Santa Vittoria in Matenano, al via i lavori sulla Collegiata di Santa Vittoria Martire

Sono al via i lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico della Collegiata di Santa Vittoria Martire, uno dei principali edifici di culto e simboli storici di Santa Vittoria in Matenano (Fm). L’intervento, attuato dall’Arcidiocesi di Fermo, beneficia di un contributo complessivo di 900.339 euro e l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato un primo acconto di 206.625 euro.

La Collegiata rappresenta uno dei monumenti più importanti del Fermano. Costruita a partire dal 1774 dopo la demolizione dell’antica abbazia farfense, fu consacrata nel 1793 e ancora oggi costituisce il cuore religioso e identitario della comunità. Con una superficie di circa 1.000 metri quadrati, è la seconda chiesa più ampia della provincia dopo il Duomo di Fermo e custodisce al suo interno un importante patrimonio artistico composto da altari monumentali, opere pittoriche, statue e la celebre cripta che conserva le reliquie di Santa Vittoria.

«La partenza di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per l’intera comunità di Santa Vittoria e non solo – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. La Collegiata non è soltanto un luogo di culto, ma un autentico simbolo della storia, della cultura e dell’identità del territorio. Restituire questo monumento ai cittadini in condizioni di piena sicurezza significa preservare un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Ringrazio l’Arcidiocesi di Fermo, i professionisti coinvolti, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«L’avvio dei lavori sulla Collegiata di Santa Vittoria Martire è un momento che tutta la nostra comunità attendeva da tempo. Parliamo di un luogo che rappresenta profondamente la storia, la cultura e l’identità di Santa Vittoria in Matenano e che, dopo i danni causati dal sisma, potrà finalmente tornare a essere pienamente fruibile e sicuro. È un intervento importante non solo per il valore religioso e artistico della Collegiata, ma per l’intero percorso di ricostruzione e rilancio del nostro paese. Ringraziamo il Commissario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, la Regione Marche e l’Arcidiocesi di Fermo per il lavoro svolto e per aver reso possibile questo passo concreto verso la restituzione di un bene così prezioso alla nostra comunità. La ricostruzione dei nostri luoghi simbolo significa anche ricostruire la memoria e il futuro di Santa Vittoria in Matenano. Oggi possiamo guardare a questo intervento con grande soddisfazione e con la fiducia che la nostra Collegiata possa tornare presto a essere, ancora una volta, il cuore della comunità.» dichiara il sindaco Francesco Agostini.

Gli eventi sismici del 2016/2017 hanno provocato danni significativi alla struttura, evidenziando vulnerabilità soprattutto in corrispondenza degli spigoli tra navata e transetto, della facciata principale, della sagrestia e di alcune porzioni murarie interessate da fenomeni di taglio e dissesto. Le scosse hanno causato lesioni diffuse, distacchi di elementi decorativi e il danneggiamento di alcune delle statue collocate nelle nicchie interne della chiesa.

Il progetto prevede interventi di consolidamento strutturale delle murature mediante iniezioni di malta, operazioni di cuci-scuci nelle parti lesionate, installazione di nuove catene metalliche per migliorare il comportamento dell’edificio in caso di sisma e il rinforzo della facciata principale. Saranno inoltre recuperati i locali tecnici e la sagrestia, ripristinate le finiture danneggiate e realizzati interventi specifici per contrastare le infiltrazioni d’acqua e i fenomeni di umidità che interessano alcune aree dell’edificio.

Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela dell’ingente patrimonio storico e artistico. Tutte le lavorazioni sono progettate per garantire la conservazione delle caratteristiche architettoniche e decorative dell’edificio settecentesco, che conserva importanti testimonianze della storia religiosa del territorio e opere d’arte di grande pregio.

Monte Cavallo, in corso i lavori per mettere in sicurezza la parete rocciosa sopra Piazza Caduti di Nassiriya

 

Sono in corso a Monte Cavallo (Mc) i lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa sovrastante Piazza Caduti di Nassiriya. L’intervento, finanziato con 1.080.000 euro attraverso l’ordinanza commissariale 137 del 2023, vede il Comune nelle vesti di soggetto attuatore e rappresenta un’opera strategica per la sicurezza del centro abitato. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato un importo di 82.405 euro.

