Chiese del Fermano: riapre il Santuario Madonna della Misericordia (Fermo), lavori conclusi a Ortezzano, rush finale a Monsampietro Morico

«Lunedì 8 luglio riapre al culto il Santuario Madonna della Misericordia di Fermo. I lavori post sisma sono infatti giunti al termine grazie alla sinergia di tutte le componenti coinvolte, dalla Struttura commissariale alle Diocesi passando per l’Ufficio Speciale Ricostruzione e per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli. Una sinergia che produce benefici effetti e che sta indirizzando lungo la giusta via la grande opera di ricostruzione del centro Italia».

Così il commissario alla ricostruzione Guido Castelli sull’imminente nuova inaugurazione del sito di via Murri, vicino al convento omonimo, il cui taglio del nastro è fissato per le 18, alla presenza, tra gli altri, del vescovo Rocco Pennacchio e del sindaco Paolo Calcinaro. L’intervento ha avuto un importo di 650.488 euro, necessario alla riparazione dei danni, alla riduzione delle vulnerabilità ed al miglioramento sismico.

Il santuario Madonna della Misericordia è un edificio in muratura con pianta a croce latina, risalente al 1900 e costruito su iniziativa dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi. I lavori si sono concentrati, tra le altre cose, su murature, copertura, campanile e solai.
Sempre nel Fermano, lavori conclusi ad Ortezzano, sulla chiesa di Santa Maria del Soccorso, per un importo di 220.000 euro che è servito per consolidamento, restauro e ripristino dell’agibilità sismica sul monumento ubicato nel centro della cittadina, adiacente al Municipio, che venne ricostruito quasi completamente nel 1450 sopra l’antica Santa Maria delle Grazie.

Infine, sono in dirittura di arrivo i lavori nella chiesa di San Francesco di Monsampietro Morico, per un importo totale di 516.651 euro. L’obiettivo è di riparare le lesioni causate dal sisma, che si sono concentrate in diverse zone, tra cui il frontone, le volte in muratura, la cupola in camorcanna e, soprattutto, sulla torre campanaria, che ha subito i danni maggiori.

DL Coesione: Castelli, da misure approvate nuovo slancio per crescita dell’Appennino centrale

Il Commissario al sisma 2016 plaude al via libera alla Zls per Marche e Umbria e alle misure che agevolano l’inserimento al lavoro e la promozione di nuove attività.

“La riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale è, accanto all’opera di ricostruzione materiale, il compito che mi è stato affidato nello svolgimento del mio mandato. All’interno del Dl Coesione, che ha ricevuto il definitivo via libera da parte della Camera, vi sono due importanti misure che vanno a incidere proprio lungo questa direttrice, per sostenere e rafforzare il processo di rinascita dei territori colpiti dal sisma 2016. Si tratta dell’inserimento dell’area del cratere tra quelle che possono accedere al fondo per il sostegno alla creazione di nuove iniziative economiche e della possibilità che viene data anche a Marche e Umbria di definire la Zona logistica semplificata”.

Lo afferma Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

“Si tratta – aggiunge il Commissario al sisma – di interventi volti a sostenere il rilancio del tessuto economico e del mondo produttivo dell’Appennino centrale, fondamentale per produrre quella ricchezza necessaria contrastare il fenomeno di spopolamento a cui queste aree sono soggette. È questo il caso dello specifico fondo, previsto nel Dl Coesione, volto alla promozione, anche nel cratere, di iniziative destinate a favorire l’attivazione al lavoro, attraverso la formazione, l’inclusione sociale ed il sostegno alla creazione di nuove iniziative economiche di piccola o microimpresa, professionali ed autonome. L’intervento è rivolto a tutti i disoccupati che abbiamo meno di 35 anni, ma possono partecipare anche coloro che non si trovano in questa condizione, che possono essere soci e promotori dell’iniziativa, ma non devono risultare come amministratori della nuova attività avviata. L’aver previsto una intensità di aiuto dell’intervento per le aree del sisma del 2016 parametrata a quella concessa alle aree del Mezzogiorno, rappresenta un altro segnale di attenzione da parte del Governo alla ripresa economica e sociale dell’Appennino centrale ed è anche il frutto del clima di coesione e condivisione che si è instaurato con i Presidenti delle quattro regioni del sisma.

