Folignano, 1 milione di euro per la viabilità: approvato il progetto esecutivo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di ripristino di parte della viabilità di Folignano (Ap), autorizzando la concessione di un contributo pari a 1.000.000 euro, previsto dall’ordinanza commissariale 137 del /2023.

L’approvazione del progetto consente ora al Comune, in qualità di soggetto attuatore, di procedere verso la fase operativa dell’intervento, restituendo alla popolazione un’infrastruttura stradale più sicura, moderna ed efficiente – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -Ringrazio per questo risultato il lavoro costante delle componenti coinvolte, dallo stesso Comune fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”.

L’approvazione del progetto segna un passaggio importante per la riqualificazione della viabilità di Folignano. Si tratta di un intervento strategico che si inserisce in un più ampio percorso di rigenerazione urbana su cui l’amministrazione comunale lavora da anni, con l’obiettivo di dare una nuova veste al capoluogo: un percorso che ha già visto, lo scorso ottobre, l’inaugurazione del nuovo Belvedere e che proseguirà con la realizzazione di due nuove piazze” sottolinea il sindaco Matteo Terrani.

L’intervento riguarda un tratto cruciale del sistema stradale cittadino, che collega Piazza Dari, l’area dell’ex Municipio, via Trapasso, via Colle Pasquale, via Spiazzo e il raccordo con via San Benedetto. L’obiettivo è riqualificare l’infrastruttura migliorando sicurezza, accessibilità e funzionalità, preservando al tempo stesso la morfologia dei luoghi.

Il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione stradale, in parte in conglomerato bituminoso e in parte in porfido, il ripristino dei sottoservizi, il rifacimento dei marciapiedi per la tutela dei pedoni, la sostituzione delle balaustre ammalorate e l’integrazione dei punti luce della pubblica illuminazione.

Macerata, sì al progetto esecutivo per Palazzo Conventati

A Macerata, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento di riparazione con rafforzamento locale di Palazzo Conventati, sede degli uffici comunali di Piaggia della Torre, autorizzando un contributo di 600.000 euro nell’ambito dell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

A intervento concluso, Palazzo Conventati sarà pienamente recuperato nella sua funzionalità e nella sua valenza architettonica, restituendo al cuore della città un edificio più sicuro, più stabile e maggiormente fruibile – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di un tassello significativo nel percorso di valorizzazione e rigenerazione del centro storico, che potrà contare su un immobile pubblico rinnovato e adeguato agli standard di sicurezza richiesti, cosa per cui dico grazie all’impegno congiunto messo in campo con lo stesso Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

L’approvazione del progetto esecutivo per l’intervento di riparazione di Palazzo Conventati da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio. Si tratta di un risultato importante che consentirà di restituire piena funzionalità e sicurezza a un edificio storico della nostra città, che oggi ospita la sede del Comune – ha aggiunto il sindaco Sandro Parcaroli – Desidero esprimere un sentito ringraziamento al commissario Guido Castelli per l’attenzione e la costante collaborazione, così come alla Regione Marche per il prezioso supporto. Questo traguardo è il frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, che continua a dare risposte concrete al territorio e ai cittadini”.

L’edificio, di grande valore storico e architettonico (costruito tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500), presenta danni riconducibili al terremoto, in particolare alle murature portanti, alle volte del piano terra e alle strutture dei livelli superiori. Le verifiche tecniche hanno evidenziato un quadro fessurativo significativo nel blocco sud del palazzo, con lesioni di natura sismica e criticità legate alla configurazione originaria dell’edificio.

Il progetto prevede interventi mirati al miglioramento della sicurezza strutturale, nel pieno rispetto della natura storica del complesso. Tra le opere principali sono previsti nuovi incatenamenti in acciaio, ristilature armate dei giunti, consolidamento delle volte, riparazioni “a cuci e scuci” delle murature lesionate e la realizzazione localizzata di nuovi setti murari per ridurre le bucature e migliorare la risposta sismica complessiva. Sono incluse anche opere di restauro delle superfici e degli elementi lapidei di pregio.

Il progetto mantiene l’assetto e la morfologia dell’edificio storico, già caratterizzato da numerosi interventi stratificati nel tempo.

