Sisma 2016, 10 anni dopo: in Umbria la ricostruzione avanza a ritmo serrato

 

“Il 30 ottobre di dieci anni fa, una nuova, violentissima scossa sismica -dopo quelle del 24 agosto e del 26 ottobre – colpiva l’Appennino centrale, provocando devastazioni profonde e segnando la storia di Norcia, della Valnerina e di numerose comunità umbre. Oggi quella ferita resta nella memoria collettiva, ma accanto al ricordo si afferma una realtà concreta: la ricostruzione avanza, i cantieri procedono e i territori recuperano progressivamente i propri luoghi di vita, servizi e identità” sostiene il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli.

La ricostruzione privata: oltre 2.600 cantieri conclusi

 

I numeri confermano l’accelerazione della ricostruzione umbra. Sono 2.625 i cantieri della ricostruzione privata già conclusi, mentre dal 2016 quelli aperti ammontano complessivamente a 4.054. Un quadro che dimostra come il cambio di passo sia ormai consolidato e la macchina dei lavori proceda a pieno regime. Per la ricostruzione privata sono stati concessi circa 1,64 miliardi di euro, dei quali 1,09 già liquidati.

Si torna a casa

 

In Umbria, sei famiglie su dieci hanno già fatto ritorno nelle proprie abitazioni, mentre sono 877 i nuclei che attendono ancora il rientro. Un dato significativo se confrontato con il 2022, quando le richieste relative a CAS, SAE e altre forme di assistenza abitativa erano pari a 1.731: il doppio rispetto a oggi. Il progressivo avanzamento della ricostruzione privata lascia prevedere un’ulteriore riduzione nei prossimi mesi del numero di persone e famiglie ancora in attesa di tornare nelle proprie case. “Il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni è uno degli indicatori più importanti della ricostruzione. Il fatto che oggi le richieste di assistenza siano sostanzialmente dimezzate rispetto a cinque anni fa ci dice che il lavoro sta producendo risultati concreti. Bisogna continuare a insistere, affinché sempre più persone possano tornare a casa”, sottolinea Castelli.

Opere pubbliche: 834 milioni di euro e 574 interventi finanziati

 

Per la ricostruzione pubblica sono stati programmati 834 milioni di euro per 574 interventi finanziati. Inoltre, il 97,5% degli interventi risulta avviato (con la nomina del RUP o l’avvio di fasi procedurali successive). Nel corso del 2026 sono stati conclusi e riconsegnati alla città di Norcia il Palazzo comunale e il Teatro civico, due luoghi di grande valore istituzionale, culturale e aggregativo. A Cascia, invece, sono stati restituiti il Municipio e la Chiesa di San Francesco. Un’altra inaugurazione di grande importanza è alle porte: il 30 ottobre si terranno le cerimonie di inaugurazione degli edifici degli ospedali di Norcia e Cascia. Si tratta di due strutture ricostruite ex novo secondo avanzati criteri di sicurezza, dotate di attrezzature moderne, che rafforzeranno l’offerta di servizi sanitari alle comunità del territorio. Per il complesso monumentale di San Francesco a Norcia, nei giorni scorsi sono iniziati lavori di ripristino, miglioramento sismico e restauro. Proseguono intanto i lavori a Castelluccio di Norcia, dove si è definito un modello di ricostruzione integrata pubblico-privato con una piastra di fondazione dotata di 300 isolatori sismici al di sopra dei quali ricostruire gli immobili privati e gli spazi pubblici.

Particolare attenzione è riservata alle scuole. Mentre è stata individuata la nuova impresa esecutrice che subentrerà alla precedente, consentendo la ripresa dei lavori del polo scolastico di Norcia, proseguono i lavori dell’istituto Beato Simone Fidati di Cascia.  Nel corso del 2026 sono stati trasferiti oltre 2 milioni di euro per l’adeguamento sismico della scuola Dante Alighieri di Spoleto e oltre 2,5 milioni per il recupero del liceo Marconi di Foligno. A Perugia sono state disposte anticipazioni per oltre 2,7 milioni di euro per avviare le attività progettuali dell’Ipsia di Piscille e del liceo classico Mariotti.

“Restituire scuole, ospedali e luoghi pubblici significa ricostruire le condizioni essenziali per vivere nei territori. Le inaugurazioni di Norcia e Cascia rappresentano un passaggio importante: la sicurezza e la qualità dei servizi devono essere al centro della rinascita dell’Appennino”, afferma il Commissario Castelli.

Chiese e patrimonio: la rinascita dei luoghi simbolo

 

La ricostruzione riguarda anche il patrimonio storico, artistico e spirituale dell’Umbria. Sono 194 le chiese e i beni culturali finanziati, con risorse complessive pari a 153 milioni di euro. L’80% degli interventi, comprendendo la progettazione, è stato avviato. Dopo la Basilica di San Benedetto, restituita alla comunità nursina e al mondo intero un anno fa, il 30 ottobre 2025, c’è attesa per l’avvicinarsi dei tempi per la restituzione di un altro luogo di culto simbolo per l’Umbria e la cristianità: l’Abbazia di Sant’Eutizio. Il complesso, situato nel Comune di Preci, ha già visto il completamento della copertura della chiesa, mentre il rosone, ricomposto attraverso il recupero dei frammenti originali e con criteri antisismici, era stato ricollocato sulla facciata nel 2025. Proseguono i lavori sul corpo del monastero, mentre è stato avviato il cantiere sulla rupe e sul campanile.

“La ricostruzione delle chiese non riguarda soltanto gli edifici, ma la memoria, la spiritualità e il senso di appartenenza. È un patrimonio che dobbiamo continuare a recuperare e trasmettere alle nuove generazioni”, dichiara Castelli.

La Civitas appenninica e la Capitale europea della cultura

Accanto alla ricostruzione materiale, la sfida è quella di contrastare lo spopolamento delle aree interne, attraverso la strategia di riparazione economica e sociale. In questa prospettiva si inserisce coerentemente la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033, che vede Norcia come città capofila. Anche le celebrazioni degli 800 anni dalla morte di San Francesco, rispetto alle quali la Struttura Commissariale ha garantito il proprio contributo, rappresentano un’occasione per valorizzare il patrimonio spirituale, culturale e identitario dell’Umbria e dell’Appennino centrale e rafforzare il legame tra i territori e il loro patrimonio.