Abruzzo, più fondi per la ricostruzione pubblica

La Cabina di Coordinamento sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza di modifica alla programmazione pubblica, che prevede aumenti per diversi interventi nei comuni dell’Abruzzo.

“Insieme al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio abbiamo condiviso delle scelte strategiche per accogliere le richieste che ci arrivano dai territori, e che vengono puntualmente registrate dall’Ufficio speciale ricostruzione, guidato dal direttore Vincenzo Rivera – dichiara il Commissario Castelli -. L’aumento dei prezzi di questi ultimi anni è un dato che va registrato anche nella vita della ricostruzione, così da evitare blocchi in un processo ormai ben avviato su tutti i fronti, anche grazie a una efficace filiera che dal Governo arriva ai territori, con i sindaci e gli uffici comunali”.

A Cellino Attanasio, il finanziamento per la Sede municipale è stato aumentato di circa 1 milione di euro, portando il totale a 2,3 milioni di euro. Nel comune di Montorio al Vomano, il finanziamento per l’ex di-spensario, ora adibito a circolo anziani, è stato incrementato di 449 mila euro, per un totale di 850 mila euro. Per Lecce nei Marsi, l’Ordinanza ha approvato la rimodulazione e l’accorpamento degli interventi per gli Edifici Ater di Edilizia residenziale pubblica. Il contributo per il Lotto 1 è stato aumentato di 1,34 milioni di euro, portando il totale a 5,1 milioni di euro, mentre il contributo per il Lotto 2 ha ricevuto un aumento di 1,1 milioni di euro, per un totale di 3,1 milioni di euro.

Dal 1 settembre il CAS diventa Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione

Dal primo settembre il Contributo di autonoma sistemazione sarà sostituito dal Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione. Dopo la decisione del Governo di affidarne la gestione alla Struttura commissariale sisma 2016, la Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza che ne regola il funzionamento.
L’Ordinanza riguarda quindi il contributo destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata in conseguenza degli eventi sismici che hanno già richiesto il con-tributo per gli interventi di ricostruzione. La misura di assistenza abitativa, al contrario del precedente Cas, non è riconosciuta ai soggetti che alla data degli eventi sismici dimoravano in un’unità immobiliare condotta in locazione (con esclusione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica).

“Con il cambio di passo nella ricostruzione, il CAS cambia necessariamente natura e si lega sempre più alla necessità di garantire il rientro nella prima casa dei residenti dell’Appennino centrale – sottolinea il Commissario Castelli -. Il nuovo contributo tiene conto delle necessità delle famiglie ma anche della circostanza oggettiva che è assolutamente prioritario incentivare la presentazione dei progetti di ricostruzione privata. Ringrazio i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria e gli Uffici speciali ricostruzione per un lavoro quotidiano che renderà sicuramente efficace anche questa nuova, importante, responsabilità che il Governo ci ha affidato. Questo è il momento per cittadini, tecnici e imprese di avere piena fiducia nella ricostruzione e in regole ormai chiare, con risorse certe per poter finalmente superare le troppe false partenze che hanno caratterizzato il post sisma del 2016”.

Il contributo è riconosciuto anche ai nuclei familiari la cui abitazione deve essere sgomberata per l’esecuzione di interventi di ricostruzione limitatamente alla durata del cantiere. La dichiarazione circa la permanenza dei requisiti va resa da parte delle famiglie interessate entro il 31 marzo di ogni anno mediante la piattaforma informatica.
Le risorse necessarie, 34 milioni di euro, saranno trasferite entro il 15 agosto 2024 dal Dipartimento della Protezione Civile.

