Tripla transizione energetica: l’Appennino centrale modello per l’Italia e l’Europa

“Condivido pienamente il principio alla base dell’incontro ‘La Tripla Transizione’: il percorso della transizione energetica si fonda su cura dell’ambiente, inclusione sociale e digitalizzazione. Si tratta di tre cardini che stiamo adottando nella strategia di riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale, per dare un nuovo futuro alle comunità colpite dal sisma del 2016”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, nel corso del suo intervento al workshop organizzato a Roma con la partecipazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin.

“In un contesto internazionale incerto – aggiunge Castelli -, va sottolineato che, grazie al Governo Meloni, ci stiamo liberando delle tare ideologiche che a livello europeo avevano reso più complessi e inefficaci i percorsi delle transizioni energetiche, ambientali e digitali. Il quadro resta complesso, ma assistiamo a una revisione degli obiettivi e delle scadenze che appesantivano il nostro sistema produttivo, senza determinare vantaggi.

Oggi – prosegue Castelli- la sostenibilità e l’efficienza energetica sono obiettivi delle nostre imprese perché decisive per la competitività, non in quanto derivanti da principi ideologici. Ma c’è anche una ‘quarta transizione’ di cui va tenuto conto, che racchiude le altre tre e che per l’Italia ha una valenza prioritaria: l’adattamento del territorio agli effetti estremi dei cambiamenti climatici. Anche questo aspetto è compreso all’interno di quella articolata strategia, fatta di azioni e interventi integrati tra loro, che hanno dato luogo al Laboratorio Appennino centrale.

Come Commissario al sisma 2016 mi è stata affidata la responsabilità di impiegare 28 miliardi di risorse pubbliche non per ricostruire case che resteranno vuote a causa del fenomeno dello spopolamento delle aree interne, ma per creare quelle condizioni che consentano il permanere del presidio umano e un nuovo sviluppo produttivo, nel segno della sostenibilità. Il mio auspicio – conclude Castelli – è che il Modello Appennino centrale possa travalicare i confini italiani, diventando un riferimento anche in sede di confronto UE per il quadro finanziario pluriennale2028-2034, rendendo la transizione più efficace

Approvato l’ intervento di rafforzamento locale della chiesa della Ss. Trinità a Gubbio

La conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di rafforzamento locale della chiesa della Ss. Trinità a Gubbio (PG). L’edificio si trova nel centro storico della città e nella composizione muraria si evidenziano le due diverse epoche costruttive: la parte inferiore, con portale a tutto sesto abbellito da colonne e capitelli scolpiti a motivo floreale, risale al sec XIII, mentre la parte suiperiore è del XV secolo. In corrispondenza delle lesioni presenti, si interverrà realizzando cuciture armate, mediante l’utilizzo di barre elicoidali. Sul portale in pietra si andranno a consolidare le porzioni dove la pietra presenta distacchi e fessure. Gli architravi lesionati saranno sostituiti con altri metallici. La parete del coro in collegamento con il presbiterio sarà rinforzata con la tecnica dell’intonaco armato CRM. Ci saranno anche delle lavorazioni per l’apparato decorativo a stucco che hanno come obiettivo la messa in sicurezza dello stesso per evitare il rischio caduta. Il progetto ha un costo di 300.000 euro.

“Il cambio di passo si impone anche per la tutela di questi gioielli della nostra storia e della nostra tradizione, che sono un beneficio  per l’intera comunità – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma, Guido Castelli –. Desidero ringraziare il Presidente della Regione, il Vescovo Luciano Paolucci Bedini, l’Ufficio per la Ricostruzione e il Sindaco Vittorio Fiorucci per la loro essenziale e proficua collaborazione”.

“Il lavoro di ripristino e consolidamento della chiesa della Ss. Trinità a Gubbio rappresenta un ulteriore passo importante verso il pieno recupero dei tanti beni ecclesiastici, di pregio e cari al popolo eugubino, gravemente danneggiati dal sisma ultimo scorso. Si esprime ancora una volta viva soddisfazione e profonda gratitudine verso gli enti preposti che ne hanno permesso la realizzazione, a partire dal Commissario Castelli, l’Ufficio per la ricostruzione, la Regione Umbria e il Comune di Gubbio” ha dichiarato il Vescovo Luciano Paolucci Bedini.

“Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione di un intervento che consente di mettere in sicurezza e valorizzare un bene di straordinario valore storico e identitario per la città di Gubbio, particolarmente caro alla comunità tutta. Il finanziamento rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il nostro patrimonio e verso il territorio. Ringrazio il Commissario straordinario Guido Castelli per la costante attenzione riservata a Gubbio e per la vicinanza dimostrata alla nostra comunità, a conferma di quanto la collaborazione istituzionale sia fondamentale per garantire risultati concreti, efficaci e duraturi” ha aggiunto il sindaco Vittorio Fiorucci.

 

Maggiore sicurezza e viabilità più scorrevole a Colli del Tronto con il nuovo sottovia

A Colli del Tronto entra in funzione il nuovo sottovia carrabile e ciclopedonale sulla linea ferroviaria Porto d’Ascoli–Ascoli. Con quest’opera RFI (Gruppo FS) completa le opere sostitutive e dispone la chiusura dei passaggi a livello, eliminando due punti critici per traffico e sicurezza. Un’infrastruttura che migliora la continuità dei collegamenti e contribuisce a ricucire il territorio, rendendo più accessibili anche le aree colpite dal sisma.

L’intervento rientra in un programma più ampio per migliorare la funzionalità della linea e rendere più fluida la circolazione. L’investimento complessivo è di circa 5,9 milioni di euro, con 2,2 milioni di contributo della Regione Marche.

Un programma che ha incluso il completamento del sottovia con le rampe di accesso – che collega Via Ugo Foscolo con le viabilità verso Contrada Morrice e Via Costantino Rozzi, con accesso disciplinato dalla rotatoria – la realizzazione di un sottopasso pedonale e una nuova viabilità di collegamento parallela al Torrente Morrice.

L’infrastruttura è pensata per una mobilità più sicura e inclusiva: 13 metri complessivi (marciapiede pedonale 1,5 m, pista ciclabile 2,5 m, carreggiata a doppio senso 9 m), con percorsi protetti da parapetti metallici e rampe. Particolare attenzione anche alla sicurezza idraulica, con impianto di sollevamento per lo smaltimento delle acque e semafori che possono bloccare il transito in caso di piogge eccezionali.

All’inaugurazione hanno partecipato per RFI Roberta Caponigri, Alfonso Capaldo (Direzione Investimenti – Soppressione PL e Risanamento acustico) e Simone Perticarini (Direzione Operativa Infrastruttura Territoriale Ancona), insieme ai rappresentanti istituzionali del territorio.

“È un’opera iniziata nel 2007 con fondi comunali, poi rimasta ferma e rischiava di diventare un’incompiuta: oggi, dopo un percorso lungo, la consegniamo finalmente alla comunità”, ha commentato il sindaco facente funzioni di Colli del Tronto, Luca Morganti, ringraziando RFI, Regione Marche e l’impresa esecutrice Zappa Benedetto SRL. Morganti ha ricordato anche il contributo del compianto ingegner Giampiero Teodori, “che si è impegnato in prima persona e gratuitamente perché quest’opera si realizzasse” al quale è stata dedicata una targa commemorativa.

“La presenza di tante istituzioni oggi è un segno forte: questo è un momento di svolta per Colli e per il Piceno”, ha dichiarato Andrea Cardilli, consigliere regionale ed ex sindaco, sottolineando l’utilità dell’opera anche nella gestione dei flussi legati alle criticità viarie del territorio.

Cardilli ha evidenziato il lavoro svolto negli anni con gli enti coinvolti e la professionalità e il ruolo strategico di RFI nel riprendere e portare a compimento un intervento complesso: “Completare l’opera ha permesso di evitare ulteriori ricadute economiche sul Comune e di recuperare meccanismi di rimborso legati al finanziamento originario. Abbiamo voluto intitolare il sottopasso a Giampiero Teodori perché ci ha messo il cuore, seguendo tutto con dedizione fino all’ultimo”.

