Approvato l’intervento di riparazione e ripristino del Santuario di San Giuseppe da Leonessa

– La Conferenza dei servizi ha approvato l’intervento di riparazione e ripristino del Santuario di San Giuseppe da Leonessa. Il Santuario, in stile barocco, fu iniziato con la posa della prima pietra il 28 giugno 1629.La chiesa è divisa in due gradi aule, cosi distinte: la prima aula, di dimensioni (8,20×10,50)m è coperta da una cupola ellittica in pietra (c.d. Cupola dell’Oratorio del Suffragio), impostata su quattro pilastri d’angolo e su archi laterali a tutto sesto, anch’essi in pietra, la seconda aula, è coperta dalla grande cupola soprastante di dimensioni(11,00×12,00) m circa, con struttura in pietrame disordinato, che si sviluppa circolarmente e che presenta una lanterna in sommità e quattro aperture.  Ci saranno interventi di consolidamento delle Cupole, delle murature perimetrali, di consolidamento strutturale delle murature della lanterna, degli archi a tutto sesto in pietra portanti le cupole, il rifacimento delle coperture soprastanti gli archi in pietra e interventi di consolidamento strutturale dei solai di copertura in legno e rinforzo delle murature del campanile. L’ammontare complessivo degli interventi è quantificato in 1 milione e 950mila euro. Inoltre, durante la recente Cabina di coordinamento, è stato aumentato il finanziamento per l'”Ex Scuola Elementare in Località Sala”. L’aumento approvato è di 95 mila euro, per un nuovo totale di 457 mila euro.

“Anche in questo caso recuperiamo una chiesa importante per tutto il territorio della provincia di Rieti -spiega il Commissario alla ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- E’ un altro intervento che vede la luce grazie alla totale e proficua collaborazione con il presidente Francesco Rocca, con l’assessore Manuela Rinaldi, il Questore della Camera Paolo Trancassini, l’Ufficio Ricostruzione Lazio e la Diocesi di Rieti guidata dal Vescovo Vito Piccinonna- Non ci stancheremo mai nel proseguire la nostra opera volta a restituire i luoghi più belli dei nostri territori ai cittadini. Il cambio di passo nella ricostruzione è evidente e non ci sono permesse soste”

“Le scosse del 2016 ci hanno privato della possibilità di vivere e far conoscere dei luoghi meravigliosi della provincia di Rieti e delle zone del cratere. Oggi, grazie all’impegno che quotidianamente portiamo avanti con il Commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ai tecnici dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio e a tutti gli addetti ai lavori, è giunto il momento di riprenderci quei luoghi che fanno parte della nostra storia. Il Santuario di San Giuseppe a Leonessa è un simbolo, e il nostro compito e permettere una riqualificazione e messa in sicurezza all’altezza delle aspettative, per riporta-re al centro della vita dei borghi simboli importanti per la tradizione dell’Appennino Centrale”, ha dichiarato l’assessore alle Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Il Questore della Camera Paolo Trancassini aggiunge che “Il Santuario di San Giuseppe da Leonessa rappresenta l’identità storica, artistica e religiosa di questo splendido borgo medievale incastonato nell’Appennino centrale e un punto di riferimento fondamentale per la sua straordinaria comunità. Ero sindaco di Leonessa quando fu colpito dal sisma nel 2016 e con le risorse che avevamo misi subito in sicurezza il campanile. La successiva chiusura del Santuario, che conserva i resti del Santo Patrono, è una ferita ancora aperta per l’intera comunità: per questo, l’approvazione in Conferenza dei servizi di questo intervento, è particolarmente importante.  Permetterà di restituire questo luogo sacro, per noi che crediamo, ai cittadini e a tutta la provincia di Rieti, rafforzandone così l’eredità storica, un patrimonio culturale dal valore inestimabile. Attraverso il recupero e la valorizzazione di questi simboli identitari proseguiamo il percorso di rilancio socioeconomico delle nostre aree interne, un grande lavoro di squadra che stiamo portando avanti grazie alla ritrovata collaborazione di tutte le Istituzioni. Ringrazio il Governo Meloni, il Commissario al sisma Castelli, la Regione Lazio e l’Assessore alla Ricostruzione Rinaldi, la Diocesi di Rieti e il Vescovo Vito Piccinonna e tutti gli uffici coinvolti per questo nuovo e importante risultato raggiunto che oggi mi consente di rendere onore ad un impegno che avevo preso con il Priore Emerito della Confraternita di San Giuseppe, Maurizio Rosati.  Proseguiamo a ricostruire le speranze e i sogni delle nostre comunità che con forza e dignità guardano al futuro conservando il fascino e l’autenticità di un passato ricco di storia, tradizioni e valori”