Sisma 2016 In CEI la riunione della Consulta per i beni culturali di interesse religioso

 

È tornata a riunirsi oggi, 23 luglio, la Consulta per i beni culturali di interesse religioso (sisma 2016). All’incontro, che si è tenuto presso la sede della CEI di Circonvallazione Aurelia 50, hanno partecipato il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Giuseppe Baturi, il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione dei territori interessati dal sisma 2016, Sen. Guido Castelli, il Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 (Mic), Dott.ssa Claudia Cenci, i Vescovi o loro rappresentanti di 19 Diocesi interessate dal terremoto e fr. Francesco Piloni, ministro della Provincia dei Frati Minori dell’Umbria.

“Ci ritroviamo insieme, ad un anno di distanza, attorno allo stesso tavolo, per fare il punto sulla situazione attuale e individuare prospettive di futuro per i nostri territori: alla gratitudine per la disponibilità all’ascolto e al confronto, in un clima di collaborazione e fiducia, si aggiunge la consapevolezza di dover continuare a impegnarci per dare risposte concrete alle comunità che ancora mostrano le ferite del sisma”, afferma il Segretario Generale della CEI.

“Ringrazio la Consulta e Monsignor Baturi, in particolare, per questa nuova, utile, occasione di confronto e aggiornamento avvenuta in un clima collaborativo. Lo spirito costruttivo che muove tutti noi per restituire i luoghi di culto presenti nell’Appennino centrale alla comunità dei fedeli sta producendo risultati positivi, che spingono a proseguire e insistere. Rispetto ai 1.251 interventi complessivi previsti, infatti, è stato avviato il 90% delle opere. Inoltre, il 56% delle 165 conferenze permanenti dei servizi dedicate ai luoghi di culto è avvenuto negli ultimi 12 mesi. Segnali che confermano come il cambio di passo impresso alla ricostruzione cominci a far sentire i suoi effetti in modo sensibile”, sottolinea il Commissario Castelli.

Composta dalla Conferenza Episcopale Italiana, dai Vescovi delle Diocesi colpite dal terremoto del 2016, dal Commissario Straordinario del Governo e dal Ministero della Cultura, la Consulta rappresenta uno strumento di confronto per affrontare e risolvere congiuntamente le questioni relative alla ricostruzione dei beni culturali di interesse religioso.

Gli interventi ancora da avviare sono scesi al 10,6%, mentre sono aumentati, rispetto allo stesso periodo del 2023, gli interventi in corso raggiungendo quasi il 10%. I progetti approvati relativi agli interventi previsti per gli edifici di culto sono prossimi alla metà (46%); quelli conclusi rappresentano oltre il 13% del totale.

Festival dell’Appennino gli appuntamenti del fine settimana in Abruzzo

Domenica 28 luglio appuntamento con il Festival dell’Appennino inclusivo di natura 2024, in Abruzzo a  Castiglione della Valle di Colledara (Te) per una giornata inclusiva “ Il ritorno di Lucrezia Borgia” con Elisa Di Eusanio Club 27
Una giornata inclusiva con escursione con percorso escursionistico e possibilità di escursione accessibile e inclusiva da Castelmaidetto per tutti, pomeriggio inclusivo di giochi a cura di Event  e spettacolo comico a premi Giorno di Festa con Gianluca Castellano, per concludere concerto di Elisa di Eusanio-Club 27

 

Domenica 28 luglio per il quattordicesimo appuntamento del Festival andremo a Castiglione della Valle di Colledara (TE) per una giornata inclusiva con escursione con percorso escursionistico e con possibilità di escursione accessibile e inclusiva da Castelmaidetto per tutti, pomeriggio inclusivo di giochi a cura di Event e spettacolo comico a premi Giorno di Festa con Gianluca Castellano, per concludere concerto di Elisa di Eusanio-Club 27.

