Siglato un nuovo accordo fra la BEI e la Struttura Commissariale per sostenere la ricostruzione delle aree colpite dal sisma dell’Italia Centrale con ulteriori 2 miliardi di euro

I pacchetto finanziario sarà il presupposto di un possibile contratto di finanziamento da un miliardo di euro tra il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) e la BEI per sostenere la ricostruzione e riparazione dei beni pubblici, e di un ulteriore accordo sempre da un miliardo di euro fra la BEI e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per finanziare, tramite il sistema bancario, la ricostruzione di edifici privati, residenziali e industriali.

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Giornata mondiale competenze per il lavoro dei giovani. Castelli: “Il Laboratorio appennino centrale si candida a diventare un riferimento internazionale”

Il 15 luglio è la Giornata Mondiale delle Competenze Giovanili che celebra l’importanza strategica di dare ai giovani le competenze per un’occupazione di qualità e favorire l’imprenditorialità. “Creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, è un passaggio decisivo per il futuro delle aree colpite dai sismi 2016-17 – dichiara Castelli – l’azione di ricostruzione post sisma non avrebbe senso senza ricreare le condizioni per viverci e lavorare”. “Abbiamo fatto sforzi notevoli per accelerare i tempi della ricostruzione – continua Castelli – proprio perché sappiamo che tenere lontane le famiglie dal cratere spinge i giovani a progettare il loro futuro altrove. Per questa ragione abbiamo scelto di fare del cratere un riferimento di eccellenza per apprendere competenze per le professioni del futuro. Attraverso un finanziamento di 62 milioni si stanno realizzando quattro Centri di ricerca e alta formazione insieme a tutte le Università e i maggiori centri di ricerca pubblici di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria”. Le competenze che forniranno i quattro centri di ricerca e alta formazione sono state individuate per apportare nei prossimi anni un contributo significativo in settori chiave collegati al complesso processo di ricostruzione che si vuole come un laboratorio per soluzioni innovative per tutta l’Italia centrale. L’obiettivo è di fare del processo di ricostruzione una palestra per nuove professionalità indirizzate soprattutto ai giovani del cratere, ma anche per attrarre “cervelli” da fuori. In Abruzzo, a Teramo, nascerà il Centro Europeo Agri-BioSERV, dedicato all’innovazione del settore imprenditoriale dell’agroalimentare e alla riqualificazione del settore sanitario e biomedicale. Nel Lazio, a Rieti, si realizzerà il Centro di ricerca sull’economia circolare e sulla salute. Nelle Marche, a Camerino, sorgerà il Centro internazionale per la ricerca sulle scienze e tecniche della ricostruzione fisica, economica e sociale. Infine, in Umbria, a Spoleto, sarà realizzato il Centro di ricerca e trasferimento tecnologico per la digitalizzazione, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale.

Con il Dl Agricoltura nuove opportunità per tornare a vivere e lavorare in Appennino centrale

Castelli: “Grazie alla sinergia con il Ministro Lollobrigida metteremo le produzioni del cratere sisma 2016 al centro della strategia di sviluppo dell’Appennino centrale”

Con l’approvazione del Dl Agricoltura si aprono nuovi scenari per le aree dell’Appennino centrale. Per la prima volta il Governo interviene con misure dirette e una serie di incentivi e sostegni – 500 milioni di euro una somma senza precedenti – per garantire al sistema Italia l’approvvigionamento delle materie prime agricole e, soprattutto, per favorire la creazione di valore aggiunto al settore attraverso il sostegno alle filiere produttive locali, in particolare quella cerealicola. Le norme presenti nel Dl Agricoltura daranno nuove e più efficaci garanzie ai prodotti agroalimentari italiani rispetto alle speculazioni e alle contraffazioni, a vantaggio dei lavoratori del settore e dei consumatori. Il settore agroalimentare sta affrontando sfide significative come l’aumento dei costi di produzione e delle tariffe energetiche e gli effetti dei cambiamenti climatici, a partire dai fenomeni meteorologici estremi sempre più diffusi. Criticità che in Appennino centrale sono notevolmente accentuate a causa del crescente abbandono accelerato dai terremoti degli ultimi anni.

“La crisi demografica associata a quella climatica sono i maggiori ostacoli che abbiamo di fronte nell’opera di ricostruzione e rilancio economico e sociale delle aree del cratere Sisma 2016 – dichiara il Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli – con il Dl Agricoltura si aprono nuove opportunità per tornare a vivere e a lavorare sul nostro Appennino”. “In Appennino centrale queste misure avranno un duplice vantaggio – continua Castelli – da una parte renderanno più sicuro e remunerativo il settore agro-silvo-pastorale, dall’altro contribuiranno a frenare il fenomeno dell’abbandono del territorio che, senza il presidio dell’uomo, rischia di pregiudicare l’opera di ricostruzione post sisma”. “I nostri sforzi per far nascere piattaforme di trasformazione che danno occupazione qualificata e valore aggiunto alle risorse locali – conclude Castelli – ora hanno nuovi strumenti per far crescere e consolidare il tessuto imprenditoriale di tutto il cratere sisma 2016”.

