Cessapalombo: inaugurato il nuovo Giardino delle Farfalle a dieci anni dalle scosse del 26 ottobre

 

Un nuovo battito d’ali, a dieci anni esatti dalle scosse che il 26 ottobre 2016 sconvolsero l’entroterra maceratese. Cessapalombo celebra un importante traguardo nel percorso della ricostruzione post-sisma con l’inaugurazione e la consegna del nuovo edificio del Giardino delle Farfalle, nella frazione di Montalto, un luogo simbolo del territorio, profondamente legato alla valorizzazione della biodiversità e del patrimonio naturalistico dei Monti Sibillini.

Alla cerimonia hanno preso parte il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti, il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Corrado Perugini, il Presidente della provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche Silvia Luconi, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni e l’architetto Rosella Bellesi, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Presente anche l’architetto Andrea Stortoni, insieme al gruppo dei progettisti, e i rappresentanti dell’impresa esecutrice dei lavori e il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche Marco Trovarelli.

L’intervento di ricostruzione, realizzato grazie a un investimento complessivo di fondi sisma per oltre 1,1 milioni di euro, ha interessato un edificio di circa 430 metri quadrati complessivi, inserito in un complesso naturalistico che comprende un giardino di 12.000 metri quadrati, dedicato alle farfalle e alla valorizzazione delle specie vegetali. Uno scrigno di biodiversità con 851 specie diverse di lepidotteri ,tra farfalle diurne e falene notturne, censite e potenzialmente osservabili all’interno del territorio del parco dei Monti Sibillini.

Il Giardino delle Farfalle è soprattutto una storia di amore e di attaccamento alla propria terra. Una storia che porta i nomi di Fabiana Tassoni e Patrizio Guglini, la coppia di gestori del Centro di Educazione Ambientale, che nonostante le difficoltà provocate dal terremoto hanno scelto di restare, continuando a credere nelle potenzialità dei Monti Sibillini e nel valore dell’educazione ambientale. Una scelta di vita, prima ancora che professionale, che racconta il legame profondo tra le persone e questi territori.

Guido Castelli, Commissario al sisma 2016: «Il 26 ottobre ci riporta alla memoria la seconda grande scossa che, dieci anni fa, sconvolse l’Appennino centrale, dopo quella del 24 agosto e prima di quelle del 30 ottobre e del 18 gennaio 2017. È una giornata in cui al ricordo e al pensiero e all’impegno sempre presenti per le persone rimaste fuori casa, che condivido con il presidente della Regione Acquaroli, si accompagna inevitabilmente anche l’amarezza per le ultime notizie emerse dall’inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione. Questa però è anche una giornata di speranza, e Cessapalombo ne è la dimostrazione concreta. Il Giardino delle Farfalle non è soltanto un edificio ricostruito, ma una prospettiva di futuro per l’intero territorio. Qui Fabiana e Patrizio hanno costruito la loro storia d’amore e un progetto di vita con il loro bambino, scegliendo di restare anche quando il terremoto sembrava aver cancellato ogni certezza. Oggi quella scelta si traduce in un Centro di Educazione Ambientale ancora più funzionale, moderno e attrattivo, capace di valorizzare la straordinaria biodiversità dei Sibillini e di richiamare visitatori da tutto il Centro Italia. È questa la ricostruzione in cui crediamo: non soltanto restituire ciò che il sisma ha distrutto, ma creare nuove opportunità per chi ha deciso di continuare a vivere e investire nell’Appennino. A Fabiana, Patrizio e a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato va il mio ringraziamento, perché la rinascita di queste terre passa soprattutto dalla tenacia e dall’amore delle persone che le abitano.».

Amore, cuore, vivere, sorridere, leggerezza: Fabiana Tassoni richiama queste parole per raccontare il significato della giornata e di una scelta, quella di restare a Montalto e continuare a credere nel Giardino delle Farfalle. «Non abbiamo mai chiuso: abbiamo sempre cercato di continuare le nostre attività con scuole, famiglie e turisti. Questa nuova struttura ci permetterà di avere uno spazio al chiuso e di fare quel qualcosa in più che finora ci è mancato. Non abbiamo mollato perché qui c’era il nostro lavoro. Dobbiamo ringraziare anche l’Ufficio ricostruzione, che ha capito l’importanza di restare a Montalto: qui c’era il giardino, non una semplice attività. Sarebbe stato più facile trasferirci in un’area commerciale, forse avremmo fatto anche più business. Ma noi siamo nati come centro di educazione ambientale e volevamo continuare su questa strada, perché è quella che ci sentiamo cucita addosso. La possibilità di mantenere qui il lavoro ci ha permesso di restare anche come famiglia».

Dice il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti:  «A dieci anni esatti dalle scosse del 26 ottobre 2016, che insieme a quelle del 30 ottobre incisero pesantemente proprio su questo territorio, assistiamo a un nuovo battito d’ali. Quelle scosse resero inagibile la struttura del Giardino delle farfalle che, grazie alla tenacia dei gestori, non ha comunque smesso di vivere. Ma il nuovo edificio che inauguriamo oggi permetterà di ripartire con una nuova spinta: questa realtà è unica nella nostra regione e tra le pochissime del centro Italia, rappresenta un attrattore importante per il territorio dell’entroterra. Grazie alla sinergia con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è diventato anche un Centro di educazione ambientale e per Cessapalombo è davvero un fiore all’occhiello. L’augurio è che questa giornata ci spinga a guardare avanti. Bene le commemorazioni, ma il valore del nostro territorio è rappresentato dalla tenacia di chi lo vive e dalla volontà di credere in un futuro migliore che continueremo a costruire insieme».

