Prosegue il percorso di tutela e recupero del patrimonio storico e culturale danneggiato dal sisma. Con il decreto n. 491 del 28 maggio 2026, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli ha disposto il trasferimento di 283.764,99 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico del Castello della Porta di Frontone, in provincia di Pesaro Urbino. La somma corrisponde all’acconto del 50% del contributo concesso per l’opera.
Il Castello della Porta, monumento di grande valore storico situato in posizione panoramica, risale all’anno Mille. Conosciuto anche come Castello Malatestiano, divenne proprietà e residenza dei Conti della Porta nel Cinquecento, quando Frontone entrò a far parte della Contea del Ducato di Urbino per volontà di Francesco Maria della Rovere.
Gli eventi sismici del 2016 e del 2017 hanno provocato danni alle strutture portanti, alle murature divisorie interne e alle antiche finiture dell’edificio. Gli interventi previsti sono finalizzati alla riparazione dei danni e alla riduzione delle vulnerabilità strutturali attraverso opere specialistiche quali scuci e cuci delle murature lesionate, iniezioni di boiacca consolidante, incatenamenti di facciata con fasce in fibra di acciaio e inserimento di tiranti metallici.
I lavori per il completamento e recupero della struttura procedono spediti, ad oggi siamo oltre il 50% e l’amministrazione prevede di riconsegnare il Castello alla comunità entro il termine di 3 mesi.
Così il sindaco di Frontone Daniele Tagnani: “Desidero ringraziare la Struttura Commissariale per il suo apporto e in particolare il Commissario Castelli per la sua disponibilità. Frontone negli ultimi anni ha dovuto affrontare, oltre il terremoto anche altre calamità come l’alluvione. Infatti il mio sentito ringraziamento va anche all’arch. Sciamanna e a tutti i tecnici del comune.”
«Il Castello della Porta rappresenta una testimonianza preziosa della storia di Frontone e dell’intero entroterra marchigiano. Sebbene Frontone sia un comune esterno al cratere sismico, i danni subiti da questo monumento dimostrano come gli effetti del terremoto abbiano interessato un territorio più ampio. Per questo è fondamentale salvaguardare e recuperare beni identitari come questo, che custodiscono la memoria delle comunità e contribuiscono alla valorizzazione culturale e turistica delle aree interne. Il recupero di un bene così significativo conferma la nostra volontà di non lasciare indietro nessun territorio e di investire nella tutela di un patrimonio storico che appartiene all’intera regione. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il sindaco Daniele Tagnani e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto. La ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma anche la conservazione della storia, dell’identità e della memoria delle nostre comunità», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.