Valfornace, sì al progetto esecutivo per l’ex municipio di Fiordimonte

L’ex municipio di Fiordimonte, nel comune maceratese di Valfornace, verrà riparato dai danni subiti dopo il sisma del 2016/2017. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo di miglioramento sismico per l’edificio di proprietà pubblica situato lungo la provinciale 99, che al momento del terremoto aveva una destinazione d’uso direzionale e commerciale. L’importo previsto è di 788.762 euro, con il Comune nelle vesti di soggetto attuatore.

«L’opera di ricostruzione pubblica, dopo una iniziale impasse, ha impresso un importante cambio di passo, con progetti e cantieri ormai avviati in tutte le zone dell’entroterra martoriato da questa tragedia – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Si tratta di una grande e complessa opera di riparazione su un territorio vastissimo, per cui si sta rivelando fondamentale il lavoro sinergico portato avanti con i Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Nello specifico, mi preme ringraziare l’operato dal sindaco di Valfornace Massimo Citracca».

L’immobile si sviluppa su due piani fuori terra ed un piano sottotetto, dove erano presenti uffici comunali, ufficio postale ed un’attività di ristorazione/bar.

Tra gli interventi in programma, ci sono la rimozione del manto di copertura, il rifacimento degli impianti tecnologici e delle relative linee di distribuzione, il rinforzo delle murature portanti e l’installazione di una rampa per disabili all’interno del locale bar per permettere alle persone con ridotte capacità motorie l’accesso alla sala del ristorante e ai servizi igienici. Inoltre, sono previsti interventi di efficientamento energetico.

Ricostruzione chiese Macerata, Castelli fa il punto: “I progetti ci sono, presto i cantieri”. Progetto di San Giuliano in consegna

Sono 65 le chiese da ricostruire in capo alla Diocesi di Macerata, in tutto il territorio diocesano, che sono in corso di progettazione o ricostruzione. Ma, mentre in alcuni Comuni permane una situazione di disagio per la carenza o mancanza di luoghi di culto, in altri come il capoluogo di provincia Macerata, ci sono già diverse chiese funzionanti che rispondono alle esigenze dei fedeli. A fare il punto è il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, sulla base dell’ultimo aggiornamento dei dati riguardanti gli interventi di cui la Diocesi di Macerata è Soggetto attuatore.

Castelli ricorda che “La Diocesi di Macerata copre un territorio dove il danno da sisma è stato estremamente diversificato. Si va da Tolentino a Porto Recanati, ed è quindi evidente una necessità di programmazione dei lavori da contemperare con le esigenze di un ente ecclesiastico. Il lavoro che stiamo portando avanti insieme è importante e prezioso e per questo voglio ringraziare il Presidente Francesco Acquaroli con cui condividiamo ogni scelta strategica, il vescovo Nazzareno Marconi che ha saputo rispondere con grande prontezza e senso di programmazione all’emergenza sisma, l’Ufficio speciale ricostruzione e la Soprintendenza, che ogni giorno contemperano l’efficacia dei progetti con la tutela della nostra identità comune. Dall’inizio del mio mandato sbloccare la ricostruzione delle chiese è stato uno degli obiettivi principali. Come dimostrato anche dai dati a nostra disposizione, la semplificazione, l’affiancamento dei Soggetti attuatori e la messa a disposizione di risorse adeguate sono strumenti che stanno funzionando. Ora l’obiettivo è passare dai progetti, che ci sono, ai cantieri”.

Appare evidente che, dal punto di vista della Diocesi, le chiese sono edifici culto e non solo luoghi di attrazione turistica. Questo, unito al danno diffuso sulle chiese del territorio, ha evidenziato la necessità di contemperare e sintetizzare le esigenze di più ambiti, non sempre immediatamente armonizzabili. Non essendovi nel centro storico di Macerata ‘emergenze’ legate alle esigenze di culto, la Diocesi ha dato priorità ad altri interventi, in territori dove le condizioni di disagio sono più avvertite.

Il punto sui progetti e sui lavori

La Diocesi di Macerata inizialmente ha avuto in carico la riparazione di 71 chiese, di cui sei sono poi migrate in altri canali: la chiesa di San Giuseppe di Tolentino, per esempio, è stata trasferita nella ricostruzione privata, poiché è stato appurato ha meno di 70 anni di età; la chiesa di San Domenico di Recanati, invece, è attualmente oggetto di restauro con fondi 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, e così via. Dei 65 interventi attivi nelle ordinanze 105 e 132, la Diocesi ha consegnato all’USR 34 progetti. Si tratta di progettazioni di livello esecutivo, la cui redazione necessita di tutta una serie di approfondimenti sia di natura conoscitiva che di natura tecnica. Gran parte dei progetti consegnati all’USR ha completato l’istruttoria e, man mano che vengono emessi i pareri di competenza della Soprintendenza, si stanno tenendo le Conferenze dei Servizi nei quali i progetti vengono approvati. Dopo di che, una volta che il Commissario Straordinario avrà emesso il decreto di assegnazione, potranno essere cantierizzati.