Il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Corrado Perugini: «Aprire oggi questa mostra sulla biodiversità e inaugurare questo edificio rappresenta per il parco un passaggio molto importante, non solo perché cade nel decennale del sisma, ma perché mette insieme due nostre priorità: la tutela e salvaguardia ambientale con il tema dei rilancio e dello sviluppo delle aree interne».

«L’inaugurazione del Giardino delle Farfalle di Cessapalombo è un segnale di rinascita per questo territorio, che ritrova un presidio sociale e turistico fondamentale. Già prima del sisma, questo luogo era il frutto dell’impegno di una famiglia che ha scelto di investire qui e ha continuato a farlo anche nel momento di massima difficoltà. Dieci anni fa il terremoto ha colpito duramente queste terre, distruggendo abitazioni e mettendo in discussione la socialità. Patrizio e Fabiana insieme alla loro famiglia hanno continuato a credere in questi luoghi e hanno lottato per preservare ciò che avevano costruito, riuscendo anche a migliorarlo e a renderlo ancora più attrattivo. In questo territorio ci sono moltissimi esempi virtuosi come il loro: persone che hanno scelto di restare e continuare a investire. È questo il messaggio positivo che deve emergere, anche e soprattutto in questi momenti», ha dichiarato Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche, presente all’inaugurazione.

La “nuova” casa del “Giardino delle Farfalle”. Il progetto è stato concepito per integrare architettura e paesaggio, migliorando anche l’accessibilità degli spazi attraverso una nuova rampa che agevola la fruizione da parte delle persone con ridotta capacità motoria. L’edificio si sviluppa su tre livelli funzionali: uno spazio di accoglienza con servizi e biglietteria, un livello di collegamento con il giardino e gli ambienti museali e un tetto giardino, concepito come superficie coltivata per favorire l’inserimento della struttura nel contesto naturale, in cui troveranno casa piante autoctone dei Sibillini. La parte museale comprende spazi per laboratori, una galleria vetrata e una sala polifunzionale, destinata a esposizioni, incontri e conferenze, con una capienza di almeno 50 posti.

Un intervento, in classe sismica 3, che incrocia funzionalità e rispetto dell’ambiente tra bianco, vetro e  che ha i colori del legno larice. Un progetto che ha ottenuto un importante riconoscimento nazionale con il Premio IN/ARCHITETTURA 2026, assegnato al progetto e che ha visto premiati i progettisti, il Comune di Cessapalombo in qualità di committente e l’impresa esecutrice. La motivazione del premio sottolinea la capacità dell’intervento di interpretare la ricostruzione come un’occasione di rigenerazione, coniugando sicurezza, sostenibilità e qualità architettonica, attraverso un linguaggio essenziale e un uso consapevole dei materiali.

Nel corso della stessa giornata è stata inaugurata anche una mostra dedicata alla biodiversità, a cura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a sottolineare il profondo legame tra il progetto di ricostruzione, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle peculiarità naturalistiche del territorio.

A dieci anni dal terremoto, il Giardino delle Farfalle torna così a essere un simbolo di rinascita per Cessapalombo e per l’intero territorio dei Sibillini: un luogo in cui la memoria delle ferite del sisma incontra la volontà di costruire nuove prospettive per il futuro, anche attraverso il volo di una farfalla.

 

Ricostruzione post-sisma, il Commissario Castelli chiarisce: «Sulle Monachette procedure pubbliche e atti amministrativi trasparenti. Nessuna interlocuzione al di fuori delle competenze istituzionali»

 

“In riferimento agli articoli apparsi sulla stampa e relativi all’inchiesta denominata “Ricostruzione”, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti, soprattutto per ricondurre i fatti richiamati alla loro effettiva dimensione amministrativa e istituzionale. Il primo elemento da chiarire riguarda l’incontro propiziato a Palazzo Raffaello dall’allora capo di Gabinetto Pistarelli del quale, visti gli anni intercorsi, non ricordo con precisione i dettagli. L’oggetto, comunque, era la richiesta di chiarimenti da parte di Erdis relativamente ad informazioni di natura pubblica, inerenti a procedure amministrative disciplinate dalla normativa sulla ricostruzione post-sisma, a partire dal decreto-legge n. 189 del 2016, ed in particolare se un immobile privato lesionato dal sisma avente diritto al contributo, mantiene tale diritto se lo stesso viene acquistato da un ente pubblico, in questo caso l’ERDIS”.