Questa edizione della manifestazione è caratterizzata da una “espansione” dei suoi tradizionali confini, promossa dal Commissario Straordinario Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016, Guido Castelli e dal Bim Tronto. Per la prima volta, infatti, oltre alle Marche il Festival coinvolge anche l’Abruzzo, il Lazio e l’Umbria insieme alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti. L’obiettivo resta però invariato: dare vita a un evento dedicato al benessere, sostenibile ed esperienziale. Una manifestazione a vocazione turistica e culturale che unisce, in un fitto programma di appuntamenti diverse attività: escursioni, spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni ed enogastronomia, favorendo un tipo di turismo esperienziale e accessibile.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli ha dichiarato: “Insieme ai quattro Bim, che hanno reso possibile questa nuova edizione del Festival, abbiamo creduto sin dall’inizio nel valore di questa manifestazione anche sotto il profilo della riparazione economica e sociale. Questi bellissimi territori soffrono di un processo di lungo periodo di spopolamento, accennato dagli eventi sismici. Per questa ragione gli eventi culturali organizzati, così come le escursioni nella natura, possono rappresentare occasioni sia di aggregazione e socialità, sia di richiamo nei confronti di visitatori che non conoscono questi luoghi. Accanto alla Riparazione poi, continua il processo di ricostruzione postsisma e recentemente abbiamo portato a 537 mila il contributo per la demolizione e ricostruzione dell’ex edifizio scolastico a Bascianella, frazione di Colledara, che verrà adibito per la realizzazione di rltre alloggi residenziali. Un altro piccolo ma significativo segnale di quel cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione verso la rinascita dell’Appennino centrale”.

“L’idea di organizzare questo evento, in simbiosi con la Struttura Commissariale, nasce da un’antica tradizione che avevamo noi fino agli eventi sismici del 2009  con una nostra rievocazione storica che era una tradizione di questi territori- ha dichiarato il Sindaco di Colledara Manuele Tiberii-  Adesso vogliamo ripartire anche grazie al Commissario straordinario. La programmazione estiva aiuta il nostro territorio che ha attrattivi e peculiarità. Con il Covid, tanti hanno riscoperto le aree interne ma noi dobbiamo essere pronti con le nostre strutture ricettive. L’auspicio che posso avere è che si possa migliorare tutta l’offerta turistica e attrattiva dei nostri territori, dove si vive bene e dove si soffre poco lo spopolamento, auspico che possa tornare un periodo di serenità dopo il terremoto e dopo aver stretto i denti dopo i due sisma. Invito tutti a essere presenti, il luogo è comodo da raggiungere e metteremo in campo tutta la nostra accoglienza”.

Dalle ore 9 saranno a disposizione bus navetta* per scendere dalla piazza di Colledara a Castiglione della Valle, luogo del ritrovo dell’escursione con percorso escursionistico alle 10.30 per raggiungere Castelmaidetto luogo di partenza dell’escursione inclusiva.

L’escursione con partenza e rientro a Castiglione della Valle (Te), ha una difficoltà (Escursionistico per tutti) è lungo 4,3 km, con un dislivello di 180 mt e un tempo di percorrenza di circa 2 ore e trenta (andata e ritorno).

Per l’escursione inclusiva partenza bus navetta alle ore 10 dalla piazza di Colledara e partenza per l’escursione da Castelmaidetto alle ore 11.15. L’escursione con un dislivello di 40 mt, lunga 2.1 km e 1h trenta sarà curata insieme alle guide Rita Pignoloni, Michela Orsini, Alessandro Ambrosi. Necessari cappellino, 1 litro di acqua, crema solare, Scarpe da trekking, bastoncini da trekking. Escursione adatta a disabilità cognitive e sensoriali, lievi disabilità motorie. Percorso non adatto al trasporto in joelette. Per l’escursione inclusiva obbligatoria la prenotazione al numero 339.3003948, posti limitati.

Alle 13 rientro dall’escursione pranzo libero con possibilità di usufruire del punto ristoro al centro visite Fiume Fiumetto: pennette all’amatriciana, porchetta di Colledara, acqua o vino € 15.00. Nel pomeriggio vi saranno dei tavoli da gioco inclusivi a cura di Event e alle ore 15 spettacolo comico a premi Giorno di Festa con Gianluca Castellano.