“Un’opera da circa 6 milioni di euro, con 2,2 milioni della Regione: un accordo strategico tra enti che parte da un’idea del Comune nel 2007, giusta e necessaria”, ha affermato il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, richiamando anche il percorso di potenziamento complessivo della mobilità locale, tra interventi sulla linea e miglioramenti dei servizi. “Quando le cose vengono fatte bene è giusto riconoscerlo – continua Castelli – Colli sta dimostrando capacità amministrativa e continuità di risultati”.

“Sono opere che mostrano come le risorse pubbliche, quando investite su progetti locali, possano essere davvero strategiche – ha dichiarato Lucia Albano, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze –  questi interventi aumentano sicurezza e sostenibilità dei flussi, a partire dalla soppressione dei passaggi a livello e dalla realizzazione di sottopassi. Si continuerà a lavorare anche lungo la tratta tra Ascoli e San Benedetto”.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche Sergio Loggi, presidente della Provincia, che ha richiamato la necessità di «fare rete tra enti e lavorare su una mappatura delle criticità della viabilità per poi procedere con i lavori», l’assessora Francesca Pantaloni, che ha evidenziato come “determinazione e volontà portino risultati” ricordando un programma di investimenti di 30 milioni di euro sulla mobilità da parte della Regione, e Andrea Assenti, consigliere regionale, ha rimarcato come il lavoro corale e la volontà istituzionale  conducano al traguardo, elogiando l’ex sindaco Cardilli “da cui prendere esempio per la caparbietà messa in campo”.

In chiusura, la dichiarazione del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Opere come questa oggi sono davvero importanti e anche molto costose: la Regione Marche ha contribuito con 2 milioni e 200 mila euro. Voglio ringraziare Ferrovie perché senza il loro apporto e supporto questo intervento non sarebbe stato possibile. Sappiamo che le nostre comunità, e tutti coloro che ogni giorno attraversano città e paesi, sono ancora fortemente condizionati da un ritardo infrastrutturale: fatto di grandi opere, ma anche di piccole infrastrutture e miglioramenti che però cambiano concretamente la qualità della vita. Dobbiamo andare avanti in questa direzione, pur consapevoli che rincari, costi delle materie prime, burocrazia e procedure rendono tutto più complesso. Ma questa è la strada da perseguire per ridare forza ai nostri territori: Colli del Tronto ne aveva bisogno e mi fa piacere che, anche grazie alla nostra amministrazione, sia stato realizzato in tempi non troppo lunghi”.

Approvata la legge sui cammini. Castelli: “Un grande riconoscimento per i “Cammini della rinascita” dell’Appennino centrale”

“La nuova legge riconosce l’importanza di una rete di itinerari da percorrere “a piedi o con mobilità dolce e sostenibile” che “rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, di valorizzazione degli attrattori culturali, storici, artistici, religiosi, linguistici, paesaggistici, enogastronomici e sportivi nonché di sviluppo turistico dei territori interessati”. “Nell’Appennino centrale – dichiara Guido Castelli Commissario sisma 2016 – abbiamo avviato un importante investimento sul turismo lento, una scommessa per i territori colpiti dal sisma del 2016, che oggi potranno contare su una leva di rilancio economico, sociale e culturale rafforzata dall’approvazione di questa legge”. “

 

“Il Governo – continua Castelli – continua a mostrare attenzione alle esigenze del nostro territorio, permettendoci di continuare in quel “cammino sinodale” ovvero, del camminare insieme anche al fine di realizzare le attività di riparazione economica e sociale. L’Appennino centrale può diventare una delle mete più avanzate d’Europa per il turismo esperienziale, capace di generare reddito, rafforzare le radici e dare forma a un nuovo futuro”. “Nei 70 posti tappa posti lungo i nove cammini del cratere – conclude Castelli – contiamo che in breve tempo nasca una rete di accoglienza, sia presso le abitazioni dei residenti, sia attraverso la riconversione di strutture dedicate. Scommettere sulla ‘lentezza’ significa accelerare la rinascita dell’Appennino centrale”.