“Informazioni pubbliche che, proprio per la loro natura, non avevano alcun carattere riservato e che rientravano nell’ordinaria attività istituzionale esercitata dal sottoscritto in qualità di assessore alla ricostruzione. È invece importante ricostruire con precisione la vicenda del finanziamento all’immobile denominato “Monachette” di Macerata, per comprendere il contesto nel quale si collocano le interlocuzioni amministrative richiamate. ERDIS aveva partecipato al bando DM 1257/2021 del Ministero dell’Università e della Ricerca che prevedeva il finanziamento di interventi volti alla creazione, rifunzionalizzazione, ristrutturazione di fabbricati da adibire a studentati universitari. Tra i diversi progetti presentati dall’ERDIS, quello del complesso “Le Monachette” di Macerata è rientrato tra quelli finanziati nella graduatoria approvata con DM n. 1488 del 6 novembre 2023.  Sulla base di ciò ERDIS ha richiesto in via di urgenza alla struttura commissariale l’integrazione delle risorse provenienti dal suddetto bando al fine di rispettare le tempistiche previste dal finanziamento ministeriale così come disciplinate dal citato decreto ministeriale che impongono, a pena di decadenza del finanziamento, di acquistare l’immobile entro 90 giorni dalla data di avvenuta pubblicazione della graduatoria, ovvero il 06.11.2023.

La struttura commissariale era chiamata quindi ad agire con urgenza al fine di evitare che l’ente pubblico ERDIS della regione Marche perdesse l’importante finanziamento ministeriale. Conseguentemente, con Ordinanza Speciale n.68 del 21.12.2023 si è proceduto ad approvare il contributo di euro 3.951.011.47 finalizzato esclusivamente ad interventi e lavori per il miglioramento sismico dell’edificio. Detto contributo si è dunque aggiunto a quello garantito dal MUR, di euro 8.287.506,98, e a quello dello stesso ERDIS, per euro 1.795.342,78. Occorre evidenziare che la proprietà, anche qualora non avesse alienato il bene ad ERDIS, avrebbe avuto diritto al contributo della ricostruzione privata essendo l’edificio in questione inagibile con il nesso di causalità con il sisma, dichiarato e verificato secondo le disposizioni del testo unico della ricostruzione privata.  Si trattava, quindi, di una procedura che presentava un’oggettiva urgenza, a causa di condizioni previste dalla stessa misura nazionale. ERDIS aveva quindi la necessità di conoscere tempestivamente e con certezza gli esiti delle valutazioni amministrative della struttura commissariale, per poter assumere le proprie determinazioni nel rispetto delle scadenze previste. Quanto al riferimento al RUP e al mio presunto coinvolgimento nella sua individuazione, anche in questo caso ritengo necessario precisare la successione temporale degli eventi. Conosco Pompili dal 2021, allorché rivestivo le funzioni di assessore regionale con delega al personale e agli enti controllati.

Nella primavera 2025 (quando la procedura di affidamento per i lavori del complesso “Le Monachette” si era già conclusa) Pompili, che per quanto di mia conoscenza si era dimesso da tempo da ERDIS e che lavorava alla Politecnica delle Marche, in via del tutto riservata, mi rappresentò di aver ricevuto da ERDIS la richiesta di assumere il ruolo di Responsabile unico del progetto. Mi chiese un consiglio personale sull’opportunità di accettare tale incarico. Conoscendolo come persona competente, gli suggerii di valutare positivamente la possibilità vista anche la complessità del progetto. Questo è il perimetro: un consiglio espresso a fronte di una richiesta personale, successiva alla procedura di aggiudicazione della gara dei lavori, senza alcuna interferenza nelle procedure di ERDIS. Ogni commento, interpretazione o insinuazione contenuti a questo proposito nelle dichiarazioni degli indagati sono destituite di qualsivoglia fondamento.

Per quello che riguarda, infine, i commenti e gli auspici degli indagati riguardanti un ipotetico coinvolgimento di Fabio Pistarelli nella Struttura commissariale, preciso che mai ho preso in considerazione la possibilità che l’avvocato Pistarelli potesse essere reclutato a qualsiasi titolo all’interno della struttura medesima; circostanza che in effetti mai si è verificata a dimostrazione della totale inconsistenza del “chiacchiericcio” riferito dagli indagati. La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie”

 

Sen. Avv. Guido Castelli

Commissario straordinario alla ricostruzione

Monitoraggio strutturale e modellazione informativa delle costruzioni. Al Polo formativo territoriale dell’Abruzzo la SNA rafforza le competenze tecniche della PA

 

Il Polo Formativo Territoriale SNA dell’Abruzzo dal 17 al 19 novembre 2026 ospita il corso “Monitoraggio strutturale e modellazione informativa delle costruzioni” dedicato all’approfondimento delle tecniche di monitoraggio strutturale e delle opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalla modellazione informativa del costruito.

In Italia, la presenza di aree a rischio sismico e di un patrimonio edilizio e infrastrutturale spesso non recente, talvolta caratterizzato da importanti valori storico-architettonici da tutelare, rende centrale il monitoraggio strutturale sismico.

Il corso approfondisce gli strumenti utili a comprendere il comportamento delle costruzioni e il loro stato di conservazione, anche in vista della pianificazione di interventi di manutenzione. Il monitoraggio sismico sarà affrontato in relazione alla digitalizzazione e alla modellazione informativa del costruito, con particolare attenzione all’integrazione tra monitoraggio e BIM e alle potenzialità del Digital Twin per migliorare sicurezza, efficienza, sostenibilità e funzionalità degli edifici. La metodologia didattica prevede lezioni frontali, integrate da momenti di discussione e confronto con i partecipanti, e una visita sul campo.

