Camerino, rafforzata sinergia per tutela palazzi storici

Rafforzamento della sinergia tra Soprintendenza, Ufficio speciale ricostruzione, Comune, Struttura commissariale e cittadini per una maggiore tutela del centro storico di Camerino.

Stamattina, in municipio, si è svolta una riunione di coordinamento per rendere più efficace la collaborazione tra enti e cittadinanza al fine di procedere con maggiore celerità nel caso che in fase progettuale emergano elementi di tutela (ancora non vincolati né catalogati) negli edifici da demolire e ricostruire compresi nel piano cantierizzazione del centro storico della città ducale.
Nella prima fascia di cantierizzazioni, che si trova tra Via Roma e Santa Maria in Via, sono compresi 150 edifici privati racchiusi in 75 interventi. Di questi 37 già sono stati decretati e avviati, 7 con i lavori già conclusi.

Dato che, al di là delle mappature esistenti, alcuni elementi storici che potrebbero emergere in fase progettuale (date le ristrutturazioni ottocentesche che potrebbero aver celato elementi architettonici precedenti, specialmente del Trecento), è stato deciso di costituire un tavolo in collaborazione con il Comitato composto da studiosi, giuristi, storici dell’arte ed esperti di Camerino, che avevano segnalato la problematica. In questo modo sarà possibile attenzionare prontamente eventuali criticità per gli edifici da demolire, così da non bloccare il processo di ricostruzione e allo stesso tempo aggiungere un elemento in più alla tutela dell’identità architettonica del centro storico.

La riunione è poi proseguita per fare il punto sull’attuazione delle Ordinanza speciali e delle altre opere pubbliche programmate.

“Il piano di cantierizzazione si sta concretizzando, dopo anni di indecisione finalmente abbiamo davanti a noi una strada chiara da percorrere – ricorda il sindaco Roberto Lucarelli -. Grazie al sostegno della Regione con il Presidente Francesco Acquaroli, dell’Ufficio speciale ricostruzione e del Commissario Guido Castelli, che anche oggi è qui con noi per affrontare punto per punto ogni situazione, si respira una fiducia nuova in questa ricostruzione che, per quanto difficile, si rivela finalmente fattibile, con tanti cantieri in partenza. Lo dimostra la fiducia dei cittadini: sono stati infatti presentati praticamente tutti i progetti relativa alla prima fase di ricostruzione del centro storico”.

“A Camerino si è rivelata ancora una volta decisiva la collaborazione tra Regione, Usr, Soprintendenza e Comune per sbloccare una situazione apparentemente impossibile ma che, con la giusta chiave di lettura improntata alla risoluzione dei problemi, siamo riusciti a superare pienamente – commenta il Commissario Sisma 2016 Guido Castelli –. Camerino ha il centro storico più grande delle Marche e siamo consapevoli del suo valore identitario per tutto il territorio. Per questo abbiamo ascoltato con attenzione le istanze del Comitato, rafforzando un dialogo utile per tutta la comunità”.

Obiettivo scuole: ricostruzione sostenibile nel cratere. L’esempio del “Malaspina” di Ascoli Piceno

Ricostruire innovando e assicurando una nuova sostenibilità, anche dal punto di vista energetico. È l’obiettivo delle attività di ricostruzione nel cratere del sisma 2016-2017, che diventa realtà dalle piccole grandi storie di questa rigenerazione del territorio. A partire dalle scuole. È notizia di questi giorni l’accettazione – da parte del GSE – della richiesta di incentivo del conto termico alla scuola “Malaspina” di Ascoli Piceno, pari a 218mila euro, sostanzialmente la somma richiesta dal Facsimile di 219.766,80.
Il caso del “Malaspina” è uno dei tanti esempi di un metodo di lavoro, portato avanti in sinergia con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli e con il sindaco Marco Fioravanti, che si preoccupa di assicurare una ricostruzione sicura e adeguata ai nuovi canoni di sicurezza e sostenibilità.
L’accettazione dell’incentivo al conto termico implica l’inizio dei lavori entro 6 mesi dalla data dell’accettazione. Il comune di Ascoli Piceno è il soggetto attuatore per questo intervento, all’interno dell’Accordo Quadro scuole, previsto dall’ordinanza 31 del 2021.

L’ordinanza 31 nasce con lo scopo di riorganizzare e coordinare tutti i finanziamenti pubblici per l’edilizia scolastica in essere nelle regioni colpite dagli eventi sismici del centro Italia a far data dal 24 agosto 2016, finanziati da fondi della contabilità speciale Sisma 2016, MIUR, MIMS, PNRR, DPC e regionali, attraverso questo unico strumento normativo. Al fine di dare celerità all’attuazione degli interventi, con questa Ordinanza Speciale è stato indetto, con il tramite di Invitalia, un Accordo Quadro finalizzato ad individuare operatori qualificati per i servizi di progettazione, DL, CSE e CSP, verifica, collaudo e lavori in aree territoriali geografiche aventi omogeneo numero e caratteristiche di interventi.

Nel suo complesso tale Accordo Quadro ha individuato operatori attualmente pronti alla stipula del contratto di servizio e lavori per 228 interventi nelle Marche (circa la metà degli interventi disciplinati dall’ordinanza 31/2021), per un totale di oltre 722 milioni in 29 Comuni.