Al momento la Diocesi ha ultimato il restauro della chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. Sono in esecuzione gli interventi presso Santa Maria del Monte a Macerata, Santa Maria in Piana e Sant’Ubaldo a Treia. Saranno avviati a breve i cantieri di San Firmano a Montelupone, dell’Immacolata e di Santa Lucia a Pollenza, e di San Catervo a Tolentino.

Per quanto riguarda il Comune di Macerata, gli interventi in elenco sono: Immacolata, Madonna della Misericordia, Sacro Cuore, San Filippo Neri, San Giorgio, San Liberato, San Michele Arcangelo, Santa Maria del Monte, Santa Maria della Consolazione, Santa Maria della Porta, Santissimo Crocifisso, Santo Sepolcro, Santo Stefano, San Giuliano. Gli interventi programmati sono prevalentemente concentrati nel centro storico. L’Unità Pastorale 01 – Macerata Centro della Diocesi di Macerata, ai fini dell’esercizio del culto, al momento conta all’attivo la Cattedrale di San Giovanni, per le celebrazioni del Vescovo; la Parrocchiale di San Giorgio, per l’amministrazione dei sacramenti; la Basilica della Misericordia, santuario diocesano. Alla medesima Unità Pastorale fanno riferimento il Sacro Cuore, il cui progetto è già stato consegnato, e il Tempio Don Bosco, già restaurato dalla Congregazione Salesiana.

Risultano consegnati anche i progetti di Santa Maria della Porta e di Santo Stefano. Sono in consegna i progetti di San Giuliano e, ancor prima di San Liberato; per quest’ultima il Comune di Macerata ha nel frattempo richiesto alla Diocesi un approfondimento circa il titolo di proprietà che è stato dunque chiarito. È in lavorazione il progetto di Santa Maria della Consolazione in Piazza Mazzini. Sono al momento sospesi i progetti di San Filippo Neri in Piazza Vittorio Veneto, dove è attiva la Cattedrale di San Giovanni, così come della Madonna della Misericordia e di San Giorgio, non potendosi attualmente chiudere per motivi pastorali. A supplire la chiesa di San Michele in borgo San Giuliano c’è la Parrocchiale di Santa Maria della Pace, poco distante. Il progetto dell’Oratorio del Santo Sepolcro, di proprietà dell’omonima Confraternita che cura la processione del Venerdì Santo, è momentaneamente sospeso, in quanto l’inagibilità è generata da cause esterne, vale a dire dalla ex chiesa di San Paolo, ad esso soprastante, sulla quale la Diocesi non ha competenza. Analogamente la Diocesi non ha competenza sul santuario delle Vergini, di proprietà del Demanio dello Stato, né sulla chiesa del Santissimo Sacramento, dell’Ordine dei Cappuccini.

Parallelamente a ciò, tramite l’Ordinanza 23/2017 è stata riparata e riaperta al culto la chiesa di Sant’Elena Imperatrice a Cingoli e tramite l’ordinanza 32/2018 le chiese di San Nicolò a Moscosi di Cingoli; di San Giuseppe a Macerata; di San Michele Arcangelo a Treia; dei Santi Vito e Patrizio a Treia.

Inoltre la Diocesi di Macerata ha provveduto con fondi privati, in particolare col contributo 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, all’attivazione di molteplici interventi di riparazione/ ricostruzione post sisma: per citarne alcuni: il restauro o la riparazione delle chiese di Santa Madre di Dio a Macerata; di Santa Maria della Pace (Portico) a Macerata; Santa Maria Assunta (Cappella del Sacramento) a Montecassiano; di San Donato a Montefano, di San Biagio a Pollenza; di San Giovanni Battista a Porto Recanati; di Cristo Redentore a Recanati; dei Santi Giuseppe e Filippo Neri a Recanati; di Santa Maria in Castelnuovo a Recanati. La riparazione delle canoniche di San Francesco a Montelupone; di Santa Maria in Montemorello a Recanati; dei Santi Vito e Patrizio a Treia. Sono attualmente attivi i lavori presso la ciesa di San Filippo Neri a Cingoli. Vanno ricordati, infine: la costruzione di n. 3 Centri di Comunità presso i Comuni di Colmurano, Montefano e Tolentino; la costruzione dei nuovi locali di Ministero pastorale della Parrocchia del Santissimo Crocifisso a Macerata e la demolizione e ricostruzione dei locali di Ministero pastorale della Parrocchia del Preziosissimo Sangue a Porto Recanati.