Così come un ulteriore segnale in questa direzione viene dato attraverso l’approvazione dell’emendamento grazie al quale Marche e Umbria – prosegue Castelli – ora potranno definire la Zona logistica semplificata. Queste due regioni dal 2022 erano rimaste ‘sospese’ tra quelle definite in transizione e, dunque, non troppo in crisi per essere inserite nella ZES, ma neppure sviluppate al punto da rientrare tra quelle in cui vi è la ZLS. Da oggi, invece, entrambe potranno definire quelle aree geografiche, definite dalle singole Regioni, al cui interno sono previste particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate, o che intendono insediarsi. Un’opportunità di crescita e sviluppo che si riverbererà non solo all’interno delle aree delle Zls ma anche sul resto del territorio regionale, compreso quello che si trova all’interno del cratere sisma, resa possibile grazie alla collaborazione con i Presidenti delle due Regioni, Acquaroli e Tesei. Al cambio di passo che abbiamo già impresso, sia per la ricostruzione pubblica che per quella privata, si affiancano quindi nuovi e ulteriori interventi a favore di territori per troppo tempo tenuti ai margini, che hanno voglia di rialzarsi e di contribuire più incisivamente alla vita del Paese”.

Monteleone di Fermo, lavori in corso sull’edificio di via Leopardi: diventerà uno spazio dedicato ad arte e cultura

Biblioteca, pinacoteca, spazio multimediale, foresteria, sala riunioni ed atelier per esposizione di opere d’arte.

Al termine dei lavori di riparazione post sisma, attualmente in corso per un importo di 835.000 euro, diventerà uno spazio culturale a tutti gli effetti. Trattasi dell’immobile di proprietà comunale sito in via Leopardi, tre piani fuori terra collocati nel centro storico di Monteleone di Fermo.

«Stiamo restituendo alle comunità dell’entroterra ciò che il terremoto ha tolto, se possibile migliorando ed accrescendo il valore dell’esistente – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Monteleone rappresenta un esempio, i tanti cantieri di edilizia pubblica aperti ci dicono che la strada è quella giusta. Ringrazio, per questo, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ed il presidente della Regione Francesco Acquaroli».

Dopo la demolizione dell’edificio si trova dunque in corso l’intervento di ricostruzione che ne manterrà le caratteristiche originarie mutandone però la destinazione, visto che prima era adibito ad uso residenziale. Nel ruolo di soggetto attuatore c’è lo stesso Comune.

Al centro del progetto, la realizzazione di strutture in muratura portante con mattoni antichi sui prospetti e in poroton per quelle interne, solai interpiano in legno, copertura costituita da capriate in legno e travi in legno.

L’edificio ricostruito avrà quindi la stessa sagoma e caratteristica estetica di mattone a faccia vista di quello ante demolizione. Tra le altre cose, verranno completamente eliminate le barriere architettoniche.

Preci, avanti con la ricostruzione pubblica

Trasferiti complessivamente 269 mila euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria per due importanti interventi nel Comune di Preci, in provincia di Perugia. A firmare i decreti il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.
Il primo intervento, finanziato dall’Ordinanza speciale 39, riguarda i lavori di riparazione con adeguamento sismico della Palestra Comunale, in particolare della parte che ospita gli spogliatoi, per il quale sono stati trasferiti 113 mila euro (su 775 mila) in base all’avanzamento delle progettazioni. Il secondo intervento prevede il ripristino del fronte franoso nel centro abitato di Abeto. L’acconto trasferito in questo caso è di 156 mila euro (su 1,56 milioni), e l’intervento rientra nell’Ordinanza speciale 10, che riguarda diversi interventi nel Comune di Preci, tra cui l’Abbazia di Sant’Eutizio.