L’intervento interessa il versante orientale che domina la piazza e una parte dell’abitato, un’area caratterizzata da scarpate rocciose di notevole altezza e pendenza che nel tempo hanno evidenziato fenomeni di crollo e scivolamento di materiale lapideo. La messa in sicurezza si è resa necessaria per contrastare il rischio di distacco di massi e garantire una maggiore protezione agli spazi pubblici, alla viabilità e alle abitazioni sottostanti.

“La prevenzione e la sicurezza dei territori sono elementi fondamentali del percorso di ricostruzione – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Con questo intervento si va ad agire su una criticità che interessa direttamente il centro abitato di Monte Cavallo, rafforzando le condizioni di sicurezza per cittadini e infrastrutture. Continuiamo a lavorare affinché la ricostruzione significhi non soltanto ripristino, ma anche maggiore resilienza dei territori. Ringrazio, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per quanto fatto sinora”.

“Con questo intervento miglioriamo la sicurezza del capoluogo rendendolo più sicuro e resiliente al dissesto da caduti massi. Se si lavora in sintonia con le strutture sovracomunali i risultati arrivano. Grazie all’Usr e alla struttura commissariale con in testa il Commissario Guido Castelli” sottolinea il sindaco Pietro Cecoli.

Nel dettaglio, i lavori prevedono il disgaggio e la rimozione controllata dei massi instabili, il rafforzamento delle pareti più critiche attraverso reti metalliche e chiodature, la fasciatura e l’imbragaggio dei blocchi rocciosi maggiormente esposti al rischio di distacco e l’installazione di nuove barriere paramassi ad alta resistenza.

Ferentillo, oltre mezzo milione di euro per la sicurezza del territorio

 

Prosegue l’azione della Struttura commissariale per la messa in sicurezza e la ricostruzione del territorio di Ferentillo, in provincia di Terni. Con due decreti vengono trasferite all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria nuove risorse per complessivi 525 mila euro, destinate a due importanti interventi sul territorio comunale.

Il primo provvedimento riguarda la bonifica delle pareti rocciose in località Colle Olivo, intervento programmato per un importo complessivo di 750 mila euro. Con il decreto n. 768 del 26 agosto 2026 viene disposto il trasferimento di un ulteriore acconto di 225 mila euro, che porta le somme complessivamente trasferite a 600 mila euro, pari all’80% del contributo programmato. Il trasferimento è stato disposto dopo la verifica, da parte dell’USR Umbria, dell’avvenuta rendicontazione di oltre l’80% delle somme precedentemente erogate.

Il secondo intervento riguarda il consolidamento e la messa in sicurezza della Rocca della Matterella – II stralcio, inserito nel Nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche dell’Umbria approvato con l’Ordinanza commissariale n. 263 del 9 marzo 2026. Il progetto dispone di un finanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro e, con il decreto n. 771 del 26 agosto, è stato trasferito all’USR Umbria il primo acconto del 20%, pari a 300 mila euro, a seguito dell’avvenuto affidamento della progettazione.

“La sicurezza del territorio rappresenta una componente essenziale della ricostruzione – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. A Ferentillo stiamo portando avanti due interventi che rispondono a esigenze diverse ma complementari: da un lato la mitigazione del rischio legato alle pareti rocciose di Colle Olivo, dall’altro la tutela e il consolidamento della Rocca della Matterella, un elemento significativo del patrimonio storico e identitario del territorio. Con questi ulteriori 525 mila euro garantiamo continuità alle attività e accompagniamo concretamente l’avanzamento della progettazione e dei lavori. Ringrazio la Regione Umbria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e il Comune di Ferentillo per la collaborazione. La ricostruzione deve procedere insieme alla prevenzione e alla cura del patrimonio, perché ricostruire significa rendere i nostri territori più sicuri, resilienti e capaci di guardare al futuro”.

