Ascoli Piceno, al via la progettazione del Liceo Scientifico Orsini

Al via la progettazione per i corpi A e B del Liceo Scientifico Orsini di Ascoli Piceno. Per entrambi è stato infatti emesso l’Ordine di acquisto per la progettazione, nell’ambito delle procedure semplificate previste dagli Accordi quadro dell’Ordinanza speciale 31 (ricostruzione scuole).

“Le scuole sono un’assoluta priorità per i territori dell’Appennino centrale e anche per Ascoli Piceno. Voglio ricordare che l’edilizia scolastica con competenza provinciale, di cui l’intervento del liceo Orsini fa parte, vale 45 milioni di euro – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. La ricostruzione deve guardare al futuro e quale miglior futuro delle nuove generazioni che hanno bisogno di spazi educativi sicuri ed efficienti. Ringrazio il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Presidente della Provincia Loggi e l’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche per una costante collaborazione che in questi mesi è stata la chiave di volta di una netta accelerazione delle procedure, anche sul fronte della ricostruzione pubblica”.

L’intervento per il Corpo A, che comprende anche l’aula magna, prevede un adeguamento sismico ed efficientamento energetico con un finanziamento di 1 milione di euro. Per il Corpo B, che copre una superficie di 1600 mq, sono previsti invece interventi per un importo di 2,5 milioni di euro.

Cdm: per sisma 2016 gestione Cas viene affidata a Struttura commissariale

Dal primo settembre 2024 la gestione del Contributo di autonoma sistemazione (Cas) sarà in capo alla Struttura commissariale sisma 2016. Lo stabilisce il decreto-legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri contenente misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei.

“Si tratta di provvedimento atteso e condiviso con il Ministro Musumeci e con il Dipartimento di Protezione civile – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Il CAS è stato un fondamentale strumento di supporto alle popolazioni dell’Appennino centrale nel post emergenza ma oggi è doveroso cominciare a guardare oltre e aprire sull’opportunità di rimodulare l’assistenza per chi non ha ancora, in assenza di impedimenti oggettivi, presentato il progetto di ricostruzione. La misura inoltre cesserà, a partire dal 1 settembre, per chi ai tempi del sisma abitava in case in affitto, poi dichiarate inagibili. Si tratta di un compito è di una responsabilità che assumo, insieme agli uomini e alle donne della Struttura Commissariale, nella consapevolezza dell’importanza dell’attività che ci attende. Desidero ringraziare il Governo per questo attestato di fiducia, che ci impone a metterci al lavoro fin da subito”.

Il Contributo di autonoma sistemazione, a partire dal 1 settembre, si chiamerà “Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione”, sarà gestito dalla Struttura commissariale sisma 2016 e continuerà a essere erogato dai Comuni.

Sempre a partire dal 1 settembre, cesserà il CAS per chi, ai tempi degli eventi sismici, risiedeva in affitto in abitazioni risultate inagibili. Gli affittuari che nel frattempo sono risultati assegnatari di Soluzioni abitative di emergenza, avranno una tariffa agevolata anche rispetto a quella degli alloggi per l’edilizia residenziale pubblica.

Resta ferma, in ogni caso, per i proprietari che ricevono il CAS o sono beneficiari di SAE, la scadenza del 30 giugno per presentare il progetto di ricostruzione (in mancanza di impedimenti oggettivi). In caso di mancata presentazione, il CAS viene sospeso fino alla presentazione del progetto.

Preci, approvato il progetto per la chiesa di San Martino

La conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto per il restauro e miglioramento sismico della chiesa di San Martino nella frazione di Preci Abeto, in provincia di Perugia. L’intervento è finanziamento complessivamente con 1,3 milioni di euro.

La chiesa di San Martino, risalente al X secolo, è risultata significativamente danneggiata dal terremoto, e saranno necessari sia il restauro che il miglioramento sismico.

L’Appennino centrale è costellato di luoghi di culto dal grande valore storico, identitario e culturale, che la ricostruzione si impegna a restituire alle comunità locali, anche in un’ottica di valorizzazione del territorio – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Voglio ringraziare il presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Stefano Nodessi Proietti e l’arcivescovo Renato Boccardo, per un impegno condiviso che si concretizza anche nell’avanzamento del programma di ricostruzione delle chiese del territorio. Nel territorio di Preci stiamo portando avanti con determinazione l’opera di ricostruzione, anche grazie alla collaborazione con il sindaco Massimo Messi”.

