Ricostruzione sisma 2016, rapporto 2026: in Umbria quasi 1,54 miliardi concessi per la ricostruzione privata e oltre 802 milioni programmati per le opere pubbliche

La ricostruzione post sisma 2016 in Umbria prosegue con numeri significativi sul fronte privato e pubblico. È quanto emerge dai dati del Rapporto Ricostruzione 2026, che restituiscono il quadro dell’avanzamento nelle province di Perugia e Terni. Alla conferenza stampa era presente il presidente della Regione Stefania Proietti.

 

Per quanto riguarda la ricostruzione privata, nelle due province umbre risultano 5.469 richieste di contributo presentate e 3.948 approvate. L’importo complessivo richiesto supera i 2,15 miliardi di euro, mentre le somme concesse ammontano a circa 1,54 miliardi di euro. Le liquidazioni hanno raggiunto quota 998,9 milioni di euro, pari a circa il 65% degli importi concessi. Sono inoltre 1.110 i cantieri in corso e 2.699 quelli conclusi.

Il dato più rilevante riguarda la provincia di Perugia, dove si concentra la quota principale della ricostruzione privata: 5.141 richieste presentate, 3.728 approvate, oltre 1,44 miliardi di euro concessi e 931,4 milioni liquidati. I cantieri chiusi sono 2.549, mentre quelli in corso sono 1.047.

Tra i Comuni più colpiti emergono Norcia, con 1.751 richieste presentate, oltre 618,8 milioni concessi e 376,6 milioni liquidati; Spoleto, con 997 richieste e circa 266 milioni concessi; Cascia, con 482 richieste e oltre 143 milioni concessi; Preci, con 230 richieste e oltre 74 milioni concessi.

Nella provincia di Terni risultano invece 328 richieste presentate, 220 approvate, oltre 90,4 milioni di euro concessi e 67,4 milioni liquidati. I cantieri in corso sono 63, mentre quelli conclusi sono 150. Tra i Comuni con gli importi più consistenti figurano Giove, Terni, Amelia, Ferentillo e Montecastrilli.

Sul fronte della ricostruzione pubblica, in Umbria sono censiti 541 interventi per un importo programmato complessivo di circa 802,1 milioni di euro, distribuiti in 61 Comuni interessati. La provincia di Perugia conta 478 interventi in 45 Comuni, per oltre 768,1 milioni di euro programmati. Tra i territori con il maggior volume di risorse figurano Norcia, con 67 interventi e oltre 196 milioni di euro, Spoleto, con 53 interventi e oltre 107 milioni, Foligno, con oltre 97 milioni, Perugia, con oltre 82 milioni, e Cascia, con circa 53,9 milioni.

Nella provincia di Terni sono invece programmati 63 interventi in 16 Comuni, per un importo complessivo di circa 34 milioni di euro. Gli importi più rilevanti riguardano Ferentillo, Montefranco, Giove, Alviano e Polino.

Prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 31 marzo 2025 e il 31 marzo 2026, l’Umbria è la regione che registra la maggiore contrazione percentuale dell’assistenza abitativa. Le dichiarazioni attive passano da 1.049 a 877, con una riduzione di 172 unità pari al 16,4%. Diminuiscono sia i beneficiari del CDA, da 493 a 429, sia quelli ospitati nelle SAE, da 439 a 372. La flessione interessa entrambe le province umbre: Perugia passa da 1.002 a 842 dichiarazioni (-160, pari al 16%), mentre Terni scende da 47 a 35 (-12, pari al 25,5%), facendo registrare la contrazione percentuale più elevata tra tutte le province del cratere sismico.

Il quadro che emerge dal Rapporto evidenzia quindi una ricostruzione che avanza sia nella dimensione privata sia in quella pubblica, con una massa finanziaria significativa già attivata e con migliaia di cantieri che stanno contribuendo alla ripartenza dei territori colpiti dal sisma.

“Il Rapporto Ricostruzione 2026 – dichiara il commissario straordinario alla riparazione e ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – conferma che la ricostruzione dell’Umbria è entrata in una fase concreta e misurabile. I dati su concessioni, liquidazioni, cantieri conclusi e opere pubbliche programmate raccontano un lavoro imponente, che riguarda le abitazioni, i centri storici, le scuole, gli edifici pubblici, i luoghi della cultura, della socialità e dell’identità comunitaria. La sfida, oggi, è continuare ad accelerare, mantenendo alta la qualità degli interventi e rafforzando il gioco di squadra insieme con la Regione Umbria, gli Uffici speciali, Comuni, tecnici, imprese e cittadini. La ricostruzione – prosegue Castelli – non è soltanto un insieme di pratiche e cantieri. È la condizione necessaria per rendere nuovamente attrattivi i territori dell’Appennino centrale, per sostenere chi ha scelto di restare, per favorire il ritorno di famiglie, attività e servizi. L’Umbria, con Norcia, Cascia, Preci, Spoleto e tutti gli altri Comuni coinvolti, rappresenta uno dei luoghi simbolo di questa rinascita. I risultati raggiunti sono importanti, ma dobbiamo continuare a lavorare con determinazione perché ogni comunità possa vedere completato il proprio percorso di ricostruzione”.

Focus Castelluccio di Norcia. Situato a 1.452 metri di altitudine nel territorio comunale di Norcia, Castelluccio rappresenta uno degli interventi più complessi dell’intera ricostruzione post-sisma 2016. Gli eventi sismici hanno compromesso quasi totalmente il patrimonio edilizio del borgo e delle vicine frazioni di Campi Alto e San Pellegrino, rendendo necessaria l’adozione di specifiche Ordinanze speciali e procedure dedicate. Per l’attuazione del programma sono stati finora destinati circa 68 milioni di euro.

Il progetto prevede la ricostruzione integrata dell’intero centro storico attraverso un intervento unitario promosso dal soggetto pubblico e sviluppato in collaborazione con i proprietari privati. L’elemento caratterizzante è la realizzazione di una piattaforma strutturale dotata di sistemi di isolamento sismico, sulla quale saranno ricostruiti edifici pubblici e privati, infrastrutture, reti tecnologiche e spazi collettivi.

Negli ultimi mesi il programma ha registrato ulteriori avanzamenti. A gennaio 2026 è stato approvato il progetto definitivo-esecutivo del Lotto Costruttivo n. 1 relativo agli scavi, alla modellazione del terreno e alla realizzazione dei muri del perimetro della piastra. Nello stesso mese è stata affidata la progettazione definitiva ed esecutiva della piastra fondale ad isolatori sismici e dei locali ipogei, mentre proseguono le opere di terrazzamento del nucleo abitato.

Sul fronte del patrimonio storico sono in corso le attività propedeutiche alla ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, con l’affidamento del contratto per lo smontaggio controllato dei ruderi e le indagini finalizzate alla caratterizzazione delle strutture residue e dei materiali esistenti.