Valfornace, approvata la variante per la messa in sicurezza del torrente Fornace

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato la perizia di variante e suppletiva dell’intervento di mitigazione del rischio idrogeologico in corso a Valfornace, nel Maceratese. Al tempo stesso, il contributo è stato rideterminato in 3 milioni di euro rispetto ai 2,5 milioni previsti inizialmente.

«La messa in sicurezza dei territori rimane una delle priorità per il centro Italia colpito dal sisma – ricorda il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Oltre alle case ed ai palazzi, infatti, abbiamo il dovere di far sì le condizioni per vivere qui siano le migliori possibili. Ringrazio per gli sforzi profusi Comuni, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Il progetto è stato elaborato per il tratto del torrente Fornace in corrispondenza dell’abitato di Pievebovigliana, che provoca ingenti fenomeni di esondazione, connessi soprattutto al profilo di rigurgito causato dal sottodimensionamento del ponte esistente, e rappresenta la prosecuzione degli interventi finalizzati alla sistemazione del corso d’acqua per i quali già in corso i lavori del primo stralcio esecutivo.

Tra le lavorazioni, l’esecuzione degli interventi necessari alla riduzione del rischio idraulico e dell’aumento delle portate defluibili in alveo, che ridurrà la ricorrenza di eventuali fenomeni alluvionali. Gli interventi prevedono infatti l’allargamento delle sezioni a monte del ponte di attraversamento con demolizione e ricostruzione del manufatto, in modo da aumentarne la capacità di deflusso e minimizzare gli effetti di rigurgito indotti dalla sua presenza. La perizia di variante prevede invece la realizzazione di una diversa configurazione del nuovo ponte, con una campata più larga, che garantisce il raggiungimento di un metro e cinquanta di franco idraulico e il pieno rispetto delle Ntc 2018.

Sisma 2016: Castelli: “Prorogate le esenzioni per le forniture di acqua, luce e gas”

L’’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, attraverso apposita delibera, ha previsto la proroga, per l’anno 2025, delle agevolazioni per acqua, luce e gas in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017. Questa proroga costituisce uno degli strumenti a sostegno dell’Appennino centrale contenuti nella Legge di Bilancio 2025 che, dopo meno di un mese, trova piena attuazione grazie alla solerzia di Arera, rispondendo così alle richieste che giungevano dai cittadini. Si tratta di un intervento di estrema importanza per le nostre comunità che, mentre la ricostruzione avanza si stanno rialzando dopo gli eventi catastrofici avvenuti ma ancora necessitano di specifiche misure di sostegno. La risposta è giunta puntuale e, ancora una volta, il Governo Meloni ha confermato la costante attenzione nei confronti dei nostri territori”.

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

Nel dettaglio, la proroga riguarda le esenzioni per le utenze e forniture site nelle cosiddette “zone rosse”, mentre le agevolazioni tariffarie interessano i titolari di utenze e forniture relative a immobili inagibili (siano essi abitazioni, studi professionali o aziende) rispetto ai quali, entro il 30 aprile 2021, sia stata trasmessa all’Agenzia delle entrate e all’Inps la dichiarazione di inagibilità, o la permanenza dello stato di inagibilità già dichiarato. Le agevolazioni vengono riconosciute attraverso il normale ciclo di fatturazione dagli esercenti, ovvero dai gestori dei servizi di energia elettrica, gas e del servizio idrico integrato.

Rotella, avanti con l’intervento per un muro di contenimento

Una prima tranche di fondi per il ripristino strutturale della gabbionata posta a monte dell’impianto sportivo comunale di Rotella, in provincia di Ascoli Piceno. Si tratta di 120 mila euro trasferiti all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche con un decreto firmato dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Il resto dei fondi programmati sarà trasferito con l’avanzare delle progettazioni e dei lavori e ammonta a 600mila euro.