Il progetto approvato prevede la demolizione del solaio di copertura e la sua ricostruzione con materiali moderni e resistenti, il consolidamento delle murature dell’abside e della sagrestia, e il rinforzo del campanile. Inoltre, sa-ranno eseguiti interventi di consolidamento sulle volte leggere e sul portico d’ingresso, per garantirne la stabilità e la sicurezza. Il soggetto attuatore è l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Ricostruzione chiese, via libera a progetti ad Amatrice e Leonessa

La conferenza dei servizi permanente ha approvato i progetti per l’intervento di ricostruzione, riparazione e ripristino del Santuario dell’Icona Passatora della Frazione Ferrazza ad Amatrice, un edificio risalente al 1400, e della Chiesa di Santa Maria di Loreto a Leonessa, realizzata nel 1500. Si tratta di due interventi realizzati dal Ministero della Cultura e della Diocesi di Rieti.

Nel Santuario dell’Icona Passatora gli interventi sono localizzati nella copertura, sulla volta absidale sottotetto, su due voltine laterizie danneggiate, sulle murature da consolidare con interventi praticati dall’esterno (per non danneggiare le decorazioni), sulla facciata, sul campanile e sull’abside che sono stati particolarmente danneggiate dalle scosse. Il valore complessivo programmato è di 1.500.000 euro.

Per l’intervento nella Chiesa di Santa Maria di Loreto è prevista la messa in sicurezza dell’aula della chiesa, delle aperture presenti, oltre che interventi sulle murature, sulle strutture portanti di copertura ma anche la realizzazione di nuovi impianti tecnologici finalizzati al contenimento energetico. Per questo intervento è previsto un costo di 750.000 euro.

Ringrazio il Ministero della Cultura, la Diocesi di Rieti guidata dal Vescovo Vito Piccinonna, il Presidente Francesco Rocca, l’Assessore Manuela Rinaldi e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Lazio Stefano Fermante – , dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Grazie a questi due interventi che riguardano due gioielli storici, puntiamo a valorizzare la storia millenaria del territorio laziale. Le chiese rappresentano un elemento sociale fondamentale del tessuto sociale dell’Appennino centrale e spetta a noi rilanciarlo e salvaguardarlo”.

Una ricostruzione attenta per preservare la storia e le tradizioni dei luoghi dell’appennino centrale colpiti dal sisma del 2016. Questo è quello che quotidianamente portiamo avanti con il Commissario Guido Castelli, che ringrazio per la continua attenzione per le chiese duramente danneggiate. Abbiamo la necessità di riportare al centro di questi luoghi dei simboli storici per ricostruire una comunità forte e in grado di ridonare futuro a questi capolavori architettonici che dobbiamo conservare. Stiamo portando avanti una ricostruzione con occhio attento verso la sostenibilità. Infatti, l’attenzione progettuale al contenimento energetico nella Chiesa di Santa Maria di Loreto a Leonessa è una dimostrazione dello sforzo fatto in questo anno”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

 

L’Ufficio Stampa

stampacommissario@governo.it

 

GDF: Castelli, Nec recisa recedit, il motto che nelle terre del sisma facciamo nostro

Nec recisa recedit: neanche ferita retrocede. È il motto d’annunziano della Guardia di Finanza. Una frase il cui spirito ben rappresenta anche i cittadini e le comunità dell’Appennino centrale che, seppur colpite da sisma, con tenacia e volontà hanno continuato a vivere nella loro terra e a impegnarsi per la sua rinascita. Rivolgo un sincero augurio e ringraziamento agli uomini e alle donne della Guardia di Finanza, di cui oggi celebriamo il 250° anniversario della fondazione, per il lavoro che svolgono ogni giorno al servizio dei cittadini e delle istituzioni. Anche nell’Appennino centrale la presenza del Corpo garantisce non solo la sicurezza delle nostre comunità, attraverso il controllo del territorio, ma anche lo svolgimento di quei controlli, volti a garantire il rispetto della sicurezza dei lavoratori e della legalità, che effettua nell’ambito della ricostruzione in coordinamento con le Prefetture e con la Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale. Da parte mia, insieme alla Struttura commissariale, sono impegnato per la riparazione di quei presidi della Guardia di Finanza che, nel cratere, sono stati lesionati dal sisma al fine di restituire la presenza di strutture efficaci e sicure. Anche la costante collaborazione con la Guardia di Finanza rappresenta uno degli elementi che contribuiscono in modo sostanziale all’opera che stiamo realizzando in questi territori”.