Dall’adozione di questa strategia nasce la guida “I cammini della Rinascita. Tesori nascosti nell’Appennino centrale” che sarà presentata il 10 febbraio prossimo alla BIT di Milano insieme al Ministro Daniela Santanchè.

Ricostruzione del centro storico a Visso: avviati i lavori per il recupero di Palazzo Trinità

A Visso (Mc) sono ufficialmente partiti i lavori di recupero e ricostruzione del Palazzo Santissima Trinità, uno degli edifici simbolo del centro storico e tra i più colpiti dal sisma del 2016/2017. Il via al cantiere segna un passaggio decisivo per la rinascita del cuore urbano vissano, dopo che l’Ufficio Speciale Ricostruzione aveva approvato il progetto esecutivo da 4,9 milioni di euro.

«L’avvio dei lavori rappresenta un segnale importante per uno dei pilastri della ricostruzione pubblica del centro storico – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Con l’apertura ufficiale del cantiere, Palazzo Santissima Trinità compie così il primo passo verso il ritorno alla vita. Per Visso e tutto il cratere marchigiano si tratta di un segnale di fiducia, di cui ringrazio il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Con questo intervento iniziamo davvero il recupero del centro storico di Visso, a quasi dieci anni dalle scosse di fine ottobre 2016. Partiamo da un palazzo simbolo e contiamo di avviare presto anche i lavori nella piazza storica, nel cuore del paese – dice il sindaco di Visso Rosella Sensi – Ringrazio per l’impegno, la vicinanza e il lavoro condiviso il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e i professionisti dell’USR Marche».

Il palazzo rappresenta una testimonianza preziosa dell’architettura locale e come gran parte del centro, ha subito danni gravissimi fino al crollo parziale, rendendo necessario un intervento complesso e articolato.

L’avvio dei lavori permette ora di trasformare la progettazione in operazioni concrete. L’obiettivo è restituire all’edificio le sue molteplici funzioni originarie, dal residenziale alle attività commerciali, dagli uffici pubblici ai servizi sanitari. Prima del terremoto, Palazzo Trinità ospitava infatti abitazioni, depositi, laboratori e un poliambulatorio, configurandosi come un punto di riferimento per l’intera comunità.

L’intervento prevede una ricostruzione rispettosa della tradizione costruttiva e dei materiali locali, con murature armate in laterizio e fondazioni in conglomerato cementizio armato, mentre la copertura tornerà a essere realizzata in legno con sistemi isolanti e impermeabilizzanti di nuova generazione. Sono previsti serramenti in legno e finiture che ripropongono l’estetica originaria, con pavimenti in cotto per le aree residenziali e commerciali e gres porcellanato per gli ambulatori.

Il progetto comprende varie tipologie di intervento a seconda delle singole porzioni del complesso: alcune subiranno demolizione e ricostruzione, altre verranno consolidate attraverso miglioramenti sismici mirati. La natura frammentata del danno ha infatti imposto un lavoro di dettaglio su ogni corpo di fabbrica, affinché il palazzo possa tornare a essere non solo sicuro, ma anche funzionale alle esigenze contemporanee della comunità.

Curiosità. L’edificio dell’ex-ospedale della Santissima Trinità venne fondato presso la Porta Santa Maria nel 1338 e sottoposto al Capitolo di San Pietro. Nel 1444 venne concesso alle monache dette dell’Ospedale. Sull’architrave del portale si trova inciso l’anno 1553 con l’acronimo di “Sancta Trinitas Unus Deus Miserere Nobis” che indica la funzione dell’edificio all’accoglienza dei bisognosi e malati e, per la sua posizione esterna alla cinta muraria cittadina, la specificità di luogo utilizzato come lazzaretto.

Ok al progetto di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria Assunta in località “Ioanella” a Torricella Sicura

La conferenza permanente ha approvato il progetto di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria Assunta in località “Ioanella” a Torricella Sicura, in provincia di Teramo.