“In Umbria, come nelle altre regioni del sisma del 2016, procede un’importante opera di accelerazione e messa a terra della ricostruzione pubblica, storicamente la più complessa da portare a compimento – commenta il Commissario Castelli -. L’avanzare dei decreti segnala invece che con la giusta attenzione alla semplificazione e con una grande sinergia che ci vede ogni giorno al lavoro con la Presidente Donatella Tesei, il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria Stefano Nodessi Proietti e il sindaco di Preci Massimo Messi, è possibile recuperare le troppe false partenze”.

“Ringrazio il Commissario Castelli e l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria per questi risultati – dichiara il sindaco Massimo Messi -. Preci ha subito molti danni dal terremoto ma grazie a un lavoro di squadra impostato sulla concretezza stiamo riuscendo ad andare avanti con tutte le progettazioni. La nostra comunità è stata messa a dura prova dal sisma e questi saranno anni cruciali, in cui dobbiamo essere tutti uniti, protagonisti della ricostruzione sia materiale che sociale del nostro territorio”.

Presentato il progetto di valorizzazione turistica della DMO dei Sibillini

Presentato presso la chiesa di Sant’Angelo in Montespino a Montefortino il progetto di valorizzazione turistica della DMO dei Sibillini che vede coinvolti 9 comuni del territorio quali Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita e si prefigge di aumentare la capacità ricettiva sullo stile dell’albergo diffuso valorizzando residenze nei borghi o forme adatte per turisti alla ricerca del contatto con la natura, ma anche la riqualificazione delle strutture ricettive, la loro accessibilità, la riqualificazione impianti di risalita e uno sviluppo cultura della rete, ma anche sviluppare proposte di valore centrate su storia, arte e cultura, enogastronomia, natura, nell’ottica dell’offerta di esperienze uniche. Le DMO sono organizzazioni di natura pubblica o pubblico-privata che si occupano di promuovere, commercializzare e gestire i flussi turistici coinvolgendo tutti gli operatori del territorio e svolgono attività di marketing territoriale.

Il Commissario alla Ricostruzione alla Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli ha sottolineato che “La DMO dei Sibillini è un progetto che va avanti da due anni e il suo ruolo non si limita alla promozione e commercializzazione della destinazione turistica, ma ne ha uno ancora più importante, quello di guidare lo sviluppo di tale meta nel tempo, con continuità, e dove il tessuto privato, imprenditoriale e sociale, definisce la vera ricaduta sui territori. La DMO di cui parliamo nasce attraverso le fatiche letterarie di Massimiliano Ossini, che è sempre stato un grande promotore di questo territorio di grande generosità che ha scelto di vivere proprio nella nostra terra. Abbiamo fatto un primo stanziamento di 500mila euro e un secondo, sempre di 500mila euro, per garantire l’avvio di un’azione che ha già prodotto l’avvio di materiale promozionale, ma anche una parte destinata al turismo per i diversamente abili. Il turismo, in queste zone, non deve dipendere solo dalla neve, che può essere anche valorizzata diversamente grazie alle infrastrutture e agli impianti di risalita, accogliendo il visitatore tutto l’anno- prosegue Castelli- Grazie all’intuizione del Presidente Acquaroli, vogliamo stimolare l’idea di una rete, è fondamentale coinvolgere gli operatori privati, con progetti importanti come l’albergo diffuso. I Sibillini hanno fatto già tantissimo, bisogna fare uno scatto da una logica artigianale ad un’operazione di sistema per fare bene e di più. La nostra fissa è di contenere la crisi demografia che è il veleno dei nostri Sibillini, qui bisogna vivere e non solo sopravvivere. Un plauso ai Sindaci di queste comunità, che sanno che l’unione continua a fare la forza”.