Montefalcone Appennino, riparazione e miglioramento sismico per la chiesa di San Giovanni Battista

In un luogo ricco di storia, la chiesa di San Giovanni Battista è individuata come un’antica costruzione annessa ad un convento francescano di origine farfense. Forse potrebbe trattarsi di quel “San Giovanni in Selva” citato nel Chronicon Farfense, in cui, alla fine del IX secolo, ripararono i monaci fuoriusciti dalla Sabina a causa degli attacchi dei Saraceni.
Fatto sta che a Montefalcone Appennino, in provincia di Fermo, questo luogo esercita un fascino particolare, lungo la strada di collegamento con la contrada Luogo di Sasso, immerso nel verde dei boschi. Ecco perché l’intervento di riparazione e miglioramento sismico è molto atteso dalla comunità. A tal proposito, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena approvato il progetto esecutivo con contestuale concessione del contributo di 525.000 euro.

«L’opera di ricostruzione prosegue con costanza, senza lasciare indietro nessuno, soprattutto nell’entroterra appenninico più martoriato dal sisma – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ringrazio, come sempre, il grande lavoro dei Comuni, in questo caso del nuovo sindaco Cesare Milani, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Tassello dopo tassello stiamo ricomponendo un mosaico complesso con l’obiettivo di restituire alla comunità tutto quanto era andato perso».

Tra le lavorazioni in programma, ci sono il recupero e il consolidamento delle strutture attraverso il risanamento murario eseguito con la tecnica del “cuci – scuci”, il rinforzo murario eseguito con diatoni artificiali, il rinforzo del campanile tramite angolari in acciaio sugli angoli interni del torrino, il rifacimento della copertura in legno costituita da capriate e travi in legno lamellare ed il recupero con rinforzo della volta in cannucciato.
Curiosità. Una “relazione” manoscritta parla della cessione di questo convento, avvenuta nel 1223 o forse nel 1215, da parte dei Monaci di San Benedetto a San Francesco in persona, in cambio di un tributo annuo pari ad una libbra di cera, tributo pagato fino al 1776 nelle mani del Priore di Santa Vittoria in Matenano. L’opera di maggior pregio, il polittico di Pietro Alamanno, è attualmente esposta nel Museo dell’Alamanno presso Palazzo Felici.

Sisma 2016: ricostruzione e riparazione socioeconomica fanno segnare il “cambio di passo” del Centro Italia stretto tra crisi demografica e climatica

Presentato a Roma dal Commissario Straordinario Guido Castelli il Rapporto a maggio 2024. Sono 20mila i cantieri autorizzati di cui oltre 11mila completati; avviato il processo di ricostruzione per il 95% delle opere pubbliche, la ricostruzione privata nei primi cinque mesi del 2024 fa segnare un +16,64% di risorse erogate sul 2023 e +41,71% sul 2022.

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Al 31 maggio 2024 la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016-2017 continua a mostrare significativi progressi, dopo il “cambio di passo” avviato già lo scorso anno. Sono circa 20 mila i cantieri ad oggi complessivamente autorizzati, di cui oltre 11 mila già completati. È stato avviato il 95% delle opere pubbliche, gli interventi in progettazione sono il 66% del totale di cui 25% approvati. Saliti i lavori al 28% di cui 12% conclusi. Anche la ricostruzione privata conferma la tendenza già registrata lo scorso anno: nel primo semestre del 2024 le erogazioni di Cassa Depositi e Prestiti nei confronti delle imprese impegnate nei cantieri della ricostruzione hanno fatto registrare un +16,64% rispetto allo stesso periodo del 2023 e un +41,71% rispetto al 2022. I nuclei familiari censiti che, ad oggi, ricorrono all’assistenza abitativa sono 11.182. Erano 12.319 nel 2023 e 14.211 nel 2022.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, aggiornato ai primi cinque mesi del 2024, presentato questa mattina a Roma presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, i Presidenti della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e della Regione Umbria, Donatella Tesei e gli assessori alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi e ai Lavori Pubblici e Infrastrutture della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis.

 

GOVERNANCE MULTILIVELLO. La ricostruzione post-sisma dell’Appennino centrale conferma la sua natura di “creatura viva”, soggetta a mutamenti che richiedono una costante capacità di adattamento per dare le risposte necessarie rispetto alle attività che devono essere realizzate nel cratere, che copre una superficie di quasi 8 mila chilometri quadrati ed è composto da 138 comuni, compresi in quattro regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove vivono circa 600 mila persone. Nel corso dell’ultimo anno si è innescato un percorso virtuoso che sta consentendo una decisa ripresa della ricostruzione, dopo i molti ritardi accumulati nei primi anni del post-sisma. La stretta collaborazione con le quattro Regioni coinvolte e con le amministrazioni locali, che trova attuazione nella governance multilivello della ricostruzione, sta certamente contribuendo in modo sostanziale al consolidamento di questo percorso.

