Sisma 2016: confermati e potenziati i presìdi dei Vigili del Fuoco nell’Appennino centrale

I presìdi straordinari dei Vigili del Fuoco di Amatrice e Arquata del Tronto continueranno a operare regolarmente per tutto il 2026 in relazione allo stato di emergenza ancora in corso. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha infatti autorizzato il mantenimento degli attuali assetti straordinari del personale nelle aree più colpite dal sisma del 2016.

Parallelamente, i distaccamenti permanenti dei Vigili del fuoco di Norcia, Visso, Camerino saranno ulteriormente potenziati per proseguire, in collaborazione con la Protezione Civile, le attività assistenza alla popolazione e di demolizione e messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma.

La decisione conferma l’attenzione del Governo verso i territori dell’Appennino centrale e la sinergia tra Ministero dell’Interno, Protezione Civile e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, finalizzata a garantire sicurezza, operatività e una presenza costante dello Stato.

“La continuità e il potenziamento dei presìdi dei Vigili del Fuoco rappresenta una scelta di responsabilità e di attenzione concreta verso territori ancora fragili – dichiara il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco –. Ringrazio il Commissario Castelli e il Dipartimento della Protezione Civile per il costante lavoro di coordinamento. Un ringraziamento particolare va alle donne e agli uomini dei Vigili del Fuoco che, in queste aree, stanno svolgendo un ruolo straordinario con professionalità e dedizione. Garantire operatività, tempestività di intervento, supporto alle istituzioni locali e presenza dello Stato significa rafforzare la sicurezza delle comunità e accompagnare con serietà il percorso di ricostruzione”.

“Anche in questa occasione – afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli – viene ribadita l’attenzione del Governo nei confronti dei nostri territori e la sinergia con il sottosegretario Emanuele Prisco e la Protezione civile. Una proficua collaborazione volta a garantire nei borghi dell’Appennino centrale la piena operatività di strutture indispensabili per la sicurezza delle nostre comunità, che simboleggiano la presenza e la vicinanza dello Stato. La presenza dei Vigili del Fuoco è particolarmente importante in queste aree, caratterizzate da una diffusa presenza boschiva e da importanti fenomeni idrogeologici, che vanno monitorati e governati”.

Dissesto idrogeologico a Muccia, via libera al documento di indirizzo alla progettazione per Massaprofoglio

La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia (Mc) segnata dal sisma del 2016/2017 e da una lunga storia di dissesti idrogeologici, compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante.

Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223.400 euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3.

«Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo – spiega il commissario Castelli -. È il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale. Ringrazio l’ottimo lavoro svolto dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli» .

A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato.

Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni.

Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri.

Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.

76 mila euro per Porta Urbica a Spello

È stato disposto il trasferimento di un acconto di 76.000 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Umbria per l’intervento sulla Porta Urbica nel Comune di Spello, in provincia di Perugia nell’ambito del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’Ordinanza commissariale n. 129 del 2022.

Con questi fondi si raggiunge l’80% del contributo complessivo programmato per l’opera, che è pari a 190.000 euro. Il provvedimento rientra nel quadro delle misure di accelerazione della ricostruzione pubblica e della rigenerazione dei centri storici, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità e valore al patrimonio urbano e culturale delle comunità colpite dal terremoto.

“Ogni intervento di rigenerazione urbana rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rinascita dei nostri borghi umbri – ha dichiarato il Commissario Straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – Porta Urbica è un luogo identitario per Spello e il sostegno economico che abbiamo messo a disposizione conferma la volontà di procedere con determinazione e continuità nella ricostruzione. Voglio ringraziare il presidente della Regione Stefania Proietti, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Moreno Landrini per la loro fattiva collaborazione”.

Sant’Anatolia di Narco, in arrivo fondi per Via Del Cimitero

Sono in arrivo 228.930,00 euro in favore degli interventi in Via del Cimitero a Sant’Anatolia di Narco, in provincia di Perugia. L’intervento rientra nell’ Ordinanza commissariale 129/2022 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per le Regioni Abruzzo, Lazio e Umbria nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati “.