“La ricostruzione pubblica, che si è sbloccata grazie al lavoro congiunto con il Presidente Acquaroli e l’Usr Marche, procede consentendo ai nostri borghi di tornare funzionali e in sicurezza – dichiara il Commissario Castelli -. La vita di comunità dell’Appennino centrale passa anche dall’agibilità degli spazi condivisi. Un plauso al sindaco Giovanni Borraccini che sta portando avanti numerose importanti opere nel suo territorio”.

Monsampietro Morico, 700 mila euro per ricostruzione pubblica

Trasferiti 700 mila euro all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche per due interventi di ricostruzione pubblica a Monsampietro Morico, in provincia di Fermo. Si tratta di 540 mila euro (su un totale di 2,7 milioni) per la progettazione dell’intervento di messa in sicurezza del versante sud del centro storico, sottostante le mura della frazione di Sant’Elpidio Morico. Altri 160 mila euro (su un totale di 800 mila) sono invece per l’intervento di recupero, consolidamento e valorizzazione dell’arco di accesso, del campanile e dei locali adiacenti ex forno, ex macelleria. Si tratta di trasferimenti fatti in base all’avanzamento delle procedure, in questo caso per l’avvenuto affidamento delle progettazioni.

“La ricostruzione deve partire nei centri storici e anche nelle frazioni dei nostri paesi – commenta il Commissario Castelli -. Dobbiamo restituire funzionalità, stabilità e sicurezza a tutti i centri abitati. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale ricostruzione per un lavoro che ci accomuna quotidianamente nella direzione di un cambio di passo ormai avviato in tutto il territorio dell’Appennino centrale. Restiamo al fianco del sindaco Andrea Claudi per il completamente della ricostruzione in questo splendido borgo del Fermano”.

Arquata, affidati i lavori per il ripristino delle opere di urbanizzazione di Trisungo: lavori da 2,1 milioni

«Con apposito decreto, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha affidato i lavori per il ripristino delle opere di urbanizzazione a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto».

A renderlo noto è il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che aggiunge: «Si tratta di un passaggio nodale per un altro di quei borghi così duramente colpiti, simbolo di un territorio, l’Arquatano, che tanto ha sofferto le conseguenze del terremoto. Continuiamo a lavorare a testa bassa per riportare la normalità in luoghi già sofferenti prima delle scosse, a causa di uno spopolamento crudele. Oltre a ringraziare l’Usr, mi preme sottolineare il lavoro sinergico svolto col Comune e con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Ricompreso all’interno dell’ordinanza speciale numero 40, dedicata proprio alle frazioni più danneggiate del comune piceno, l’intervento in oggetto ha un importo totale di circa 2,1 milioni di euro.
La gran parte degli edifici di Trisungo è stata infatti dichiarata inagibile, pertanto ad oggi risulta sostanzialmente disabitata; sono però numerosi gli interventi di ricostruzione o miglioramento sismico in corso di realizzazione.
I lavori, che verranno eseguiti dall’impresa Gaspari Gabriele Srl, andranno ad agire sulle principali opere di urbanizzazione primaria che hanno necessità di essere ripristinate ed adeguate. Interventi previsti, dunque, su acquedotto, fognatura acque nera e acque bianche, illuminazione pubblica, viabilità, distribuzione delle linee elettriche, distribuzione delle linee di telecomunicazione e allacci delle linee del gas.

Italia prima in Europa per valore aggiunto in agricoltura. Castelli: “Un primato strategico per il futuro dell’Appennino centrale”

“Il primato raggiunto dall’Italia in Europa per il più alto valore aggiunto dell’agricoltura è una grande notizia non solo per il settore ma per tutto il Paese, soprattutto per le aree interne come quelle colpite dal sisma 2016. Insieme al Ministero dell’Agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste e alle quattro Regioni, come Struttura Commissariale abbiamo sottoscritto uno specifico protocollo finalizzato a creare le condizioni per migliorare le opportunità di impresa nel settore agricolo del cratere sisma 2016 che presenta straordinarie potenzialità. Le attività agro-silvo-pastorali sono strategiche per l’Appennino centrale, in quanto l’abbandono dei terreni aumenta il rischio di eventi distruttivi per persone e cose. Tornare a presidiare i territori attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e la valorizzazione dei prodotti grazie a filiere locali, oltre a ridare dignità a chi ci vive e lavora, permetterà di rendere più forte e coesa l’Italia”. Lo dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Colmurano, verranno restaurate le mura urbiche