L’IMPEGNO DEL GOVERNO. Il Governo, a sua volta, continua a far sentire di sostegno, per la ricostruzione e la riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale, attraverso le misure che si sono susseguite nel tempo, dal  DL 3/2023 (Decreto Ricostruzione) dello scorso anno, al recente Decreto Coesione Si tratta di interventi che hanno l’obiettivo di snellire le procedure e promuovere il rilancio socio economico dell’area, in un’ottica di sviluppo sostenibile, anche al fine di contrastare il fenomeno dello spopolamento, a cui questi territori erano soggetti ancor prima della sequenza sismica del 2016-2017.

RICOSTRUZIONE PRIVATA. Per quanto concerne la ricostruzione privata, i dati della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che gestisce il plafond Sisma Centro Italia (fornendo alle banche convenzionate del territorio la provvista dei fondi da erogare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori), confermano il consolidamento di quel “cambio di passo” avvenuto nel 2023. Nei primi cinque mesi del 2024, infatti, le erogazioni hanno fatto registrare un +16,64% rispetto allo stesso periodo del 2023 e un +41,71% rispetto a quanto era stato registrato nel 2022. La tendenza di questi ultimi mesi conferma dunque l’accelerazione impressa lo scorso anno, quando le liquidazioni erano aumentate del +37% rispetto al 2022 e del +73% in rapporto al 2021. In termini assoluti, al 31 maggio 2024, CDP ha erogato un totale di 4,414 miliardi di euro per la ricostruzione privata e, mentre nel solo 2023 la cifra era stata pari a 1,364 miliardi (un terzo del totale), nell’ultimo biennio (giugno 2022 – maggio 2024) è stato erogato oltre il 57% dell’intero ammontare (2,5 miliardi di euro).

Le richieste di contributo per la ricostruzione presentate da soggetti privati per immobili residenziali o produttivi danneggiati sono 31.177, su un totale di circa 50 mila stimate, per un valore complessivo di 13 miliardi e 746 milioni di euro. Di queste, 19.899 richieste sono state approvate dagli Uffici Speciali per la Ricostruzione (circa il 64% del totale), con una concessione di circa 8,5 miliardi di euro e la liquidazione di 4,5 miliardi di euro. Nel corso dell’ultimo biennio, sono state più di 8 mila le richieste di contributo presentate, corrispondente a oltre il 25% del totale.

RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Relativamente alla ricostruzione pubblica, la programmazione post-sisma 2016 prevede 3.509 interventi, per un valore complessivo di 4,2 miliardi di euro. La ricostruzione pubblica si compone della programmazione cosiddetta Ordinaria (2.725 opere pubbliche, per un valore di 2,2 miliardi di euro), regolata dalle Ordinanze commissariali e la programmazione cosiddetta Speciale (784 opere per 2 miliardi di euro), regolata dalle Ordinanze Speciali in deroga. Complessivamente, è stato avviato il 95% delle opere programmate, il 66% delle quali è in fase di progettazione (il 25% di questi progetti è già stato approvato), il 16% vede i lavori già in corso e il 12% completati. Si tratta di un progresso significativo. All’inizio del 2023 quasi il 50% degli interventi erano da avviare, ora restano da sbloccare il 5% delle opere. Un evidente passo in avanti che trova riscontro nelle fasi più avanzate della ricostruzione. Al netto delle progettazioni ancora in corso, spesso dovute anche complessità degli interventi, i progetti approvati hanno registrato un significativo avanzamento (dal 3% al 25%). Decisivo, in questo senso, è stato il supporto tecnico amministrativo da parte della Struttura commissariale e degli USR assicurato agli enti pubblici chiamati all’attuazione delle opere. Per assicurare la migliore transizione tra vecchio e nuovo codice degli appalti sono stati sviluppati, d’intesa con l’ANAC, atti tipo utili alla più tempestiva definizione delle procedure di gara.

I NODI DA SCIOGLIERE. Nel corso del 2024 – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli – stiamo affrontando i nodi più complessi della ricostruzione rappresentati dagli interventi che riguardano i borghi e luoghi più devastati dai quattro terremoti del 2016 e 2017. Anche in questo caso puntiamo sul gioco di squadra ricorrendo anche a soluzioni progettuali innovative e sostenibili.”

Un particolare sforzo è dedicato ad Amatrice dove la struttura commissariale, l’USR Lazio e il Comune stanno sviluppando una strategia integrata finalizzata allo sblocco della ricostruzione del paese dove finalmente è partito il super cantiere e sono in procinto di essere avviati i lavori relativi al Municipio e le Chiese di Santa Maria Immacolata e Santa Maria del Suffragio, che si aggiungeranno ai lavori già completati della torre civica. Ad Arquata del Tronto è stato dato il via al progetto esecutivo per la ricostruzione del centro storico. Si tratta di un’opera particolarmente innovativa, così come è all’avanguardia il progetto per la rinascita di Castelluccio di Norcia, dove sono in partenza i lavori per la realizzazione dei terrazzamenti e dei sottoservizi, propedeutici alla ricostruzione del borgo.