Fonti storiche rilevano la presenza della Chiesa già dal 1190 e nel 1289, in questo periodo la chiesa si configurava come un unico corpo con pianta rettangolare a 3 navate e copertura a due falde.Nel XVI secolo la chiesa subiva un ampliamento, con la realizzazione di una porzione della sagrestia nel lato Ovest, oltre il muro di confine, sul quale poggiava l’altare centrale. La struttura esistente oggi si compone di tre navate, due laterali oltre alla principale centrale e da spazi retrostanti. Sono previste l’iniezione di miscele a base di calce, interventi di scuci-cuci, la demolizione e ricostruzione della copertura in legno in sacrestia, il rinforzo di volte ed archi, la realizzazione del cordolo sommitale in acciaio, la rimozione e ricostruzione solai di piano e il consolidamento dell’architrave in legno. Il costo dell’intervento è di 516.514,80 euro.

“Ogni settimana si evidenzia un netto cambio di passo nella ricostruzione di questi gioielli che parlano di fede e storia – dichiara il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli – Desidero ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Daniele Palumbi per la loro collaborazione, fondamentale per l’importante lavoro che stiamo portando avanti”.

Approvato l’intervento di riparazione del danno locale della chiesa di Santa Maria Maddalena in Località “Capo di Rio” a Cingoli

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione del danno locale della chiesa di Santa Maria Maddalena in Località “Capo di Rio” a Cingoli (Mc). Il complesso edilizio è composto da un unico corpo di fabbrica, comprendente la chiesa, la sacrestia e il campanile. L’intero complesso si sviluppa su un’area rettangolare di circa 9,5 m per 10,8 m. La chiesa ha una navata unica a pianta rettangolare, che termina con un abside semicircolare dove è posizionato l’altare. La sacrestia e il campanile sono collocati lateralmente sullo stesso lato della chiesa.

E’ prevista la rimozione controllata del manto di copertura esistente costituito da coppi in laterizio, con calo a terra e accatastamento per successivo riutilizzo o selezione, la posa in opera di membrana impermeabilizzante sull’intera superficie di copertura, con particolare cura nei raccordi e nei punti critici, inserimento di catene metalliche di controventamento, l’intervento di cerchiatura della sommità della muratura dell’abside e la stuccatura di fessurazioni e fratturazioni degli strati di intonaco. Il costo dell’intervento è 141.714,29 euro.

“Desidero ringraziare, per la loro fondamentale collaborazione, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Vescovo Nazzareno Marconi, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Michele Vittori. Insieme lavoriamo senza sosta per restituire alla comunità questi simboli di fede e storia, parte essenziale dei nostri territori” sottolinea il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli

Servigliano, verso la conclusione dei lavori per il percorso di riqualificazione post sisma del Parco della Pace: la ricostruzione come tutela della memoria

Saranno conclusi entro pochi mesi i lavori post sisma per migliorare il  percorso della Casa della Memoria all’interno dell’ex campo di prigionia CPG-59 di Servigliano. Con il decreto commissariale n. 4 del 12 gennaio 2026 è stato disposto il trasferimento del secondo acconto, pari a 92.163,23 euro, che porta al 50% il contributo complessivamente concesso per l’intervento della parte destinata a laboratorio, a seguito dell’avvenuto affidamento dei lavori, nell’ambito dell’Ordinanza n. 137 del 2023.

L’intervento riguarda il monumento nazionale Ex campo di prigionia CPG-59, nel cratere fermano, e rientra in un quadro più ampio di progetti per complessivi 600.000 euro. Le risorse sono destinate al recupero di due edifici del complesso, oggi Parco della Pace, danneggiati dagli eventi sismici del 2016-2017. Uno degli immobili sarà destinato a biglietteria, book shop e punto informativo con servizi; l’altro diventerà spazio laboratoriale, in stretta connessione con le attività della Casa della Memoria. Tutti gli interventi prevedono miglioramento sismico ed eliminazione delle vulnerabilità preesistenti e stanno seguendo il cronoprogramma, con la conclusione dei lavori attesa per la prossima estate. Da sottolineare che l’attività del sito, densa soprattutto in questi giorni, alla vigilia della Giornata della Memoria, prosegue  in concomitanza dei lavori stessi.