 

“Gli interventi a Colle Olivo e sulla Rocca della Matterella rappresentano due azioni fondamentali per Ferentillo: il primo per la sicurezza e la tutela del territorio, il secondo per la conservazione e la valorizzazione di uno dei luoghi più rappresentativi della nostra storia e della nostra identità. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Commissario straordinario Guido Castelli per l’attenzione e la costante disponibilità dimostrate nei confronti del nostro territorio e per il lavoro svolto da tutti gli uffici della Struttura commissariale” ha dichiarato il sindaco Sebastiano Torlini.

Pescara del Tronto, via libera alla variante urbanistica e alle opere di mitigazione del rischio

Si è conclusa con esito positivo la Conferenza di servizi relativa a due interventi fondamentali per la ricostruzione della frazione di Pescara del Tronto, nel comune di Arquata del Tronto. Entrambi i punti all’ordine del giorno sono stati approvati, consentendo di compiere un ulteriore e significativo passo avanti verso la realizzazione della nuova lottizzazione prevista dall’Ordinanza Speciale del Commissario Straordinario n. 40 del 2022.

Il primo punto riguardava la variante al Piano Regolatore Generale e ai Piani Urbanistici Attuativi, approvati con deliberazione del Consiglio comunale n. 43/2022, con particolare riferimento alle Norme tecniche di attuazione e al PUA della frazione di Pescara del Tronto.

La variante è propedeutica all’intervento denominato “Nuova lottizzazione nella frazione di Pescara del Tronto” e il pronunciamento positivo della Conferenza consente di avanzare nel percorso urbanistico e amministrativo necessario alla ricostruzione dell’abitato.

Via libera anche al secondo punto, relativo al Progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di mitigazione del rischio idraulico e delle colate detritiche, anch’esso propedeutico alla realizzazione della nuova lottizzazione. Il progetto è stato sottoposto alla Conferenza ai fini dell’acquisizione dei pareri, delle autorizzazioni, dei nulla osta e degli altri atti di assenso necessari, su richiesta dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche.

«L’approvazione positiva di entrambi i punti rappresenta un passaggio decisivo per il futuro di Pescara del Tronto – dichiara il commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli –. Stiamo affrontando contemporaneamente due aspetti inscindibili: la pianificazione della nuova lottizzazione e la sicurezza del territorio sul quale dovrà rinascere l’abitato. La ricostruzione non può limitarsi a restituire ciò che il sisma ha distrutto, ma deve farlo garantendo alle comunità condizioni di sicurezza adeguate e una prospettiva duratura

Ricostruire significa prima di tutto mettere le persone nelle condizioni di tornare a vivere questi luoghi in sicurezza. Ringrazio il Comune di Arquata del Tronto, il presidente Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, tutti gli enti coinvolti nella Conferenza e i tecnici che stanno contribuendo a questo percorso. Continuiamo a lavorare con determinazione affinché alla programmazione seguano, nel più breve tempo possibile, i cantieri e la rinascita concreta della frazione».

 

Arquata del Tronto, consegnati i lavori per la stabilizzazione del centro storico: al via un intervento da 71 milioni di euro

Un passaggio decisivo per la ricostruzione di Arquata del Tronto. Sono stati consegnati oggi i lavori per la realizzazione delle opere di stabilizzazione e sostegno del centro storico del capoluogo, infrastruttura strategica e indispensabile per consentire la successiva ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico incasato.

L’intervento prevede circa 50 milioni di euro di lavori, all’interno di un quadro economico complessivo di 71 milioni di euro, e rappresenta una delle opere tecnicamente più complesse dell’intera ricostruzione post sisma 2016.  Il progetto è stato redatto dall’USR Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento di Protezione Civile, a sua volta coadiuvato da Tecno-art, dall’Università di Pavia, dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dall’Università Politecnica delle Marche e dalla Scuola Universitaria di Pavia.