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

 

 

 

 

 

Esanatoglia, trasferiti 830 mila euro per ricostruzione scuole

Roma 20 giugno – Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha firmato il decreto con cui si trasferiscono 830 mila euro all’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche per gli interventi su due di Esanatoglia, in provincia di Macerata. Si tratta in particolare della scuola media C.A. Dalla Chiesa e della scuola primaria “Diotallevi” (compresa la palestra annessa).
“L’avanzamento delle scuole è uno degli obiettivi che ci siamo dati fin da inizio mandato e che stiamo realizzando, grazie a uno sforzo condiviso con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e con i Comuni e le Province che svolgono il delicato ruolo di soggetti attuatori – dichiara il Commissario Castelli-. In questo caso il plauso va anche al sindaco Luigi Nazzareno Bartocci, che con la ricostruzione delle scuole di Esanatoglia sta assicurando un servizio fondamentale per la comunità e la residenzialità delle famiglie”.
Il trasferimento approvato rappresenta il primo acconto del 20%, su un contributo complessivo di oltre 4 milioni di euro, previsto dall’Ordinanza speciale 31 che è dedicata proprio alla ricostruzione e riparazione di tutti gli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del 2016. Il trasferimento è avvenuto in seguito alla richiesta del Comune di Esanatoglia per avviare le attività di progettazione e le procedure per l’inizio dei lavori.

Ussita, una struttura ricettiva nella zona del palazzetto; sì al progetto da 1,4 milioni

Rifunzionalizzare uno spazio per trasformarlo in un punto di riferimento per il comprensorio turistico montano di Ussita (Mc) e dei Monti Sibillini. È l’obiettivo dell’intervento che riguarda la ex palestra di danza classica adiacente il palazzetto dello sport di Frontignano.
L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo che riguarda il manufatto sito in via Pian dell’Arco, per un importo totale di 1.402.639 euro. A rivestire il ruolo di soggetto attuatore sarà il Comune.

«Voglio ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e il sindaco Silvia Bernardini per questo progetto che conferma la massima attenzione alla montagna ed al suo sviluppo – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli .- La montagna marchigiana rappresenta il perno intorno al quale sviluppare la strategia di rinascita dell’Appennino centrale colpito dal sisma. Una risorsa dal grande potenziale che deve essere valorizzata attraverso il sostegno dei fondi sisma e del programma “NextAppennino”».

Dopo la riparazione dei danni causati dal sisma (concentrati soprattutto su partizioni interne e tamponature esterne) ed il cambio di destinazione, diventerà una struttura ricettiva con bar e ristorante. All’interno, dunque, si prevede la funzione di locale ristoro dotato di cucina, spogliatoi e servizi igienici oltre ai relativi servizi accessori, spazi connettivi e di deposito.
Un luogo di accoglienza, dunque, che potrà altresì essere utilizzato, in caso di necessità, come punto di aggregazione sociale per la comunità.
Oltre al miglioramento sismico, l’edificio verrà anche efficientato a livello energetico.

Municipio di Smerillo, la Conferenza Regionale dà l’ok al progetto esecutivo

 

«Il progetto di riparazione del Municipio di Smerillo (Fermo) ha ricevuto il via libera della Conferenza regionale per un importo di 1.116.000 euro».

A renderlo noto è il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che aggiunge.

«Si tratta di un passaggio importante per il piccolo comune incastonato tra i Monti Sibillini, simbolo della bellezza del nostro entroterra così duramente toccato dal terremoto. Ringrazio per questo risultato la Regione e l’Usr, in rappresentanza di tutte le componenti che insieme lavorano per tenere vivi e rilanciare i luoghi del cratere. Una buona notizia che giunge proprio a pochi giorni dall’elezione del nuovo Sindaco, di Smerillo Tonino Severini, con il quale il rapporto di collaborazione sarà certamente positivo e costante».

