Passo decisivo verso la messa in sicurezza e il recupero del cimitero di Santa Maria, a Fabriano (An), con l’approvazione del progetto esecutivo da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione.
L’intervento relativo alla riparazione dei danni causati dal sisma del 2016/2017 è finanziato con un contributo complessivo di 495.000 euro e riguarderà la cappella cimiteriale, l’ex casa del custode e alcune porzioni dei blocchi loculi più degradati, restituendo funzionalità e decoro a uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina.
«Con questo passaggio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Fabriano si avvia verso una piena riqualificazione dell’area cimiteriale di Santa Maria, con l’obiettivo di restituire sicurezza, dignità e piena fruibilità a un complesso storico. Ringrazio il lavoro congiunto di Comune, Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».
Il progetto introduce anche migliorie funzionali richieste dall’Amministrazione comunale, come la realizzazione di una camera mortuaria, di servizi igienici accessibili al pubblico e di nuovi spazi operativi per il personale cimiteriale, oltre al recupero dei loculi attualmente non visitabili.
Curiosità. Le prime notizie sull’esigenza di ampliare la dotazione di sepolture della comunità risalgono alla seconda metà dell’Ottocento; la decisione di provvedere alla costruzione di un nuovo cimitero da ubicare sul colle Santa Croce piuttosto che ampliare il vecchio risale invece al 1864, anno in cui il Consiglio commissionò l’allora ingegnere comunale Cleomene Luigi Petrini, nipote e allievo di Pietro Ghinelli, già incaricato della redazione del progetto del nuovo teatro comunale, di redigere un progetto sulle aree da espropriare. Successivamente nominato per la redazione del progetto esecutivo, Petrini si occupò dei lavori del cimitero sino al 19 agosto 1872, data in cui dovette rinunciare al mandato per il protrarsi della sua malattia.