L’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Maria Antonini sottolinea che “E’ importante che i Comuni facciano rete tra loro coinvolgendo i privati. La Regione sta creando il bando “Borghi accoglienti” nel quale sono previsti dei contributi per i Comuni, che possono anche coinvolgere i privati. Il territorio si valorizza attraverso delle iniziative con queste iniziative e il turismo è un elemento trainante per l’economia dell’entroterra”

Il Sindaco di Montefortino, comune capofila del progetto, Domenico Ciaffaroni sottolinea che “Abbiamo fatto 3 anni di lavoro intensi anche grazie all’eccellente lavoro svolto dal Commissario Guido Castelli. Grazie al finanziamento di un milione di euro di Next Appennino, abbiamo in ballo tanti progetti, frutto di un lavoro congiunto. I nostri borghi sono bellissimi e vanno sempre più valorizzati”.

Terremoto 2016: il Laboratorio Appennino Centrale al Gotha internazionale degli ingegneri sismici

Il Commissario Castelli: il progetto avveniristico per la rinascita di Arquata del Tronto elaborato con l’Eucentre di Gian Michele Calvi, di Pavia. Sicurezza e innovazione al centro della ricostruzione

“Un evento catastrofale, un grande dramma che ha colpito l’Appennino centrale, sta diventando un modello di ricostruzione e di rinascita, in sicurezza, di questo vasto territorio che si estende per 8 mila chilometri quadrati. È stata una case history di grande interesse oggi a Milano, al WCEE (World Conference on Earthquake Engeneering), il più importante congresso di ingegneria sismica al mondo” lo ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, che questa mattina è intervenuto ai lavori di apertura della 18ma edizione del WCEE.

“Ho presentato al mondo l’esperienza della sequenza sismica del 2016-17, sia evidenziando l’ampiezza della devastazione e la complessità della ricostruzione, in ragione del carattere articolato dei luoghi e degli immobili su cui dovevamo intervenire (più di 300 mila edifici lezionati), sia sottolineando il cambio di passo che, dopo le troppe incertezze del passato, nell’ultimo anno abbiamo impresso alla ricostruzione. Un’accelerazione sensibile che ha riguardato sia la ricostruzione pubblica che quella privata, con quest’ultima che ha visto le erogazioni da parte di Cdp nei confronti delle imprese impegnate nei cantieri aumentare del +37% rispetto al 2022 e del +73% in rapporto al 2021” ha aggiunto Castelli, che ha ribadito il lavoro di costante collaborazione della Struttura Commissariale con il Governo, i Presidenti delle quattro Regioni coinvolte, i sindaci del cratere e tutti gli operatori impegnati in questa grande opera.
D’altro canto, per la ricostruzione pubblica, per anni ferma al palo, nel corso del 2023 il 95% delle opere programmate, sia nella programmazione ordinaria che speciale, risulta avviato (con almeno la nomina del Rup). E tra le opere di ricostruzione pubblica così avviate il 28% ha fatto partire (o ha già concluso) i lavori.

“La ricostruzione sull’Appennino Centrale è diventata un laboratorio internazionale – continua Castelli – in cui stiamo applicando i principi definiti alla Conferenza mondiale di Sendai nel 2015: “build back better”, cioè ricostruire meglio di prima. Non intendiamo limitarci a ricostruire “com’era, dov’era”, vogliamo farlo migliorando il patrimonio che abbiamo ereditato attraverso l’applicazione delle migliori metodologie scientifiche, per restituire alle nostre comunità luoghi sicuri in cui vivere”.