Il programma formativo, articolato in tre giornate, con il coinvolgimento di docenti dell’Università dell’Aquila e di rappresentanti del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, si svolge per 17 ore di didattica in presenza, e si svilupperà secondo il seguente calendario:

Prima giornata – 17 novembre 2026
Il monitoraggio strutturale. Le tecniche di processamento dati

Seconda giornata – 18 novembre 2026
Il monitoraggio della Basilica di S. Maria di Collemaggio all’Aquila, con visita guidata.

Le reti di monitoraggio sismico del Dipartimento della Protezione civile: la Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) e l’Osservatorio Sismico delle Strutture (OSS).

Terza giornata – 19 novembre 2026
Building Information Modeling. HBIM e Digital Twin

La formazione è rivolta a dirigenti e funzionari, con competenze di tipo tecnico, degli Uffici tecnici e degli Uffici di protezione civile delle Amministrazioni pubbliche di tutto il territorio nazionale, che non abbiano una formazione avanzata sulle tematiche oggetto del corso.

Le attività si svolgeranno presso il Polo Formativo Territoriale SNA dell’Abruzzo, nella sede dell’Università sita a Palazzo Camponeschi, Piazza Santa Margherita 2, L’Aquila.

La partecipazione al corso è gratuita, mentre restano a carico delle amministrazioni di appartenenza le spese di missione relative a viaggio, vitto ed eventuale alloggio dei partecipanti.

Per presentare la propria candidatura è necessario compilare, entro e non oltre il 9 novembre 2026, il form disponibile al seguente link,

https://forms.cloud.microsoft/pages/responsepage.aspx?id=i5OQPieLYke06ABqgSehGXwl9HvteGpCklgPUmeFw4RUN0g5Qko4QVRBVktIVVJGSFpDT0JKQUdVUi4u&route=shorturl

una volta acquisita l’autorizzazione a partecipare da parte della propria amministrazione di appartenenza.

Operazione “Ricostruzione”, Castelli: “Sconcerto e preoccupazione per le infiltrazioni criminali evidenziate dalle indagini. Massima gratitudine alla magistratura e alla Guardia di Finanza. La legalità resta un presidio irrinunciabile”

 

“Esprimo profondo sconcerto per quanto emerso oggi nell’ambito dell’operazione “Ricostruzione”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Ancona, che ha portato alla luce un quadro di estrema gravità, con ipotesi di truffa aggravata negli appalti per la ricostruzione privata post sisma, infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso e fenomeni corruttivi negli appalti pubblici”

Lo dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“A nome mio e dell’intera Struttura commissariale, rivolgo un sentito ringraziamento alla magistratura e alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto con professionalità e determinazione, volto a fare piena luce su vicende che, se confermate, rappresenterebbero un’offesa inaudita alle istituzioni e, soprattutto, alle comunità colpite dal terremoto e ai cittadini che attendono da anni di ricostruire le proprie case e ritrovare una piena normalità. La ricostruzione post sisma non deve essere terreno di conquista per interessi criminali né occasione di arricchimento illecito ai danni di territori già duramente provati. È un impegno pubblico che richiede trasparenza, responsabilità e un presidio costante della legalità. Fin dall’avvio della ricostruzione, il decreto-legge n. 189 del 2016, in particolare agli articoli dal 30 a 35, ha previsto strumenti rigorosi di legalità per prevenire le infiltrazioni criminali, tra cui la creazione di un’Anagrafe antimafia esecutori specifica, il DURC di congruità e il badge di cantiere, con il coordinamento assegnato alla Struttura di missione antimafia istituita specificamente presso il Ministero dell’interno. A ciò si aggiunge l’alta vigilanza dell’ANAC sulla ricostruzione pubblica e il controllo preventivo della Corte dei Conti sulle ordinanze commissariali. A rafforzare questo dispositivo, con ordinanza del 2024 a firma del sottoscritto, si è vietato il subappalto a cascata. Questi presidi hanno dimostrato una loro significativa efficacia operativa, come testimoniano le 102 interdittive antimafia e i 13 provvedimenti di vigilanza collaborativa emessi negli ultimi tre anni; questo vuol dire che 102 aziende sospette sono state bloccate e tenute lontane dai cantieri della ricostruzione. Dalle informazioni diffuse dalla Guardia di Finanza emergono tuttavia ipotesi di gravi condotte fraudolente, concretizzatesi in falsificazioni che avrebbero consentito di eludere i presidi preventivi di legalità alterando elementi essenziali per il funzionamento dell’Anagrafe antimafia. Si tratta di meccanismi particolarmente insidiosi, che solo grazie agli strumenti investigativi e repressivi propri dell’Autorità giudiziaria, possono essere individuati e rimossi. È proprio questa sinergia tra prevenzione, controllo e azione investigativa a rappresentare una garanzia fondamentale per la legalità e la trasparenza dell’intero processo di ricostruzione. A dieci anni dal sisma, è inaccettabile anche solo l’ipotesi che qualcuno abbia tentato di lucrare sulle difficoltà delle popolazioni terremotate, trasformando una tragedia collettiva in un’opportunità di profitto illecito. Sono costantemente in contatto con la Struttura di missione antimafia per valutare ogni iniziativa utile a tutelare i cittadini coinvolti.  La priorità della Struttura commissariale è quella di difendere le famiglie incolpevoli, garantire la continuità della ricostruzione e assicurare che ogni responsabilità venga accertata nelle sedi competenti. Non consentiremo che le condotte di alcuni compromettano il lavoro di migliaia di imprese, professionisti e lavoratori onesti che stanno contribuendo alla rinascita dei territori colpiti.  La legalità non è un ostacolo alla ricostruzione, ma un presupposto perché possa completarsi. Su questo principio non possono esserci arretramenti” conclude Castelli.