Sisma Ancona 2022: ricostruzione entra nel vivo, operativa la piattaforma Ge.Di.Si.

È entrata nel vivo la nuova fase della ricostruzione post sisma 2022. Dal 27 febbraio 2026 è operativa la piattaforma Ge.Di.Si, lo strumento unico digitale per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata, mentre i primi Documenti di Indirizzo alla Progettazione (DIP) relativi alla ricostruzione pubblica e agli edifici di culto sono già in fase di valutazione presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione.

Due passaggi concreti che segnano concretamente l’avvio del percorso delineato dalla nuova Ordinanza illustrata questa mattina nella Sala della Giunta del Comune di Ancona, alla presenza del Commissario Straordinario Guido Castelli, del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e del Sindaco di Ancona Daniele Silvetti.

La nuova Ordinanza, dedicata al sisma del 9 novembre 2022 che colpì in particolare Ancona, Fano e Pesaro, si fonda su tempi certi, procedure semplificate e strumenti immediatamente attivabili. L’obiettivo è accelerare il passaggio dalle norme ai cantieri, completando il quadro normativo vigente e rafforzando l’efficienza amministrativa.

 

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “ “Oggi diamo un segnale concreto e tangibile alle famiglie colpite dal sisma del 9 novembre 2022: la ricostruzione entra nella fase operativa con tempi certi, procedure chiare e strumenti efficaci per dare risposte concrete ai cittadini che sono fuori dalle proprie abitazioni. Ringrazio il Governo, il Commissario Castelli, il Sottosegretario Albano, l’Usr e i Comuni, a partire da Ancona, per il lavoro di squadra che ha reso possibile l’avvio concreto del percorso di ricostruzione. La Regione tramite l’Usr e i suoi professionisti è e sarà al fianco di cittadini, professionisti e amministrazioni locali per tradurre le norme in cantieri aperti nel più breve tempo possibile

 

Il Sindaco di Ancona, Daniele Sivetti: “Ancona compie oggi un passo decisivo verso una nuova stagione di crescita e rinascita urbana. Grazie al lavoro sinergico con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione post Sisma 2022 e al determinante supporto del Commissario Straordinario, Sen. Guido Castelli che ringrazio sinceramente, Ancona ha ottenuto un finanziamento di molti milioni di euro destinato a interventi strategici per la città.  Si tratta di risorse che ci consentiranno di intervenire su scuole cittadine, garantendo adeguamento sismico, messa in sicurezza e ripristino funzionale, affinché studenti, famiglie e personale possano vivere ambienti moderni e sicuri. Gli interventi riguarderanno inoltre il recupero e l’adeguamento di importanti contenitori storici e il completamento della Mole Vanvitelliana, simbolo culturale e identitario della nostra comunità, insieme ad altri edifici pubblici strategici.

Particolare attenzione sarà riservata anche alle strutture sociosanitarie, ai cimiteri e agli edifici culturali, con opere di ripristino e miglioramento che rafforzeranno la qualità dei servizi e la coesione sociale. Questa non è solo un’operazione di ricostruzione materiale, ma un grande progetto di rilancio capace di disegnare il futuro della nostra città: una vera rinascita urbana che guarda alla sicurezza, alla valorizzazione del patrimonio e allo sviluppo sostenibile con lo sguardo al nuovo Piano regolatore

Il Commissario Guido Castelli: “Questa Ordinanza nasce da un lavoro condiviso e costante con la Regione Marche, con il Comune di Ancona e con tutti gli enti locali coinvolti nei territori colpiti dal sisma. È il risultato di una collaborazione istituzionale concreta, che ci ha consentito di costruire un impianto chiaro, operativo e coerente con le esigenze emerse sul territorio. Abbiamo fissato tempi certi, definito procedure semplificate e messo a disposizione strumenti immediatamente attivabili, come la piattaforma Ge.Di.Si per la ricostruzione privata e l’avvio della valutazione dei primi DIP per la ricostruzione pubblica e le chiese. I cittadini, i professionisti e i sindaci devono sapere con precisione cosa fare, entro quando e con quali strumenti: la chiarezza amministrativa è il primo passo per restituire fiducia e dare sicurezza alle comunità colpite. L’esperienza maturata con la ricostruzione 2016-2017 ci ha insegnato che servono regole attuabili, responsabilità definite e una forte sinergia tra tutti i livelli istituzionali per accelerare il passaggio dalle norme ai cantieri. Un modello già sperimentato che oggi viene ulteriormente rafforzato e modellato sulle specificità del sisma 2022”.