 

Pnc sisma, strade e rigenerazione urbana: i Comuni potranno utilizzare i risparmi per altri progetti

La Cabina di Coordinamento Integrata ha approvato un’Ordinanza che introduce una novità importante per l’utilizzo delle economie derivanti dalle sub misure A3 e A4 del Piano Nazionale Complementare Sisma (PNC), che riguardano rispettivamente la rigenerazione urbana e le infrastrutture e mobilità. Grazie a questa Ordinanza, i Comuni, potranno finalmente impiegare le economie, cioè i risparmi ottenuti rispetto alle somme originariamente stanziate per i progetti, in nuove progettazioni di cui sono già responsabili all’interno della stessa Macro misura A.

Il Commissario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha firmato l’Ordinanza, ha sottolineato la volontà di “valorizzare il lavoro dei sindaci e la grande capacità attuativa che i Comuni stanno dimostrando, sbloccando ulteriori risorse che sicuramente risulteranno preziose per il territorio. Le risorse pubbliche impiegate nel Piano nazionale complementare sono ingenti e vanno ottimizzate il più possibile. Se ci sono economie è giusto poterle reimpiegare, stiamo parlando di opere che determineranno il futuro dell’Appennino centrale”.

La Macromisura A nel suo complesso stanzia 1 miliardo di euro. La sub misura A3 “Rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio”, vale 381,58 milioni di euro, mentre la sub misura A4 “Infrastrutture e mobilità”, ammonta a 282,98 milioni di euro.

Monte Prata, sì al progetto di riqualificazione della zona di accesso agli impianti

Il rilancio della stazione sciistica del Monte Prata, nel comune di Castelsantangelo sul Nera (Mc), ha l’obiettivo di restituire agli amanti dello sport e della montagna uno dei punti di riferimento dei Monti Sibillini dopo i danni prodotti dal sisma.
In questa ottica va inquadrato il progetto per la realizzazione di un nuovo accesso agli impianti con incluso un garage per i mezzi battipista, che è stato appena approvato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione per un importo stimato di 2 milioni di euro.

«Il comprensorio dei Sibillini rappresenta il cuore pulsante dei nostri territori danneggiati dal terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Sappiamo bene che il rilancio di questi luoghi passa anche attraverso la salvaguardia e la valorizzazione della montagna. Per questo la strada che abbiamo imboccato è quella giusta. Continuiamo a lavorare in stretta sinergia con Comuni, tecnici, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Si tratta di un passo importante per la stazione, perché ci consente di porre rimedio a una situazione pericolosa, che prevedeva l’attraversamento della pista da parte dei fruitori, e al tempo stesso di migliorare il servizio in maniera decisa – aggiunge il sindaco di Castelsantangelo, Alfredo Riccioni -. Stiamo operando le revisioni del caso, se il meteo ci assisterà tra qualche mese torneremo operativi con la seggiovia, il tappeto ed il campetto».

L’intervento appena approvato consiste nella demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente ma non solo. Alla luce delle criticità emerse, ovvero l’obbligatorietà da parte degli sciatori provenienti dal parcheggio vicino di attraversare la pista da sci per accedere agli impianti di risalita, verrà realizzato un passaggio pedonale interrato che ospiterà sia i nuovi garage che una serie di attività a servizio degli stessi impianti.
La nuova struttura sarà quindi completamente interrata, garantendo un impatto visivo minimo, con spazio interno caratterizzato da un passaggio pedonale centrale con i garage da una parte e, dall’altra, ad esempio, servizi come info-point, biglietteria, depositi e una sede per il Corpo Forestale Carabinieri e Soccorso Piste.

Marche, arrivano più fondi per la ricostruzione pubblica

Sono state adeguate le risorse per consentire un’avanzamento di una serie di interventi nell’ambito della ricostruzione pubblica nella regione Marche. È quanto stabilito dalla Cabina di Coordinamento sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“Abbiamo preso atto delle necessità emerse dai territori per il buon avanzamento della ricostruzione pubblica. Di fronte agli ostacoli riscontrati nelle progettazioni, vanno offerte soluzioni concrete – dichiara il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli – Il mio ringraziamento va al Presidente della Regione Francesco Acquaroli con cui condividiamo quotidianamente la visione per la ricostruzione e il rilancio dell’Appennino marchigiano. E all’Ufficio speciale ricostruzione che insieme allo staff della Struttura affianca ogni giorno gli enti locali per proseguire nel cambio di passo”.

