Sarà concluso nell’autunno del 2026 il cantiere della Concattedrale di San Catervo, Duomo e luogo simbolo della storia religiosa e civile di Tolentino. Questa mattina il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, giunti all’80% portati avanti dalla ditta Fratelli Navarra srl.
L’opera, del valore complessivo di 3,2 milioni di euro, è attuata dalla Diocesi di Macerata e diretta dall’architetto Alessandro Nardi. I lavori riguardano la riparazione dei danni strutturali causati dal sisma del Centro Italia del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno dei luoghi più identitari del territorio.
“Restituire San Catervo significa tutelare le origini della nostra terra e della nostra civiltà. L’Appennino centrale è stato culla di fede, cultura, arte e spirito di innovazione e oggi siamo qui a testimoniare la risolutezza di un territorio che non si è arreso nemmeno di fronte al terremoto. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, con cui abbiamo condiviso scelte importanti in questo percorso, il vescovo Nazzareno Marconi, che interpreta con grande sensibilità e responsabilità la ricostruzione sia materiale che sociale della sua Diocesi, e il sindaco Mauro Sclavi. Prendiamo atto dei passi avanti di una ricostruzione che finalmente si è sbloccata e dei cantieri che stanno progressivamente giungendo a conclusione. Restituire questi luoghi significa restituire alle comunità la loro storia, la loro identità e la loro memoria”, ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli.
“Siamo vicinissimi all’80% del completamento dei lavori. Un ringraziamento sentito a tutti i tecnici e la Struttura Commissariale, che stanno permettendo alla comunità di Tolentino di riappropriarsi di luogo fondamentale e inestimabile” sottolinea Mons. Nazzareno Marconi Vescovo di Macerata.
“Siamo quasi in dirittura di arrivo dei lavori. Per noi è fondamentale riavere questo presidio sociale e religioso, lo è per tutta la comunità di Tolentino. Ringrazio inoltre la Struttura Commissariale e la diocesi che hanno permesso di riportare questo luogo meraviglioso agli antichi splendori” aggiunge il Sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale Silvia Luconi.
“Ringrazio la struttura commissariale, sua Eccellenza il Vescovo e tutte le maestranze che hanno lavorato per far sì che i cittadini si riapproprino del loro Santo, San Catervo. Una chiesa meravigliosa, io stesso mi sono sposato qui, e rivederla quasi ultimata mi riempie di gioia. Un ringraziamento particolare al Commissario Castelli che ha consentito, attraverso l’opera di restauro e ricostruzione, la rivitalizzazione di questi territori” dichiara Mauro Sclavi, Sindaco di Tolentino.
Dopo la riapertura del Palazzo Arcivescovile di Camerino e della Basilica di San Benedetto a Norcia, e altre decine di chiese restituite alle comunità il completamento del cantiere di San Catervo rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di recupero del patrimonio culturale e religioso dell’Appennino centrale colpito dal sisma.
Una storia di ricostruzioni. L’attuale chiesa di San Catervo è in realtà la terza fabbrica eretta sul medesimo luogo nel corso dei secoli. Il primo sacello dedicato al Santo Martire del IV secolo, primo evangelizzatore di queste terre, fu voluto dalla moglie di lui, Settimia Severina, per raccoglierne le spoglie mortali, che riposano tuttora nel sarcofago monumentale insieme a quelle del figlio Basso. Qui nel IX secolo i monaci di San Benedetto fondarono un’abbazia, al cui interno fu inglobato l’edificio preesistente. Dopo il 1256 i religiosi riedificarono la chiesa, in stile gotico. Questa nel 1490 passò in commenda al nobile locale Giovanni Battista Rutiloni che nel 1507 la cedette in dono a Giulio II; il Papa, allora, vi fece insediare i Canonici Lateranensi che ne mantennero la proprietà fino alle soppressioni napoleoniche. Per volere di S. Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata e Tolentino, il tempio fu ricostruito nelle forme attuali a partire dal 1822, per essere canonicamente eretto a concattedrale. A seguito del decreto del Dicastero per i Vescovi del 5 giugno 2022, che ha eretto la collegiata di San Giovanni di Macerata a unica cattedrale della diocesi unita, San Catervo ha contestualmente assunto la denominazione di duomo, vale a dire chiesa più importante della città, nella quale sono sedimentate le sue memorie storiche e spirituali, costituenti il patrimonio culturale della comunità, religiosa e civile.
Tappa del cammino lauretano. La Concattedrale di San Catervo rappresenta inoltre una tappa significativa del Cammino Lauretano, il più antico cammino mariano del mondo, che collega Assisi a Loreto attraversando i territori dell’Appennino centrale. Il Duomo di Tolentino si trova lungo il percorso tra Belforte del Chienti e Macerata, un itinerario sempre più frequentato da pellegrini e camminatori provenienti dall’Italia e dall’estero. La valorizzazione dei cammini religiosi e culturali costituisce uno degli elementi strategici del rilancio delle aree interne colpite dal sisma: percorsi capaci di coniugare spiritualità, turismo lento, sviluppo economico e riscoperta dell’identità dei territori. Restituire luoghi simbolo come San Catervo significa rafforzare una rete di accoglienza e di patrimonio culturale che rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro dell’Appennino centrale.