Complessivamente sulla scuola c’è un piano di ricostruzione di 450 edifici nell’area del cratere. Il “capitolo scuola” è uno dei più importanti che riguardano l’obiettivo della “restanza”: solo assicurando servizi adeguati – la scuola è certamente tra questi – si costruisce la possibilità di restare nel territorio, contrastando la tendenza allo spopolamento. Grazie all’impegno del Governo, su proposta del Commissario Castelli, è stato garantito il fondo necessario affinché fino al 2029 ci siano le classi anche in deroga ai requisiti minimi per classe. Una soluzione decisiva per assicurare la permanenza dei nuclei familiari nelle nostre comunità del territorio e nei nostri borghi, mentre la ricostruzione prosegue in una fase di piena attuazione.

Fiastra, via libera al progetto per la frazione di San Lorenzo in Colpolina

Prosegue l’attuazione dell’Ordinanza speciale dedicata alla ricostruzione del Comune di Fiastra, in provincia di Macerata. Con il via libera della Conferenza dei Servizi Speciali, è stato approvato il progetto definitivo di “consolidamento, sistemazione della viabilità e sottoservizi della frazione di San Lorenzo in Colpolina”. Il progetto, per cui sono stati programmati 700mila euro, prevede il ripristino delle reti dei sottoservizi primari della frazione (idrica, elettrica, fognaria, comunicazione ed illuminazione pubblica), e si procederà contestualmente con il consolidamento ed adeguamento della viabilità comunale di accesso alla frazione.

“Le frazioni dei nostri borghi rappresentano presidi fondamentali per i tanti che desiderano tornare ad abitare in queste zone, sia in modo stanziale che per qualche mese l’anno – ricorda il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Per questo attraverso le Ordinanze speciali in deroga abbiamo tenuto in particolare considerazione queste articolazioni territoriali, prevedendo lavori che vanno dai sottoservizi alla viabilità. Ricostruire innovando e innovare ricostruendo è un’azione che si concretizza anche attraverso questo tipo di interventi. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e il neosindaco Giancarlo Ricottini. Fiastra è un gioiello del nostro territorio che vogliamo valorizzare prima di tutto attraverso una ricostruzione sicura ed efficace”.

Penultimo appuntamento del Festival dell’Appennino, inclusivo di natura 2024 sabato 31 agosto a Force (AP) con Petò Show Venti 24

Escursione pomeridiana, Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere in collaborazione con la fondazione Symbola e spettacolo Petò Show Venti24

Penultimo appuntamento del Festival dell’Appennino sabato 31 agosto a Force (AP) con Petò Show Venti24. Un’escursione panoramica che ci porterà a scoprire i sentieri intorno al borgo del rame, al rientro i “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola, interverranno il segretario generale di Symbola Fabio Renzi e il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e a chiudere lo spettacolo Petò Show Venti24. Nel borgo sarà possibile visitare anche le due mostre aperte in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita dell’architetto forcese Ernesto Verrucci Bey: Museo Egizio: sabato dalle 10.00 alle 22.00, Museo Verrucci: sabato dalle 10.00 alle 20.00.
A causa del rinvio per maltempo dell’appuntamento del 18 agosto il Festival dell’Appennino 2024 terminerà domenica 8 settembre con il recupero della data di Fleno di Acquasanta Terme con Chiara Galiazzo.

Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016: “Il Festival dell’Appennino va verso la conclusione di un’edizione che si è contraddistinta per la sua ‘espansione’, voluta per comprendere al suo interno comunità di tutte e quattro le regioni colpite dal sisma. Un’idea condivisa insieme ai quattro Bim coinvolti, la cui collaborazione è stata fondamentale per la realizzazione e il successo di un evento che si inserisce all’interno del processo di riparazione dei nostri territori. Perché, se la ricostruzione è il nostro primo pensiero e obiettivo, anche il rilancio economico e sociale è fondamentale per creare occasioni di sviluppo sostenibile nell’Appennino centrale. Da qui l’idea di un Festival allargato a Comuni compresi in tutto il cratere sismico che rappresentasse l’occasione di far conoscere a nuovi visitatori luoghi ricchi di storia e tradizioni, attraverso momenti di incontro e aggregazione nel segno della cultura e della natura. A Force, in particolare, il turismo lento può rappresentare un’opportunità di crescita, anche del tessuto imprenditoriale locale, dal momento che il Cammino dei Cappuccini transita di qui e il Cammino Francescano della Marca passa a breve distanza. Entrambi sono stati recentemente finanziati, rispettivamente per 7 e 8 milioni di euro, attraverso l’ordinanza 128 che, alle Marche, ha destinato complessivamente per la promozione del turismo lento 30 milioni di euro. Force poi si distingue sotto il profilo del connubio tra ricostruzione e riparazione per il fatto che in questo Comune a giugno, grazie alla Croce Rossa e al finanziamento di privati, è stata realizzata una nuova Struttura sanitaria assistenziale. La nuova residenza è stata realizzata nel segno dell’innovazione, dal momento che risponde ai più avanzati criteri di sicurezza, sostenibilità e accessibilità, e si inserisce in un territorio che necessita del ripristino di una rete di servizi essenziali efficienti e di qualità, a partire da quelli dedicati alla cura e alla salute delle categorie più fragili. Anche questo rappresenta un meritevole tassello di quel percorso di rinascita che stiamo realizzando per queste terre, dove le comunità hanno voglia di rimettersi in piedi dopo le grandi difficoltà attraversate”.