Provincia di Macerata: Nel comune di Ussita aumenta il finanziamento per il Cimitero di Castelmurato. L’aumento approvato è di 6,4 milioni di euro, per un investimento totale di 13,3 milioni. Nel Comune di San Ginesio aumenta il finanziamento per il plesso scolastico che comprende le scuole Ciarlantini, Allevi e Gentili. L’aumento approvato è di 3,5 milioni di euro, per un importo complessivo di 16,2 mln. A Visso aumenta il finanziamento per la demolizione e ricostruzione della Caserma dei Carabinieri e per il “Rifugio di Cupi”. Gli aumenti approvati sono di 822 mila euro (nuovo finanziamento di 2,6 milioni) e 930 mila euro (nuovo totale 2 mln) rispettivamente.

Per l’Università di Camerino nuovo finanziamento per il Collegio Fazzini. L’aumento approvato è di 2 milioni di euro, il nuovo importo finanziato ammonta a 7,9 milioni (che arrivano a 9 mln con le risorse del Gse).

A Valfornace raggiunta l’intesa sull’Ordinanza che accoglie la richiesta di aumentare il finanziamento per l'”Ex Municipio Fiordimonte”. L’aumento approvato è di 188 mila euro, per un importo complessivo di 788 mila euro.

A Muccia aumenta il finanziamento per il “Condominio Via Spinabello”. L’aumento approvato è di 596 mila euro, per un importo complessivo di 2,5 milioni.

Nel comune di Castelsantangelo Sul Nera è aumentato il finanziamento per il “Museo Centro Visite Il Cervo”. L’aumento approvato è di 624 mila euro, per un importo complessivo di 2 milioni di euro.

Provincia di Ascoli. Nel comune di Arquata del Tronto aumenta il finanziamento per il “Cimitero Frazioni Spelonga – Colle – Faete” e per l’ex edificio scolastico in Frazione Trisungo. Gli aumenti approvati sono di 109 mila euro e 379 mila euro rispettivamente, che aggiornano i finanziamenti complessivi a 403 mila euro e 1,5 milioni.

Provincia di Fermo. A Monteleone Di Fermo raggiunta l’intesa sull’Ordinanza che accoglie la richiesta di aumentare il finanziamento per l'”Immobile comunale in centro storico da adibire ad attività culturali”. L’aumento approvato è di 197 mila euro, per un importo complessivo di 835 mila euro.

Edifici di culto, nuove semplificazioni per la ricostruzione

Varianti più semplici da approvare e una percentuale del contributo per conservare beni mobili e opere d’arte. La ricostruzione degli edifici di culto fa un passo nella direzione della semplificazione e dell’efficacia grazie all’Ordinanza approvata oggi in Cabina di coordinamento sisma, che introduce alcune modifiche all’Ordinanza 105.

“Abbiamo affinato gli strumenti a disposizione dei Soggetti attuatori, che spesso hanno a che fare con varianti necessarie per preservare questi edifici che, oltre a un valore religioso, rivestono la maggior parte delle volte anche un grande valore storico e artistico per le loro comunità – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Per questo, oltre a svincolare le varianti dal limite del 20%, abbiamo introdotto la possibilità di utilizzare fino al 3% dell’importo dei lavori per la custodia e conservazione di beni mobili e opere d’arte, estendendo inoltre l’applicazione dell’Ordinanza anche agli edifici che sono diventati ‘beni culturali’ dopo il sisma. Grazie ai Presidenti di Regione, alla CEI, alle Diocesi e Arcidiocesi e agli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti dell’Appennino centrale. Siamo impegnati in un unico fronte, e la sinergia si riflette nei risultati positivi anche sul fronte della ricostruzione di chiese e luoghi di culto”.

Le altre novità introdotte riguardano l’ammissione a contributo degli edifici di culto con nesso di causalità accertato tramite perizia giurata e la possibilità per il Vice Commissario di valutare l’erogazione dell’ulteriore 30% del contributo anche se non è stato raggiunto l’80% di avanzamento lavori.

Gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 e finanziati sono 1217, per un importo complessivo di oltre 741 milioni di euro.

Ussita, più risorse per Castelmurato: “Ora il cimitero monumentale si può ricostruire”

Sbloccata la ricostruzione del Cimitero monumentale di Ussita, Castelmurato, che finalmente dispone delle risorse adeguate per poter essere avviata. La soluzione arriva dalla Cabina di Coordinamento Sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza che aumenta il finanziamento inizialmente predisposto in Ordinanza speciale.

“Le belle notizie per il nostro territorio arrivano dopo un attento lavoro di concertazione con tutte le parti coinvolte – dichiara il Commissario Castelli – Per questo ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli, che ha sempre messo al primo posto i Comuni del sisma, l’Usr, il sindaco Silvia Bernardini che sta lavorando ogni giorno per il bene di Ussita. Il cimitero monumentale di Castelmurato non è solo un luogo caro alla comunità ma è anche una testimonianza formidabile delle generazioni che hanno abitato le nostre montagne e della bellezza che si produce nel rapporto tra arte e natura”.

“Siamo veramente soddisfatti di questo risultato – dichiara il sindaco Silvia Bernardini -. Frutto di un lavoro di coordinamento tra Struttura commissariale, Usr, Comune di Ussita e lo studio che si è occupato della progettazione. Un risultato che premia il buon lavoro. Finalmente abbiamo la certezza che il nostro cimitero verrà ricostruito com’era e tornerà ad essere quel punto di riferimento identitario che purtroppo era venuto a mancare a causa del sisma del 2016”.

L’aumento approvato oggi in Cabina è legato al caro prezzi e una serie di maggiorazioni emerse durante l’approfondimento dello sviluppo progettuale. In particolare sono emerse opere di sostegno del versante non previste inizialmente in ordinanza e anche la necessità di mettere in sicurezza la strada di accesso al cimitero. Il cimitero ora andrà in appalto integrato. Il Comune di Ussita ha già completato il primo stralcio di sua competenza, preliminare al resto dei lavori, predisponendo l’area di stoccaggio delle macerie di interesse MIC per la demolizione che è in corso d’opera. È in corso anche la sistemazione delle salme, in vista dei lavori di ricostruzione, operazione in carico all’Usr Marche. La salma del Cardinal Gasparri, che era conservata nella cappella sepolcrale del cimitero di Castelmurato, è stata spostata a Camerino in attesa della ricostruzione.

Abruzzo, più fondi per la ricostruzione pubblica

La Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa sulla modifica a Ordinanze speciali destinate a interventi nei comuni abruzzesi interessata dagli eventi sismici del 2016.

“Insieme al presidente Marco Marsilio, all’Ufficio ricostruzione Abruzzo guidato da Vincenzo Rivera e alle Amministrazioni comunali – afferma il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli – siamo impegnati in questa fase cruciale per il futuro dei nostri territori. Insieme siamo impegnati nel nostro continuo e fondamentale lavoro di rinascita di tutto l’Appennino Centrale. Non possiamo fermarci nemmeno un minuto, la ricostruzione ha cambiato passo e la strada che stiamo prendendo è quella giusta”.

“Questo finanziamento per la Prefettura di Teramo – dichiara il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – ci consente finalmente di firmare il contratto per la sede provvisoria all’ex Consorzio agrario, dare maggiore funzionalità al lavoro della Prefettura e programmare, per la fine dell’anno, l’inizio dei lavori veri e propri. Un altro passo fondamentale per il pieno recupero del centro storico di Teramo”.
Provincia di Teramo. Per la Prefettura di Teramo è stata accolta la richiesta per aumentare il finanziamento per l’adeguamento sismico dell’edificio sede della Prefettura di Teramo. L’aumento approvato è di 1,73 milioni di euro, il nuovo importo diventa così di 10,8 milioni.

Per il Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia è accolta la richiesta per aumentare il finanziamento per gli interventi al cimitero comunale Pacciano, con un incremento di 206 mila euro per la casa del Custode, portando l’importo totale a circa 338 mila euro e di 93 mila euro per il cimitero, portando l’importo totale a circa 226 mila euro.

Provincia de L’Aquila. A Cagnano Amiterno accolta la richiesta di aumentare il finanziamento per “ATER n.1618 – Loc. San Cosimo, via Sant’Aniceto n. 3”. L’aumento approvato è di 475 mila euro, per un nuovo totale di 1,9 milioni di euro.

