrare il contributo sisma dopo la bolla inflattiva degli ultimi anni ma che ha alimentato un clima di incertezza che, negli ultimi mesi, ha rallentato una ricostruzione che finalmente avevamo sbloccato. In questa logica, da subito mi metterò al lavoro per una proposta di aggiornamento del contributo parametrico che rimetterò al Governo per una valutazione oggettiva e ragionevole della provvista finanziaria necessaria a sostenere il secondo cantiere più grande d’Europa”.

lo rende noto il Commissario Straordinario al sisma 2016.

 

 

 

 

 

 

Sisma 2022, nasce l’Unità Operativa Emergenziale per la rilevazione dei danni

Il decreto legge numero 29 dell’aprile 2024 assegna al Commissario straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016 la ricognizione dei fabbisogni per la ricostruzione, la riparazione o il ripristino delle strutture e delle infrastrutture, pubbliche e private, che sono risultate lesionate dopo le scosse sismiche registrate nel novembre 2022 tra Ancona, Fano e Pesaro.

Proprio la Struttura commissariale, nella nota pubblicata il 14 maggio, ha individuato nell’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche la struttura deputata allo svolgimento del compito.
La Regione Marche e il Presidente e assessore alla ricostruzione hanno voluto sottolineare l’importanza di un lavoro di squadra tra il Governo, i Ministeri per la Protezione Civile e dell’Economia e Finanze, la Struttura Commissariale e l’Usr Marche, che ha portato a superare le criticità burocratiche e a individuare un percorso chiaro per la ricostruzione degli edifici danneggiati a seguito delle scosse del 9 novembre 2022 e dare risposte certe alle famiglie. L’USR Marche che si occupa della ricostruzione post-sisma 2016 era stata individuata fin dall’inizio come più opportuna per la gestione del Sisma 2022 per via delle competenze sviluppate e delle procedure già avviate, su cui far confluire anche la ricostruzione di Ancona, Pesaro e Fano.

La Struttura Commissariale Sisma 2016 e il Commissario sottolineano come siano state messe a disposizione le professionalità della Struttura per dare concretezza e certezza al diritto alla ricostruzione dei terremotati del nord delle Marche. Il tempo necessario a sviluppare la rilevazione del danno è tempo comunque ben investito perché proprio una sana programmazione iniziale può consentire una ricostruzione di qualità e tempestiva. A ciò si aggiunga che sono già a disposizione tutte le norme e i disciplinari per far sì che non appena il Governo stanzierà i fondi per la ricostruzione, con la Legge di bilancio 2025, si potrà procedere strettamente.
Motivo per cui lo stesso Usr, in data odierna, ha costituito un’Unità Operativa Emergenziale con carattere temporaneo composta da 24 tra tecnici e amministrativi già impiegati nello stesso ufficio, diretta dall’ingegner Marco Trovarelli e coordinata dall’ingegner Carlo Mundo.

Per quanto riguarda invece le attività di sopralluogo e redazione delle schede Aedes (cioè la scheda che rileva e certifica il danno sull’edificio), sono stati individuati 75 tecnici agibilitatori sempre all’interno dell’Ufficio Speciale Ricostruzione.

Apiro, affidati i lavori alla colleggiata Sant’Urbano

Sono stati affidati i lavori per la ricostruzione della Collegiata di Sant’Urbano, principale chiesa di Apiro. A curare la gara l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, che è il soggetto attuatore dell’intervento.

La Collegiata di Apiro è particolarmente rilevante per la comunità locale – commenta la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Grazie a un impegno costante dell’Arcidiocesi e dell’Arcivescovo Francesco Massara, in collaborazione con l’Ufficio del Soprintendente speciale per il Sisma del Ministero della Cultura, con la Regione e con l’Ufficio speciale ricostruzione, la ricostruzione delle chiese del territorio è pienamente avviata. Fondamentale il confronto in questi mesi per individuare e superare eventuali problematiche, legate all’aumento dei prezzi e anche alla delicatezza di interventi che riguardano l’identità culturale e spirituale di tutto il territorio. A tal proposito, ricordiamo anche l’inaugurazione, il prossimo 15 giugno, della chiesa di San Giuseppe in piazza del Popolo a San Severino Marche, che finalmente riaprirà le porte al culto dopo un intervento da 2 milioni di euro”.

Grazie alla Struttura commissariale 2016 finalmente siamo riusciti a dare in affidamento la Collegiata di Apiro, uno dei gioielli di tutte le Marche, per la grande gioia delle nostre comunità”, dichiara l’Arcivescovo Francesco Massara.