Alle ore 16.30 concerto di Elisa Di Eusanio-Club 27, l’ultima interprete di Lucrezia Borgia ci sorprenderà con il suo concerto dei successi intramontabili di diversi artisti scomparsi. “Lucrezia Borgia fu in mano alla mia mamma per anni e ad un certo punto Lei ha passato il testimone a me quindi ho avuto questa splendida eredità e ricordo quella esperienza come una delle più emozionanti della mia vita perché era una cosa sospesa, sembrava di entrare in un altro tempo- ha dichiarato l’attrice Elisa Di Eusanio- E poi la mia mamma come molti sanno mi ha lasciata, dopo poco e quindi quel piccolo luogo magico rappresenta per me un ponte forte con mia madre, molto profondo. Potete immaginare quello che io possa provare nel venire a Castiglione con questo spettacolo dove c’è tanto di me e tanto della mia storia.”

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

  • obbligatorio indossare scarpe  da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua
  • portare felpa/kway e telo/stuoia
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • consigliato portare lampada frontale o torcia per la sera

*I bus navetta saranno a disposizione per l’intera giornata.

 

Festival dell’Appennino gli appuntamenti del fine settimana nelle Marche

Appuntamento sabato 27 luglio con il Festival dell’Appennino inclusivo di natura 2024  a Pescara di Arquata del Tronto (AP)  con “A cavallo dei due parchi una storia di rinascita” con Alexandra Filotei
Escursione pomeridiana, “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la fondazione Symbola e spettacolo di Alexandra Filotei “9 ore sotto casa”.

Sabato 27 luglio, per il tredicesimo appuntamento del Festival dell’Appennino, andremo a Pescara di Arquata del Tronto (AP) tra i due parchi quello dei Monti Sibillini e quello dei Monti della Laga e del Gran Sasso con un’escursione che ci porterà a Spelonga, al rientro “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola e dopocena spettacolo di Alexandra Filotei “9 ore sotto casa”.

Questa edizione della manifestazione è caratterizzata da una “espansione” dei suoi tradizionali confini, promossa dal Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli e dal Bim Tronto. Per la prima volta, infatti, oltre alle Marche il Festival coinvolge anche l’Abruzzo, il Lazio e l’Umbria insieme alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti. L’obiettivo resta però invariato: dare vita a un evento dedicato al benessere, sostenibile ed esperienziale. Una manifestazione a vocazione turistica e culturale che unisce, in un fitto programma di appuntamenti diverse attività: escursioni, spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni ed enogastronomia, favorendo un tipo di turismo esperienziale e accessibile.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Sono particolarmente felice che il Festival dell’Appennino faccia tappa a Pescara del Tronto, perché questa comunità ha dovuto affrontare una tragedia indelebile anche per me che, al tempo ero, Sindaco di Ascoli e accorsi qui subito dopo quel devastante sisma. Un evento che verrà ripercorso in modo mirabile da Alexandra Filotei, sopravvissuta a quella notte del 24 agosto 2016. Alexandra, con la sua arte e il suo spirito, è un simbolo di rinascita e della capacità di reagire positivamente e rialzarsi anche di fronte alle prove più terribili.

Sarà un’emozione vera assistere al suo spettacolo che, per la prima volta, porta nella sua amata Pescara, frazione di Arquata del Tronto: l’unico Comune in Europa che si trovi all’interno di due parchi nazionali. Un territorio montano di straordinaria bellezza, dal grande potenziale attrattivo, compreso tra i Monti Sibilinni e i Monti della Laga dove, recentemente, abbiamo approvato l’avveniristico progetto di ricostruzione per il centro storico del capoluogo. Un segnale concreto di grande importanza nel percorso di rinascita di queste comunità, che vogliamo contribuire a rivitalizzare anche attraverso iniziative come il Festival dell’Appennino, manifestazione resa possibile grazie alla preziosa collaborazione dei quattro Bim coinvolti”.