Spoleto, aumentati i fondi per la scuola Dante Alighieri, mantenuti i fondi per Villa Redenta

La Cabina di Coordinamento Sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha approvato oggi l’Ordinanza con cui si aumentano, di 4,5 milioni di euro, i fondi per la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Spoleto. L’importo aggiornato è di 10,3 milioni, necessari per la demolizione e ricostruzione dell’istituto, che sarà riedificato nello stesso luogo.

Una notizia importante per la comunità di Spoleto, come spiega il Commissario Castelli: “In questo modo non solo garantiamo la ricostruzione della Dante Alighieri ma scongiuriamo il taglio ai fondi per la scuola Villa Redenta, particolarmente cara alla comunità come mi ha più volte rappresentato la Presidente Donatella Tesei, che ringrazio insieme al direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Stefano Nodessi Proietti per il grande lavoro che stanno portando avanti”.

“L’aumento dei fondi per la scuola secondaria Dante Alighieri di Spoleto – ha affermato la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei – giunge al termine di un percorso su cui abbiamo lavorato con i nostri uffici regionali e con il Commissario Castelli, che come sempre ringrazio per la disponibilità alla collaborazione e per la sensibilità che ha sempre dimostrato verso le tematiche che nel tempo gli abbiamo sottoposto. Questo incremento, che ho fortemente voluto, permette di intervenire sull’istituto Alighieri senza interferire sui fondi destinati a Villa Redenta, rispondendo così al meglio alle esigenze del territorio spoletino”.

Siglato il Protocollo su impiego detenuti nella ricostruzione post sisma

Rafforzare le opportunità lavorative in favore della popolazione detenuta nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Molise e Umbria colpite dal terremoto del 2016, promuovendo l’assunzione dei detenuti nei cantieri coinvolti nel processo di ricostruzione di edifici pubblici e di culto e favorendo, in tal modo, il loro reinserimento nella società.

È questo il senso del protocollo d’intesa sottoscritto oggi in Via Arenula dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dal Commissario straordinario di governo per il sisma 2016, Guido Castelli, dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Matteo Maria Zuppi, dal Presidente facente funzioni dell’ANCI, Roberto Pella e dal Presidente nazionale dell’ANCE, Federica Brancaccio. Presenti alla firma anche il vice ministro, Francesco Paolo Sisto, e i sottosegretari alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari.

Saranno 35 gli istituti penitenziari interessati dal progetto, tutti presenti nelle province di Fermo, Teramo, L’Aquila, Perugia, Spoleto, Ancona, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata e Pescara coinvolte dal sisma di otto anni fa.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in accordo con la magistratura di sorveglianza, individuerà i detenuti in possesso dei requisiti di idoneità per lo svolgimento del lavoro all’esterno, come previsto dall’art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario. Il numero di coloro che saranno effettivamente coinvolti, così come le modalità di inserimento lavorativo, dipenderanno dal programma dei lavori, dai cantieri individuati e dall’incontro fra le esigenze delle aziende e i profili dei singoli detenuti. Le prestazioni lavorative potranno riguardare, oltre ad attività di edilizia, anche lo svolgimento di compiti di natura impiegatizia comunque collegati ai cantieri.

Per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, “il fine rieducativo della pena e il reinserimento sociale dei detenuti sono un obiettivo primario del governo, che stiamo perseguendo attraverso queste e tante altre iniziative avviate dal Ministero della Giustizia. Per noi non si tratta soltanto di perseguire quello che è un dovere costituzionale sancito dall’articolo 27 della nostra Carta, ma è un impegno morale a cui lavoriamo ogni giorno attraverso una strategia di interventi quanto più ampia per favorire e incrementare le opportunità di lavoro in favore della popolazione detenuta. Per affrontare le annose criticità del carcere, dal sovraffollamento degli istituti al rischio della recidiva, è fondamentale puntare sul coinvolgimento di tutti: Istituzioni, imprenditori, società civile, associazionismo e mondo cattolico, insieme possono contribuire a costruire un’opportunità di riscatto a coloro che stanno scontando una pena”.

