Coltiva Italia, Castelli: “Nuove opportunità per le imprese e i territori del cratere”

 

L’approvazione definitiva del provvedimento Coltiva Italia, con oltre un miliardo di euro destinato al settore agricolo, apre nuove opportunità anche per le imprese dell’Appennino centrale colpito dal sisma del 2016. Tra le misure previste: 70 milioni per il Fondo sovranità alimentare, 300 milioni per l’allevamento, 300 milioni per la competitività delle filiere locali, 300 milioni per il Piano olivicolo nazionale 2026-2030 e 150 milioni per l’imprenditoria giovanile e femminile.

“Come afferma il Ministro Lollobrigida il Coltiva Italia rappresenta l’agricoltura del futuro e indica la direzione per un’agricoltura più forte – dichiara il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli – Per l’Appennino centrale Coltiva Italia può rappresentare molto più di un sostegno al comparto. Agricoltura, allevamento e trasformazione agroalimentare significano lavoro, reddito, cura del territorio e presenza umana, decisivi per contrastare l’abbandono e creare condizioni concrete perché giovani e famiglie possano restare, tornare e investire”.

Particolarmente rilevanti per il cratere sisma 2016 sono le agevolazioni per giovani e donne funzionali al contrasto alla crisi demografica, oltre che economica. Il sostegno alla zootecnia, alle filiere agroalimentari e all’olivicoltura, rappresentano un sostegno concreto alle attività che nelle aree montane svolgono anche una funzione di presidio ambientale e manutenzione del paesaggio.

“Il ricambio generazionale è decisivo – prosegue Castelli – un giovane che avvia un’impresa agricola o zootecnica in un piccolo comune non crea soltanto reddito: contribuisce a mantenere viva una comunità e a presidiare il territorio. È questa la logica del diritto a restare che stiamo portando avanti nell’Appennino centrale”. “Ora sarà importante che i decreti attuativi tengano conto delle specificità delle aree interne e montane, favorendo piccole e medie imprese, aggregazioni e contratti di filiera e la complementarità con gli investimenti di Next Appennino. L’obiettivo è trasformare queste risorse in impresa stabile, occupazione e presidio del territorio”, conclude Castelli.