“A conferma di questo impegno rivolto alla sicurezza e all’innovazione, qui al Wcee abbiamo presentato sia il progetto avveniristico di ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto, in collaborazione con Eucentre di Pavia, lo studio all’avanguardia sotto la guida di Gian Michele Calvi” ha proseguito Castelli, che nel corso dell’evento ha presentato il rendering della ricostruzione al ministro Nello Musumeci. Oltre ad Arquata del Tronto, anche a Castelluccio di Norcia si adotteranno tecniche innovative e all’avanguardia per il processo di ricostruzione.

“L’Italia deve recuperare terreno nella ricerca: oltre alle eccellenze dell’iniziativa privata come Eucentre, ci deve essere il contributo fondamentale dello Stato, così come avviene all’estero” ha ribadito il Commissario. E ha concluso: “La ricostruzione sicura e innovativa consente che i nostri borghi possano tornare a vivere. La ricostruzione dell’Appennino centrale è presidio contro lo spopolamento di tante aree interne, che finiscono per accentuare le fragilità del territorio. Solo il presidio umano sicuro e tecnologicamente all’avanguardia – può contrastare lo spopolamento e quindi contrapporsi alle conseguenze della crisi demografica e, contestualmente, di quella climatica”.

Festival dell’Appennino gli appuntamenti di sabato 6 luglio

Per l’ottavo appuntamento il Festival dell’Appennino inclusivo di natura 2024 torna in Abruzzo, sabato 6 luglio, a Valle Piola di Torricella Sicura (Te) con Domenico Turchi e il concerto della band Burro e Salvia

Nel pomeriggio escursione, al rientro performance di Domenico Turchi con “I racconti di Vallonia” e a concludere la serata il concerto della band Burro e Salvia

Ascoli Piceno 1 luglio 2024- Per l’ottavo appuntamento il Festival dell’Appennino torna in Abruzzo sabato 6 luglio ai piedi dei Monti Gemelli, questa volta rivolti verso il massiccio del Gran Sasso, a Valle Piola di Torricella Sicura nella provincia di Teramo. Il pomeriggio inizierà con un’escursione fino ad Acquaratola e poi al rientro performance di Domenico Turchi con “I racconti di Vallonia” e a concludere la serata il concerto della band Burro e Salvia. In questa tappa vivremo un’esperienza unica, un viaggio nel tempo attraverso la storia di un borgo abbandonato che sta rinascendo grazie alla volontà di iniziative di valorizzazione, per portare gli amanti del turismo lento a scoprire questo lato dell’Appennino centrale.

Questa edizione della manifestazione è caratterizzata da una “espansione” dei suoi tradizionali confini, promossa dal Commissario Straordinario Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016, Guido Castelli e dal Bim Tronto. Per la prima volta, infatti, oltre alle Marche il Festival coinvolge anche l’Abruzzo, il Lazio e l’Umbria insieme alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti. L’obiettivo resta però invariato: dare vita a un evento dedicato al benessere, sostenibile ed esperienziale. Una manifestazione a vocazione turistica e culturale che unisce, in un fitto programma di appuntamenti diverse attività: escursioni, spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni ed enogastronomia, favorendo un tipo di turismo esperienziale e accessibile.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato che “Quello di Torricella Sicura è un territorio sul quale la Struttura commissariale sta ponendo la massima attenzione. Lo conferma la recente approvazione da parte della Conferenza dei servizi del Piano straordinario di ricostruzione del Comune Teramano. Un rilevante intervento per il tessuto urbano e sociale di Torricella Sicura che non solo consente di recuperare il danno da sisma, ma anche di migliorare e valorizzare infrastrutture e servizi come le scuole, gli impianti sportivi e il centro sociale polivalente. Luoghi fondamentali per tenere vivo e coeso il tessuto comunitario. Altro intervento che ci tengo a sottolineare è quello per il progetto di rigenerazione di Villa Celommi-Capuani, per il quale abbiamo portato il contributo a 1,4 milioni di euro. Si tratta di un punto di riferimento per Torricella Sicura che potrà così tornare a svolgere pienamente la sua funzione: un luogo attrattivo di memoria e di cultura. Un’opera di riparazione sociale ed economica, così come lo è il Festival dell’Appennino, che si inserisce proprio in questa strategia di valorizzazione delle bellezze, della storia e delle tradizioni dei nostri territori attraverso attività culturali e nella natura. Una manifestazione che vuole contribuire a far conoscere meglio l’Appennino centrale, e a incentivarne la fruizione turistica, resa possibile grazie all’impegno e alla collaborazione dei quattro Bim”.