Guido Castelli, Commissario Straordinario di governo per il sisma 2016: “Ringrazio il Ministro Nordio e tutte le autorità presenti per aver condiviso l’importanza di questo Protocollo d’intesa, che ha l’obiettivo di favorire un’opportunità di apprendimento e di reinserimento nei confronti di cittadini attualmente detenuti. Compito dello Stato è infatti non solo quello di garantire l’espletamento della pena per il reato commesso, ma anche la rieducazione e l’iniziativa odierna va proprio in questa direzione. Siamo lieti di poter collaborare con il Ministero della Giustizia e gli istituti penitenziari nell’ambito del percorso di ricostruzione dell’Appennino centrale. Si tratta del secondo cantiere più grande d’Europa, un’opera complessa che non si limita alla ricostruzione fisica ma che include una strategia di rilancio economico e sociale delle comunità dell’Appennino centrale. Dopo le prime “false partenze” finalmente siamo riusciti ad imprimere un cambio di passo. Il 95% delle circa 3.500 opere pubbliche finanziate è stato avviato. Complessivamente i cantieri privati fino ad oggi autorizzati sono stati oltre 20 mila e, di questi, sono più della metà quelli già conclusi. I progetti di riparazione approvati degli oltre 1.200 edifici di culto lesionati dal sisma hanno superato la soglia 50% del totale. Sono risultati che documentano un clima di grande collaborazione tra gli attori della ricostruzione: struttura commissariale, regioni, comuni, diocesi, soprintendenze, imprese, professioni tecniche e terzo settore. Si tratta del migliore humus per sviluppare un protocollo che sottende l’antica riflessione agostiniana secondo cui dal male (e quindi anche dal sisma) può scaturire il bene”.

card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana: “Questo Protocollo ha una doppia valenza: da una parte dà la possibilità ai detenuti di lavorare, restituendo loro dignità e aprendo orizzonti di futuro. È significativo che questa rinascita parta proprio dai cantieri della ricostruzione, in territori feriti ma desiderosi di ricominciare. Dall’altra parte, ricorda che il carcere è per la rieducazione e la riparazione, mai solo punitivo. In questo senso, le pene alternative aiutano a garantire umanità e a favorire il reinserimento nella società: questo Protocollo, investendo sul lavoro dei detenuti, è un passo concreto verso l’obiettivo ambizioso della recidiva zero”.

Roberto Pella, Presidente facente funzioni dell’ANCI: “Si tratta di un importante accordo che rafforza la collaborazione, nata più di dieci anni fa, con il Ministero della Giustizia: un impegno fondamentale di tutti noi, Sindaci e amministratori, per dare un’opportunità di riscatto a chi ha deviato dalla legge impegnandosi in progetti utili per i Comuni e le comunità locali duramente colpite dagli eventi sismici del 2016. Le carceri devono essere luogo dove scontare la pena ma anche un’occasione di recupero e reinserimento nella nostra società soprattutto per i più giovani. Con convinzione, dunque, sigliamo questo protocollo – ha concluso il presidente – che rappresenta un passo decisivo per ricucire lo ‘strappo’ tra le persone detenute e la società imparando, allo stesso tempo, un mestiere e contribuendo alla cura dei beni pubblici. Ringrazio il ministro Nordio, il commissario straordinario del governo per la ricostruzione Castelli, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana card. Matteo Maria Zuppi e la presidente dell’Ance Federica Brancaccio, assieme al sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove, per l’impegno e la condivisione di questo progetto”.

Federica Brancaccio, Presidente nazionale dell’ANCE: “Aderiamo al protocollo con grande entusiasmo, sulla scia della collaborazione già avviata negli scorsi anni con il Ministero, l’Anci, la Conferenza Episcopale e il Commissario. Attraverso questo accordo vogliamo aiutare le imprese impegnate nel grande progetto di ricostruzione anche a fronteggiare la carenza di manodopera per garantire una rinascita non solo fisica dei territori ma soprattutto culturale e sociale”.

Firma del Protocollo d’intesa per l’impiego di detenuti nei cantieri per la ricostruzione

Il Ministro Carlo Nordio e il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli domani a Roma, alle ore 11 presso il Ministero della Giustizia, firmeranno un Protocollo d’intesa per l’impiego di detenuti nei cantieri per la ricostruzione. Interverranno il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Matteo Maria Zuppi, il Presidente facente funzioni dell’ANCI, Roberto Pella, e il Presidente nazionale dell’ANCE Federica Brancaccio. Sarà presente alla firma anche i sottosegretari alla Giustizia Andrea Ostellari e Andrea Delmastro Delle Vedove.