L’intervento ha un costo totale di 763.100,00 euro.

“Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di intervenire nelle opere di rigenerazione urbana, fondamentali per il pieno e totale recupero di tutte le comunità. Un aspetto essenziale che stiamo tutelando con costanza- dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli- Desidero ringraziare il presidente della Regione, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Tullio Fibraroli per la loro collaborazione sempre essenziale e proficua”.

Ponte Ancaranese, rinvenuto nuovo ordigno bellico sul Tronto: intervento degli artificieri

A poco più di quattro mesi dal ritrovamento che aveva portato alla sospensione temporanea dei lavori sul Ponte Ancaranese, un secondo ordigno bellico è riemerso lungo il fiume Tronto, questa volta sulla sponda abruzzese, durante le attività di cantiere guidate dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche.

Il residuato, individuato nell’area compresa tra Castel di Lama e Ancarano, a cavallo delle province di Ascoli e Teramo, si è rivelato sin da subito più insidioso del precedente: conservava infatti una spoletta ancora attiva, elemento che ne aumenta sensibilmente il rischio potenziale.

L’intervento degli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia è stato organizzato con estrema rapidità. Giunti sul posto nella mattinata di oggi, hanno provveduto alla messa in sicurezza e al brillamento controllato dell’ordigno, completando l’operazione in tempi molto ridotti e senza conseguenze per l’avanzamento dei lavori.

«Ringrazio tutte le componenti coinvolte, in particolare il prefetto di Teramo Stelo e gli artificieri, per la celerità con cui un intervento così complesso è stato portato a termine evitando interruzioni del cantiere – conferma il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Questo ponte rappresenta infatti una infrastruttura troppo importante per Marche e Abruzzo, un collegamento nodale che va ripristinato al più presto e per cui stiamo profondendo il massimo dello sforzo».

Il nuovo ritrovamento conferma la frequenza con cui lungo il Tronto emergono ancora residuati della Seconda Guerra Mondiale, memoria silenziosa di un fronte attraversato dalla ritirata tedesca.

Grazie alle operazioni tempestive di bonifica, il cantiere del ponte Ancaranese non ha subìto rallentamenti rilevanti, consentendo ai lavori di proseguire senza ulteriori intoppi e confermando come le operazioni di riparazione stiano procedendo secondo il cronoprogramma stabilito.

Al via le progettazioni per due interventi di rigenerazione urbana nelle Marche per Macerata e Pieve Torina con riqualificazione e messa in sicurezza dai dissesti

Al via le progettazioni per due interventi di rigenerazione urbana nelle Marche inseriti nel Programma straordinario connesso alla ricostruzione post sisma 2016. Con il Decreto n. 54 del 23 gennaio 2026, la Struttura Commissariale Sisma 2016 ha disposto il trasferimento di 611 mila euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, quale anticipo del 20% del contributo, finalizzato all’avvio delle attività di progettazione previste dall’Ordinanza commissariale n. 137/2023.

Gli interventi riguardano il miglioramento sismico degli uffici comunali di Viale Trieste 24 – ex distretto militare, nel Comune di Macerata, e il ripristino dei dissesti spondali lungo l’asta del fiume Chienti nelle aree produttive PIP del Comune di Pieve Torina. Opere che si inseriscono in un percorso di ricostruzione pubblica orientato non solo alla riparazione dei danni, ma alla rigenerazione dei contesti urbani e territoriali colpiti dal sisma.

«La rigenerazione urbana è uno degli assi strategici della ricostruzione – afferma il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli – perché significa restituire sicurezza, funzionalità e qualità agli spazi pubblici, rafforzando il legame tra ricostruzione materiale e rilancio sociale ed economico dei territori. L’avvio delle progettazioni è il primo passo concreto per trasformare le risorse disponibili in interventi capaci di incidere davvero sulla vita delle comunità. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Usr e le amministrazioni comunali».