Luigi Contisciani, Presidente Bim Tronto: “Quest’anno, insieme al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti abbiamo portato turisti, curiosi e appassionati di montagna a scoprire l’Appennino centrale nei luoghi del cratere sisma 2016-2017. La sinergia tra gli enti ha permesso di esportare oltre le Marche nelle regioni di Abruzzo, Lazio e Umbria una manifestazione di promozione turistica e culturale consolidata, giunta alla sua quindicesima edizione nel Piceno, per permettere ai territori delle aree interne di ripartire attraverso la ricostruzione del tessuto sociale fondamentale per la rinascita dell’Appennino centrale.”
Amedeo Lupi, Sindaco di Force: “L’evento del 31 agosto è di fondamentale importanza perché consente di scoprire l’intero entroterra dei Monti Sibillini. Abbiamo le risorse per ricostruire i fabbricati e le strade ma va ricostruito un tessuto sociale che si sta perdendo. Questi sono eventi che danno modo di far conoscere i nostri territori da un punto di vista culturale ma non solo e la sinergia tra varie istituzioni è fondamentale e aiuta queste iniziative. A Force cerchiamo di sfruttare al massimo l’estate e grazie ai volontari riusciamo a fare tante iniziative come “Antichi Sapori” e abbiamo festeggiato i 150 anni dalla nascita dell’architetto Verrucci con due mostre, una che ha ripercorso la storia della civiltà egizia e un’altra specifica sul Verrucci. Stiamo lavorando per far diventare il nostro un territorio turistico, riuscendo a completare le infrastrutture come il Villino Verrucci che diventerà una dimora storica”

Sabato il ritrovo per l’escursione è alle ore 15.15 in Piazza Umberto I, Force, con partenza alle ore 15.30. L’escursione è un anello con partenza e rientro a Force, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lunga 8,4 km, con un dislivello di 439 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore e mezza.
Al rientro dall’escursione, alle ore 19.00, “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola, interverranno il segretario generale di Symbola Fabio Renzi e il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.
Alle 20.00 cena libera con possibilità di usufruire del punto ristoro gestito dalla Proloco.
Per concludere in bellezza alle ore 21.30 Petò Show Venti24, un spettacolo dell’artista- comico ascolano che ci accompagnerà in una serata piena di divertimento e serate con monologhi, barzellette, musica e tanto altro.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form della data sul sito www.festivaldellappennino.it.
Raccomandazioni:
• obbligatorio indossare scarpe da trekking
• avere con sè almeno un litro d’acqua
• portare felpa/kway e telo/stuoia
• consigliato un cambio completo da lasciare in auto

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura
Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 22 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Valfornace, al via i lavori per il Polo Scolastico Ugo Betti

Parte il cantiere del Polo Scolastico Ugo Betti a Valfornace, in provincia di Macerata. Il Comune, che è il soggetto attuatore dell’intervento, ha infatti firmato l’Ordine di acquisto (Oda) dei servizi di direzione lavori, per un intervento di demolizione e ricostruzione che in totale vale 5,1 milioni di euro.

Si tratta di un esempio concreto di come gli “accordi quadro” messi a terra dall’attuale gestione della struttura commissariale siano in grado di velocizzare le pratiche di ricostruzione: grazie a questo strumento, infatti, sono stati attivati anche il servizio dei lavori e del collaudo, per cui a giorni si procederà con la consegna degli stessi lavori.

Per l’intervento, inoltre, è previsto anche l’accesso all’incentivo “conto termico” per la cifra di 658.000 euro, utile a svolgere lavori di efficientamento energetico sull’edificio.
“Il progetto della Ugo Betti di Valfornace è di fondamentale importanza per tutto il territorio circostante e incarna perfettamente la visione di ricostruzione e riparazione che rappresenta la cifra di questo mandato – commenta Il Commissario Sisma 2016 Guido Castelli -. Il nuovo Polo è stato infatti concepito per rispondere alle esigenze della popolazione scolastica del presente ma anche in un’ottica futura di ripopolamento. Voglio inoltre ricordare che se oggi siamo qui a testimoniare continui avanzamenti nella ricostruzione pubblica, è anche grazie allo sblocco degli Accordi quadro dell’Ordinanza 31, che ci consentono di veder partire le scuole, compresa quella di Valfornace, e a un grande lavoro di squadra con il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e, in questo caso, il sindaco Massimo Citracca”.

“Si tratta di un passaggio fondamentale per la nostra comunità e per i nostri ragazzi – commenta il sindaco Massimo Citracca – Da molto tempo stiamo aspettando questa nuova ripartenza e dopo aver superato alcuni problemi durante la progettazione abbiamo firmato il contratto con la ditta proprio prima di Ferragosto. Sono stati pubblicati anche i bandi per la case popolari di via Don Luigi Orione e per la sede municipale in piazza Vittorio Veneto, e presto vedremo partire i lavori. Tre novità che restituiscono fiducia alla nostra popolazione. Ringrazio per questo la Struttura commissariale e il Commissario Castelli per una collaborazione quotidiana che è fondamentale per sbloccare le problematiche che possono presentarsi in fase progettuale e non solo”.

Il progetto prevede la realizzazione di una scuola materna, una scuola primaria, una scuola secondaria, una mensa con cucina annessa, e una palestra che potrà essere utilizzata anche dalla comunità locale. Il polo scolastico sarà articolato in più corpi distinti, tutti disposti su un unico livello fuori terra, con una superficie complessiva di circa 1.381 metri quadrati. La Scuola Materna è progettata per ospitare fino a 15 bambini, mentre la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria possono accogliere rispettivamente fino a 55 e 33 studenti. La mensa è dimensionata per servire gli studenti in turni distinti e la palestra è stata progettata con dimensioni e dotazioni conformi alle normative sportive, garantendo la possibilità di utilizzo anche al di fuori dell’orario scolastico.