La ricostruzione della Collegiata di Sant’Urbano vale 750 mila euro, di cui oltre 520 mila euro per i lavori di restauro, ristrutturazione e consolidamento. Si tratta di un edificio di grande importanza storica e artistica, costruito negli anni ’30 del XVII secolo. È nota per la “stanza del tesoro” nella sacrestia, che conserva arredi lignei del 1774 e una raccolta di quadri, paramenti sacri, candelieri, croci in bronzo dorato e busti di santi. Questo “tesoro” è custodito dietro una robusta porta di ferro con tre chiavi, e sebbene abbia subito riduzioni nel tempo, resta di grande valore.

Ascoli Piceno, al via la progettazione per il miglioramento sismico della sede Unicam di Lungo Castellano

Il Comune di Ascoli Piceno, soggetto attuatore dell’opera, ha avviato l’iter per il miglioramento sismico della sede della facoltà di Architettura dell’Università di Camerino in Lungo Castellano Sisto V, nel centro storico cittadino.
L’edificio, di proprietà comunale e risalente probabilmente agli inizi del ‘900, necessita di interventi strutturali per migliorarlo sismicamente e riparare i danni del terremoto del 2016. Il progetto preliminare prevede lavori per circa 3 milioni di euro finanziati con l’Ordinanza Speciale n.31 per la ricostruzione e riparazione delle scuole danneggiate dal sisma. I servizi di progettazione, attivati grazie all’Accordo quadro, valgono 204 mila euro.

L’immobile, composto da tre piani fuori terra e locali interrati, ha subito danni rilevanti all’ultimo piano a causa delle scosse, a causa di carenze strutturali. Gli interventi principali riguardano il rifacimento della copertura lignea, il ripristino di murature ammalorate con scuci-cuci e ristilature, l’inserimento di un solaio di sottotetto e l’installazione di un cordolo sommitale in acciaio per l’ammorsamento delle pareti. È previsto anche il rinforzo dei setti murari interni e della piccola torre campanaria, attraverso strutture metalliche. Ulteriori indagini su murature e solai dei piani inferiori permetteranno di valutare la necessità di interventi aggiuntivi.

Grazie allo sblocco degli Accordi quadro dell’Ordinanza 31 per la ricostruzione delle scuole, stiamo vedendo importanti avanzamenti in questo settore delicato e strategico della ricostruzione pubblica – dichiara la Struttura commissariale sisma 2016 -. I presidi universitari sono fondamentali per l’economia locale, e per garantire una qualità e una sicurezza agli studenti che scelgono il nostro territorio per formarsi in vista delle loro future carriere. Prosegue quindi la collaborazione con la Regione, l’Ufficio speciale ricostruzione e il Comune per far sì che l’attuazione prosegua senza ostacoli”.

Lavoro, Castelli: sicurezza e legalità sono un dovere e favoriscono crescita

 Il Commissario al sisma 2016 oggi  è stato ospite del Festival del Lavoro

“A metà giugno sarà il momento di una grande sperimentazione, che vorremmo introdurre in tutti i cantieri della ricostruzione: quella del badge e del settimanale di cantiere.  Il Nuovo codice degli appalti fa della digitalizzazione un elemento centrale, è un elemento di modernizzazione. Grazie al supporto del Ministro del Lavoro Calderone e del Ministero dell’Interno, questo badge consentirà in modo agevole il monitoraggio dell’entrata ed uscita del personale e delle maestranze presenti nei cantieri, attraverso un meccanismo che richiama anche le responsabilità e le funzioni delle casse edili. Questo tracciamento, infatti, non sarà soltanto utile a rendere verificabile la presenza fisica del lavoratore nel cantiere, ma, con una logica di cooperazione e interoperabilità, analizzare l’adeguatezza e l’appropriatezza del contratto collettivo siglato e, quindi, dei profili di formazione legati a quello stesso contratto”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016, intervenendo al Festival del Lavoro, in corso di svolgimento a Firenze, dove ha partecipato alla tavola rotonda “Sicurezza sul lavoro: come promuovere la cultura della prevenzione”. Nell’occasione il Commissario ha ricordato come “la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016-2017 preveda complessivamente lavori per circa 28 miliardi di euro. In questo momento sono aperti circa 9 mila cantieri di ricostruzione privata, mentre la ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.500 cantieri per un valore di oltre 4 miliardi. Di fronte a questi numeri, a queste dimensioni, si comprende come l’esigenza e l’urgenza di assicurare il massimo grado di sicurezza e di legalità sia assoluta. Questo lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo anche attraverso l’anticipazione di modelli e buone pratiche, muovendoci principalmente lungo tre direttrici. Una riguarda il badge e settimanale di cantiere, di cui ho appena parlato, la seconda è il Durc di congruità che, per la liquidazione degli Stati Avanzamento Lavori alle imprese impegnate nel cratere, prevede che debba essere verificata e testata l’adeguatezza della manodopera utilizzata. Ci siamo mossi anche sotto il profilo dell’adozione dei protocolli Asseco, per un lavoro etico e di qualità, grazie alla collaborazione con Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro. I protocolli Asseco sono stati introdotti principalmente nella contrattualistica pubblica partendo da un principio di premialità. Non più, quindi, soltanto vincoli e costrizioni ma anche strumenti in grado di alimentare, tra le imprese che si propongono per la ricostruzione pubblica, la logica del maggiore punteggio per chi adotta protocolli orientati a regolare in termini di eticità l’utilizzo delle maestranze.

