Serrapetrona, ok al progetto per la Chiesa di San Paolo a Borgiano

La conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto per l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della Chiesa di San Paolo a Borgiano di Serrapetrona, in provincia di Macerata. La chiesa, risalente al XII-XIII secolo e successivamente ricostruita nel XVII secolo, ha subito gravi danni strutturali a causa del terremoto del 2016, incluso il collasso della parte alta della facciata. L’opera è finanziata con 1,2 milioni di euro, che coprono interventi di riparazione e miglioramento sismico.

“Grazie all’impegno condiviso con il Mic, l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino nella persona dell’arcivescovo Francesco Massara, con il Presidente Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale ricostruzione Marche, ci stiamo prendendo cura dei gioielli del nostro territorio, comprese chiese che raccontano la storia di un Appennino da sempre vissuto e vitale”, dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016.

“Una bella notizia per il territorio di Serrapetrona e in special modo per la realtà di Borgiano – commenta l’Arcivescovo Francesco Massara -. Si tratta di un intervento che asseconda la ripresa del cammino di fede e la rinascita sociale della comunità, due aspetti fondamentali e complementari all’opera di ricostruzione”.

Montemonaco, riparazione per le mura castellane: progetto da 1,95 milioni

La cinta muraria di Montemonaco, nel Piceno, fu eretta indicativamente nel secolo X, in pietra arenaria, e successivamente munita di torri in occasione della costruzione del castello. Lo stesso castello che nel 1190 si trovava sotto la signoria dei Nobili di M. Passillo, e che viene menzionato come Castrum Mons Monaci nel 1283.

Le scosse sismiche del 2016/2017 hanno causato importanti danni all’opera: lesioni passanti, distacchi ortogonali e crolli sia sulle mura che sui torrioni. Motivo per cui è stato redatto un progetto di riparazione post terremoto che ha appena ricevuto l’ok dalla Conferenza regionale, per un importo totale di 1.950.000 euro

«Le mura castellane e i torrioni di Montemonaco rappresentano un manufatto di grande rilievo, unico nel suo genere, patrimonio del territorio che merita ulteriore valorizzazione – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Il passaggio in Conferenza costituisce, dunque, uno step importante per uno dei luoghi simbolo del cratere e dei nostri Monti Sibillini, il secondo comune delle Marche a livello di altitudine».
«Siamo soddisfatti dell’avanzamento dell’iter progettuale di questa importante riqualificazione, che si inserisce in un quadro generale più ampio – dichiara il sindaco Francesca Grilli -. Il prossimo 29 giugno, infatti, inaugureremo anche il nuovo parco verde prospiciente i torrioni, rigenerato con i fondi ottenuti, anche in tal caso, grazie al commissario Castelli e portato avanti grazie al lavoro congiunto con la Regione».

Le mura circondano una porzione del centro storico ed inglobano molti spazi verdi. I tratti sono intervallati da ampi e robusti torrioni che si compongono di fabbriche organizzate su tre maschi murari disposti planimetricamente a formare delle “C”.

In programma ci sono interventi sia di natura strutturale sia di restauro conservativo sul paramento lapideo delle mura e dei torrioni.
Curiosità. All’epoca sull’altura di Montemonaco trovavano rifugio e solitudine i monaci benedettini, primi colonizzatori delle zone dei Sibillini. I piccoli feudatari dei vari centri rurali disseminati ai piedi delle montagne si costituirono in un libero Comune e scelsero come capoluogo un punto centrale, facilmente difendibile, chiamato fin da allora “monte del monaco”. Le massicce mura castellane furono costruite e rinforzate per respingere i tentativi offensivi dei comuni vicini (Montefortino, Montegallo, Arquata e Norcia) che ne insidiavano in continuazione i confini.

  Pollenza, ok al progetto esecutivo per la chiesa dell’Immacolata Concezione

La Conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto di riparazione dai danni del terremoto per la chiesa dell’Immacolata Concezione a Pollenza, in provincia di Macerata. L’opera è finanziata con 332 mila euro.