Il Laboratorio Appennino al Meeting di Rimini. Castelli: “Rigenerare i territori e preservare le nostre identità culturali è essenziale per il futuro del Paese”

“Rigenerare i territori non è solo un atto di ricostruzione materiale, ma è un impegno verso il futuro, verso la preservazione delle nostre identità culturali e delle tradizioni che fanno dell’Italia un Paese unico al mondo. Non possiamo permettere che le aree più vulnerabili del nostro territorio, come quelle colpite dal sisma del 2016, vengano abbandonate al loro destino. Un Appennino popolato consente un presidio umano contro la fragilità idrogeologica dell’intero Paese, soprattutto nel tempo del ‘climate change’. Il nostro compito è restituire vita e valore a questi luoghi, affinché possano tornare a essere spazi vitali, abitati e sicuri, e non meri ‘borghi-presepe’ destinati al solo turismo stagionale”.

Queste le parole del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, intervenuto ieri al Meeting di Rimini in un doppio appuntamento. Prima un panel dedicato a “I cammini e la rigenerazione dei territori in Umbria” e a seguire un approfondimento riguardante “Il patrimonio culturale e la rinascita dei borghi”. Agli incontri, incentrati sull’avviata strategia di valorizzazione del patrimonio culturale e naturale come leva per la rinascita delle aree interne, erano presenti anche la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

L’Umbria, grazie all’Ordinanza 128 con cui la Struttura commissariale finanzia interventi di valorizzazione sui cammini dell’Appennino centrale per 47 mln di euro, sta investendo significativamente in progetti di turismo lento e rigenerazione dei territori, con un finanziamento di circa 5,6 milioni di euro per la valorizzazione della ex ferrovia Spoleto-Norcia in una ciclovia. Questo intervento, che punta a migliorare l’accessibilità e a connettere importanti percorsi turistici come la via di Francesco e il Cammino di San Benedetto, è parte di un più ampio programma di valorizzazione che include anche la sistemazione idraulica e il recupero strutturale di diversi fabbricati lungo l’ex tracciato ferroviario, finanziati con altri 5,5 milioni di euro. Anche le Marche hanno a disposizione circa 30 milioni di euro per una strategia complessiva sui cammini Francescano della Marca, dei Cappuccini e sulla via Lauretana. Investimenti importanti e ragionati anche in vista degli appuntamenti internazionali che attireranno visitatori da tutto il mondo nei prossimi anni: il Giubileo 2025, l’Ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026 e i 500 anni dell’approvazione pontificia dell’Ordine dei Frati Cappuccini nel 2028.

Castelli ha ricordato che “questo Governo ha compreso che non avrebbe avuto senso ricostruire in un contesto destinato all’abbandono. Per questo motivo ha esteso la mission del Commissario alla ricostruzione anche alla riparazione del territorio e al rilancio economico e sociale. All’appuntamento di Rimini, oltre al piacere di incontrare tanti colleghi e amici tra cui il Ministro Raffaele Fitto e i Presidenti Francesco Acquaroli e Donatella Tesei, ho voluto ricordare che la ricostruzione dopo il sisma 2016-2017 è “essenziale” per il futuro del Centro Italia e per l’Italia intera. È una questione nazionale”. Ma è altresì fondamentale affiancare agli interventi di ricostruzione materiale anche una strategia di lungo periodo di riparazione sociale ed economica, che sia da esempio per tutte le aree interne del Paese: “L’Appennino centrale è un laboratorio vivo in cui stiamo sviluppando soluzioni innovative per combattere la crisi climatica e quella demografica. Il programma ‘NextAppennino’, finanziato con il fondo complementare al PNRR, ha già attivato oltre 800 progetti di rigenerazione urbana e sostegno al territorio, oltre al sostegno a circa 1.400 progetti di impresa basati sule competenze e le risorse locali per un investimento complessivo di 1,8 miliardi di euro. È essenziale ricostruire attraverso servizi, sostegni, agevolazioni e infrastrutture le migliori condizioni per tornare a vivere e lavorare in questi luoghi”.

Pronta la maxi-gara per la ricostruzione di Borgo di Arquata. Verifica ANAC e pubblicazione a settembre

L’Ufficio Speciale per la ricostruzione per la Regione Marche ha formalmente trasmesso all’Autorità Nazionale Anticorruzione, ai fini della verifica preventiva prevista nell’accordo commissariale di alta sorveglianza e di garanzia della correttezza e della trasparenza delle procedure connesse alla ricostruzione pubblica post sisma 2016, gli atti dell’appalto integrato per la ricostruzione unitaria del Centro Storico di Arquata del Tronto finanziato per un importo complessivo di 71 milioni di Euro nell’ambito dell’ Ordinanza Speciale n. 75 sottoscritta dal Commissario Castelli solo lo scorso 24 aprile.

“In questi anni ” – ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – abbiamo cercato di scrivere una pagina nuova della ricostruzione, che non riguardasse solo la mera riparazione di case lesionate, ma bensì la ricostruzione di interi borghi distrutti. Ovviamente sapevamo che la sfida sarebbe stata molto più complessa e che i primi risultati non sarebbero arrivati nell’immediatezza. Con il Presidente Acquaroli ci abbiamo creduto e oggi abbiamo la consapevolezza di poter dare ai cittadini di Arquata, il centro marchigiano simbolo di quel tragico 24 agosto 2016, la certezza di vedere ricostruito il borgo storico con tecniche di ingegneria sismica tra le più all’avanguardia di sempre e nei tempi certi rappresentati dall’USR Marche. Il cronoprogramma prevede infatti, all’esito delle verifiche di legalità svolte dall’ANAC, la pubblicazione della gara entro il mese di settembre in modo da poter individuare l’operatore economico entro il mese di dicembre e poter avviare il maxi-cantiere entro i primi giorni della prossima primavera.”