Approvato il progetto di restauro con riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Michele Arcangelo a Colledara

 

La conferenza permanente ha approvato  il progetto di restauro con riparazione e rafforzamento locale della chiesa  di San Michele Arcangelo a Colledara in località Castiglione della Valle.

Sulla facciata si hanno due portali con lunette affrescate risalenti al XV secolo sormontati da rosoni, di cui quello a sinistra di ricostruzione, tali ingressi corrispondono rispettivamente alla navata principale e laterale aggiunta. La vela campanaria, anche questa di ricostruzione, è a tre fornici sormontata da un timpano murario di mattoni, in luogo, probabilmente, di una vela campanaria ad unico fornice del XV-XVI secolo.

Sono previste opere di carattere strutturale atte a migliorare le componenti alla risposta sismica. Gli interventi proposti garantiscono l’efficiente risposta sismica della intera scatola muraria con opere di rafforzamento, opere di ripristino della continuità della sezione muraria, opere di riparazione delle lesioni esistenti, incatenamenti e cerchiature e solidarizzazione tra sistema degli orizzontamenti e pareti verticali, opere di ricostruzione di parti crollate o con lesionati passanti gravi mediante ricucitura e tecniche ci scuci e cuci, rigenerazioni murarie mediante iniezioni ai maschi murari, il  ripristino dell’ammorsamento tra i setti murari tra loro ortogonali tramite perforazioni armate ai cantonali e alle angolate, rinforzo di archi mediante cuciture armate radiali; revisione e riparazione della sommità muraria, posa di cordolature in acciaio perimetrali di sommità cordolature,  l’ancoraggio della vela campanaria alla muratura mediante barre armate e cerchiatura dei tre fornici e il rinforzo della parete esterna del piano terrazzato con rete in fibra e geomalta. Il costo dell’intervento è di 552.000,00 euro.

“L’approvazione del progetto rappresenta un passo importante per il recupero di un luogo di fede e di identità della comunità – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli –. L’intervento consentirà di riparare i danni e migliorare la sicurezza dell’edificio, preservandone il valore storico e architettonico.

La ricostruzione delle chiese ha un significato profondo per i nostri territori: significa custodire la memoria e restituire spazi nei quali le comunità si riconoscono e si ritrovano. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Usr e il sindaco Manuele Tiberii per la loro collaborazione”.

​“Accogliamo con grande soddisfazione e sollievo l’approvazione di questo progetto – dichiara il Sindaco di Colledara, Manuele Tiberii –. La Chiesa di San Michele Arcangelo a Castiglione della Valle non è soltanto un prezioso monumento storico del nostro patrimonio architettonico, ma un fondamentale punto di riferimento per la nostra comunità. Questo intervento di messa in sicurezza e restauro rappresenta un tassello decisivo nel percorso di rinascita e tutela del territorio. Ringrazio di cuore il Commissario Guido Castelli, la Regione e la Diocesi per la costante attenzione e la sinergia dimostrata nel restituire futuro e sicurezza ai nostri luoghi identitari”.

Fabriano, fase finale per i lavori sulla chiesa del Sacro Cuore

 

Sono in dirittura d’arrivo i lavori di riparazione, ripristino, recupero e restauro della chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel centro storico di Fabriano (An), uno degli edifici di culto più significativi della città, inserito nei programmi della ricostruzione post sisma 2016/2017.

L’intervento, attuato dalla Diocesi di Fabriano-Matelica, beneficia di un contributo complessivo di 527.539 euro. A seguito dell’avanzamento del cantiere è stata autorizzata la liquidazione di un ulteriore acconto di 150.370 euro.

«Un risultato importante per Fabriano e per l’intero territorio – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Intervenire sugli edifici di culto significa non solo restituire sicurezza ai luoghi di preghiera, ma anche preservare un patrimonio storico, artistico e identitario che appartiene alle comunità. Continuiamo a lavorare affinché i cantieri procedano con efficacia e consentano di riconsegnare ai cittadini beni preziosi e pienamente fruibili, grazie anche alla collaborazione con Diocesi, Usr e con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’intervento interessa il miglioramento della sicurezza della chiesa e la conservazione del suo patrimonio storico e artistico. Tra le opere previste figurano il rafforzamento di alcuni elementi strutturali particolarmente vulnerabili, il consolidamento della lanterna e delle aperture, l’inserimento di dispositivi di collegamento e contenimento delle spinte, oltre al recupero degli stucchi e degli apparati decorativi che caratterizzano gli interni dell’edificio.

La chiesa del Sacro Cuore, edificata originariamente dai Gesuiti nel XVIII secolo e successivamente ricostruita dopo il terremoto del 1741, custodisce importanti opere d’arte e arredi storici che saranno valorizzati grazie a questo intervento di recupero e restauro.