“Abbiamo un legame forte con il Festival, siamo uno due luoghi da sempre presenti e siamo felici di stare in una realtà quale Pescara del Tronto- ha dichiarato il sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi- Siamo felici che il Festival abbia raggiunto le altre regioni colpite dal sisma. L’Appennino arquatano è un luogo bello da valorizzare. Sono eventi che vanno di pari passo con la completa ricostruzione. Se ricostruiamo le case ma non ricostruiamo il tessuto sociale, verranno realizzate delle cattedrali nel deserto, il turismo è fondamentale per noi, i servizi devono essere all’altezza del nostro territorio. bisogna mantenere alti i riflettori sul nostro territorio per dare una mano alle nostre attività, portare nuovo turismo e far conoscere un territorio che vuole rialzarsi. Ci auguriamo a breve la partenza dei lavori dei sottoservizi delle frazioni perimetrate, per noi sarebbe qualcosa che darebbe una spinta in più, siamo ottimisti, per noi è qualcosa di concreto e di importante. Invitiamo tutti a fare una passeggiata nei nostri boschi, a cavallo di due parchi, ascoltando uno spettacolo che parla di rinascita e di un futuro migliore”

Il ritrovo è alle ore 15.45 presso le Sae di Pescara di Arquata del Tronto (AP) davanti al Bar Sibilla, con partenza alle ore 16 per l’escursione.

L’escursione anello Spelonga, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lungo 8,36 km, con un dislivello di 463 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore.

Alle 19.00 rientro dall’escursione “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola, interverranno il segretario generale di Symbola Fabio Renzi e il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

Ore 20 cena libera con possibilità di usufruire delle strutture presenti sul luogo Bar Sibilla (menù: primo amatriciana, carne arrosto con patate, cocomero, acqua e vino 15 euro) e Pizzeria Agriarquata Terra Divina.

Alle ore 21.15 spettacolo di Alexandra Filotei “9 ore sotto casa”, un monologo che racconta una storia di rinascita in uno dei paesi centro del sisma del 24 agosto 2016. “Uno spettacolo su una grande rinascita, è arrivato il momento di andare avanti. La popolazione è andata molto avanti in questi anni e vorrei dedicargli questo spazio per una risata in più- ha dichiarato l’attrice Alexandra Filotei- Sono molto emozionata perché sarà nel mio paese dove non ho mai portato questo spettacolo. Sarà un inno a tutte le persone che ti salvano la vita, ho vissuto sulla propria pelle che esistono persone straordinarie.”

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

  • obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua
  • portare felpa/kway e telo/stuoia
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 23 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Il New York Times parla di Appennino centrale post sisma e speranza di rinascita

Il Commissario Castelli sostiene la flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero che vengono a vivere nel Centro Italia

 

Si parla di Appennino centrale e del percorso di ricostruzione e riparazione dei territori colpiti dal sisma del 2016 in un articolo pubblicato oggi dal New York Times dal titolo “Il monastero ricostruito, aiutato dalla vendita di birra, dà speranza a una regione colpita dal terremoto” dedicato in particolare alla recente inaugurazione, a Norcia, del Monastero di San Benedetto in Monte, avvenuta al termine dei lavori post-sisma. Un intervento sostenuto anche attraverso la vendita della birra artigianale che i monaci producono.

In un passaggio del testo dedicato al lavoro del Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli viene sottolineato che “che sono stati fatti investimenti sostanziali nella connettività digitale, nelle energie rinnovabili e nei nuovi hub ferroviari. Inoltre, una flat tax al 7% per attirare persone a vivere nei borghi in declino del Sud Italia è stata estesa alle aree colpite dal terremoto”.