Voglio ringraziare Monsignor Nazareno Marconi e la Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia perché la sfida della ricostruzione di un patrimonio così vasto non è semplice ma è doverosa. Allo stesso modo voglio ricordare il quotidiano impegno dell’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche, specchio di una visione strategica e puntuale che condivido con il Presidente Francesco Acquaroli su cosa debba essere la ricostruzione dell’Appennino centrale marchigiano. Dobbiamo ricostruire le case, ma anche tutto l’insieme del tessuto urbano che rende vivibile e attrattivo un paese. Le chiese sono importanti anche per questo: luoghi di cultura, spiritualità e di identità che dobbiamo riparare al meglio per farle durare nel tempo”, dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

La chiesa esisteva già nel XVII secolo, ed era stata ricostruita nel 1821. Il sisma del 2016 causato lievi danni strutturali, che includono lesioni alla facciata principale e al campanile e distacchi delle volte interne. Il progetto prevede oltre alla riparazione dei danni anche il miglioramento sismico dell’edificio, in modo tale che possa meglio resistere alle future scosse. Saranno anche restaurati gli apparati decorativi.

Nella Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia sono programmati 75 interventi, per un totale di 46,5 milioni di euro.

L’Ufficio stampa

Castelsantangelo Sul Nera: il punto sulle demolizioni

Trasferiti oltre 2,8 milioni di euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’avanzamento dell’attuazione dell’Ordinanza speciale 14, dedicata agli interventi di ricostruzione di Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata.

Si tratta in particolare di 1 milione 908 mila euro per l’avanzamento degli 11 interventi sulla viabilità provvisoria, messe in sicurezza e demolizioni del capoluogo e delle frazioni di Macchie, Nocelleto, Nocria, Gualdo, Rapegna, e Vallinfante. E di 902 mila euro per un’ulteriore anticipazione per la messa in sicurezza del dissesto da crollo, sempre in località Vallinfante.

A firmare i due decreti il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. “La ricostruzione di Castelsantangelo sul Nera, uno dei luoghi più colpiti dalla sequenza sismica del 2016-2017, è per noi e per il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli un’assoluta priorità – dichiara il Commissario Castelli -. Di questi avanzamenti positivi ho informato il neo-eletto Sindaco, Alfredo Riccioni, con il quale avvieremo una proficua collaborazione. Ringrazio, infine, l’Ufficio speciale ricostruzione che sta procedendo secondo i tempi in questa delicata fase, prodromica alla ricostruzione”.

In particolare, gli interventi sono conclusi nelle frazioni di Nocria, Gualdo e nei due lotti di Rapegna.

Nella frazione di Vallinfante, distinta in tre lotti, sono conclusi i due lotti di Vallinfante Alta 1 e 2, mentre per il lotto di Vallinfante Bassa sono in fase di ultimazione.

In fase di ultimazione sono anche gli interventi previsti nei due lotti del Capoluogo, Macchie e Nocelleto.

Infine, per quanto concerne il progetto definitivo degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico è già stata svolta la prima seduta della Conferenza di servizi, a seguito della quale il consorzio di bonifica sta sviluppando e approfondendo gli aspetti ambientali dell’articolato progetto. Nelle prossime settimane verrà fissata la seduta conclusiva della Conferenza.

 

Ascoli, ok al progetto per il “palazzetto della comunicazione” di Piazza Roma: 1,5 milioni per la riparazione

La Conferenza Regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica della Palazzina ex Enal di Ascoli Piceno, nota anche come “palazzetto della comunicazione” di Piazza Roma. L’intervento da 1,5 milioni è ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137, connessa al nuovo piano di ricostruzione per le zone del sisma.

«Si tratta di un’opera importantissima perché consente di avere un contenitore per incontri, convegni e attività di formazione in pieno centro storico, dove c’è carenza di spazi del genere – spiega il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Le procedure della 137, a poco più di un anno dal varo dell’ordinanza, viaggiano a buon ritmo, confermando la bontà di quanto abbiamo redatto insieme a Regione ed Usr. Da questo punto di vista, ad Ascoli abbiamo appena sbloccato la progettazione di altri due interventi, vale a dire quelli sul Palazzo dell’Arengo e sul Palazzo dei Capitani, che insieme cubano quasi 7 milioni».

L’edificio, che al piano terra ospita una storica libreria cittadina, è stato costruito nel 1925 e gode di un particolare interesse architettonico. I due livelli fuori terra ricoprono una superficie di circa 1.480 metri quadrati, su cui il terremoto del 2016/2017 ha prodotto una serie di lesioni diffuse.