Le mura urbiche di Colmurano, in provincia di Macerata, saranno oggetto di restauro e risanamento conservativo dopo i danni causati dal sisma; al tempo stesso, verrà messo in sicurezza il versante sud est, quello che dà su via del Borgo.

È quanto previsto dal progetto che la Conferenza regionale ha appena approvato per un importo di 1,2 milioni, nell’ambito dell’ordinanza numero 137 del 2023.

«L’attuazione dell’ordinanza 137 si sta rivelando uno dei punti di forza nel processo di rilancio del centro Italia colpito dal terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Non era affatto scontato procedere rispettando le tempistiche, di questo devo ringraziare l’incessante lavoro prodotto dai Comuni, in tandem con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Un intervento molto importante per tutto il centro storico di Colmurano», così lo definisce il sindaco Mirko Mari, che insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Laura Contratti ringraziano «il Commissario Castelli per l’impegno con cui sta svolgendo il suo ruolo, così come gli uffici comunali, l’Usr e i progettisti per il lavoro svolto sia in questo frangente e in generale in questa fase di ricostruzione che rappresenta un momento importantissimo e strategico per tutto il territorio del cratere».

Il centro storico di Colmurano conserva ancora, a testimonianza della sua origine medievale, tratti delle mura difensive trecentesche e quattrocentesche, provviste di bastioni, e il torrione poligonale a difesa della porta ogivale di San Rocco, ultima rimasta, anteriore al 1200, ancora oggi quasi intatta e un tempo dotata di ponte levatoio e con soprastante torre triangolare.

L’intervento consiste nella riqualificazione delle mura mediante il restauro dei paramenti murari oltre al consolidamento del versante in prossimità dell’ingresso in Piazza Gualtieri, mediante una palificata in cemento armato. Quest’ultimo porterà ad un conseguente rimodellamento della sede stradale ed alla realizzazione di nuovi parcheggi lungo via del Borgo.

Nello specifico l’intervento si svilupperà secondo le seguenti fasi: pulitura della superficie muraria, estirpazione della vegetazione e asportazione dei microorganismi presenti, scarnitura delle connessure e successiva stilatura dei giunti, trattamento idrorepellente opaco delle superfici. Per alcuni tratti della cinta si prevede il consolidamento del paramento murario mediante cuciture armate a secco con barre elicoidali e scuci-cuci.

Inoltre, si prevede una implementazione del sistema di illuminazione pubblica e una nuova linea di raccolta delle acque meteoriche con inserimento di nuove caditoie.

Prosegue l’intervento per la nuova sede del Centro Operativo Protezione civile e degli uffici comunali a Colli del Tronto

Nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica” prosegue l’intervento per la nuova sede del Centro operativo della Protezione Civile e degli uffici comunali a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. È stato già trasferito l’importo pari a 102.237,40 euro a favore degli interventi di realizzazione degli importanti uffici del comune della Vallata del Tronto. Il totale dei lavori ammonta a 511.187,00 euro.

“Il compito che stiamo portando avanti insieme agli enti, ai tecnici e a tutte le professionalità coinvolte è fondamentale per la rinascita dei nostri territori; ringrazio soprattutto l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e il sindaco Andrea Cardilli- spiega il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Si tratta di funzioni di grande importanza per la comunità di Colli, la Protezione Civile è un pilastro fondamentale  e un presidio di indubbia utilità per tutti. Anche gli uffici comunali avranno un luogo sicuro ed efficiente dove operare. Il cambio di passo nella ricostruzione è stato impresso e dobbiamo proseguire il nostro compito con passione e senza sosta”.