La consegna dei lavori segue la conclusione, lo scorso 19 agosto, dell’ultimo tavolo tecnico dedicato alla verifica del progetto esecutivo. Le soluzioni progettuali individuate sono state ritenute tecnicamente rispondenti agli obiettivi dell’intervento e, dopo il completamento delle ultime integrazioni documentali, economiche e relative alla sicurezza, si entra ora nella fase operativa.

Le attività di cantiere prenderanno concretamente avvio nei primi giorni di settembre. In una prima fase saranno impegnate circa 20 maestranze, con un progressivo incremento delle lavorazioni e del personale fino a raggiungere la piena operatività con circa 60 addetti e più attività condotte contemporaneamente.

Fin dalle prime settimane saranno trasferite ad Arquata macchine perforatrici altamente specialistiche. Le prime lavorazioni interesseranno il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo, attraverso la realizzazione di micropali verticali e inclinati.

Contestualmente prenderà avvio la costruzione di due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, ciascuno del diametro di circa otto metri. Da queste strutture si svilupperà un articolato sistema composto da 328 tiranti attivi permanenti, per uno sviluppo complessivo di 12.970 metri, destinato a garantire il consolidamento profondo della collina sulla quale sorge il borgo.

Una volta realizzate le principali opere geotecniche sarà possibile procedere con la ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.

Il progetto prevede inoltre una soluzione di particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza: l’intero abitato sarà isolato sismicamente, attraverso un sistema concepito per elevare in maniera significativa il livello di protezione del nuovo centro storico.

Accanto alla sicurezza strutturale, il progetto guarda anche alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Il nuovo borgo sarà infatti alimentato attraverso sorgenti energetiche centralizzate, con l’obiettivo di ridurre i consumi, migliorare l’efficienza degli impianti e garantire elevati standard di comfort ambientale.

L’intervento comprende anche la realizzazione e il rifacimento delle strade, delle reti fognarie, idriche ed elettriche, oltre a cunicoli tecnologici ispezionabili destinati ad accogliere i sottoservizi, così da rendere più agevole nel tempo la manutenzione delle infrastrutture senza interferire con gli spazi urbani.

“La consegna di questi lavori segna uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata del Tronto – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –. Non siamo di fronte soltanto a un’opera di consolidamento, ma alla realizzazione dell’infrastruttura che renderà materialmente possibile ricostruire l’intero capoluogo. La complessità geologica e strutturale di Arquata ha richiesto soluzioni tecnologiche e ingegneristiche di altissimo livello. Oggi entriamo finalmente nella fase del cantiere, con un programma preciso e con lavorazioni destinate a crescere rapidamente nelle prossime settimane Vogliamo ricostruire un borgo capace di conservare la propria identità e la propria configurazione storica, ma con standard di sicurezza, sostenibilità ed efficienza profondamente superiori rispetto al passato. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr Marche, Eucentre, tutte le Università coinvolte e il sindaco Michele Franchi per l’incredibile sinergia, essenziale per raggiungere un risultato di questa portata”.

 

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli aggiunge che “La consegna dei lavori per le opere di stabilizzazione e sostegno del centro storico di Arquata del Tronto rappresenta un passaggio fondamentale per la rinascita di uno dei luoghi simbolo del sisma del 2016. Dopo un percorso lungo e tecnicamente molto complesso, oggi entriamo finalmente nella fase operativa di un intervento propedeutico alla ricostruzione dell’antico incasato e, quindi, al ritorno della comunità nel suo capoluogo. Parliamo di un’opera imponente, da 71 milioni di euro complessivi, che ha richiesto competenze altamente specialistiche e un grande lavoro di squadra. La Regione Marche, attraverso l’USR, insieme alla Struttura commissariale, al Comune e a tutti i soggetti tecnici e scientifici coinvolti, ha lavorato con determinazione per raggiungere questo risultato. Arquata è uno dei territori che hanno pagato il prezzo più alto al terremoto e la sua ricostruzione rappresenta una sfida che riguarda tutte le Marche. Vedere partire concretamente questi lavori significa trasformare anni di progettazione, procedure e impegno in cantieri e opere reali. È un risultato importante, ma soprattutto è il presupposto per compiere il passo successivo: ricostruire il paese e restituirlo agli arquatani. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione affinché questo percorso proceda senza rallentamenti”.