Il Sindaco di Arquata Michele Franchi ha spiegato che “Questo è un primo passo per rispettare il cronoprogramma e andare a gara il prima possibile e ad avere, ad anno nuovo, la ditta che eseguirà il progetto definitivo. È una buona notizia che ci fa sperare per il futuro, ci siamo dati tempo per l’inizio del 2025 affinché si possa avere la ditta e per noi è un grande passo in avanti”

 

Sisma 2016: la ricostruzione riparte da Amatrice, Accumoli e Arquata

Amatrice, 23 agosto 2024 – Otto anni fa iniziava una sequenza sismica tra le più disastrose che abbia colpito il Centro Italia. Quattro terremoti in poco più di cinque mesi dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio 2017: la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, come è stata rubricata dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Un evento catastrofico che ha determinato la creazione di un cratere di otto mila chilometri quadrati: una vasta area compresa in quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) che include 138 comuni. “Dopo otto anni, credo che il primo dovere delle Istituzioni sia di fare memoria delle vittime e delle famiglie che hanno perso i loro cari e i loro beni. E chiedere scusa per i ritardi accumulati in troppe false partenze” commenta Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e alla riparazione. “Un dovere che spetta a chi oggi rappresenta le Istituzioni – aggiunge Castelli – a prescindere da un cambio di passo che in quest’ultimo anno e mezzo è stato registrato e documentato”.

RICOSTRUZIONE PRIVATA ED EROGAZIONI DI CDP: I DATI AGGIORNATI

Ricostruzione privata

Al 31 luglio 2024 sono 31.786 le richieste di contributo per la ricostruzione presentate da soggetti privati per gli immobili residenziali o produttivi danneggiati dal Sisma 2016, per un importo complessivo di 14,5 miliardi di euro. Le richieste approvate dagli Uffici Speciali per la Ricostruzione sono complessivamente pari a 20.429 e rappresentano il 64% di quelle presentate, determinando la concessione di quasi 9 miliardi di euro e la liquidazione di 4,8 miliardi.

Nel periodo compreso tra il 31 luglio 2022 e il 31 luglio del 2024, sono state presentate quasi 9mila richieste di contributo, per un importo concesso vicino ai 7 miliardi di euro: un dato che conferma come nell’ultimo biennio sia avvenuta una sensibile accelerazione. Più della metà delle richieste presentate sono relative a comuni delle Marche (il 57%, pari a 17.968 richieste) mentre il restante 43% si distribuisce tra Abruzzo (17%, 5.541 richieste), Umbria (15%, 4.896 domande) e Lazio (11%, 3.381 domande).

Sempre alla stessa data, infine, a fronte dei 20.379 cantieri autorizzati, quelli conclusi sono 11.364, con una percentuale di interventi chiusi su base regionale che va dal 62% dell’Abruzzo, al 59% di Umbria e Marche al 48% del Lazio.

Erogazioni Cdp

L’accelerazione impressa alla ricostruzione privata viene confermata anche dai dati aggiornati relativi alle erogazioni da parte di Cassa depositi e prestiti. Nel periodo che va dal 25 luglio al 12 agosto, infatti, le erogazioni da parte di Cdp nei confronti delle imprese impegnate nella ricostruzione privata ammontano a 76 milioni di euro. Un record, considerando il periodo estivo, che fa segnare un +31,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Nel mese di agosto salgono così complessivamente a 4,769 miliardi di euro le erogazioni di Cassa depositi e prestiti. Mentre nel 2023 era stato erogato da Cdp più di 1 miliardo di euro (1,364 pari a quasi un terzo del totale) quest’anno, al 12 agosto, la cifra si attesta già a 935 milioni di euro (il 19,6% del totale) che, rispetto allo stesso periodo negli anni 2023 e 2022, corrisponde rispettivamente al +17% e +52%.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, il Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 aggiornato al 31 maggio del 2024 ha evidenziato che è stato avviato il 95% delle opere (gli interventi in progettazione sono il 66% del totale di cui 25% approvati e il 12% sono i lavori conclusi). Anche l’emergenza abitativa ha mostrato segnali positivi: nel 2024 sono stati 11.182 i nuclei familiari che hanno fatto ancora ricorso all’assistenza abitativa; erano 12.319 nel 2023 e 14.211 nel 2022.

Il Commissario Guido Castelli: “Oggi vogliamo che questo cambio di passo, confermato anche dagli ultimi dati relativi alla ricostruzione privata, sia tangibile anche nei luoghi che hanno subito le ferite più gravi in termini di vittime: 299 morti per la scossa del 24 agosto 2016. Il cambio di passo che è stato impresso in tanta parte del cratere, deve concretizzarsi anche qui, nei borghi che per primi hanno subito la distruzione del terremoto: Amatrice, Accumoli, Arquata. Un obiettivo che grazie alla coesione e alla collaborazione con la Regione, l’Usr e il Comune, oggi è possibile”.