 

Ricostruzione privata: piattaforma attiva e scadenze definite

Attraverso la piattaforma Ge.Di.Si professionisti e cittadini possono presentare le istanze di contributo, con termine fissato al 31 dicembre 2026.

Il cronoprogramma prevede che entro il 31 marzo 2026 venga presentata la valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. A seguire, entro il 30 giugno 2026 dovrà avvenire il deposito del contratto di incarico al professionista presso l’USR ed entro il 31 dicembre 2026 andrà presentata la presentazione della richiesta di contributo tramite Ge.Di.Si. Le modalità di concessione ed erogazione dei contributi saranno disciplinate con successivo decreto commissariale.

Le risorse stanziate ammontano a 20 milioni di euro per il 2026, 90 milioni per il 2027 e 220 milioni per il 2028, garantendo una copertura finanziaria pluriennale alla ricostruzione.

Inoltre, si ricorda che dal 1° gennaio 2026 è inoltre attivo il Contributo per il Disagio Abitativo (CDA) destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata. Sono esclusi i locatari, salvo gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica.

 

Ricostruzione pubblica: esame dei DIP e anticipazioni per la progettazione

Sul fronte pubblico, la nuova Ordinanza disciplina in modo puntuale la procedura di esame dei DIP. Gli Uffici Speciali per la Ricostruzione effettuano la verifica tecnico-amministrativa e trasmettono gli atti al Commissario, che individua gli interventi finanziabili d’intesa con la Regione.

È prevista un’anticipazione fino al 10% del valore dell’intervento per consentire l’immediato sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica, favorendo una più rapida apertura dei cantieri.

Un capitolo specifico riguarda le chiese e gli edifici di culto, con una disciplina modellata sull’esperienza del sisma 2016 e la distinzione tra ricostruzione pubblica e privata, prevedendo anche in questo caso anticipazioni per le attività progettuali.

Regione Marche: quadro dei danni e stima economica

Sono 969 le richieste di sopralluogo pervenute a seguito degli eventi del 9 novembre 2022: 639 nei Comuni del cratere (Ancona, Fano, Pesaro) e 330 fuori cratere.

Gli interventi stimati sono 230 per la ricostruzione privata e 209 per quella pubblica, mentre la stima economica complessiva ammonta a 458,66 milioni di euro, di cui 177,76 milioni per la ricostruzione privata e 280,90 milioni per la ricostruzione pubblica (220 milioni destinati agli edifici pubblici e circa 60 milioni alle chiese). Nella sola città di Ancona sono 179 gli edifici tra pubblici, privati e edifici di culto per i quali sono previsti interventi.

Via libera ai lavori di miglioramento sismico della chiesa di Santa Lucia e sacrestia a Spoleto

La conferenza permanente ha dato il via libera ai lavori di miglioramento sismico della chiesa di Santa Lucia e sacrestia a Spoleto (Pg).

La piccola chiesetta di Santa Lucia si trova all’interno di quello che era noto come “Borgo S. Pietro” o “di Monterone”; borgo medievale annesso alla città di Spoleto alla fine del XIII secolo, durante l’espansione della città. L’Arco di Monterone da cui prende il nome la via, fu per secoli la principale porta d’accesso alla città essendo la più antica a sud. L’Arco venne costruito da il I e il II secolo a.C. ad oggi risulta interrato per buona parte della sua altezza. Dalla porta di accesso entrava il diverticolo della Via Flaminia proveniente da Terni. Nella Chiesa, eretta dalla confraternita di S. Lucia nel Cinquecento, ogni anno il 13 dicembre i fedeli – provenienti da tutta la città – si riunivano per celebrare la Santa e, durante la notte, fuori dalla Porta di Monterone un grande falò di fascine veniva acceso con fine propiziatorio. I locali del complesso manterranno le attuali destinazioni d’uso essendo ancora idonei al loro svolgimento. Per quanto riguarda la canonica, si procederà al rifacimento del solaio interpiano ligneo, con conseguente demolizione e realizzazione ex novo di scala alla marinara. Anche la copertura subirà un intervento di tipo strutturale, con eliminazione del pianellato a favore di nuovo doppio tavolato incrociato. Esternamente, la facciata su via Monterone a seguito del consolidamento con fibre di vetro – conserverà la tonalità gialla attualmente presente, integrata sottotono nelle zone che presentano lacune e/o mancanze fisiche di materia (es. i punti di innesto della struttura metallica per la messa in sicurezza). Anche il campanile, opportunamente fasciato con fibre di carbonio, sarà intonacato e tinteggiato. La riqualificazione energetica comporterà l’impiego di materiali innovativi ma sempre rispettosi della natura del fabbricato. Il costo del progetto è di 292.000,00 euro.