Smerillo, al via i lavori per il recupero della sede comunale

Stanno per cominciare i lavori di miglioramento sismico e riqualificazione della sede municipale di Smerillo (Fm), edificio strategico che ospita anche l’ufficio postale e l’ambulatorio comunale. Con un decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stata infatti disposta la liquidazione di 464.382 euro, a fronte di un finanziamento complessivo di 1.116.000 euro.

L’intervento riguarda il recupero dell’edificio comunale di via Dante Alighieri, dichiarato inagibile a seguito degli eventi sismici del 2016/2017 e da allora non più utilizzabile come sede istituzionale.

“Con il trasferimento delle risorse necessarie all’avvio del cantiere compiamo un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei nostri territori – sottolinea il commissario straordinario, Guido Castelli -. La sede municipale di Smerillo rappresenta un presidio fondamentale per la vita della comunità e per l’erogazione dei servizi pubblici. Restituire ai cittadini un edificio sicuro, accessibile ed efficiente significa rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli borghi e contribuire alla loro vitalità sociale. Ringrazio il Comune, l’Usr e tutti i tecnici coinvolti per il lavoro svolto, nonché la Regione guidata dal presidente Acquaroli: adesso possiamo guardare con fiducia all’apertura del cantiere e alla concreta realizzazione dell’opera”.

“Con l’apertura ufficiale del cantiere per il ripristino della nostra sede comunale, ferita dal terremoto del 2016, segniamo un passaggio fondamentale nel percorso di rinascita del nostro borgo. La casa Comunale non è solo un edificio: è il cuore pulsante dei servizi, il simbolo dell’istituzione vicina ai cittadini e la casa di tutti noi. Vedere finalmente al via questi lavori rappresenta un segnale concreto di speranza e la dimostrazione che la tenacia della nostra amministrazione e la pazienza della nostra gente stanno portando i frutti sperati. Questo intervento non è un episodio isolato, ma il primo tassello di una visione strategica più ampia per il rilancio di Smerillo. Parallelamente al cantiere del Municipio, sono in fase di avvio e programmazione diversi altri interventi decisivi per le nostre infrastrutture, la valorizzazione del centro storico, la tutela del territorio e il sostegno alle attività locali. Desidero ringraziare la Struttura Commissariale, la Regione, i tecnici, le imprese coinvolte e tutti coloro che hanno lavorato con dedizione per far partire quest’opera. Guardiamo avanti con rinnovata fiducia e con la consapevolezza che ogni singolo cantiere che si apre è un passo verso un futuro più solido, vivace e sicuro per Smerillo e per tutti i suoi abitanti” ha aggiunto il sindaco Tonino Severini.

 

I lavori prevedono il consolidamento delle murature, la sostituzione e il rifacimento dei solai, il recupero della copertura, l’adeguamento sismico della struttura, il rifacimento degli impianti, l’efficientamento energetico e l’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso l’installazione di un ascensore. Al termine dell’intervento l’edificio tornerà a ospitare gli uffici comunali, l’ufficio postale, l’ambulatorio medico, la sala consiliare e gli altri servizi pubblici a beneficio della comunità.

San Benedetto da Norcia al Parlamento europeo, Castelli: «Un riconoscimento alle radici dell’Europa e alla rinascita dell’Appennino»

 

«L’intitolazione di una sala del Parlamento europeo di Strasburgo a San Benedetto da Norcia rappresenta un riconoscimento di grande valore storico, culturale e spirituale. Un omaggio al Santo Patrono d’Europa, alla tradizione benedettina e a quei valori di lavoro, solidarietà e comunità che hanno contribuito a costruire l’identità del nostro continente. Ma è anche un segnale particolarmente significativo per Norcia e per tutti i territori dell’Appennino centrale, a dieci anni dal terremoto del 2016».

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla Ricostruzione del sisma 2016, commentando la cerimonia di intitolazione svoltasi ieri nella sede dell’Europarlamento.

«Il 30 ottobre di dieci anni fa il crollo della Basilica di San Benedetto divenne una delle immagini simbolo della tragedia che aveva colpito il Centro Italia. Oggi quella Basilica è tornata a essere un luogo di preghiera e di incontro, dopo un complesso intervento di ricostruzione. Vedere il nome di San Benedetto entrare anche nelle istituzioni europee significa riconoscere il valore universale di una storia che appartiene a Norcia, ma parla a tutto il continente».

Il Commissario sottolinea come la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma sia strettamente legata alla tutela del patrimonio storico e culturale.

«Non stiamo semplicemente ricostruendo edifici. Stiamo restituendo alle comunità luoghi nei quali riconoscersi e ritrovare le proprie radici. La Basilica di San Benedetto rappresenta uno degli esempi più importanti di questo percorso. La sua rinascita dimostra come sia possibile ricomporre ciò che il terremoto ha distrutto, conservando la memoria e creando le condizioni per guardare avanti».

Castelli rivolge quindi un ringraziamento ai promotori dell’iniziativa.

«Desidero ringraziare Nicola Procaccini, Antonella Sberna, Carlo Fidanza, Marco Squarta e il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei per aver sostenuto questo riconoscimento. La presenza del nome di San Benedetto nel Parlamento europeo ci ricorda che le radici culturali e spirituali dell’Europa costituiscono un patrimonio da custodire e trasmettere alle nuove generazioni».