Al momento delle scosse il piano superiore ospitava una sala conferenze (la sala “Marco Scatasta”) e alcuni uffici del Consorzio Universitario Piceno. Il progetto di riparazione interesserà proprio il primo piano, la copertura lignea del corpo di fabbrica principale ed il vano scala, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio fondamentale.

Tra le azioni previste, quindi, interventi di riqualificazione degli impianti e della copertura, la sostituzione della struttura della copertura lignea con una in acciaio, il ripristino della copertura del vano scala con ripristino delle zone ammalorate, la realizzazione di catene in ferro e la rimozione con successivo ripristino delle porzioni di intonaco deteriorate.

L’Ufficio stampa

Preci, via libera al progetto per la Chiesa di Santo Spes Abate

Via libera al progetto esecutivo per la Chiesa di Santo Spes Abate di Preci (Perugia). La Conferenza dei servizi permanente ha infatti approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico dell’edificio, per un valore di 705 mila euro. La chiesa ha subito danni significativi a causa del terremoto del 2016, e serviranno interventi mirati per ripristinarne la sicurezza e la funzionalità. Tra questi: il consolidamento delle murature, il rinforzo delle volte e degli archi, il ripristino delle lesioni sulle pareti e l’installazione di materiale di rinforzo alla struttura per migliorarne la resistenza sismica.

Con il via libera di oggi dalla Conferenza Speciale, prosegue l’avanzamento delle progettazioni delle chiese del territorio e ringrazio l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia per l’impegno costante  – dichiara Guido Castelli, Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Un ringraziamento va anche alla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e al direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, Stefano Nodessi Proietti, per il loro supporto nel processo di rinascita dei borghi e delle frazioni del nostro Appennino centrale.”

Amatrice, Conferenza dei Servizi ok a lavori Chiesa di Santa Maria della Mercede

La Conferenza dei servizi permanente ha approvato il primo stralcio dell’intervento di “ricostruzione, riparazione e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Mercede” nella frazione di Collegentilesco ad Amatrice (RI). Si tratta di una fase iniziale, propedeutica all’intervento di ricostruzione vero e proprio. L’opera è finanziata con 730 mila euro, di cui 383 mila euro per il primo stralcio.

La chiesa è stata gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Ha infatti subito crolli parziali della facciata frontale, della copertura della navata centrale e della facciata posteriore, con disconnessione degli elementi lapidei e diffuse lesioni.

“Voglio ringraziare la Regione Lazio nella persona dell’assessore Manuela Rinaldi e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Stefano Fermante per l’impegno costante per superare le difficoltà della ricostruzione di Amatrice – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Le chiese sono parte integrante del tessuto urbano dei nostri borghi appenninici, e specialmente nelle frazioni rappresentano dei tasselli inseparabili dall’identità locale. Anche su questo fronte, stiamo lavorando senza sosta per recuperare il tempo passato, con l’obiettivo di ricostruire presto e bene”.

“L’approvazione della ricostruzione di uno degli edifici simbolo dell’identità dei luoghi, anche nelle frazioni di Amatrice, è la dimostrazione inconfutabile del lavoro sinergico che quotidianamente portiamo avanti con il Commissario Guido Castelli. Uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di ridonare alla collettività i simboli, che rappresentano la cultura e la storia dei borghi duramente danneggiati, e allo stesso tempo procedere con progettazioni parallele per ridonare anche un’identità per il rilancio di queste zone”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Il progetto, proposto dalla Diocesi di Rieti che è anche il soggetto attuatore, prevede diverse fasi di intervento. La prima include la rimozione degli elementi pericolanti e delle macerie, il fissaggio degli elementi labili della muratura, e la puntellatura di porte e finestre. La seconda fase si concentra sulla messa in sicurezza del campanile, con fissaggio e puntellatura degli elementi murari e smontaggio della copertura e della cella campanaria. La terza fase prevede la realizzazione di un’impalcatura esterna e interna per stabilizzare le murature e coprire l’edificio.

Edilizia religiosa, interventi in corso ad Ascoli, Venarotta, Monte Rinaldo e Montemonaco

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha pubblicato tre decreti relativi ad altrettante situazioni di edilizia religiosa, tutte avviate.

Nella fase più avanzata c’è l’iter della chiesa di San Bartolomeo, nella frazione di Foce di Montemonaco (AP), tra i Monti Sibillini, il cui intervento da 309.086 euro è in dirittura d’arrivo.