“I progetti di Arquata e di Castelluccio sono stati portati all’attenzione dell’ultimo congresso internazionale di ingegneria sismica – aggiunge Castelli – come case histories avveniristiche, dove la tecnologia all’avanguardia si è accompagnata alla sagacia delle soluzioni amministrative. L’obiettivo è quello di assicurare la massima sicurezza ai borghi più vulnerabili sismicamente”.

NEXT APPENNINO: GLI AIUTI ALL’ECONOMIA E ALLA SOCIETA’. Al Commissario Straordinario al sisma 2016, accanto all’opera di ricostruzione materiale, è stato anche affidato anche il compito di occuparsi della riparazione economica e sociale di questi territori, resi particolarmente fragili a causa degli eventi catastrofici avvenuti. A tale riguardo, nel corso del 2024 NextAppennino, il Programma del Piano Nazionale complementare al Pnrr rivolto ai due crateri sisma 2009 e sisma 2016, si sta confermando uno strumento fondamentale. Finanziato per 1,780 miliardi di euro, NextAppennino, si compone di due Macromisure: la A (“Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi) e la B (“Rilancio economico e sociale”).

Con passo deciso procedono gli interventi previsti nella Macromisura A, con l’assegnazione di oltre 1 miliardo di euro, dedicata alle reti e all’innovazione digitale, alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione del territorio, alle comunità energetiche e alle infrastrutture e alla mobilità. La Macromisura B, invece, rivolta allo sviluppo del tessuto sociale ed economico, ha visto l’avvio di quattro centri di ricerca (Camerino, Rieti, Spoleto e Teramo), nonché la messa a terra di importanti risorse per la rivitalizzazione del tessuto economico e sociale dell’area del cratere. Sono stati concessi oltre 500 milioni di euro per quasi 1.400 progetti. Diversi i target coinvolti, dai contratti di sviluppo per grandi e medie aziende fino alle start up, senza tralasciare il tessuto vivo di questi territori fatto da piccole e medie imprese, ponendo l’attenzione anche all’innovazione, ai Partenariati Speciali Pubblico Privato, al consolidamento del terzo settore, all’economia circolare e al ciclo delle macerie. Valori economici equiparabili ad un valore medio di un settennato di programmazione Fesr proporzionato sulle dimensioni delle quattro regioni coinvolte nel cratere, consumato in un poco più di un anno e mezzo di lavoro, intenso e complesso, per assicurare risposte utili a rendere i progetti investimenti reali.” commenta Castelli.

I progetti complessivamente presentati, invece, erano stati 2.597 per un valore complessivo di 2 miliardi e 541 milioni di euro, con la richiesta di 1 miliardo e 490 milioni di euro di contributi. Numeri che dimostrano l’esistenza in quest’area di un tessuto economico e produttivo vivo e dinamico che, dopo gli eventi accaduti, vuole rimettersi in piedi e tornare a correre, contribuendo all’economia del nostro Paese.

In conclusione, il Commissario Castelli dichiara: “Attraverso la ricostruzione e la rigenerazione del territorio colpito dal sisma 2016 stiamo affrontando una questione nazionale: il rilancio dell’intero Centro Italia marginalizzato già prima delle distruzioni del sisma e oggi sempre più centrale per il futuro del Paese e dell’Unione europea che si spinge sempre più a Est e a Sud. Un Centro Italia rigenerato diventa presidio essenziale per mitigare gli effetti della crisi climatica perché solo un Appennino ripopolato contrasta il rischio idrogeologico dell’Italia, dalla Pianura Padana alle coste del Tirreno e dell’Adriatico. Il rilancio del Centro Italia è una questione nazionale anche per i nuovi equilibri di un’Europa rivolta verso e oltre i Balcani. E il centro del Centro Italia è proprio qui nell’area che ha bisogno di una ricostruzione e una rigenerazione socio-economica dopo le devastazioni di otto anni fa”.

Festival dell’Appennino, doppio appuntamento a Pieve Torina e Leonessa

Doppio appuntamento con il Festival dell’Appennino inclusivo di natura questo weekend Sabato 13 luglio a Pieve Torina (MC) “Sentieri d’acqua e d’amore” con Vanessa Dezi, Piceno Brass, Claudia Quartarulli con la Compagnia dei Folli e Domenica 14 luglio a Leonessa (RI) “Tra storia e tradizione ai piedi del Terminillo” con Mario Polia e il Piceno Pop Chorus