«A dieci anni dal sisma, mentre prosegue a ritmo serrato e speditamente il lavoro di ricostruzione per restituire piena vitalità ai borghi dell’Appennino, questo omaggio assume anche il significato di un riconoscimento alla tenacia delle nostre comunità. Norcia ha saputo rialzarsi e continua a farlo. Il messaggio di San Benedetto, fondato sul valore del lavoro e sulla responsabilità verso gli altri, resta un riferimento prezioso anche per il percorso di ricostruzione e di rinascita che stiamo portando avanti»

«In questo percorso si inserisce anche il percorso di accompagnamento della candidatura di Norcia  e della Civitas appenninica a Capitale europea della Cultura 2033, che la Struttura commissariale sostiene convintamente. È un progetto che valorizza l’identità benedettina della città, il suo patrimonio storico e spirituale e la capacità delle comunità colpite dal sisma di trasformare la ricostruzione in una nuova occasione di sviluppo. Norcia può rappresentare, anche attraverso questa candidatura, un modello di rinascita nel quale cultura, memoria e futuro camminano insieme.», conclude Castelli.

 

Ussita: via libera al progetto definitivo per il rifugio Cristo delle Nevi. Intervento da oltre due milioni di euro

 

Un passo avanti per il recupero della ricettività in alta quota nei Monti Sibillini. Grazie al lavoro della Struttura Commissariale Sisma 2016, si è conclusa positivamente la Conferenza dei Servizi Speciale relativa al progetto definitivo per la ricostruzione del rifugio Cristo delle Nevi, nel Comune di Ussita. L’intervento, per un investimento che supera i due milioni di euro, prevede la demolizione e ricostruzione dell’edificio gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.

«La ricostruzione del rifugio Cristo delle Nevi rappresenta un passaggio importante per Ussita e per i Monti Sibillini: recuperare una struttura a 1.830 metri significa restituire alla montagna un presidio di accoglienza, con servizi di ristorazione e possibilità di pernottamento anche in alta quota – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli –. Il progetto coniuga sicurezza, accessibilità e miglioramento delle prestazioni energetiche in un contesto di grande valore paesaggistico. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il Comune di Ussita e tutti gli enti, i tecnici e i professionisti che hanno contribuito a questo risultato. Il lavoro di squadra ci consente di portare avanti interventi importanti per la fruizione dei Sibillini e per le opportunità di accoglienza del territorio».

Il commento del sindaco Silvia Bernardini: «Accogliamo con profonda soddisfazione il via libera al progetto definitivo per la ricostruzione del rifugio Cristo delle Nevi. Questo intervento, dal valore di oltre due milioni di euro, rappresenta un segnale fondamentale di rinascita non solo per il Comune di Ussita, ma per l’intera comunità dei Monti Sibillini. Restituire a 1.830 metri di quota una struttura moderna, sicura ed ecosostenibile significa rilanciare in modo concreto l’accoglienza turistica e la fruizione della nostra montagna. Un ringraziamento sincero va al Commissario Straordinario Guido Castelli, alla Regione Marche, all’USR e a tutti i tecnici che hanno lavorato con dedizione per raggiungere questo traguardo decisivo. Questo progetto dimostra che il lavoro di squadra e la determinazione possono ridare forza, futuro e speranza ai nostri territori feriti dal sisma.»

Il nuovo rifugio sorgerà nel rispetto nello stesso spazio, con una ridefinizione della sagoma e delle volumetrie finalizzata a ottimizzare gli spazi interni, migliorare le prestazioni energetiche e garantire la piena accessibilità della struttura. La superficie lorda complessiva sarà di circa 437 metri quadrati, più contenuta rispetto all’edificio esistente.

Il nuovo rifugio si svilupperà su due piani: in quello inferiore ci saranno la sala ristorante, il bar, la cucina, il deposito,servizi igienici, oltre ai locali tecnici e alla cabina elettrica. Il piano superiore, invece, parzialmente ricavato nel sottotetto, sarà destinato al pernottamento, con i relativi servizi. Per le facciate e la copertura è previsto un rivestimento in alluminio, scelto per garantire impermeabilità, durabilità e resistenza alla neve, al vento e al gelo.

 

Visso: approvato il progetto di ricostruzione della Collegiata di Santa Maria. Investimento da oltre 8 milioni di euro

 

– Un altro importante passo avanti per la ricostruzione del centro storico di Visso. La Conferenza dei Servizi ha approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico della Collegiata di Maria Santissima, uno degli edifici monumentali più rappresentativi della città, affacciato su piazza Martiri Vissani. L’intervento prevede un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro e rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di recupero del patrimonio storico, artistico e religioso del borgo, gravemente colpito dal terremoto del 2016.

La Collegiata, le cui origini risalgono al Medioevo, custodisce un patrimonio architettonico e artistico di straordinario valore. Il complesso comprende l’antica Pieve, la navata principale ampliata nella seconda metà del XIII secolo, il campanile e la sagrestia. Al suo interno si conservano affreschi di epoche differenti, altari barocchi e un pregevole soffitto ligneo settecentesco, mentre sulla facciata si trova l’affresco dell’Annunciazione del 1441, attribuito a Paolo da Visso.