Il Presidente del Consorzio BIM Vomano-Tordino di Teramo, Marco Di Nicola ha dichiarato: “L’appuntamento di Valle Piola, nel comune di Torricella Sicura, è la seconda tappa teramana e abruzzese del Festival dell’Appennino, per noi particolarmente significativa perché ambientata in un borgo un tempo abbandonato, che è stato oggetto di un rilevante intervento di recupero e valorizzazione. Il Festival dell’Appennino, in questo senso, costituisce un veicolo culturale importante per contrastare lo spopolamento e favorire la conoscenza dei territori su cui si fonda la nostra identità. Il Consorzio BIM di Teramo ha voluto farsi parte attiva di questa iniziativa in sinergia con gli altri BIM del centro Italia, perché la ricostruzione non è solo un processo materiale ma passa anche e soprattutto attraverso la rigenerazione culturale e sociale delle nostre aree interne.”
Il ritrovo è alle ore 15.45 a Valle Piola, per poi partire per l’escursione alle ore 16.

IMPORTANTE: per raggiungere Valle Piola per chi viene dalla Piceno Aprutina non seguire assolutamente le indicazioni di Google Maps. Arrivare fino alla rotonda prima di Teramo, sul ponte Vezzola e svoltare a destra in direzione Castagneto. Da Castagneto seguire le frecce Festival dell’Appennino per Pastignano, poi Poggio Valle e Valle Piola, gli ultimi tre km sono su strada bianca.

L’escursione con partenza e ritorno a Valle Piola, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lungo 5,4 km, con un dislivello di 185 mt e un tempo di percorrenza di circa 2 ore e trenta (andata e ritorno).
Al rientro dall’escursione alle ore 19 per performance di Domenico Turchi con “I racconti di Vallonia”.
Alle ore 20 cena libera, per chi vuole sarà possibile cenare presso il punto ristoro al Rifugio del Pastore organizzato dalla Pro loco di Torricella Sicura. Il menù fisso a 15 euro prevede: mezzemaniche a ragù, pecora alla callara, acqua o bicchiere di vino. Inoltre vi saranno a parte altri prodotti: panino con salsiccia, frittella farcita, panino con formaggio fritto. Possibilità di piatti vegani o vegetariani su richiesta chiamando solo in questi orari 13.30-14.30/20.30-21.30 il numero 3332179561 entro e non oltre venerdì 5 luglio ore 21.30.
La serata proseguirà alle 21,30 con il concerto della band Burro e Salvia che con un repertorio di canzoni Italiane dagli anni ‘20 fino ai ‘50 ci faranno divertire e commuovere con brillanti motivetti e grandi sentimenti d’amore, attraverso la voce tenorile, condita con un poco di swing, di David Mazzoni.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:
• obbligatorio indossare scarpe da trekking
• avere con sè almeno un litro d’acqua
• portare felpa/kway e telo/stuoia
• consigliato un cambio completo da lasciare in auto
• consigliato portare lampada frontale o torcia per la sera

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 23 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia di Narco, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Arquata del Tronto, via libera al progetto di ricostruzione del centro storico

