“Condivido pienamente il principio alla base dell’incontro ‘La Tripla Transizione’: il percorso della transizione energetica si fonda su cura dell’ambiente, inclusione sociale e digitalizzazione. Si tratta di tre cardini che stiamo adottando nella strategia di riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale, per dare un nuovo futuro alle comunità colpite dal sisma del 2016”.
Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, nel corso del suo intervento al workshop organizzato a Roma con la partecipazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin.
“In un contesto internazionale incerto – aggiunge Castelli -, va sottolineato che, grazie al Governo Meloni, ci stiamo liberando delle tare ideologiche che a livello europeo avevano reso più complessi e inefficaci i percorsi delle transizioni energetiche, ambientali e digitali. Il quadro resta complesso, ma assistiamo a una revisione degli obiettivi e delle scadenze che appesantivano il nostro sistema produttivo, senza determinare vantaggi.
Oggi – prosegue Castelli- la sostenibilità e l’efficienza energetica sono obiettivi delle nostre imprese perché decisive per la competitività, non in quanto derivanti da principi ideologici. Ma c’è anche una ‘quarta transizione’ di cui va tenuto conto, che racchiude le altre tre e che per l’Italia ha una valenza prioritaria: l’adattamento del territorio agli effetti estremi dei cambiamenti climatici. Anche questo aspetto è compreso all’interno di quella articolata strategia, fatta di azioni e interventi integrati tra loro, che hanno dato luogo al Laboratorio Appennino centrale.
Come Commissario al sisma 2016 mi è stata affidata la responsabilità di impiegare 28 miliardi di risorse pubbliche non per ricostruire case che resteranno vuote a causa del fenomeno dello spopolamento delle aree interne, ma per creare quelle condizioni che consentano il permanere del presidio umano e un nuovo sviluppo produttivo, nel segno della sostenibilità. Il mio auspicio – conclude Castelli – è che il Modello Appennino centrale possa travalicare i confini italiani, diventando un riferimento anche in sede di confronto UE per il quadro finanziario pluriennale2028-2034, rendendo la transizione più efficace