Questa misura è rivolta a coloro i quali risiedono all’estero da almeno cinque anni e percepiscono un reddito da pensione da un soggetto estero. Costoro, trasferendo la residenza in Italia in un comune con popolazione non superiore a 20.000 abitanti nei territori delle Regioni del mezzogiorno, o/e nei territori compresi nelle aree sisma 2009/2016, possono optare per l’assoggettamento dei redditi, percepiti da fonte estera o prodotti all’estero, ad un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7 per cento per ciascuno dei nove anni di imposta successivi a quello in cui è esercitata l’opzione.

Uno strumento, che nelle intenzioni, di Castelli può contribuire a dare nuova linfa all’economia locale e a contrastare lo spopolamento a cui sono soggette queste aree.

 

 

Montefortino, via libera al progetto per il ripristino della strada di Vetice

La Conferenza Regionale ha rilasciato parere positivo in merito al progetto di fattibilità tecnico-economica riguardante il ripristino della viabilità nella frazione di Vetice, nel comune fermano di Montefortino.

L’importo totale è di 500.000 euro, per un intervento ricompreso nell’ordinanza numero 137 del 2023 che prevede lavori su un tratto stradale di circa 4 chilometri. Il percorso si snoda in un’area rurale soggetta a fenomeni di dissesto idrogeologico ed è a servizio di alcuni piccoli nuclei abitativi.

«L’ordinanza 137 sta fornendo nuovo slancio alla ricostruzione pubblica, soprattutto nelle zone più danneggiate dell’entroterra – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Nel caso specifico andiamo ad agire su un’infrastruttura del territorio montefortinese, tra i Sibillini, dove i collegamenti diventano fondamentali per evitare lo spopolamento. Ringrazio il sindaco Domenico Ciaffaroni, i tecnici dell’Usr e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli».

 La frazione di Vetice è tra le più colpite degli eventi sismici del 2016/2017: la strada comunale ha riscontrato diversi abbassamenti della careggiata, lesioni superficiali, movimenti franosi, deformazioni importanti nelle zone adiacenti e alterazione del sistema di falde superficiali.

Il progetto ha in programma diverse tipologie di lavorazioni, calibrate sui danni rilevati per ogni porzione presa in esame. Dal ripristino del pacchetto stradale, con interventi profondi fino al livello della massicciata, all’eliminazione delle deformazioni puntuali. È previsto l’utilizzo di gabbioni di contenimento e strati di terra armata per il consolidamento del tratto soggetto a frane, così come la

regimazione delle acque superficiali attraverso la realizzazione di dreni a monte, la sistemazione dei pozzetti, il ripristino degli attraversamenti e delle zanelle. Infine, sono in programma la sostituzione e l’installazione di alcuni guardrail.

 

 

 

 

Le Parole della Montagna, un Festival per chi vuole raggiungere le Terre Alte

A Smerillo, un piccolissimo Borgo medievale in provincia di Fermo, sotto i Monti Sibillini, da 15 anni, accade qualcosa di speciale, che ha dell’incredibile. In questo luogo dove vivono solo 50 anime e dove non si capita per caso, si riuniscono ogni anno, i migliori protagonisti della cultura, dell’alpinismo e dello spettacolo.

Ad attirarli un gruppo di amici che, con la sola voglia di fare e condividere cultura, senza alcuno scopo commerciale, lavorano per un anno intero intorno ad una parola, sulla quale intessono il programma del Festival Le Parole della Montagna, un contenitore di eventi di alpinismo, filosofia, poesia, arte, cinema, letteratura, spettacolo, con ospiti di elevatissima caratura culturale e riflessioni raffinate per chi non si ferma in pianura e vuole raggiungere le Terre Alte.

Il valore aggiunto della manifestazione è proprio l’atmosfera che si viene a creare in quel piccolo Borgo di Smerillo, dove non c’è veramente nulla e dove, sembra incredibile, ma non si può comprare nemmeno il pane. È un’atmosfera fatta di relazioni e tanta bellezza, lontana dagli eventi mondani e da ogni logica commerciale.