«Il decreto che dispone il secondo acconto per lo spazio laboratoriale del CPG-59 – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli – dimostra che la ricostruzione non è solo messa in sicurezza degli edifici, ma anche responsabilità verso la memoria storica. Recuperare questo luogo significa restituirgli una funzione viva, capace di produrre conoscenza, consapevolezza e trasmissione del sapere, soprattutto alle nuove generazioni, per educare ai valori della pace, della democrazia e della solidarietà».

Soddisfazione anche dall’amministrazione comunale. «Grazie all’intervento strutturale finanziato con i fondi sisma, attraverso la Struttura commissariale guidata da Guido Castelli, e al Piano nazionale complementare – misura B2.2, con cui stiamo rifunzionalizzando gli spazi interni e dotando il sito di nuove strumentazioni, stiamo valorizzando ulteriormente il Parco della Pace e dando nuovi strumenti all’associazione Casa della Memoria, che gestisce questo importante monumento, presidio di storia», afferma il sindaco di Servigliano Marco Rotoni. «L’obiettivo è una visione complessiva di accelerazione dal punto di vista documentale, educativo, formativo e turistico».

Luogo presidio di memoria. L’investimento assume un significato particolare in prossimità del 27 gennaio, Giornata della Memoria, in un sito che conserva una storia complessa e drammatica. Il CPG-59 fu campo di prigionia per soldati Alleati ed ebrei. Tra le due guerre venne chiuso e poi utilizzato come deposito militare; nel 1935 una parte dell’area fu ceduta al Dopolavoro Comunale e trasformata in campo sportivo, tuttora attivo. Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel 1940, il campo riaprì accogliendo prima prigionieri greci e poi soldati Alleati, fino a sfiorare la capienza massima. Dopo l’8 settembre 1943 i prigionieri riuscirono a fuggire attraverso una breccia nel muro di cinta, trovando spesso accoglienza nella Valle del Tenna e nei Monti Sibillini. Dall’ottobre 1943 il campo passò sotto controllo nazista: gli ebrei arrestati nella zona furono detenuti fino al maggio 1944, quindi trasferiti a Fossoli e deportati ad Auschwitz con il convoglio del 16 maggio 1944.

Castelli: “Rieti e L’Aquila unite dalla cultura, sfida comune per l’appennino centrale”

“Rieti al fianco de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 è un segnale forte di coesione e una grande opportunità di crescita non solo per le due città, ma per l’intero Appennino centrale. Il gemellaggio tra comunità che hanno conosciuto il dolore e le difficoltà dei sismi del 2009 e del 2016 testimonia la capacità di reagire alle difficoltà, di rialzarsi e di tornare a correre dopo anni complessi, trasformando le ferite in energia positiva e visione condivisa”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che oggi ha partecipato a Rieti, presso il Teatro Flavio Vespasiano, alla presentazione delle iniziative legate a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, anche il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e il Sindaco de l’Aquila, Pierluigi Biondi. L’adesione di Rieti a L’Aquila si colloca nel solco del progetto ispirato al motto “Un territorio, mille capitali”, una visione che supera i confini comunali e valorizza la cooperazione tra le città dell’Italia centrale. Rieti ha sostenuto con convinzione la candidatura dell’Aquila e partecipa a un percorso condiviso che punta su rigenerazione, cultura e riconoscimento delle identità locali, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità più ampia.