Una delle notizie più attese dalla comunità di Arquata del Tronto è realtà: c’è il via libera della Conferenza dei servizi al progetto esecutivo per la ricostruzione del centro storico, una delle più complesse e innovative della storia delle ricostruzioni in Italia. La Struttura commissariale ora coinvolgerà i proprietari degli edifici, per procedere con la formula della ricostruzione unitaria privata, che consente (previo il consenso dei proprietari), di affrontare tutto il colle come un unico grande cantiere, così da gestire logisticamente al meglio gli interventi pubblici e quelli delle case private. Nel mentre, l’Ufficio speciale ricostruzione predisporrà la gara per affidare i lavori, finanziati con 71 milioni di euro. di ricostruzione del borgo di Arquata insieme al Ministro Musumeci lunedì 1 luglio con la Fondazione Eucentre, nell’ambito della 18esima Conferenza mondiale sull’ingegneria antisismica, una delle manifestazioni internazionali più importanti per partecipazione e contributi della comunità scientifica e dei professionisti, con l’obiettivo di condividere conoscenze e idee in campo dell’ingegneria sismica, che si svolgerà a Milano nella prima settimana di luglio.

“Il mio ricordo della notte del 24 agosto è indelebile – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -, e sapere ora che il lavoro congiunto con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr e il sindaco Michele Franchi ci consentirà di assistere presto alla partenza dei lavori mi riempie di commozione e orgoglio. Questa ricostruzione appariva come una sfida sotto tutti i punti di vista. Ma anche grazie alla tenacia che la comunità arquatana ha saputo esprimere in questi anni, reagendo alla tragedia che l’ha colpita, e alla nostra capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo per creare soluzioni invece che opporre problemi, oggi possiamo dire che questa ricostruzione si è finalmente sbloccata. Facciamo tesoro di questa esperienza di grande collaborazione tra istituzioni, tecnici e cittadini, per proseguire senza sosta in tutto il territorio del cratere”.

 

La messa in sicurezza del colle di Arquata, divenuto nel 2016 tragico simbolo della scossa del 24 agosto che nel piccolo comune ascolano fece 52 vittime, prevede la costruzione di due pozzi sotterranei in cemento armato da cui partiranno 328 tiranti, 12.970 metri lineari in totale, per rinforzare sismicamente tutta la collina del centro storico di Arquata del Tronto. Si procederà inizialmente con la messa in sicurezza della strada di accesso al paese e della provinciale, poi con i terrazzamenti e infine con le case.  Le infrastrutture sotterranee, comprese le reti idriche ed elettriche, saranno anche visitabili nella parte centrale del paese grazie alla previsione di solai interpiano, mentre potranno essere ispezionate a vista nel resto del centro storico. Il progetto è stato redatto dall’USR Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento di Protezione Civile, a sua volta coadiuvato da Tecno-art, dall’Università di Pavia, dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dall’Università Politecnica delle Marche e dalla Scuola Universitaria di Pavia.

Civitella del Tronto, finanziato l’intervento per mitigare la frana di Borrano. Agevolazioni per chi deve delocalizzare

La Cabina di Coordinamento sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha raggiunto l’intesa su alcune modifiche all’Ordinanza speciale in deroga 66, dedicata alla ricostruzione di Borrano, frazione di Civitella del Tronto (Teramo).  È stato previsto un finanziamento di 5,5 milioni di euro per la mitigazione del movimento franoso di parte dell’area, oltre a una serie di misure per agevolare chi è sottoposto alla delocalizzazione obbligatoria. A Borrano il sisma, oltre ad aver reso inagibile una parte dell’abitato, ha anche accelerato un movimento franoso, all’esito degli studi sull’area, si è rivelata solo in parte mitigabile. Per questo motivo si è reso necessario delocalizzare una parte delle case, anche se agibili. Presente ai lavori della Cabina anche l’assessore della Regione Abruzzo Umberto D’Annuntiis. Il Commissario Castelli ha inoltre incontrato i cittadini di Borrano ieri (28 giugno) insieme al sindaco Cristina Di Pietro, per illustrare le novità e il piano d’azione dei prossimi mesi.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “La vicenda di Borrano ha da subito impegnato la Struttura commissariale, insieme alla Protezione Civile regionale, al Comune e all’Ufficio speciale ricostruzione, per impostare una strategia che desse certezze a questa popolazione. Ad anni di distanza dal terremoto purtroppo gli studi hanno evidenziato la necessità di evacuare le case per gli effetti indotti dal sisma sulla tenuta idrogeologica dell’area. Un sacrificio necessario alla luce del principio di sicurezza che sta ispirando la ricostruzione. Una sicurezza che, per forza di cose, deve essere anche quella idrogeologica e statica dei versanti. Insieme al sindaco Di Pietro abbiamo ascoltato le preoccupazioni della comunità di Borrano, che ringrazio per il grande spirito di collaborazione e ribadisco che la Struttura commissariale continuerà ad assistere tutti i cittadini in questo momento difficile. Ringrazio il Presidente Marsilio e il Direttore dell’Usr Vincenzo Rivera e il professor Sciarra dell’Università D’Annunzio, per aver lavorato insieme nel fornire risposte efficaci alla risoluzione di questa situazione, che teniamo costantemente monitorata”.