Proprio il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli sottolinea che “E’ fondamentale il rilancio di tutta l’area montana e del cratere anche attraverso la cultura, l’arte e lo spettacolo. La ricostruzione parte anche dall’anima del territorio che valorizza le eccellenze e i piccoli borghi, aree che hanno bisogno di un nuovo sviluppo e sul quale stiamo lavorando senza sosta”

È tutto piccolo a Smerillo ma grandi sono i panorami a 360° che spaziano dal mare alla montagna; grande la luce che illumina la cima del crinale roccioso su cui si arrocca il Borgo medievale; grandi i colori e gli odori delle stagioni che si alternano; grandi le emozioni che offre un luogo così ridotto all’essenziale.

Lo stesso ambiente quasi surreale, lo ritroviamo anche nei piccoli Borghi di Monte San Martino (Mc) e Monteleone di Fermo (Fm), simili a Smerillo, dove si svolgono le anteprime del festival, ottima occasione per fare rete fra i piccoli comuni e creare un turismo culturale e green.

Con la sua verticalità e altezza vertiginosa, con la vicinanza al cielo e l’inaccessibilità, la montagna infatti, fin dalle più antiche culture, è considerata un ponte fra il visibile e l’invisibile, dimora degli dei, via per la quale l’Uomo può elevarsi alla divinità e la divinità rivelarsi all’uomo (si pensi al Kailash, all’Olimpo, al Monte Sinai, all’Oreb e così via).
Per l’Uomo in ascolto di sé stesso, la montagna è antidoto all’orizzontalità, all’affollamento, alla velocità, cui si contrappone con la lentezza, la solitudine, la fatica, l’essenzialità. Chi si mette in cammino verso la vetta, per vivere un’esperienza personale, cerca un contatto con valori e significati che parlino un linguaggio non omologato, ma personale e trascendente.
Su questa filosofia, è intessuto il programma del Festival Le Parole della Montagna, composto da oltre 30 eventi.

La protagonista dell’intera kermesse è una Parola, suggerita ogni anno dalla montagna, intorno a cui ruota l’intero programma, ricco ed intenso.La parola della XV edizione del Festival è sorgente.
L’immagine metaforica della sorgente è molto forte; la sorgente, infatti, è il punto in cui una vena d’acqua sotterranea, fino ad allora ubicata nell’oscurità del sottosuolo, scaturisce in superficie per poi espandersi cristallina all’esterno.

Il Festival inizia con un’escursione organizzata dal CAI Sezione di Amandola, sui sentieri meno turistici e più inesplorati dei meravigliosi Monti Sibillini, all’interno della quale è previsto uno spettacolo musicale o teatrale, un laboratorio esperienziale o una lettura poetica, da gustare durante il percorso ed in vetta.
Una grande attenzione è riservata alla poesia, grazie alla presenza dei migliori poeti contemporanei che si riuniscono nel Borgo di Smerillo e condividono i loro versi in un’agorà poetica.
Momento di grande partecipazione, sono i laboratori esperienziali, ogni anno diversi, che permettono ai partecipanti di divenire protagonisti del festival, mettendosi in gioco e vivendo significative esperienze personali. Le serate nel piccolo Borgo sono allietate da momenti di convivialità e spettacoli vari.

Non mancheranno momenti di spettacolo, il 19 luglio, con la poesia del Maestro Mogol ed il poeta Davide Rondoni, in un affascinante viaggio attraverso i loro versi poetici e la musica dei brani più amati della storia della canzone italiana; ma anche, il 20 luglio, il grande teatro di Giuseppe Cederna, con il racconto della sorgente di tutte le storie, l’Odissea.

Per il Salotto Letterario, grandi sono i protagonisti che indagheranno il tema della sorgente nelle sue accezioni più metaforiche: il 20 luglio, Daniele Mencarelli e Filippo Davoli ci condurranno in un percorso fino alla sorgente espressiva della scrittura; mentre il 21 luglio, il finalista Strega Paolo di Paolo e Giulia Ciarapica si interrogheranno sulla memoria, quale sorgente di umanità.