Il sindaco Michele Franchi aggiunge che “Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata. Nei giorni del decennale del sisma avevamo ribadito che era arrivato il momento di trasformare definitivamente progettazione, procedure e atti amministrativi in cantieri e opere concrete. Oggi quel momento è arrivato: dopo la messa in possesso delle aree e il grande lavoro preparatorio svolto in questi mesi, con la consegna dei lavori prende ufficialmente avvio il cantiere per la ricostruzione del centro storico di Arquata capoluogo. È un passaggio che ha un valore enorme per noi, ma soprattutto per gli arquatani, che da dieci anni attendono di vedere rinascere il cuore del loro paese. Voglio condividere con loro questa giornata e ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per renderla possibile: la Struttura commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il Comune, i tecnici, le imprese e tutte le istituzioni coinvolte. È attraverso il lavoro di squadra che riusciamo a raggiungere risultati così importanti. Quello di oggi non è un punto di arrivo: è un nuovo punto di partenza. Da questo momento lavoreremo con ancora maggiore determinazione e, soprattutto, con la concretezza di un cantiere finalmente operativo. Arquata rappresenta una delle sfide più complesse e simboliche dell’intera ricostruzione. Vedere partire questi lavori significa dare sostanza a un impegno assunto con questa comunità: ricostruire il suo borgo e restituirle il futuro che attende da troppo tempo”.

Le opere di stabilizzazione costituiscono il presupposto indispensabile per la ricostruzione vera e propria dell’intero incasato di Arquata capoluogo, che potrà tornare a presentarsi nella sua configurazione storica, con un livello di sicurezza significativamente superiore a quello precedente al sisma del 2016.

Con l’avvio del cantiere prende così forma una delle operazioni più significative e innovative della ricostruzione dell’Appennino centrale: restituire Arquata alla sua comunità preservandone l’identità, ma costruendo al tempo stesso un borgo più sicuro, efficiente e resiliente.

Colmurano, in corso i lavori di recupero dell’ex Tronelli

– Proseguono gli interventi di ricostruzione e rigenerazione urbana nel comune di Colmurano. Sono infatti in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile comunale “ex Tronelli”, edificio situato in via Pallia, nel centro storico, danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017.

L’intervento dispone di un contributo complessivo di 582.389 euro e rappresenta uno degli interventi strategici inseriti nel più ampio programma di recupero del patrimonio storico e urbano del borgo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha autorizzato la liquidazione di ulteriori 78.882 euro per consentire l’avanzamento delle opere già affidate all’impresa aggiudicataria.

«Si tratta di un recupero fondamentale per favorire nuove opportunità economiche e occupazionali, fatto che conferma come l’attrattività e la lotta allo spopolamento restino tra le priorità delle aree più interne del cratere – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’obiettivo è quello di proseguire su questa scia, sempre nel massimo ascolto e nella massima collaborazione con gli enti coinvolti, dal Comune fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

« Parliamo di un intervento molto importante per Colmurano, perché riguarda un edificio che si trova proprio nel cuore del nostro centro storico e che vogliamo tornare a rendere vivo e funzionale – sottolinea il sindaco Mirko Mari –. Il recupero dell’ex Tronelli rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di riqualificazione del centro storico e, per noi come amministrazione, è un’opera sulla quale abbiamo puntato molto. Ringrazio il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, i tecnici e l’impresa che sta portando avanti i lavori con grande celerità. Restituire questo immobile alla comunità significa recuperare un altro spazio importante del paese e creare nuove opportunità per il territorio».