 

Le scosse del 2016 e del 2017 hanno provocato gravi danni alle strutture e agli apparati decorativi, rendendo necessari interventi di consolidamento e miglioramento sismico.

«L’approvazione del progetto della Collegiata di Santa Maria rappresenta un risultato di straordinaria importanza per Visso e per l’intero territorio dei Sibillini – dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli –. Parliamo di un edificio che custodisce secoli di storia, arte e spiritualità e che costituisce uno dei simboli identitari di questa comunità. Ma il valore di questo intervento va oltre il recupero di un monumento: riguarda la rinascita del cuore stesso di Visso. A dieci anni dal terremoto, il centro storico di uno dei borghi più suggestivi e iconici dei Sibillini, con la sua straordinaria piazza, vede finalmente delinearsi in maniera concreta il proprio futuro. Dopo anni di zona rossa e difficoltà, grazie alla realizzazione del tunnel di via Galliano e ai cantieri recentemente avviati e agli interventi in fase di progettazione, stiamo progressivamente sbloccando la ricostruzione di questo luogo così prezioso per l’identità dell’Appennino. È il risultato di un grande lavoro di squadra, per il quale desidero ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’arcivescovo Francesco Massara e il sindaco di Visso Rosella Sensi. La collaborazione tra istituzioni, Diocesi, Struttura commissariale e Ufficio Speciale Ricostruzione sta consentendo di superare le criticità e di restituire una prospettiva concreta a una comunità che ha atteso troppo a lungo. La rinascita di Visso passa anche attraverso il recupero dei suoi luoghi simbolo, perché ricostruire significa restituire bellezza, identità e futuro ai nostri territori».

Dichiara il vescovo di Camerino Francesco Massara: «L’approvazione del progetto di ricostruzione della Collegiata di Santa Maria è una notizia che accogliamo con grande gioia e speranza. Questa chiesa rappresenta da secoli il cuore religioso e spirituale di Visso, ma è anche uno straordinario scrigno di arte e bellezza, che custodisce testimonianze preziose della storia e della cultura del nostro territorio. Il suo recupero significa salvaguardare un patrimonio artistico di inestimabile valore e restituire alla comunità un luogo nel quale si intrecciano fede, identità e memoria collettiva. A dieci anni dal terremoto, questo risultato rappresenta un segno concreto di rinascita per Visso e per tutta la nostra Arcidiocesi. Desidero ringraziare il Commissario Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco Rosella Sensi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante traguardo. Il nostro auspicio è che la Collegiata possa tornare quanto prima a essere un luogo vivo di preghiera, cultura e incontro, restituendo alla città uno dei suoi tesori più preziosi e contribuendo alla rinascita del suo centro storico».

«Accogliamo con gioia e grande emozione questo importante passo avanti, che ci avvicina alla restituzione della Collegiata alla comunità vissana – dice il sindaco Rosella Sensi -. Non è soltanto un monumento di straordinario valore storico, artistico e religioso, ma un luogo che, fin dal Medioevo, custodisce le vite, i dolori e le gioie della nostra gente, senza distinzioni. Dai battesimi ai funerali, intere generazioni hanno condiviso qui momenti fondamentali della propria esistenza, trovando nella Collegiata e nella piazza antistante un punto di riferimento. Il suo patrimonio racconta una storia di appartenenza e devozione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il commissario Guido Castelli per l’impegno e la collaborazione che rendono possibile questo percorso. Un ringraziamento particolare  all’arcivescovo Francesco Massara per l’attenzione al nostro territorio e alla ricostruzione sia fisica che morale della comunità vissana. Restituire la Collegiata, con il suo patrimonio storico e culturale, significa restituire a Visso un pezzo della propria anima»

 

Il progetto, il cui soggetto attuatore è l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, prevede un articolato programma di interventi di miglioramento sismico e ripristino funzionale dell’edificio.

In particolare, saranno eseguiti lavori di consolidamento delle murature, delle volte e della torre campanaria, il rafforzamento delle strutture mediante tiranti e sistemi metallici, la sostituzione della copertura della navata principale e il consolidamento delle coperture dell’abside e della sagrestia. Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione del soffitto ligneo settecentesco, al consolidamento del rosone e alla salvaguardia degli elementi architettonici di pregio.

Sono inoltre previsti interventi di ripristino degli spazi interni, della pavimentazione dell’antica Pieve e degli impianti, nel rispetto delle caratteristiche storiche e artistiche del complesso.

L’investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro trova copertura nell’ambito delle risorse della ricostruzione post sisma, attraverso l’ordinanza commissariale 105 del 2020 e il relativo plafond integrativo.

L’approvazione del progetto esecutivo della Collegiata si inserisce in una fase di progressivo avanzamento della ricostruzione del centro storico di Visso. Recentemente è stato approvato anche il progetto esecutivo per Palazzo Varano, mentre nei mesi scorsi è stato consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori, uno degli interventi più rilevanti previsti nell’ambito delle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del centro storico. Passaggi significativi che, insieme agli altri interventi pubblici e privati, contribuiscono a delineare il percorso di recupero del cuore monumentale della città, con l’obiettivo di restituire progressivamente alla comunità uno dei centri storici più rappresentativi dell’Appennino marchigiano.