“È essenziale tutelare e portare a nuova vita questi gioielli del nostro territorio. L’Umbria avrà grandi benefici durante quest’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di S. Francesco. Lavoriamo senza sosta per rilanciare tutto il tessuto turistico della regione– aggiunge il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Andrea Sisti”.

Visso, approvato il documento di indirizzo alla progettazione per la nuova sede della Croce Rossa: finanziamento di 1 milione

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo alla realizzazione della nuova sede della Croce Rossa Italiana di Visso (Mc), un intervento strategico inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

“L’opera è inserita nel percorso di rigenerazione urbana avviato dal Programma Straordinario di Ricostruzione e si colloca all’interno di un’area individuata come nuova polarità dei servizi – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli – La sua realizzazione contribuirà a restituire stabilità operativa a un territorio che ha visto per anni delocalizzazioni, strutture temporanee e servizi dislocati fuori dal centro storico. Ringrazio per il solerte lavoro il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

Siamo lieti di apprendere questa notizia. Esprimiamo la nostra gratitudine al commissario Castelli e al presidente Acquaroli. Questa opera, fortemente voluta dalla nostra Amministrazione e accantonata dalla precedente, garantirà sicurezza e stabilità alle nostre istituzioni nei nostri territori”, dichiara il sindaco Rosella Sensi.

L’opera dispone di un finanziamento pari a 1 milione di euro e riveste un ruolo essenziale nel percorso di ripristino dei servizi pubblici sul territorio colpito dal sisma, rappresentando un presidio indispensabile per la gestione delle emergenze sanitarie, di protezione civile e per il supporto socio-assistenziale alla popolazione.

Il decreto del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali definisce l’avvio del processo progettuale, stabilisce gli obiettivi, i requisiti tecnici, le caratteristiche funzionali e le linee guida cui dovrà attenersi la progettazione.

La nuova sede sorgerà in prossimità della strada provinciale “Valnerina”, nell’area già occupata dalla struttura provvisoria e dal deposito mezzi della Croce Rossa. L’edificio attuale, realizzato in emergenza dopo il sisma del 2016, non risponde più alle esigenze operative dell’associazione e funzionalità richieste dagli standard contemporanei.

Il nuovo complesso garantirà invece piena operatività h24, elevata sicurezza sismica grazie alla classificazione in classe d’uso IV, spazi logistici e sanitari moderni, aree per la formazione, magazzini attrezzati, percorsi funzionali e autorimesse adeguate per ambulanze e mezzi di soccorso.

 

Evento della CIIP su acqua, digitale e governo del territorio. Castelli: “ Abbiamo trasformato un disastro in un’occasione per innovare”

Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha partecipato questa mattina all’evento “Water Smart City, innovazione digitale e governo del territorio” iniziativa promossa da CIIP S.p.A. in collaborazione con il Comune di Ascoli Piceno, un confronto di livello nazionale sui temi della digitalizzazione delle reti idriche, della gestione intelligente dei sottoservizi e della governance urbana.