L’edificio, di proprietà comunale, occupa una posizione centrale tra le principali piazze del paese e sarà recuperato mantenendo le caratteristiche storiche e architettoniche. Il progetto prevede un’importante riqualificazione strutturale, necessaria dopo i gravi danni subiti dal fabbricato, con il rifacimento dei solai, il consolidamento delle murature, la ricostruzione della copertura e il completo rinnovo degli impianti.

Tra le lavorazioni previste figurano il consolidamento delle strutture esistenti, il rifacimento dei solai e del tetto con materiali tradizionali, il recupero delle facciate storiche, la realizzazione degli impianti tecnologici e il miglioramento dell’accessibilità dell’edificio, nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e delle caratteristiche originarie del fabbricato.

Una volta completato, l’ex Tronelli avrà nuove funzioni a servizio della comunità e dello sviluppo turistico del territorio. Il piano terra potrà ospitare attività commerciali o di servizio, mentre ai livelli superiori saranno realizzati mini alloggi e spazi destinati all’accoglienza turistico-ricettiva.

Montegallo, in corso i lavori di riparazione della Chiesa di San Michele Arcangelo

Sono in corso gli interventi di riparazione della Chiesa di San Michele Arcangelo, ubicata nella frazione di Castro, nel territorio di Montegallo (Ap). L’opera beneficia di un contributo complessivo di 750.000 euro, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato 182.034 euro.

La chiesa, risalente al Quattrocento e costruita sui resti di un edificio religioso ancora più antico, ha riportato gravissimi danni strutturali a seguito delle scosse del 2016/2017, con crolli che hanno interessato in particolare la facciata sud-ovest, parte della vela campanaria, porzioni delle murature interne, archi, volte e coperture. I danni hanno reso necessarie opere di messa in sicurezza e successivamente un intervento organico di recupero e miglioramento strutturale.

“Il recupero della Chiesa di San Michele Arcangelo rappresenta un intervento importante non solo sotto il profilo della sicurezza e della tutela del patrimonio storico-religioso, ma anche per la restituzione alla comunità di Castro di un luogo identitario profondamente legato alla storia e alla vita sociale della frazione – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Ringrazio la Diocesi, che sta attuando l’intervento, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli per quanto fatto fino ad ora e per quanto messo in campo in ottica ricostruzione”.

“Per la nostra Amministrazione è motivo di grande soddisfazione vedere che i lavori di riparazione e il cantiere della Chiesa di San Michele Arcangelo a Castro stiano finalmente andando avanti. Restituire alla nostra comunità i suoi luoghi di culto non significa soltanto ricostruire delle mura, ma garantire che questi edifici tornino a tutti noi più sicuri e solidi di prima. La Chiesa di San Michele Arcangelo incarna la storia, le radici e l’identità di Montegallo e, in particolar modo, della frazione di Castro: un luogo a cui sono visceralmente legati non solo i residenti, ma anche le tante persone originarie del posto che conservano con questa terra un legame mai interrotto. Desidero ringraziare la Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche e la Diocesi di Ascoli Piceno per la costante collaborazione. Vedere un cantiere così importante prendere forma e tutelare l’architettura originaria del Quattrocento è un segnale concreto di speranza e di rinascita per tutto il nostro territorio” sottolinea il sindaco Sante Capanna.

Il progetto prevede la ricostruzione delle murature crollate mediante il recupero e il riutilizzo delle pietre originarie, il consolidamento delle pareti lesionate, la sigillatura delle lesioni diffuse e il rinforzo delle strutture murarie attraverso sistemi di consolidamento compatibili con il valore storico dell’edificio. Sono inoltre previsti il rifacimento degli intonaci, la realizzazione di nuovi collegamenti strutturali, il consolidamento delle volte e il completo rifacimento delle coperture della chiesa e della sagrestia.

Particolare attenzione è stata rivolta alla conservazione delle caratteristiche architettoniche e storico-artistiche del manufatto. L’intervento è attuato dalla Diocesi di Ascoli Piceno.

Smerillo, riaperta la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Castelli: «Restituiamo alla comunità un luogo di fede, storia e identità»

Riaperta la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nel centro storico di Smerillo, dopo gli interventi di restauro, riparazione dei danni e consolidamento statico conseguenti al sisma del 2016.

