Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina, sabato 31 ottobre, nel Palazzo Apostolico Vaticano, i rappresentanti delle comunità colpite dal sisma del 2016. L’udienza, a dieci anni dalla sequenza di terremoti che ha segnato il Centro Italia, ha riunito le istituzioni e i territori impegnati nel lungo percorso di ricostruzione.
All’incontro hanno preso parte i vescovi delle diocesi interessate, i rappresentanti dei 138 Comuni del cratere, i presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, insieme a prefetti, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, parlamentari del territorio e componenti della Struttura commissariale di Governo. Da Amatrice a Norcia, da Camerino ad Arquata del Tronto, fino ad Accumoli e Campotosto, sono comunità che ancora portano le ferite della tragedia.
Nel suo discorso il Santo Padre ha richiamato il valore della responsabilità condivisa e della capacità di immaginare il futuro dei territori. «Per ricostruire è necessario acquisire occhi capaci di scorgere in una rovina il progetto di una casa e di una città», ha affermato Leone XIV, indicando nella visione e nella collaborazione tra le persone due condizioni essenziali della rinascita.
Il Pontefice ha insistito anche sull’urgenza di risultati concreti: la speranza, ha ricordato, ha bisogno di risposte tangibili e di una ricostruzione materiale condotta nel minor tempo possibile, in sicurezza e in modo trasparente. Ma ricostruire significa anche ricostituire il tessuto delle relazioni, i servizi e il senso di appartenenza delle comunità. “Non si può ricominciare, infatti, senza prima ricostruire ciò che dà senso e fondamento a una comunità. Altrimenti tutto rimane disunito e si sfalda. Si tratta dunque di ripartire dal centro, di ripartire da Dio, dalle persone, dal bene comune, dalle relazioni. Allora la nostra speranza sarà fondata sulla roccia.” Ha detto ancora il Pontefice.
Il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli, aveva espresso alla vigilia dell’udienza la gratitudine delle popolazioni per l’attenzione riservata loro da Papa Leone XIV e per la sua parola di conforto e sostegno.” È un messaggio che sento profondamente: restituire le case significa anche ricreare le condizioni perché le persone possano abitare i propri paesi, lavorare, crescere i figli e ritrovare luoghi di incontro e legami di comunità. Grazie, Santo Padre. Le Sue parole sono uno sprone a proseguire con ancora maggiore determinazione, al servizio di queste terre e della loro gente” ha concluso il commissario Guido Castelli.