“Il 24 agosto 2016 una scossa devastante colpì il Centro Italia. 299 vittime, comunità ferite, territori sconvolti. A Pescara del Tronto, oltre alla distruzione visibile, si verificò anche un danno meno evidente ma gravissimo: le sorgenti subirono un dimezzamento della portata idrica. Da 1.200 litri al secondo a 600 litri al secondo. Un evento catastrofico che ha messo a nudo tutta la fragilità delle nostre infrastrutture. Ma proprio da quella ferita è nata una strategia che oggi rappresenta una buona prassi nazionale. Tre scelte strategiche hanno segnato un cambio di paradigma: Ricostruzione antisismica dell’acquedotto. Non una semplice riparazione, ma una infrastruttura ripensata per resistere agli eventi sismici. La sicurezza come criterio strutturale, non come aggiunta successiva.  Digitalizzazione delle reti idriche: grazie ai fondi del programma Next Appennino abbiamo finanziato sistemi avanzati di monitoraggio per individuare e contenere le perdite. Dal dato alla governance: tecnologia e analisi predittiva per una gestione moderna ed efficiente.  Interconnessione – l’Anello dei Sibillini. Un sistema di collegamento tra i comuni del centro-sud delle Marche che consente, in caso di emergenza o crisi idrica, uno scambio mutualistico delle risorse. Una logica di soccorso strutturata, non improvvisata” dice il commissario Castelli.

“Dal male può nascere il bene, se c’è visione. Grazie al lavoro della CIIP e alla collaborazione istituzionale, abbiamo trasformato un disastro in un’occasione per innovare. Non solo ricostruire ciò che c’era, ma costruire meglio. Più sicuro. Più intelligente. Più resiliente. La ricostruzione non è solo edilizia: è infrastrutturale, tecnologica, strategica. È governo del territorio” ha concluso Castelli.

Arrivano oltre 1,4 milioni per l’istituto “Strampelli” di Rieti

È stato disposto il trasferimento di 1.409.650,56 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio per l’avvio degli interventi di riqualificazione e miglioramento sismico dell’Istituto Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli” di Rieti.

Le risorse rappresentano l’anticipazione del 20% dell’investimento complessivo pari a oltre 7 milioni di euro, previsto nell’ambito dell’Ordinanza Speciale dedicata agli interventi strategici di particolare rilevanza per la ripresa economica e scientifica dei territori terremotati. L’intervento consentirà il miglioramento sismico e la riqualificazione funzionale del compendio immobiliare, garantendo sicurezza strutturale, continuità delle attività scientifiche e valorizzazione di un centro di eccellenza legato alla ricerca agronomica nazionale. L’Istituto Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli”, fondato nel 1919 dal celebre agronomo e genetista che ne porta il nome, è stato per decenni un centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione agraria. Nel 2025 ci fu la firma del Protocollo d’intesa relativo alla ristrutturazione e alla rifunzionalizzazione dell’Istituto siglato da Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Ministero della Cultura, Comune di Rieti, Commissario Straordinario al sisma 2016, Regione Lazio, Agenzia per il Demanio e Università degli Studi della Tuscia.

“È fondamentale tutelare i luoghi della conoscenza e della ricerca che rappresentano motori di sviluppo e innovazione. L’Istituto Strampelli è un presidio storico per l’agricoltura italiana e il suo recupero rafforza la prospettiva di crescita del territorio reatino e dell’intero cratere sisma – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –  Per la loro collaborazione ringrazio il Ministro Francesco Lollobrigida che si è molto speso per l’istituto Strampelli, l’assessore Manuela Rinaldi, l’ufficio ricostruzione Lazio, il Questore della Camera Paolo Trancassini e il sindaco Daniele Sinibaldi”.