Infine, in Commissario al sisma 2016 ha sottolineato che “con il Ministro Calderone abbiamo sviluppato una misura, quella dell’autoimpiego, che sarà promossa in maniera dedicata proprio ai territori del sisma, nei quali ci prefiggiamo un obiettivo: ricostruire il patrimonio edilizio in modo che, nel tempo necessario a farlo, le imprese e le comunità possano mantenere un adeguato livello di vitalità economica e sociale. Rispettare le regole e tutelare la vita non sono soltanto priorità, sono anche fattori di competitività e di convenienza economica. Tutto questo ovviamente vogliamo farlo in accordo le associazioni di categoria e le forze sociali”.

 

Terremoti, Commissario sisma 2016: legge post calamità passo in avanti decisivo per l’Italia

“Grazie all’accurato lavoro svolto dal Ministro Nello Musumeci e a quello in corso di svolgimento in Parlamento, a breve l’Italia potrà dotarsi di una legge in materia di ricostruzione post calamità che comprende un ‘corpus’ di norme in grado di garantire maggiore programmazione, omogeneità ed efficacia degli interventi. Si tratta di una pietra miliare relativamente ad alcuni aspetti fondamentali come il modello unico, o l’individuazione dei due grandi momenti stato emergenza e stato di ricostruzione: è un passo in avanti decisivo per il nostro Paese. Mi fa piacere che una parte dell’esperienza del sisma 2016 abbia alimentato le proposte ordinamentali sviluppate nel testo, a partire dalla governance multilivello che, quantomeno per calamità che abbiano estensione macroregionale, ha rappresentato una soluzione efficace che ci ha consentito poi di compiere un cambio di passo nella ricostruzione”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 nel corso del convegno “Calamità, nuovi percorsi per la ricostruzione”, che si è svolto oggi a Roma.

Rispetto al disegno di legge attualmente all’esame della Camera vorrei sottoporre alcuni temi sui quali auspico che il dibattito parlamentare possa compiere ulteriori approfondimenti. Il primo riguarda il ruolo dei comuni nella ricostruzione: ritengo possa essere utile che vi sia un organo intermedio tra livello centrale e comunale, che coordina, coadiuva e sostenga gli enti locali negli interventi. Gli uffici speciali per la ricostruzione, ad esempio, sono stati un’esperienza particolarmente positiva nell’ambito sisma 2016.

Altro aspetto riguarda lo stato di emergenza e di ricostruzione, due momenti che attraverso questa nuova legge sono stati giustamente separati. In alcune specifiche occasioni però potrebbero non essere divisi nettamente e considerati come consecutivi. Alcune sovrapposizioni funzionali infatti sono possibili, come nel caso della ricostruzione per danni lievi mentre è ancora in corso la fase emergenziale. Altro punto che sottopongo è quello della rilevazione iniziale de danno, che rappresenta un momento decisivo di tutto il processo verso la ricostruzione. Dunque, potrebbe essere utile arricchire il set degli strumenti di rilevazione del danno e delle quantificazioni economiche, così da definire un quadro più dettagliato fin dall’inizio. Passo alla questione delle difformità urbanistiche. Non c’è ricostruzione che non si imbatta nelle piccole difformità parziali, che sono la costante del mio lavoro, giorno dopo giorno. Certamente non può esservi alcuna legittimazione rispetto agli abusi ma il tema va posto perché queste difformità spesso portano al blocco totale dei lavori. Infine, vi è il tema dell’inerzia dei proprietari o della loro irreperibilità. A tale riguardo ritengo che prevedere una norma primaria sia necessario per avere a disposizione uno strumento giuridico utile per dirimere questo problema. Nel caso del terremoto del Friuli, ad esempio, vi fu la ricostruzione pubblica in luogo della privata, in altri casi si può sancire che, in assenza di interesse verso un edificato, si può agire attraverso la sua eliminazione o rifunzionalizzazione.