L’intervento sull’edificio, sorto forse sulle rovine di un antico eremo o abbazia già presente nel XIII secolo, si è concentrato ovviamente sulla riparazione degli importanti danni subiti dopo le scosse del 2016/2017, in particolare su murature, pavimentazione, intonaci e travi di fondazione, nicchie, cantoria e sugli elementi decorativi.

A darne notizia è il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

«Confermiamo il nostro impegno su un settore, quello dell’edilizia religiosa, a cui teniamo in maniera particolare – conferma -. L’importanza di questi siti va oltre la pur fondamentale connotazione storica e artistica; si tratta di presidi fondamentali soprattutto per le piccole comunità del nostro Appennino che non possono essere abbandonate a sé stesse. Da questo punto di vista, fondamentale risulta la sinergia con le Diocesi, la Regione e lo stesso Usr».

Lavori in corso anche nella chiesa della Santissima Annunziata della frazione Cepparano di Venarotta, nel Piceno, per un totale di 200.000 euro. Tra le priorità, qui, la messa in sicurezza degli affreschi posti ai lati dell’altare di Sant’Antonio, oltre ovviamente a tutta una serie di lavorazioni che riguardano le parti principali di questa costruzione cinquecentesca.

Monte Rinaldo (Fermo), sono stati consegnati i lavori della Concattedrale di Santa Maria Assunta (634.708 euro) e quelli della chiesa del Santissimo Sacramento e del Rosario, che prevede un importo di 895.000 euro. Quest’ultima, attribuita all’architetto Gaetano Maggi, fu consacrata dall’arcivescovo di Fermo, Alessandro Borgia, nel 1759.

Lavori in corso anche ad Ascoli, sulla chiesa della Madonna del Ponte di Porta Cartara, per un importo di 224.505 euro.

Sono stati appena appaltati, invece, i lavori per le chiese dei Santissimi Pietro e Paolo di Poggio Anzù a Venarotta (200.000 euro), Santa Maria in Camurano di Montelparo (340.000 euro), nel Fermano, e Santa Maria delle Piane di Quintodecimo (376.000 euro) ad Acquasanta Terme (AP).

Infine, è imminente la riapertura della chiesa di San Giuseppe a San Severino (Macerata), che tornerà fruibile nella data del prossimo 15 giugno dopo il complesso intervento da 1.334.470 euro appena portato a termine.

Teramo, Castelli: avviati i lavori ex carceri giudiziarie, opere pubbliche avanzano

Nella giornata di ieri, alla presenza del Commissario Straordinario al sisma 2016 e dell’Agenzia del Demanio, sono stati avviati i lavori di miglioramento sismico e rifunzionalizzazione delle ex Carceri Giudiziarie di Teramo. L’edificio era stato danneggiato a seguito del terremoto del 2016 e gli interventi previsti, finanziati per 480 mila euro, consentiranno sia di risolvere le criticità di resistenza sismica, sia di rendere l’immobile più efficiente dal punto di vista energetico. Al termine dei lavori l’edificio tornerà nelle disponibilità dell’amministrazione pubblica e ospiterà gli uffici della Prefettura.

Si tratta di uno degli interventi post-sisma principali previsti nel capoluogo abruzzese che si aggiunge, tra gli altri, ai lavori in corso alla Caserma Costantini e Grue dei Vigili del Fuoco, mentre stanno per partire i lavori all’ex Ufficio del Registro di Teramo. Sono invece in corso le attività di progettazione degli interventi che riguarderanno l’ex Convento di San Domenico.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Si tratta di un nuovo, importante intervento per la città di Teramo, dove l’avanzamento dei cantieri del nostro patrimonio pubblico prosegue, grazie al contributo e alla costante collaborazione dell’Agenzia del Demanio, e per questo voglio anche ringraziare il direttore del Demanio regionale Francesco Tarricone. I lavori alle ex Carceri Giudiziarie si svolgeranno nel rispetto del principio che abbiamo adottato nell’Appennino centrale, quello del ricostruire innovando e innovare ricostruendo, per restituire alle nostre comunità un patrimonio immobiliare energeticamente sostenibile, che guardi al futuro  nel rispetto del passato. La sicurezza, certamente, resta la priorità alla quale dobbiamo assolvere nella consapevolezza del fatto che viviamo in territori bellissimi, ma fragili”.