Per Macerata si tratta di un intervento complessivo programmato di 2.650.000 euro che consentirà di contrastare le vulnerabilità dell’edificio, riqualificare le facciate e rendere più efficiente la struttura a livello energetico, per renderla quindi più bella, sicura e funzionale. Commenta il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: «Desidero esprimere, a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la nostra comunità, un sincero ringraziamento alla Regione Marche e alla Struttura Commissariale per il fondamentale contributo economico destinato al miglioramento sismico degli uffici comunali in viale Trieste. Queste risorse rappresentano non solo un investimento concreto sulla sicurezza degli edifici, ma anche un segnale di attenzione e responsabilità verso i cittadini e il futuro del territorio. Grazie per il supporto, la collaborazione e l’impegno costante nel rendere le nostre città più sicure e resilienti»..

Per Pieve Torina l’importo programmato per l’intervento è compessivamente di  405.000 euro. «In una fase di cambiamenti climatici così marcata, mettere in sicurezza il territorio è una priorità» sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «La fragilità idrogeologica dei nostri contesti ambientali va contrastata con una programmazione efficace di interventi, prerequisito fondamentale per il rilancio, anche dal punto di vista economico, delle aree montane. Siamo grati al Commissario Castelli e al Presidente Acquaroli per la costante attenzione che continuano ad assicurare alle realtà colpite dal sisma».

 

Sisma 2016-2017, Marche 2022 e Umbria 2023: ad Ascoli i RUP per formazione e aggiornamento

Oltre 100 persone hanno partecipato questa mattina ad Ascoli Piceno, presso la sede dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione, all’incontro dedicato ai Responsabili Unici del Progetto (RUP) dei Soggetti attuatori impegnati nella ricostruzione pubblica nei territori interessati dagli eventi sismici del 2016-2017, del 9 novembre 2022 (Ancona, Pesaro e Fano) e del 9 marzo 2023 (area tra Umbertide e Perugia).

La ricostruzione pubblica – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli nel suo intervento – è una straordinaria opera corale: un vero laboratorio di amministrazione pubblica senza precedenti nel nostro Paese. In questi anni, tra procedure complesse e interventi articolati, migliaia di operatori, funzionari, tecnici e professionisti hanno lavorato insieme per restituire alle comunità scuole, municipi, infrastrutture, spazi civici e culturali. Ogni cantiere che si apre è il risultato di un percorso amministrativo solido, di gare impostate correttamente e del ruolo centrale dei RUP, chiamati a conoscere le norme e ad applicarle con competenza e senso di responsabilità.”

Il ciclo di incontri in presenza, promosso dal Gruppo di supporto ai territori della Struttura Commissariale sisma, mira a rafforzare l’accompagnamento operativo già avviato nei mesi scorsi. Dopo le positive esperienze online, che hanno registrato un’ampia partecipazione e un confronto di qualità, si è scelto di privilegiare momenti di lavoro diretto, dedicati allo scambio di esperienze e alla soluzione operativa delle criticità più ricorrenti, in particolare nella fase di attuazione ed esecuzione degli interventi.

La formazione e l’aggiornamento continuo sugli appalti – ha aggiunto Castelli – non sono mai un adempimento formale. Sono il cuore di una buona amministrazione e lo strumento che consente di trasformare risorse stanziate in opere realizzate, progetti sulla carta in luoghi restituiti alla vita delle comunità, norme complesse in risposte concrete per territori che portano ancora le ferite del sisma”.

L’appuntamento di Ascoli Piceno apre un ciclo di cinque incontri, che vedono già centinaia di prenotazioni: i prossimi si terranno a Teramo il 27 febbraio (Sala del Consiglio Provinciale), a Rieti il 16 marzo (Sala del Consiglio Provinciale), a Norcia il 17 marzo (Auditorium San Francesco) e a Macerata il 1° aprile (Biblioteca comunale Mozzi Borgetti). Un percorso che conferma come la qualità della ricostruzione passi anche dal rafforzamento costante delle competenze amministrative.