“La giornata odierna – aggiunge Castelli – è il frutto di un lavoro paziente e concreto finalizzato al rilancio delle aree interne, portato avanti in questi anni dal Sindaco Daniele Sinibaldi, dall’assessore regionale Manuela Rinaldi e dall’onorevole Paolo Trancassini. Il loro impegno costante a favore del territorio rappresenta un fattore decisivo per rafforzare e accelerare quell’opera di ricostruzione e di riparazione sociale che stiamo realizzando non solo a Rieti, ma in tutto il cratere sabino. Una collaborazione istituzionale che ha contribuito in modo determinante a dare vita a progetti strategici capaci di rilanciare la città e renderla più attrattiva e competitiva. In questo quadro si inseriscono iniziative di grande valore, come la creazione del polo “Rieti città universitaria”, la trasformazione dell’ex Ospedale in un nuovo polo universitario e la riqualificazione dell’ex Centro Strampelli. Inoltre, grazie alle risorse del Pnc abbiamo avviato ben 132 interventi nel territorio reatino, con una spesa pubblica di sostegno agli investimenti di circa 53milioni di euro che, a sua volta, ha attivato investimenti privati di pari consistenza. Progetti che parlano di futuro, di giovani, di formazione e di una città che investe sulla conoscenza come leva di sviluppo. Per il capoluogo sabino questo sarà un anno denso di iniziative, attività ed eventi, ma anche di riaperture e di restituzione alla città di spazi dedicati alla cultura, alla formazione e all’identità. Un’occasione – conclude Castelli -per consolidare la ricostruzione materiale e sociale e per ribadire che l’Appennino centrale è capace di fare rete e esprimere energia, talento e futuro”.

“L’apertura dell’anno che vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura, con Rieti al suo fianco, segna un passaggio storico per l’intero Appennino centrale – ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi -. È un’occasione concreta per valorizzare questi territori e sostenere lo sviluppo di queste aree duramente colpite dai sismi, sulle quali si basa il lavoro in sinergia intrapreso negli ultimi anni, con il Commissario Guido Castelli, l’on. Paolo Trancassini.

Rieti e L’Aquila, città gemellate per storia, resilienza ed ora anche alla visione, dei Sindaci Pierluigi Biondi e Daniele Sinibaldi, rappresentano un modello di rinascita condivisa e di futuro fondato su cultura, identità e coesione”.

Venarotta, lavori in corso alla Chiesa di San Salvatore: avanza il cantiere per la riparazione e il miglioramento sismico

La chiesa del Santissimo Salvatore, edificio di culto della frazione Cerreto di Venarotta, è oggi interessata da un importante intervento di riparazione e miglioramento sismico avviato nell’ambito della ricostruzione post‑sisma.  L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha autorizzato la liquidazione del primo acconto dei lavori, pari a 104.114 euro, a fronte di un contributo complessivo concesso alla Diocesi di 364.739 euro.

«L’obiettivo è restituire alla comunità un luogo di culto sicuro, pienamente fruibile e rispettoso della sua storia, garantendo allo stesso tempo una migliore conservazione del patrimonio architettonico – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Il recupero dell’edificio rappresenta non solo un intervento tecnico, ma anche un tassello essenziale della ricostruzione culturale e identitaria del territorio. Ringrazio la forte collaborazione avviata con la Diocesi ed il lavoro costante di Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La chiesa, documentata già nel 961 nella storia del castello medievale di Cerreto, presenta un impianto che ha assunto la forma attuale prima del XVI secolo. Le murature in arenaria, la facciata semplice ma caratteristica, la vela campanaria con le monofore e gli ambienti interni a due navate costituiscono elementi identitari del complesso, già oggetto in passato di modifiche sostanziali.

A seguito del sisma del 2016/2017, l’edificio ha riportato danni molto rilevanti.

Con l’avvio del cantiere, si prevede la completa sostituzione del tetto della chiesa con una nuova struttura lignea non spingente, dotata di capriata centrale e cerchiature metalliche, insieme alla sostituzione dei solai ammalorati della sacrestia e delle coperture che presentavano degradi e rischi strutturali. La vela campanaria, crollata durante il sisma, sarà ricostruita recuperando gli elementi lapidei originari e integrandoli con materiali compatibili.  Sono inoltre previsti consolidamenti delle murature mediante tecniche contemporanee – tra cui intonaci armati e iniezioni di miscele leganti – che consentiranno di migliorare in modo significativo la risposta sismica dell’intero complesso.