Non mancheranno laboratori esperienziali, agorà poetica, il festival dei bambini ed escursioni a tema.

Il Festival ha avuto fra gli altri, i patrocinio del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, della Fondazione Marche Cultura, dell’Università di Macerata e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Camerino, nuovo decreto per l’ex Ugo Betti. Avanti il cantiere della nuova scuola

Trasferiti 498 mila euro all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche per la demolizione dell’ex scuola Ugo Betti nel comune di Camerino, in provincia di Macerata. A firmare il decreto il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Si tratta di un’opera compresa nell’Ordinanza speciale numero 4, dedicata a diversi interventi di ricostruzione pubblica nel Comune di Camerino, uno dei più colpiti dalla sequenza sismica del 2016 e in particolare dalle scosse del 26 e del 30 ottobre. Il trasferimento rappresenta una parte della spesa complessiva dell’opera (in tutto finanziata con 800 mila euro).

“Camerino è stata simbolo di distruzione e ora, insieme al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e al sindaco Roberto Lucarelli, vogliamo che diventi invece un faro per la ricostruzione di tutta quest’area del Maceratese che ha sempre guardato alla città Ducale come un centro di riferimento – dichiara il Commissario Castelli -. Il lavoro da fare è ancora tanto ma gli avanzamenti documentati dai decreti ci confortano che il nuovo passo della ricostruzione non si arresta”.

La scuola Ugo Betti è in corso di ricostruzione in via Madonna delle Carceri, mentre la demolizione del vecchio plesso, che si trova invece nel centro storico ed è stato gravemente danneggiato dal sisma, è in via di completamento.
“Un nuovo decreto che trasferisce fondi importanti per la ricostruzione pubblica di Camerino e va a completare le somme necessarie per la demolizione dell’ex scuola Ugo Betti – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli -. Demolizione che rappresenta anche il futuro della ricostruzione. La nuova scuola Ugo Betti è un’opera che insieme al Commissario abbiamo fortemente attenzionato. Un cantiere completamente fermo che in due anni siamo riusciti a sbloccare e che inaugureremo nel corso del prossimo anno scolastico. Un grazie al commissario Castelli per l’impegno e l’attenzione che sta avendo per la città di Camerino”.

Approvato il progetto per il miglioramento sismico della Chiesa di San Giacomo a San Ginesio

Via libera al progetto esecutivo per la riparazione, rafforzamento e miglioramento sismico della Chiesa di San Giacomo a San Ginesio, in provincia di Macerata. A dare l’ok la Conferenza dei servizi permanente. Ora spetterà al soggetto attuatore, l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino, procedere con l’affidamento dei lavori.

“Ringrazio il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e l’Arcivescovo Francesco Massara e il Sindaco Giuliano Ciabocco perché l’impegno per la ricostruzione delle chiese del territorio è un impegno per l’identità e per il futuro di tutta la comunità – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Le conferenze dei servizi operano in modo costante, testimoniando di settimana in settimana un netto cambio di passo nella ricostruzione pubblica e anche, come nel caso degli edifici di culto, in quella ricostruzione anche privata ma di interesse collettivo”.

“Uno dei più bei gioielli che abbiamo a disposizione viene restituito alla nostra comunità. E’ un motivo di gioia riavere questo luogo di culto del nostro territorio” commenta l’Arcivescovo Francesco Massara
Gli interventi, dal valore di 500 mila euro, riguarderanno sia le strutture che gli elementi decorativi. I danni sono stati infatti diffusi: sia alle strutture portanti, che alle coperture e al campanile. Oltre ai danni all’apparato decorativo, un bassorilievo raffigurante la Trinità sopra l’altare principale è andato perduto a causa dei crolli.