Sappiamo che il nostro è un Paese caratterizzato da un’accentuata vulnerabilità sismica e idrogeologica che non hanno pari a livello europeo. In Italia ci sono 678 mila frane attive, due terzi di tutta l’Europa. Questa nostra fragilità rischia di essere accentuata dall’avanzare della crisi climatica dal momento che l’abbandono delle aree interne e l’assenza dell’uomo determina un ampiamento della potata degli eventi catastrofali. Dunque, dobbiamo essere consapevoli del fatto che crisi demografica e crisi climatica sono due facce della stessa medaglia e che di ciò dobbiamo tenere conto nell’ambito del processo di ricostruzione, che è una creatura viva, in costante evoluzione. Infine, concordo appieno con il Ministro Musumeci quando dice che la ricostruzione deve essere un’occasione di prevenzione, per ricostruire meglio, e di innovazione: il dov’era com’era ci porta lontani dal rendere i nostri luoghi più abitabili. Abbiamo a disposizione nuove tecnologia, la digitalizzazione ed è dunque necessario farne un buon uso”.

 

 

 

 

DL SUPERBONUS: CASTELLI, PER AREE SISMA TETTO SPESA A PARTIRE DA 1° APRILE

“L’emendamento al Dl Superbonus approvato questa mattina in Commissione Finanze al Senato determina un’ottimizzazione rispetto a quanto era già stato previsto nella versione iniziale del Decreto e, in particolare, apporta modifiche rispetto a due aspetti.

Nel primo caso, si garantisce che il plafond da 400 milioni di euro, destinato per il Superbonus nel cratere sisma del 2009 e del 2016, venga applicato alle domande presentate dopo il 31 marzo 2024, mentre nella versione iniziale il tetto di spesa operava anche in relazione alle pratiche presentate nel primo trimestre 2024.

In questo modo, l’operatività della misura è stata ampliata. La seconda modifica riguarda la modalità prevista per il monitoraggio della spesa, che sarà più efficace, dal momento che verrà effettuata da ciascuna Struttura commissariale (2009 e 2016) sulla base degli importi richiesti. A tale riguardo, preciso che la Struttura sisma 2016 si è già attivata per adeguare la piattaforma GEDISI, per fare in modo che l’utilizzo del plafond a partire dal primo aprile sia trasparente e misurabile”.

Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario al sisma 2016.

Ripe di San Ginesio, intervento in corso sulla sede dell’archivio storico

Sono in corso i lavori sull’edificio di viale della Resistenza, a Ripe di San Ginesio (Macerata).

Si tratta di un intervento per cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato 459.006 euro al soggetto attuatore (il Comune), a fronte di un contributo totale di 1.815.000 euro.

«Mattone dopo mattone proseguiamo nella complessa opera di ricostruzione del cratere sismico dell’Appennino centrale – spiega la Struttura commissariale sisma 2016 -. Ogni tassello che torna al suo posto rappresenta un passo verso il ritorno alla normalità. Il ringraziamento, come sempre, va ai Comuni, all’Usr ed alla Regione Marche per il proficuo lavoro sinergico che stiamo portando avanti insieme».

Al termine dei lavori, che sono stati preceduti dalla demolizione della vecchia struttura (pesantemente danneggiata dal terremoto del 2016/2017), la comunità ritroverà uno spazio polifunzionale, sismicamente efficiente, privo di barriere architettoniche, facilmente raggiungibile ed ottimizzato. Vi troveranno posto l’archivio storico, il deposito comunale ed una sede per le associazioni.

Tre le azioni in programma c’è anche l’abbattimento delle barriere architettoniche per favorire l’accessibilità dei diversamente abili, con un blocco servizi posto al centro del fabbricato e una rampa esterna.

All’esterno verranno realizzati percorsi carrabili ed altri pedonali, aree di parcheggio e spazi verdi con la piantumazione di specie autoctone.