Si è tenuta la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo. Alla cerimonia ha preso parte il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, e il sindaco di Smerillo, Tonino Severini, insieme alle autorità civili e religiose e alla comunità locale.

L’intervento, attuato dall’Arcidiocesi di Fermo, è stato finanziato nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 105 del 2020. Il contributo complessivamente concesso ammonta a 439.604,81 euro, di cui 370 mila euro a valere sulla programmazione commissariale e 69.604,81 euro sul Fondo speciale per le compensazioni.

I lavori hanno interessato le parti maggiormente danneggiate e vulnerabili dell’edificio: l’abside, la sacrestia, la torre campanaria, la copertura e la facciata. Sono stati inoltre eseguiti interventi sulle murature, sugli infissi, sulle finiture e sull’apparato decorativo, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della chiesa preservandone i caratteri storici e architettonici.

«La riapertura della chiesa dei Santi Pietro e Paolo – dichiara il Commissario Castelli – restituisce a Smerillo non soltanto un edificio finalmente riparato e più sicuro, ma un luogo nel quale si riconoscono la fede, la memoria e l’identità dell’intera comunità. Nei piccoli borghi dell’Appennino le chiese rappresentano punti di riferimento spirituali e, nello stesso tempo, custodiscono una parte essenziale della nostra storia collettiva. Ogni riapertura è quindi un segno concreto della ricostruzione che avanza e della vita che torna a riappropriarsi dei luoghi feriti dal sisma».

«Ringrazio l’Arcidiocesi di Fermo, il presidente Acquaroli l’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, i progettisti, le imprese e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. La collaborazione tra istituzioni civili e autorità ecclesiastiche – conclude Castelli – continua a essere decisiva per restituire alle comunità del cratere il loro patrimonio religioso e culturale, coniugando sicurezza, tutela e bellezza».

Montappone: trasferiti ulteriori 93 mila euro per la piazzetta del centro storico e il muro di contenimento

Prosegue l’iter per il ripristino della strada di accesso e della piazzetta del centro storico di Montappone, insieme alle opere di urbanizzazione e al consolidamento del muro di contenimento.

Con il decreto commissariale n. 675 del 21 luglio 2026 è stato disposto il trasferimento all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche di un ulteriore acconto pari a 93.093,82 euro. Le risorse sono destinate all’intervento inserito nell’Ordinanza commissariale n. 137 del 2023, nell’ambito del Programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma.

L’opera presenta un importo programmato complessivo di 700 mila euro. Il contributo concesso, al netto delle economie di gara pari a 93.812,36 euro, ammonta a 606.187,64 euro. In precedenza erano già stati trasferiti 210 mila euro; con il nuovo stanziamento le somme erogate raggiungono il 50 per cento del contributo netto concesso.

L’ulteriore trasferimento è stato autorizzato a seguito dell’affidamento dei lavori e della stipula del relativo contratto, accertati dall’Usr Marche.

«L’intervento di Montappone – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli – riguarda uno spazio centrale per la vita della comunità e combina la necessità di mettere in sicurezza il territorio con quella di restituire qualità e piena accessibilità al centro storico. Il consolidamento del muro, il recupero della strada di accesso e la riqualificazione della piazzetta rappresentano elementi di un’unica strategia: ricostruire meglio, rafforzando la sicurezza e la capacità attrattiva dei nostri borghi. Il trasferimento delle risorse accompagna concretamente l’avanzamento dell’opera. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale per la ricostruzione, il Comune e tutti i soggetti coinvolti».