San Severino Marche, approvato il progetto esecutivo per l’ex Cinema Italia

La rigenerazione del patrimonio pubblico di San Severino Marche (Mc) compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico e la rifunzionalizzazione dell’ex Cinema Italia, edificio storico situato in viale Matteotti, autorizzando contestualmente la concessione del contributo pari a 1.431.699 euro, interamente finanziato dall’ordinanza commissariale 137 del 2023.

L’intervento rientra nel programma straordinario di rigenerazione urbana attivato dopo il terremoto del 2016/2017, che ha riconosciuto l’importanza strategica per la riqualificazione di una parte significativa del tessuto urbano cittadino.

«Con l’approvazione del progetto esecutivo e la concessione del contributo, il Comune potrà ora procedere agli adempimenti successivi in vista dell’apertura del cantiere – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il recupero dell’ex Cinema Italia rappresenta un tassello fondamentale nella più ampia strategia di riattivazione degli spazi pubblici colpiti dal sisma, con l’obiettivo di restituire alla città un edificio storico, rifunzionalizzato e sicuro, pronto ad accogliere nuove destinazioni a servizio della comunità. Ringrazio lo stesso Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei: «Si tratta di un traguardo atteso che ci permette di ridare vita a un luogo simbolo della nostra memoria collettiva. La rifunzionalizzazione dell’ex Cinema Italia non è solo un’opera di messa in sicurezza, ma un investimento sul futuro sociale e culturale della nostra comunità. Voglio ringraziare sentitamente il Commissario Guido Castelli per la costante attenzione e il sostegno concreto al nostro territorio; grazie a questa sinergia istituzionale stiamo portando avanti una ricostruzione che finalmente restituisce servizi e bellezza ai cittadini».

Il progetto approvato punta al ripristino delle condizioni di sicurezza e al recupero funzionale dell’immobile, un edificio costruito nel 1938 come “Casa dei Balilla” su progetto dell’ingegnere Italo Vitali, con volumetria caratteristica e murature in laterizio a vista.

Nei decenni ha mantenuto la sua identità architettonica originaria, subendo nel tempo solo modifiche interne e interventi parziali, fino a diventare un cinema e, successivamente, uno spazio utilizzato in modo discontinuo. La struttura presenta una configurazione complessa, articolata in due macro‑blocchi: un volume a due livelli destinato agli uffici e una sala cinematografica a doppia altezza, con palcoscenico, retropalco e ambienti di servizio nel piano seminterrato.

Il progetto comprende interventi mirati al consolidamento delle murature, al miglioramento del comportamento statico e sismico dell’intero edificio e alla riqualificazione degli impianti, degli spazi interni e delle finiture.

Grottazzolina, il Teatro Novelli è un cantiere vivo: proseguono i lavori per riportarlo alla comunità

A Grottazzolina, in provincia di Fermo, il Teatro Ermete Novelli non è più soltanto un progetto approvato: oggi è un cantiere in piena attività, segno concreto del percorso di rinascita del centro storico e della volontà di restituire alla comunità uno dei suoi luoghi culturali più rappresentativi.

L’intervento, finanziato con 870.000 euro destinati al miglioramento sismico e al recupero dell’edificio, era stato approvato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione nell’ambito degli interventi post-sisma 2016, con l’obiettivo di sanare le criticità che ne causarono la chiusura e prepararne la riapertura a un secolo dalla sua inaugurazione.

“La sua riapertura non rappresenta solo un intervento edilizio, ma il recupero di un frammento importante della storia culturale del territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Oggi l’intervento in corso ne testimonia la rinascita, passo dopo passo. Proprio come stiamo cercando di fare in tutto il cratere, dove la sinergia ed il lavoro di squadra rappresentano la spina dorsale di un impegno quotidiano. Ringrazio, in questo caso, l’operato del Comune, dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

“Si tratta di uno dei beni più importanti del nostro paese dal punto di vista culturale e sociale. La sua riapertura è uno degli obiettivi primari di questa amministrazione, anche grazie al supporto della struttura commissariale e del commissario Castelli. I lavori stanno andando avanti abbastanza bene e noi contiamo di concluderli entro l’anno” ha sottolineato il sindaco Alberto Antognozzi.