L’assessore alle Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Il 24 agosto è la giornata simbolo del ricordo di quella terribile notte. Rappresenta un momento di riflessione per rinnovare la volontà di offrire una ricostruzione pubblica e privata sostenibile e sicura a questo territorio. Una ricostruzione e rigenerazione che rispetti l’identità e la storia, ma che al contempo, grazie ai grandi investimenti economici, all’innovazione e alla ricerca, possa dare un futuro migliore per vivere. Dopo un anno di duro lavoro e grazie a un’ottima collaborazione tra l’USR, il Commissario e i Comuni, questi borghi silenziosi, avvolti da un’atmosfera che sembrava sospesa nel tempo, stanno iniziando a rivivere grazie al lavoro di ricostruzione. Sono stati compiuti i primi passi importanti per far rifiorire queste zone, nel pieno rispetto di chi, alle 3:36 di otto anni fa, ha perso la vita”.

Ad Amatrice, nei mesi di luglio e agosto, sono stati avviati sette interventi relativi a opere pubbliche mentre, per la ricostruzione privata, nel centro storico del borgo reatino sono partiti i lavori di ulteriori  quattro aggregati sui dieci complessivi.

Ad Arquata del Tronto è stato dato il via libera per il progetto di ricostruzione dell’intero centro storico del capoluogo, con un progetto innovativo che sta diventando una case history per l’ingegneria della ricostruzione post-sisma, mentre per Accumoli è stata recentemente approvata l’Ordinanza speciale per la ricostruzione unitaria dell’abitato.

TRE “CASE HISTORIES”

Ecco qui di seguito il dettaglio delle tre “case histories” della ricostruzione, che riguardano i tre borghi più colpiti dalla scossa del 2016.

AMATRICE

Ad Amatrice l’azione di ricostruzione – dopo troppi rinvii – si è finalmente orientata verso una visione globale, con un approccio integrato e strategico rivolto alla programmazione e al coordinamento degli interventi. In particolare – dopo una importante accelerazione nelle operazioni di rimozione delle macerie – il super cantiere del centro storico di Amatrice, che nasce dalla necessità di realizzare una ricostruzione totale e potenzialmente contemporanea su un unico sito da parte di diversi soggetti, pubblici e privati, ha reso necessario uno studio strategico ponendo particolare attenzione alla gestione e al coordinamento dei cantieri finalizzato a ridurre l’impatto delle interferenze, ottimizzare l’utilizzo di spazi e servizi comuni e controllare il rispetto delle prescrizioni date in fase di approvazione dei progetti. Nel mese di luglio, nel super cantiere, sono stati applicati e attivati i tre varchi elettronici che consentono l’accesso solo alle maestranze e al personale autorizzato. Si tratta del badge di cantiere, che consente in maniera agevole la tracciabilità delle persone fisiche al fine di garantire la sicurezza e la legalità.

Relativamente alla ricostruzione pubblica, nel centro storico alle tre opere già in corso (le reti dei sottoservizi di urbanizzazione, sia primarie che secondarie, e la prima fase di intervento sulla Chiesa di Sant’Agostino) se ne sono aggiunte ulteriori sette, che sono state avviate nelle ultime settimane. Si tratta dei lavori di ricostruzione della sede del Municipio, Palazzo del Reggimento, luogo simbolo per la comunità (dove è stata eretta la gru per svolgere i lavori, la conclusione è prevista a gennaio 2026), della rimozione e catalogazione macerie dell’ex Chiesa san Giovanni (è stato già rimosso oltre l’85% delle macerie, la conclusione dei lavori è prevista entro la fine dell’estate), della rimozione, catalogazione macerie e messa in sicurezza dell’ex Convento di San Francesco (conclusione dei lavori a novembre 2024), della Ricostruzione della Chiesa dell’Immacolata (conclusione dei lavori a febbraio 2025) e della costruzione del Nuovo Centro  Professionale di Amatrice – Cfp (l’avvio dei lavori è prevista in questi giorni, si parte con la modifica degli accessi alla sede della Polizia Stradale), della ricostruzione della Chiesa del Suffragio (sono stati aggiudicati i lavori) e di Palazzo D’Antoni (aggiudicazione ed avvio dei lavori di demolizione e rimozione delle macerie).

Infine, per il nuovo Ospedale Grifoni, opera strategica per l’offerta di servizi sanitari nell’alta Sabina, la conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2024, mentre per il rifacimento delle reti di urbanizzazioni ordinarie l’ultimazione dell’intervento è fissata per giugno 2025.

Per quanto attiene la ricostruzione privata, all’interno del centro storico sono stati avviati i lavori di ulteriori quattro aggregati (25,28,46 e 56) mentre per l’aggregato 26 è stato approvato il decreto di concessione del finanziamento per l’avvio dell’intervento. Sui 69 edifici totali del centro storico di Amatrice (tra singoli o aggregati), quelli che devono essere ancora attivati sono scesi a 17 (nel 2023 erano 40)

.Infine, quest’anno sono stati completati i lavori per la ricostruzione della Torre Civica, simbolo del centro reatino alla quale nel mese di luglio sono stati applicati rilevatori destinati al costante monitoraggio del manufatto durante gli scavi e i lavori in corso nel centro storico.