Il trasferimento delle risorse per la riqualificazione e il miglioramento sismico dell’Istituto Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli” di Rieti è un risultato concreto per la sicurezza e la valorizzazione del centro più importante per la ricerca agronomica nazionale. Un intervento reso possibile dal lavoro sinergico dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio, della Struttura commissariale e del Comune di Rieti, che ringrazio. Investire su questo compendio significa rafforzare il reatino e dare nuova centralità a un luogo simbolo legato al “maestro del grano” e al Made in Italy della ricerca agraria”, ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Lo stanziamento di oltre 1,4 milioni di euro per l’avvio degli interventi sull’Istituto Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli” rappresenta una notizia importante per tutta la comunità reatina. Parliamo di un presidio storico dell’identità agricola locale, un luogo che ha reso Rieti protagonista nel panorama della ricerca nazionale. Le risorse di allocate rappresentano l’anticipazione del 20% dell’investimento complessivo, pari a oltre 7 milioni di euro, dedicato agli interventi strategici di particolare rilevanza per la ripresa economica e scientifica dei territori terremotati. Riqualificare ed operare un efficace miglioramento sismico dell’Istituto significa restituire sicurezza, continuità e prospettiva a un centro di eccellenza che appartiene alla storia cittadina ed al suo futuro. È un segnale concreto di attenzione verso il territorio e verso il cratere sisma, che rafforza la vocazione produttiva e scientifica del Reatino. Con questo spirito continueremo a lavorare affinché Rieti e la sua provincia possano crescere, valorizzando le proprie radici e le proprie eccellenze, con orgoglio e senso di responsabilità” sottolinea il Questore della Camera Paolo Trancassini.

“L’investimento destinato all’Istituto Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli” rappresenta una notizia di straordinaria importanza per la città di Rieti. Parliamo di oltre 7 milioni di euro complessivi per la riqualificazione e il miglioramento sismico di un luogo simbolo della ricerca agronomica italiana e internazionale, fondato nel 1919 da una figura che ha cambiato la storia dell’agricoltura mondiale. Strampelli, con le sue innovazioni nel campo della genetica del grano, ha contribuito in modo determinante al miglioramento delle produzioni cerealicole, lasciando un’eredità scientifica che ancora oggi parla al mondo.

Restituire piena funzionalità e sicurezza a questo compendio significa non solo tutelare un patrimonio storico e scientifico, ma rafforzare la vocazione universitaria e di ricerca della nostra città. Rieti sta investendo con decisione nello sviluppo del polo universitario, nella formazione avanzata e nell’attrazione di competenze e talenti: la riqualificazione dello Strampelli si inserisce perfettamente in questa strategia. Università, ricerca, innovazione e valorizzazione delle nostre eccellenze storiche devono camminare insieme. È così che si costruisce uno sviluppo solido e duraturo, capace di generare opportunità per i giovani e nuova competitività per il territorio. Ringrazio il Commissario alla ricostruzione e tutti i soggetti istituzionali coinvolti per aver sostenuto un intervento che non è soltanto edilizio, ma profondamente culturale e strategico per il futuro di Rieti” sottolinea il sindaco Daniele Sinibaldi.

Oltre 2,5 milioni di euro per il Liceo “Marconi” di Foligno

Prosegue il programma di ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici nei territori colpiti dal terremoto del 2016. Arrivano 2.526.849,46 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria per l’intervento di recupero del Liceo Scientifico e Liceo Artistico “Marconi” di Foligno, comprensivo della sede principale e della sede distaccata. Il finanziamento consente di raggiungere il 50% delle risorse autorizzate per un intervento complessivo pari a oltre 8,5 milioni di euro, inserito nel Programma Straordinario per la ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza Speciale 31.

La ricostruzione delle scuole rappresenta uno degli assi portanti del nostro lavoro perché significa investire sulla sicurezza degli studenti e sulla qualità dell’offerta educativa, ma anche restituire centralità sociale e prospettive di futuro alle comunità colpite dal terremoto. Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di lavorare senza sosta per il bene di tutte le nostre comunità. Ringrazio la Regione Umbria, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Stefano Zuccarini per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Grazie al contatto diretto con il Governo Nazionale ed all’ottimo rapporto con l’amico Guido Castelli, Foligno può contare ancora una volta su progetti concreti e su risorse certe per procedere nell’opera di ricostruzione, in primis quella delle nostre scuole. Per quanto di competenza, siamo a completa disposizione per ogni necessità garantendo come sempre il massimo supporto” aggiunge il sindaco Stefano Zuccarini.

Arrivano oltre 112 mila euro per il recupero dei cimiteri di Venagrande e Polesio ad Ascoli

Sono state trasferite nuove risorse all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per interventi nel comune di Ascoli Piceno. Nel dettaglio, è stato disposto il trasferimento complessivo di 112.563,69 euro, destinato al recupero e alla messa in sicurezza di due importanti complessi cimiteriali cittadini: 72.909,69 euro per l’intervento al cimitero della frazione di Venagrande per il muro di cinta e chiesa e 39.654,00 euro per l’intervento al muro di cinta e chiesa del cimitero della frazione di Polesio. Le risorse, sono previste nell’ambito dell’Ordinanza commissariale 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche”.