“E’ un centro operativo di grande importanza che ospita, oltre alla Protezione, anche la Polizia Locale, l’ufficio postale e i locali destinati alle associazioni per le attività comunali legati alla cultura e turismo- sottolinea il Sindaco Andrea Cardilli – E’ un ufficio strategico importante per il paese e soprattutto per la zona di Villa San Giuseppe sarà un punto di riferimento culturale e per servizi fondamentali per la comunità”.

 

Montegallo, proseguono i lavori al cimitero “Santa Croce”, nella frazione Balzo e alla “Country House Colle”

Nell’ambito delle ordinanze commissariali 137/2023 e 109/2020 proseguono i lavori nel comune di Montegallo in provincia di Ascoli Piceno. In particolare sono stati trasferiti 16.000,00 euro per l’intervento di ripristino e riparazione danni sisma del muraglione nella frazione Balzo, 78.000,00 euro per  l’intervento al Cimitero Civico Santa Croce e  460.000,00 in favore del “Country House Colle”, un rifugio escursionistico.  Si tratta di tre interventi importanti in ottica di rigenerazione urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche e di procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica.

“Si tratta di interventi che vanno a ripristinare opere importanti per la comunità di Montegallo, il cimitero, luogo di ricordo di una comunità da tutelare, il muraglione nell’importante frazione Balzo e il Country House, edificio importante per il settore turistico di tutta la zona montana- spiega il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il Sindaco Sante Capanna per la collaborazione sempre proficua ed efficace. Il cambio di passo si vede e l’avanzamento di questi lavori è di grande rilievo perché indica una spesa efficiente ed efficace delle risorse alla ricostruzione. Il rilancio dei borghi è fondamentale per tutto il nostro territorio”.

Il sindaco Sante Capanna evidenzia che “ Grazie al gran lavoro di squadra che si sta portando avanti da alcuni anni con il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, a tutta la struttura commissariale e l’ufficio per la ricostruzione, che ringrazio per il gran lavoro che stanno facendo, anche questo inizio 2025 si apre con l’assegnazione di ulteriore fondi al nostro Comune, finalizzati a restituire la fruizione in sicurezza dei tanti luoghi pubblici”

Montemonaco, ok al progetto per il Museo della Sibilla

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di riparazione del Museo della Sibilla di Montemonaco, nel Piceno, per un importo di 1 milione di euro.  Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023 che prevede il miglioramento sismico dell’edificio situato nel centro storico del piccolo borgo alle pendici dei Monti Sibillini, tra i più danneggiati dal sisma.

 

«Montemonaco è uno dei luoghi che più custodisce parte della storia, della tradizione e del folklore di questi territori, oltre che uno dei più colpiti dal terremoto del 2016/2017 – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’ordinanza 137 ha inteso restituire ulteriore slancio alla ripartenza dell’entroterra anche attraverso il finanziamento di strutture museali e presidi storico-culturali. L’intento è di proseguire su questa scia grazie anche al lavoro sinergico con Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’edificio è costituito da due unità strutturali, funzionalmente collegate tra loro. La prima, coincidente con l’edificio originario e realizzata in muratura portante in pietra sbozzata, è sviluppata su tre livelli fuori terra oltre un piano seminterrato, mentre la seconda è realizzata con travi e pilastri in cemento armato e si sviluppa su due livelli fuori terra oltre al piano seminterrato. Gli interventi strutturali prevedono la sostituzione degli architravi esistenti, la realizzazione di un intonaco armato con rete in fibra di basalto ed acciaio, la posa in opera di un sistema di antiribaltamento composto da una rete in fibra di basalto e da una serie di ancoraggi realizzati con barre elicoidali in acciaio inox, la realizzazione di cerchiature di piano interne.  Sono previsti anche interventi di finitura, interventi sugli impianti e di efficientamento energetico.