ARQUATA

Alla fine di giugno di quest’anno la Conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto esecutivo per la ricostruzione del centro storico, finanziata per 71 milioni di euro. Si tratta di un punto di svolta importante nella concezione della ricostruzione post sisma dal momento che l’intervento previsto si caratterizza per il carattere particolarmente innovativo. Il progetto prevede una soluzione d’intervento unitaria: il centro storico sarà concepito e realizzato come un unico grande cantiere che necessiterà del consenso di tutti i proprietari. La messa in sicurezza del colle di Arquata prevede la costruzione di due pozzi sotterranei in cemento armato da cui partiranno 328 tiranti, 12.970 metri lineari in totale, per rinforzare sismicamente tutta la collina del centro storico di Arquata del Tronto. Il primo step prevede la messa in sicurezza della strada di accesso all’abitato e della strada provinciale, per poi passare ai terrazzamenti e successivamente agli edifici. Le infrastrutture sotterranee, comprese le reti idriche ed elettriche, saranno anche visitabili nella parte centrale del paese grazie alla previsione di solai interpiano, mentre potranno essere ispezionate a vista nel resto del centro storico. Il progetto è stato redatto dall’USR Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento di Protezione Civile, a sua volta coadiuvato da Tecnoart, dall’Università di Pavia, dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dall’Università Politecnica delle Marche e dalla Scuola Universitaria di Pavia.

ACCUMOLI

In data 6 agosto 2024 la cabina sisma, coordinata dal Commissario Straordinario Guido Castelli, ha approvato l’Ordinanza speciale relativa alla ricostruzione unitaria del centro storico di Accumoli, che prevede l’intervento da parte del pubblico anche nella definizione della ricostruzione privata. Così come avvenuto in altri borghi gravemente danneggiati (Arquata del Tronto, nelle Marche e Castelluccio di Norcia, in Umbria), verrà realizzato un unico, grande cantiere: dalla messa in sicurezza, passando ai sottoservizi e fino alla ricostruzione degli edifici. L’ordinanza che consente di sbloccare una delle situazioni più gravi e complesse di tutta la ricostruzione dell’Appennino centrale è stata il frutto dell’accordo tra il Commissario Castelli, la Regione Lazio e l’Ufficio speciale ricostruzione Lazio.

INNOVAZIONE E COLLABORAZIONE

La collaborazione tra le Istituzioni è la condizione per procedere con decisione sulla strada della ricostruzione, come spiega il Commissario Castelli “sul territorio si sta sempre più manifestando quella “governance multilivello” che consente di collaborare tra le diverse amministrazioni pubbliche, dal Governo centrale alle Regioni, fino alle Usr (Unità speciali per la ricostruzione) regionali e i Comuni. È ciò che stiamo facendo attraverso una rinnovata unità d’intenti tra tutte le istituzioni, dal Governo alle Regioni ai Comuni, che si è sempre più trasformata in quella coesione che sta consentendo quel cambio di passo che non ci distoglie minimamente dalla consapevolezza che ancora moltissimo resta da fare. Quello che ci tocca fare è ancora molto e richiede il perseguimento della sicurezza nella ricostruzione. Un impegno costante che ci induce a lavorare facendo ricorso alle più aggiornate tecnologie e a tecniche di ricostruzione innovative, nella consapevolezza che gli elementi naturali e le caratteristiche dei territori vanno monitorati con costanza e attenzione. Alla ricostruzione materiale dell’Appennino centrale continua ad affiancarsi l’opera di riparazione economica e sociale di queste comunità, ferite e indebolite a causa degli eventi sismici avvenuti tra il 2016 e il 2017. Perché al diritto delle persone di veder ricostituiti i loro borghi si affianca il nostro dovere di creare quelle condizioni di sviluppo sostenibile che consentano di lavorare e vivere in questi luoghi”.

Norcia, al via i lavori nella frazione di Campi Alto

– Giornata storica per Campi Alto, frazione del comune di Norcia, dove ieri sono ufficialmente stati consegnati i lavori di ricostruzione. Nella frazione, gravemente danneggiata dalle scosse del 2016, si potranno ora avviare le operazioni di demolizione e rimozione delle macerie, preliminari al resto degli interventi. L’insieme delle opere è finanziato dall’Ordinanza speciale n. 43. A presenziare alla firma che sancisce l’avvio del cantiere, il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, insieme al sindaco di Norcia Giuliano Boccanera.

L’intervento, che sarà finanziato anche grazie al meccanismo del credito d’imposta, è stato strutturato in sei lotti funzionali e avverrà in modo “unitario”, cioè prevedendo una stretta collaborazione tra l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria e i privati proprietari delle case da ricostruire, che si sono costituiti in un consorzio unico. In questo modo si potrà procedere, come in un grande cantiere, sia ai sottoservizi e interventi pubblici che alla ricostruzione delle case.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “Nei giorni che ci avvicinano all’anniversario della drammatica scossa del 24 agosto 2024, leggiamo nei nostri paesi segnali attesi di ripresa e ripartenza. Ogni cantiere che parte è un tassello del nostro territorio che si ricompone, per un futuro rispettoso dell’identità visiva dell’Appennino centrale ma proiettato verso una maggiore sicurezza e sostenibilità. Campi Alto, così gravemente ferito ma con una comunità tenace e determinata, tornerà a vivere grazie all’impegno congiunto di tutte le parti coinvolte. Il modello di ricostruzione scelto, basato sulla collaborazione tra privati e istituzioni, è la chiave di volta del cambio di passo che stiamo imprimendo in questi mesi insieme alla Presidente Donatella Tesei, al direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Stefano Nodessi Proietti e al sindaco di Norcia Giuliano Boccanera. Non dimentichiamo, ovviamente, le altre frazioni di Norcia. Ricostruiremo un tessuto urbano e sociale più forte e solidale, senza lasciare indietro nessuno”.

Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha sottolineato: “Oggi è un giorno importante per Campi Alto e per tutta la comunità. Passare dalle norme ai cantieri, come stiamo facendo a Norcia e in tutto il territorio circostante, non era un risultato scontato ma frutto di una strategia condivisa con il la Presidente Tesei e il Commissario Castelli. Le nostre comunità hanno sofferto a lungo le false partenze della ricostruzione, questa è una nuova stagione di cantieri che dovremo interpretare con determinazione e unione di intenti, per proseguire nell’ottimo lavoro avviato”.

Domenica 25 agosto il Festival dell’Appennino fa tappa ad Osoli di Roccafluvione

Nuovo appuntamento con il Festival dell’Appennino inclusivo di natura Domenica 25 agosto con “Tutte le strade portano… ad Osoli” con Riccardo Tesi – Elastic Trio ad Osoli di Roccafluvione (AP). Inizieremo con un’escursione immersa nei verdissimi boschi e nel pomeriggio il concerto di Riccardo Tesi – Elastic Trio.

Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016: “Per questa nuova tappa del Festival dell’Appennino la manifestazione giunge a Roccafluvione, Comune posto alle pendici dei monti Sibillini attraversato da cammini che consentono passeggiate ed escursioni in una natura rigogliosa. E’ un territorio dalle importanti potenzialità attrattive, che merita di essere maggiormente conosciuto attraverso la valorizzazione turistica. Ed è proprio per creare occasioni di socializzazione e portare nuovi visitatori nei territori del sisma che il Festival ha voluto puntare sulla cultura, l’aggregazione e le attività escursionistiche. Perché, se è vero che l’opera di ricostruzione è la mia e la nostra priorità, quella di riparazione economica e sociale è fondamentale per dare alle nostre comunità opportunità di crescita e sviluppo sostenibile. Per rendere i nostri territori più accessibili e fruibili poi, le vie di collegamento sono essenziali e proprio per questo l’intervento sulla strada provinciale numero 65 Roccafluvione-Palmiano rientra tra quelli prioritari messi in campo dalla Struttura commissariale, dal momento che questa infrastruttura consente gli spostamenti verso Ascoli e con i comuni limitrofi. Sono ancora molte le opere da realizzare nel cratere, ma il cambio di passo impresso nella ricostruzione pubblica e privata induce a un ottimismo che vogliamo sostenere attraverso un crescente numero di cantieri. In questo quadro iniziative abbiamo voluto che fosse presente anche il Festival dell’Appennino, reso possibile grazie alla collaborazione dei quattro Bim coinvolti. Anche così contribuiamo a rivitalizzare e a sostenere comunità che hanno dovuto vivere difficoltà estreme”.

 

Luigi Contisciani, Presidente Bim Tronto: “Quest’anno, insieme al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, portiamo a riscoprire l’Appennino centrale nei luoghi del cratere sisma 2016-2017. La sinergia creata con gli altri Bim ha permesso di individuare location suggestive e offrire eventi di spessore a turisti, curiosi e appassionati di montagna, trascorrendo un’intera giornata in splendidi territori che necessitano di queste manifestazioni per favorire la coesione sociale e per mantenere sempre un faro acceso.”

Emiliano Sciamanna, sindaco di Roccafluvione: “Il Festival dell’Appennino è un evento conclamato da anni che oggi attraversa 4 regioni ed è una cassa di risonanza per i nostri territori che hanno subito grandi danni dopo il sisma. Grazie a tanti cittadini che resistono, riusciamo ad essere ancora vivi. Osoli offre un panorama e elle bellezze importanti per far conoscere il nostro territorio a chi non lo conosce. E’ importante ricostruire anche il tessuto sociale e i rapporti per tornare a vivere nei nostri paesi. Il nostro compito è garantire la voglia e la possibilità di andare in questi luoghi e viverli quotidianamente. Gestire questi territori è difficile, con costi di viabilità e vivibilità alti, l’auspicio è che se si vuole contare su un turismo lento, fatto di piccoli borghi, bisogna investire e valorizzare.”

Il ritrovo per l’escursione è alle ore 8.45 a Osoli di Roccafluvione con partenza alle ore 9.00.

L’escursione è un anello con partenza e rientro ad Osoli di Roccafluvione, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lunga 8,6 km, con un dislivello di 460 mt e un tempo di percorrenza di circa 4 ore e mezza.

Al rientro dall’escursione ci sposteremo presso la Chiesetta di San Giovanni a Pesaturo, troverete le indicazioni sul posto per raggiungerla, pranzo libero con possibilità di usufruire del punto ristoro. MENÙ: 2 pezzi di focaccia farciti (mortadella; cotto e pomodoro) | 2 “nuvolette” fritte con crudo | 1 bustina di chips (patatine sottili fritte) | 2 “nuvolette” fritte con Nutella | 1 coca o birra (a scelta) Tot. € 15,00.

Alle 15.00 messa presso la Chiesetta di San Giovanni di Pesaturo di Roccafluvione.

Alle 16.30 concerto di Riccardo Tesi con il suo Elastic Trio. Riccardo Tesi, organettista e compositore di fama internazionale, con il chitarrista Vieri Sturlini ed il percussionista Francesco Savoretti daranno vita ad una musica brillante con ritmi travolgenti uniti a melodie poetiche ed evocative.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form della data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

  • obbligatorio indossare scarpe  da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua
  • portare felpa/kway e telo/stuoia
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto

 

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 22 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.