Il teatro, gravemente danneggiato dal sisma, è oggetto di un intervento che coinvolge l’intero edificio, dalle fondamenta fino alla copertura, con operazioni di consolidamento strutturale, messa in sicurezza e risanamento che stanno trasformando la struttura giorno dopo giorno.

Il progetto approvato prevede lavorazioni mirate come il consolidamento del fondale, l’intercapedine areata sul lato nord, interventi di “cuci e scuci” sulle murature e l’inserimento di tiranti in acciaio per migliorare la stabilità dell’edificio. Una parte rilevante riguarda la copertura, oggetto di un intervento strutturale completo finalizzato a restituire solidità e sicurezza al teatro, che potrà tornare a ospitare pubblico e spettacoli in condizioni di sicurezza.

Il Teatro Novelli, costruito nel 1916 e caratterizzato da uno stile neoclassico che lo rende immediatamente riconoscibile, ha ospitato nel tempo attori e compagnie di fama, diventando un simbolo di Grottazzolina.

La Civitas appenninica svela i numeri nella corsa a Capitale europea della cultura 2033

Un inestimabile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso custodito in un vasto territorio, di cui il cratere sisma 2016 è il cuore pulsante, che comprende 546 comuni situati all’interno di quattro regioni (Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio) e 11 province.

È la Civitas Appenninica, candidata a Capitale Europea della Cultura 2033, le cui caratteristiche sono state presentate oggi a Roma. Nella conferenza stampa presso la sede Adnkronos è stato illustrato il Rapporto Censis “Il Cammino in Divenire della Civitas Appenninica”. Moderata dal giornalista Fabio Paluccio, l’evento ha visto la partecipazione di Guido Castelli, Commissario Straordinario per il sisma 2016; Andrea Toma, Responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis; Giuliano Boccanera, Sindaco di Norcia; Luca Diotallevi, Professore Università Roma Tre; Gian Mario Spacca, Coordinatore Hamu; Stefano Papetti, Presidente Fondazione Salimbeni; Fabio Renzi, Segretario generale Symbola; Pierciro Galeone, Direttore Ifel. Il Rapporto è stato presentato da Emanuele Bossi, ricercatore Censis.

Quella della Civitas Appenninica è la candidatura ‘diffusa’ di un’area abitata da comunità unite da rapporti e legami millenari, che travalicano i confini tracciati dalla mano dell’uomo, e che vede in Norcia (la città di San Benedetto, il Patrono d’Europa) il Comune capofila. Territori che hanno il loro ‘motore’ nel cratere sisma 2016, la vasta area di 8 mila chilometri quadrati colpita da una sequenza sismica distruttiva che, dopo anni di forti difficoltà, sta rinascendo grazie al cambio di passo impresso alla ricostruzione e alla strategia di riparazione economica e sociale. Questa candidatura, che intraprende un percorso in continuità con L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026, canalizza il desiderio di futuro dell’Appennino centrale e la volontà di accelerare e accrescere ulteriormente le prospettive di sviluppo di questa area interna.  La Provincia di Rieti ha firmato con il Comune di Norcia un protocollo di intesa come sostenitore dell’iniziativa.

Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016: “Come chiaramente descritto dal Censis, che ringrazio, nel suo Rapporto quella della Civitas Appenninica non è una formula o un’area tracciata sulla mappa. Bensì, esprime le profonde radici e l’essenza culturale dell’Appennino centrale e, in particolare, dei nostri borghi feriti dal sisma dal sisma 2016. Queste tenaci comunità, pur tra numerose difficoltà, hanno saputo rialzarsi e oggi la candidatura a Capitale Europea della Cultura diventa la sfida di un ‘popolo’ che vede in questo progetto un’occasione di riscatto e l’opportunità di darsi un nuovo futuro. Perché la rinascita di questi territori non è soltanto frutto della ricostruzione materiale, ma si realizza anche attraverso la valorizzazione delle sue ricchezze, stratificate nei secoli, che possono generare nuove forme di sviluppo e a contribuire a contrastare il fenomeno dello spopolamento. Norcia 2033 diventa così un faro, un punto di riferimento: un’area interna, unita, si mette in marcia verso la sua rinascita investendo sul capitale umano, storico e culturale, e su un approccio fondato sulla sostenibilità e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’Appennino centrale, attraverso un ‘cammino sinodale’, vuole scrivere una nuova pagina: quella di una Civitas viva, coesa, pronta a ispirare l’Europa“.

Giuliano Boccanera, Sindaco di Norcia: “Ringrazio il Censis per questo Rapporto, che rappresenta un utile strumento di cui ci potremo avvalere nei mesi e anni a venire. Norcia è onorata di guidare la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033. Il nostro valore aggiunto sta nel fatto che questo non è un progetto isolato, ma il sogno di 546 comuni appenninici che si fanno comunità. A unirci è la voglia di riemergere dopo il sisma e un patrimonio culturale comune immenso. A rafforzare questa candidatura c’è poi un valore aggiunto, rappresentato dal cittadino di Norcia più insigne: quel San Benedetto che è il Patrono d’Europa e il padre del monachesimo occidentale. Una figura che contribuisce a dare a questo progetto una valenza ancor più europea“.

Andrea Toma, Responsabile Area Economia, lavoro e territorio del Censis: “Per dare conto degli elementi che conferiscono un’omogeneità storico-culturale al territorio della Civitas Appenninica, come Censis abbiamo identificato nella dimensione del cammino una sintesi in grado di tracciare una traiettoria di sviluppo per il futuro, nella valorizzazione delle sedimentazioni materiali e immateriali presenti sul territorio. Il divenire della Civitas si configura, così, nella capacità di guardare al futuro con la prudente sicurezza che accompagna il viandante lungo il proprio cammino”.

Il Rapporto mappa il capitale culturale in tre dimensioni: patrimonio materiale (eredità storica visibile), capitale produttivo (valorizzazione contemporanea), patrimonio immateriale (sintesi dinamica). Dal Censis vengono evidenziate numerose caratteristiche che rendono quella della Civitas Appenninica una proposta forte e strutturata, che esprime un patrimonio culturale vivo, pronto a sostenere la candidatura di Norcia come Capitale Europea della Cultura 2033.

Il territorio preso in esame si estende su 546 comuni – 138 nel cratere sismico – in Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio ed è abitato da oltre tre milioni di persone (537.252 nel cratere). Il collante della Civitas, che vede nella città di Norcia il baricentro geografico e simbolico, è costituito in prima istanza dai suoi poli attrattori e dai cammini. Nel primo caso si tratta di 14 centri storici: otto nel cratere sisma 2016 (Amatrice, Borbona, Camerino, Campotosto, Fabriano, Norcia, Rieti, Spoleto) a cui si aggiungono Assisi, Foligno, Gubbio, L’Aquila, Loreto, Spello. A unire questi poli sono otto cammini che, attraverso il loro reticolo, simboleggiano il legame e le connessioni tra borghi e comunità: dalla Via Lauretana alla Via di San Francesco, fino ai cammini delle Terre Mutate, Francescano della Marca, dei Cappuccini, dei Monti e dei Santi, di San Benedetto e dei Parchi.

All’interno di questo perimetro il patrimonio culturale materiale è estremamente rilevante: 479 musei (102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 372 librerie (64 nel Cratere), 149 cinema (36 nel Cratere), e 11 sedi universitarie (7 nel Cratere).

A ciò si aggiungono numeri importanti sotto il profilo dell’economia culturale e turistica legata al territorio. Si contano, infatti, 3.491 imprese culturali (666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei musei (nel 2022), 245 mila utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (162 nel Cratere), 31 cooperative di comunità.