“A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Montappone desidero esprimere un sincero ringraziamento al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e a tutta la struttura commissariale per la professionalità, la disponibilità e la costante collaborazione dimostrate in questi anni. L’ulteriore trasferimento di oltre 93 mila euro per l’intervento sulla strada di accesso, sulla piazzetta del centro storico e sul muro di contenimento rappresenta un passo concreto nel percorso di ricostruzione e riqualificazione del nostro paese. A dieci anni dai gravi eventi sismici che hanno colpito il nostro territorio, continuare a vedere avanzare opere così importanti significa restituire sicurezza e qualità ai luoghi della nostra comunità, preservandone al tempo stesso identità e vivibilità. La ricostruzione è un percorso complesso, che richiede tempo, competenza e una forte collaborazione tra le istituzioni.  In questo senso, il rapporto con la struttura commissariale si sta dimostrando fondamentale per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, non solo a Montappone ma in tutti i territori che hanno subito le conseguenze del sisma. Per questo rivolgo il mio ringraziamento al Commissario Castelli, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, alla Regione Marche, al presidente Acquaroli e a tutti coloro che stanno lavorando affinché il processo di ricostruzione possa proseguire con concretezza e continuità.  Come Amministrazione continueremo a fare la nostra parte, con l’obiettivo di restituire al nostro centro storico e all’intero territorio sicurezza, funzionalità e una nuova prospettiva di sviluppo” sottolinea il sindaco Mario Clementi.

Castorano, ricostruzione della scuola dell’infanzia e primaria “Leopardi”: trasferiti altri 557 mila euro

Prosegue la ricostruzione della scuola dell’infanzia e primaria “Leopardi” di Castorano, in provincia di Ascoli Piceno. È stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche di 557.769,61 euro, somma che consente di raggiungere l’80% del contributo complessivamente autorizzato per l’intervento.

L’opera, ricompresa nell’Ordinanza speciale n. 31 del 2021, dispone oggi di un finanziamento complessivo pari a 3.792.594,13 euro. Alla dotazione iniziale di 2,1 milioni di euro si sono aggiunti 995.382,11 euro per l’adeguamento prezzi e ulteriori 697.212,02 euro riconosciuti a seguito della seconda perizia di variante.

I lavori sono stati consegnati nel dicembre 2022 e, secondo la documentazione contabile richiamata nel decreto, alla data del 13 marzo 2026 avevano raggiunto un avanzamento pari a circa il 74% dell’importo contrattuale.
Prima del nuovo decreto erano già state trasferite risorse per 2.476.305,69 euro. Con l’erogazione di ulteriori 557.769,61 euro si raggiunge quindi la quota dell’80% dell’importo autorizzato, pari complessivamente a 3.034.075,30 euro. Il residuo ancora da erogare ammonta a 758.518,83 euro.

“La ricostruzione delle scuole rappresenta una delle priorità assolute del nostro lavoro – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – perché intervenire sugli edifici scolastici significa investire sulla sicurezza, sulla qualità dei servizi e soprattutto sul futuro delle nostre comunità. Il trasferimento di queste ulteriori risorse consente di accompagnare concretamente l’avanzamento dei lavori della scuola “Leopardi” di Castorano, un intervento importante per le famiglie e per l’intero territorio. Continuiamo a lavorare, insieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli, all’Usr, al sindaco Rossanna Cicconi e a tutti i soggetti coinvolti, affinché ogni opera possa procedere con continuità e arrivare a compimento nel più breve tempo possibile. Restituire ai bambini luoghi sicuri, moderni e pienamente funzionali significa rafforzare la capacità dei nostri territori di vivere, crescere e guardare al futuro”.

“La capacità di resilienza di un piccolo paese come Castorano – afferma la sindaca Rossana Cicconi – passa anche attraverso la possibilità di continuare a garantire servizi basilari di prossimità ai cittadini. Avere una nuova scuola, sicura, efficiente ed in grado di rispondere adeguatamente alle necessità di un paese piccolo come il nostro, é uno dei bisogni principali in grado di affrontare al meglio lo spopolamento e la denatalità, due fattori che ci afliggono da tempo e che il sisma del 2016 ha acuito. Un grazie sentito all’Ufficio Ricostruzione e, in particolare, al commissario Guido Castelli per la sua vicinanza e per quanto fatto in questi ultimi anni a favore delle nostre zone