Vogliamo ridare dignità e sicurezza ai cimiteri delle frazioni di Ascoli. Questo è un investimento che conferma la nostra costante attenzione verso i luoghi simbolo delle comunità, colpiti duramente dal sisma, per preservare la memoria dei nostri defunti e per la tutela delle frazioni- dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Marco Fioravanti per la loro collaborazione”.

San Severino, ok al restauro della Porta delle Sette Cannelle e delle mura antiche

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il primo stralcio dei lavori di restauro e recupero conservativo della Porta delle Sette Cannelle e delle mura antiche di San Severino Marche (Mc), un intervento strategico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico della città. L’opera, inserita nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 2.332.666 euro, interamente finanziato e ora concesso al Comune in qualità di soggetto attuatore.

Con questo provvedimento prende forma un intervento che permetterà di restituire pieno valore storico, artistico e identitario a uno dei complessi monumentali più significativi della città– commenta il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – È nostro dovere proseguire nell’opera di rilancio dell’entroterra colpito dal terremoto nella maniera più efficace e capillare possibile, solo così potremo restituire un territorio davvero a misura di futuro. Ringrazio per il costante lavoro il Comune, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

Un’altra bella notizia per la Città di San Severino Marche. L’approvazione del progetto esecutivo per il restauro della Porta delle Sette Cannelle e della cinta muraria non è l’avvio di un altro importante cantiere ma un importante cantiere che finalmente permetterà di mettere in sicurezza e restituire alla loro originaria bellezza elementi architettonici che definiscono il profilo stesso della nostra comunità. Desidero rivolgere un ringraziamento profondo e sentito al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli. La sua costante attenzione verso il nostro territorio e la sensibilità dimostrata nel promuovere interventi che coniugano la sicurezza sismica alla valorizzazione culturale sono pilastri fondamentali per il rilancio dell’entroterra marchigiano. Grazie alla stretta sinergia con la Struttura Commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, stiamo trasformando la sfida della ricostruzione in un’opportunità di rinascita concreta. Gli interventi previsti permetteranno di fruire appieno di un patrimonio artistico straordinario. Restituire valore a questi luoghi significa rendere San Severino Marche una città ancora più bella, sicura e pronta a guardare al futuro senza dimenticare la grandezza del proprio passato” spiega il sindaco Rosa Piermattei.

L’intervento riguarda l’intero sistema delle mura urbiche comprendente sia la Porta San Francesco che la Porta Sette Cannelle. Il progetto prevede un insieme coordinato di opere di restauro conservativo, risanamento, consolidamento e messa in sicurezza dei tratti murari, calibrate sulla base delle diverse tipologie costruttive e delle condizioni di degrado rilevate.  Sono in programma la ripresa delle lesioni, il consolidamento dei maschi murari, la sostituzione della copertina sommitale in laterizio e il rifacimento delle ringhiere metalliche. Per la Porta San Francesco sono previsti interventi specifici sulla volta, sul solaio di copertura e sui paramenti verticali, mentre per la Porta Sette Cannelle si interverrà con perforazioni armate, diatoni artificiali, scuci–cuci e cuciture armate per recuperare le condizioni statiche e conservative dell’arco.

Il progetto contempla inoltre la riqualificazione del percorso pedonale che costeggia il tratto delle mura affacciato su via Scampoli e un nuovo impianto di illuminazione, pensato per valorizzare i punti più significativi della cinta muraria.

Curiosità. La cinta muraria conserva sia una porzione corrispondente alla prima cerchia dei secoli XI-XII, contente l’antica Porta delle Sette Cannelle ricavata nel circuito murario e fatta risalire al XII secolo, che la porzione corrispondente all’ampliamento delle mura svolto nel XIII secolo per inglobare sia il borgo San Francesco e la prima espansione del borgo di fondovalle. In tale ampliamento rientra la seconda porta, Porta San Francesco, edificata nel corso della prima metà del XIII secolo.