 

Il sindaco Cristina Di Pietro dichiara: “Esprimo soddisfazione per i provvedimenti già adottati dal Commissario Castelli e dalla Struttura commissariale per affrontare la difficile situazione di Borrano. L’ordinanza speciale approvata nella cabina di coordinamento di mercoledì scorso tutela a pieno i diritti degli abitanti di Borrano, costretti ad abbandonare la loro abitazione riconoscendo loro il diritto alla costruzione di una nuova abitazione

Castelli e Acquaroli a Camerino presentano il Cammino dei Cappuccini

A Camerino si sta svolgendo la “Festa della scintilla” 2024, l’evento che si tiene nel convento dei Frati Minori Cappuccini in preparazione al 2028, l’anno clou del cinquecentesimo anniversario della fondazione di un Ordine, tra i più importanti nel mondo nato il 3 luglio 1528. Il Convento di Camerino, il primo convento al mondo dei Cappuccini, è il cuore pulsante di questo appuntamento. Una storia partita dalla terra marchigiana e fiorita lungo i secoli con strabiliante diffusione in tutto il mondo. Camerino è tappa del Cammino dei Cappuccini, il percorso che si snoda in 17 tappe per quasi 400 km da Fossombrone ad Ascoli Piceno, attraversando la dorsale interna delle Marche, dove incantevoli borghi a misura d’uomo si fondono con il paesaggio naturale.

All’incontro di Camerino hanno partecipato i Sindaci del territorio, il Presidente della Regione Francesco Acquaroli e il Commissario alla Ricostruzione e alla Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli. “Siamo incaricati non solo di ricostruire il cratere, ma anche il tessuto sociale distrutto dal sisma. Puntiamo sui Cammini con 47 milioni di euro messi a disposizione per questa esperienza religiosa che è a favore di un turismo sostenibile che realizza numeri importanti. È un’esperienza che incrocia desideri e gusti di molti che verranno a visitare questi luoghi”.

Il Sindaco di Camerino Roberto Lucarelli parla di “un grande momento vissuto a Camerino alla presenza del presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli, e del commissario straordinario, Guido Castelli, che sono andati a certificare l’importanza dei Cammini per tutto il territorio delle Marche e soprattutto del cratere sismico danneggiato. Un momento di collaborazione istituzionale dove noi sindaci ci siamo potuti confrontare sul cammino e sugli aspetti futuri. Un grazie va a Fra Sergio Lorenzini e tutta la comunità Cappuccina per l’ospitalità che ci hanno voluto regalare e per il lavoro e l’impegno che svolgono. Il primo momento importante di una strategia che poi dovrà andare a coinvolgere anche tutti gli altri Cammini che attraversano i territori. E’ un primo passo fondamentale per poi mettere a sistema tutte quelle che sono le peculiarità dei Cammini e le potenzialità che questi possono avere sul territorio”.