L’edificio polifunzionale di via Alighieri, un’unità strutturale di 465 metri quadrati che si articola su tre livelli fuori terra e che ospita agli uffici del Comune, la sede dell’ufficio postale e dell’ambulatorio comunale, è stato lesionato dal sisma del 2016/2017 tanto da essere dichiarato inagibile.

Il progetto approvato dalla Conferenza Regionale prevede dunque lavori di adeguamento sismico con l’obiettivo di conservare il bene sia a livello di scelta dei materiali che nelle tecniche costruttive.

Tra le altre cose, le lavorazioni riguarderanno murature, solai, architravi, infissi, impianti, con in programma anche alcune demolizioni dei divisori e degli stessi solari in latero-cemento, che verranno sostituiti con solai in legno.

Mobilità: Castelli, con servizi digitali a Castelluccio e nell’Appennino centrale trasporto più sostenibile

“La gestione dei flussi nella Piana di Castelluccio durante le quattro domeniche della fioritura è un importante segnale di cura e attenzione nei confronti del patrimonio e della biodiversità di quest’area unica. Una scelta, quella compiuta, che rappresenta un punto di riferimento nella programmazione della mobilità specifica per il territorio nel segno della sostenibilità. Certamente non mancano le criticità da affrontare e risolvere, nella consapevolezza del fatto che il nostro impegno nei confronti di Castelluccio e di tutte le comunità dell’Appennino sta avvenendo al fine di incentivare i flussi turistici e le presenze durante tutto l’anno e non solo durante alcuni periodi. È anche per questo che la Struttura Commissariale ha realizzato una strategia complessa e articolata di interventi di riparazione economica e sociale: vogliamo fare in modo in modo che l’Appennino centrale diventi il posto ideale in cui vivere”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma Guido Castelli nel corso del convegno “Una mobilità sostenibile per la fioritura di Castelluccio” che si è tenuto oggi a Visso.

“Penso, ad esempio, al più grande investimento – 47 milioni di euro – mai realizzato per la rete di cammini nel cratere sisma, voluto per attrarre un turismo lento, rispettoso dei luoghi e in grado di valorizzare il ricco patrimonio storico, religioso e culturale dei nostri borghi. Un turismo, questo, che vogliamo sostenere, che non sia ‘mordi e fuggi’, dal momento che l’escursionista che visita le nostre montagne senza pernottare spende in media 5 euro, mentre chi vi pernotta arriva a spendere in media 80 euro al giorno per cibo, servizi e alloggio. Una differenza che potrebbe cambiare il destino di questi luoghi e che quindi dobbiamo perseguire con determinazione anche assicurando la possibilità di visitare i nostri territori non solo ricorrendo a mezzi privati, ma anche attraverso una rete di trasporti collettivi (pubblici e privati) capillare e modulare. Esistono già in tal senso esperienze interessanti, come i bus a chiamata della Cotral nel cratere reatino. Questa può essere una delle vie da percorrere, a cui vanno però aggiunte altre soluzioni che possono essere sviluppate anche grazie alle piattaforme digitali, rivolte sia ai residenti che ai visitatori. Il MASE, ad esempio, gestisce una misura del PNRR denominata “Digitalizzazione dei Parchi Nazionali” che prevede, tra l’altro, lo sviluppo di servizi digitali per i visitatori dei parchi nazionali, tra cui piattaforme per il trasporto collettivo, e siamo già in contatto con il Ministero per programmare possibili interventi sinergici e concreti. Questa può essere un’occasione per discutere di progetti sulla mobilità sostenibile non solo destinati al Parco dei Sibillini ma a tutta l’area del cratere. La Struttura Commissariale sta affiancando alla ricostruzione un’imponente opera di riparazione economica e sociale che si propone di fare di questo territorio un modello di buone pratiche: il ‘Laboratorio Appennino centrale’. Per raggiungere questo obiettivo è importante il contributo di tutti, a partire dagli organizzatori di questo incontro, che hanno idee e progetti di eccellenza sulla mobilità sostenibile”.