Per il nono appuntamento del Festival dell’Appennino saremo a Pieve Torina (MC) e attraverso il sentiero delle acque arriveremo nella frazione di Fiume dove assisteremo alla performance dell’attrice Vanessa Dezi “Acqua Santa”, poi rientreremo e in serata al parco Rodari assisteremo allo spettacolo di Piceno Brass, Claudia Quartarulli con la Compagnia dei Folli. Per il decimo appuntamento del Festival dell’Appennino si torna nel Lazio, a Leonessa (RI), l’escursione ci porterà a scoprire la Vall’Organo poi nel pomeriggio incontro con Mario Polia “Monti custodi: storia antica e tradizioni dell’Appennino leonessano” e a concludere il pomeriggio il concerto del Piceno Pop Chorus.
Questa edizione della manifestazione è caratterizzata da una “espansione” dei suoi tradizionali confini, promossa dal Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli e dal Bim Tronto. Per la prima volta, infatti, oltre alle Marche il Festival coinvolge anche l’Abruzzo, il Lazio e l’Umbria insieme alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti. L’obiettivo resta però invariato: dare vita a un evento dedicato al benessere, sostenibile ed esperienziale. Una manifestazione a vocazione turistica e culturale che unisce, in un fitto programma di appuntamenti diverse attività: escursioni, spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni ed enogastronomia, favorendo un tipo di turismo esperienziale e accessibile.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “escursioni in territori montani di grande bellezza, cultura e spettacoli che richiamano visitatori e rafforzano lo spirito di comunità che stanno reagendo al sisma con tenacia e spirito propositivo. Ci sono tutti gli ingredienti che caratterizzano questa edizione del Festival dell’Appennino negli appuntamenti del prossimo fine settimana, che toccheranno due località del cratere marchigiano e laziale, Pieve Torina e Leonessa. Luoghi che ben conosco e di cui mi occupo frequentemente nello svolgimento del mio mandato. Nel centro del maceratese – prosegue Castelli – abbiamo da poco sbloccato il progetto per realizzare la sede del Municipio, dopo gli anni trascorsi nei container, grazie alle risorse aggiuntive assegnate per la realizzazione dei lavori. Sono invece in corso gli interventi per il Museo Casa Riposo di Pieve Torina, grazie al progetto di riparazione e ripristino dell’Ex Convento di Sant’Agostino, e il cantiere per la realizzazione della struttura che ospiterà la Stazione dei Carabinieri e della Forestale: un presidio strategico per tutto il territorio. Leonessa invece, condivide insieme ai Comuni di Posta e Borbona, l’unico Piano Straordinario di Ricostruzione intercomunale di tutto il cratere. Inoltre, nel comune reatino è stato recentemente approvato il progetto per la riparazione e messa in sicurezza della cinquecentesca Chiesa di Santa Maria di Loreto. Non solo ricostruzione, ma anche interventi si rilancio economico e sociale. Il territorio di Leonessa, infatti, è attraversato da il Cammino di San Francesco, il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Giuseppe e il Sentiero Itali Cai, tutti assegnatari di risorse nell’ambito dei 47 milioni di euro che abbiamo finanziato per lo sviluppo del turismo lento delle quattro regioni del sisma. L’opera di riparazione, che stiamo realizzando, in parallelo alla ricostruzione, si compone di un ampio numero di progetti e iniziative, tra cui proprio il Festival dell’Appennino. Una realtà – conclude il Commissario sisma – che da quest’anno ha assunto un nuovo orizzonte, nel segno della valorizzazione dei nostri bellissimi territori, resa possibile grazie al contributo prezioso dei Bim”.

Sabato 13 luglio il ritrovo è alle ore 15.45 a Pieve Torina sulla strada provinciale 96 al parcheggio per inizio sentiero delle acque e partenza per l’escursione alle ore 16.
L’escursione sul sentiero delle acque, ha una difficoltà E (escursionistico per tutti), è lungo 8km , con un dislivello di 321 m e un tempo di percorrenza di circa 3 ore e trenta (andata e ritorno).
Alle ore 17.30 l’escursione arriverà a Fiume dove assisteremo alla performance dell’attrice Vanessa Dezi “Acqua Santa”, attraverso i racconti d’acqua di diversi autori, storie di vita, di transumanza, di carsismo.
Al termine della performance riprenderemo l’escursione per rientrare a Pieve Torina alle ore 19.30. Alle ore 20 cena libera con possibilità di usufruire delle strutture ricettive presenti sul posto.
Alle ore 21.15 spettacolo al parco Rodari con Piceno Brass, Claudia Quartarulli e la Compagnia dei Folli, uno spettacolo magico che ci farà rivivere la magia dell’amore che è la forza che anima il mondo, che fa nascere le storie più belle e sorprendenti.
La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it
Raccomandazioni:
● obbligatorio indossare scarpe da trekking
● avere con sè almeno un litro d’acqua
● portare felpa/kway e telo/stuoia
● consigliato un cambio completo da lasciare in auto

Domenica 14 luglio il ritrovo è alle 09.45 presso il parcheggio degli impianti sciistici Campo Stella sulla SP 10 che collega Leonessa al Terminillo. a 7,5 km da Leonessa, la partenza per l’escursione è alle 10.
L’escursione anello Vall’Organo, ha una difficoltà E (escursionistico per tutti), è lungo 6,48 km , con un dislivello di 486 m e un tempo di percorrenza di circa 3 ore e trenta (andata e ritorno).
Il rientro è previsto alle ore 13.30 e pranzo libero con possibilità di usufruire delle diverse strutture ricettive a Leonessa paese e dintorni.
Alle ore 16.30 incontro a piazza 7 aprile con Mario Polia “Monti custodi: storia antica e tradizioni dell’Appennino leonessano” e a seguire alle ore 17.00 concerto del gruppo Piceno Pop Chorus, un coro pop di 80 elementi che ci travolgerà con la loro energia sulle note di successi e sorprendenti arrangiamenti della musica italiana e internazionale, guidati dalla maestra Giorgia Cordoni.
La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it
Raccomandazioni:
● obbligatorio indossare scarpe da trekking
● avere con sè almeno un litro d’acqua
● portare felpa/kway e telo/stuoia
● consigliato un cambio completo da lasciare in auto

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 23 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia di Narco, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Matelica, lavori agli sgoccioli su Palazzo Ottoni: uffici comunali già operativi

Sono giunti al termine di lavori di riparazione di uno degli edifici simbolo di Matelica (Macerata), vale a dire il Palazzo Ottoni di Piazza Mattei.
Attualmente, infatti, tutti gli uffici comunali sono tornati alla loro destinazione originaria e lo storico immobile sta per essere restituito alla comunità dopo i danni causati dal terremoto del 2016 grazie all’impiego di risorse per 2.617.695 euro. Alla chiusura del cantiere mancano pochi dettagli.

«Un intervento tanto atteso quanto delicato, la cui conclusione non può non renderci soddisfatti del lavoro svolto in questi anni – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Andiamo a ricomporre un tassello importante per la comunità matelicese grazie alla sinergia con l’Usr, la Regione guidata dal presidente Acquaroli ed il Comune, per un percorso iniziato con l’ex sindaco Baldini, a cui rivolgo un caloroso abbraccio, e che prosegue oggi con Denis Cingolani»

Insieme al Municipio, Palazzo Ottoni occupa il lato est della storica piazza, per un’estensione lineare complessiva di circa 75 metri. L’immobile, dichiarato di interesse storico-artistico, al momento degli eventi sismici era adibito a museo (con la Pinacoteca), biblioteca ed ospitava anche alcuni uffici comunali, oltre ad eventi temporanei, conferenze ed archivi.
L’intervento di riparazione dei danni ha visto il miglioramento del comportamento statico e sismico della struttura mediante interventi strutturali, che sono andati ad interessare le strutture portanti lesionate dal terremoto e quelle che presentavano stati di vulnerabilità sia nei confronti delle azioni statiche che sismiche.

Curiosità. Il terreno su cui è stato costruito il Palazzo era proprietà degli Ottoni già dalla fine del trecento: quando alla famiglia venne affidato il vicariato della città, essa si trasferì all’interno delle mura urbiche, costruendo abitazioni in cui vissero fino alla metà del quattrocento, quando decisero di riedificare una nuova e più grande residenza.

Corridonia, il Commissario Castelli all’inaugurazione del campo ex Enaoli

La comunità di Corridonia ritrova il suo campo sportivo, all’ex Enaoli, grazie alla sinergia tra Comune e Struttura commissariale sisma 2016. Il restyling, inaugurato ieri alla presenza del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, è stato reso infatti possibile dalla strategia per la ricostruzione del vicino istituto scolastico Ipsia Corridoni. La scuola inizialmente sarebbe stata delocalizzata sul terreno del campo, privando la comunità di un luogo simbolo per tante generazioni e di uno spazio fondamentale per l’attività calcistica delle società giovanili locali. Il sindaco Giuliana Giampaoli e il Commissario Castelli hanno invece stabilito una differente delocalizzazione per l’istituto, così il Comune ha potuto investire nuovamente nel campo sportivo.

“Ricostruire vuol dire anche saper ascoltare la storia di una comunità e rispettarne l’identità, non privandola di opportunità per il futuro. Spazi come quelli dell’Ex Enaoli vanno tutelati perché lo sport e l’aggregazione sana rappresentano uno degli argini più potenti contro la piaga delle dipendenze che affligge i nostri giovani – commenta il Commissario Castelli -. La riparazione post sisma passa necessariamente anche per una attenzione rispetto alle attività che aggiungono valore al vivere insieme come comunità. Per questo ringrazio il sindaco Giuliana Giampaoli che ha saputo cogliere l’occasione della ricostruzione per immaginare il futuro della sua città”.

“Una giornata di svolta per la città di Corridonia – dichiara il sindaco Giuliana Giampaoli – Questo è il primo grande risultato che riusciamo a portare a terra, visibile e fruibile alla cittadinanza. Il frutto dello sforzo di tantissime persone, in primis il senatore Castelli che ci ha affiancato in questo percorso, credendo nel nostro sogno che è diventato realtà. Abbiamo nuovamente regalato alla città un punto di riferimento per lo sport e la socialità, che ha portato con sé conseguenze positive enormi consentendoci di sbloccare anche le altre opere”.