Amatrice: procedono speditamente i lavori di “Casa futuro”, sopralluogo di Boeri e Castelli

Prosegue e si consolida il percorso di ricostruzione del complesso dell’ex Don Minozzi, dove sta prendendo forma “Casa Futuro”, il progetto ideato da Stefano Boeri Architetti destinato a diventare il più grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016. Proprio per verificare l’avanzamento dei lavori e fare il punto sui prossimi passaggi, oggi hanno visitato il cantiere l’Architetto Stefano Boeri (direttore dei lavori insieme all’architetto Corrado Longa), il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, l’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi e don Savino D’Amelio, Presidente dell’Opera Don Minozzi.

Tra le novità più rilevanti si segnala l’ormai prossimo completamento della più grande delle corti del complesso, la cosiddetta “Corte dell’Accoglienza”, cuore funzionale della nuova struttura. L’intervento comprende 87 stanze destinate all’ospitalità per più di 150 giovani, un teatro da 300 posti e una mensa da 250 posti: spazi pensati per accogliere comunità, studenti, visitatori e attività collettive. Dopo la sospensione dei lavori tra il 2021 e il 2023, il cantiere è oggi pienamente attivo e tutte quattro le aree a corte previste dal progetto di Stefano Boeri Architetti (Corte Civica, Corte del Silenzio, Corte dell’Accoglienza, Corte delle Arti e del Mestieri) hanno raggiunto la superficie e sono ora visibili.  Nel dettaglio, la Corte Civica diventerà un edificio pubblico di 4.760 mq destinato al Comune, la Corte del Silenzio (superficie di 5.670 mq) ospiterà la sede dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia (ospitalità religiosa e casa per anziani), la Corte Arti e Mestieri (superficie di 1.150 mq) accoglierà le aree per la formazione, la didattica e start up del territorio. Lo stato di avanzamento dell’opera testimonia il concreto passaggio dalla fase progettuale alla piena operatività del cantiere e segna un passo decisivo nella realizzazione di una struttura sociale permanente per Amatrice e per l’intero territorio appenninico.

Un secondo risultato significativo riguarda la grande Chiesa di Santa Maria Assunta, collocata al centro del complesso. Dopo un fertile confronto tecnico con la Soprintendente architetto Lisa Lambusier, è stato raggiunto l’accordo sul progetto di restauro: l’edificio, fortemente compromesso dal sisma e inizialmente a rischio demolizione, sarà invece oggetto di un intervento di consolidamento e recupero. L’intesa consente ora l’avvio della procedura attuativa e rappresenta un passaggio fondamentale, sia sotto il profilo storico-artistico, sia sotto quello simbolico, restituendo alla comunità un luogo identitario.

Il cantiere dell’ex Don Minozzi, del valore di 54,7 milioni di euro, si sviluppa su un’area complessiva di circa 50.000 metri quadrati e interessa cinque manufatti parzialmente o totalmente danneggiati dal terremoto del 24 agosto 2016. Il progetto, pur mantenendo i volumi originari, introduce soluzioni innovative nei materiali, nelle funzioni e nei processi costruttivi.

Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Siamo di fronte a un passaggio molto importante, non solo per Amatrice ma per tutto il cratere del sisma. I risultati che abbiamo registrato nell’ex complesso del Don Minozzi, con la Corte dell’Accoglienza, in via di completamento, e l’accordo raggiunto per il recupero della chiesa di Santa Maria Assunta, dimostrano concretamente l’avanzamento del cantiere e che la ricostruzione sta entrando nella sua fase più visibile. Il valore materiale, sociale e culturale di questo luogo lo rende un simbolo della rinascita dell’Appennino centrale: restituire spazi di comunità, accoglienza e socialità significa restituire futuro ai nostri territori. Casa Futuro è un’opera innovativa e sostenibile di qualità assoluta a cui, attraverso la piena collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, stiamo dedicando grande cura e attenzione con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2027. Siamo di fronte a una grande opera che può davvero dare nuove prospettive di vita, crescita e sviluppo alla comunità amatriciana”.

Dichiarazione Architetto Stefano Boeri “E’ una vera emozione seguire la rinascita del Don Minozzi ad Amatrice. La Corte dell’Accoglienza, l’edificio più imponente che abbraccia la Chiesa di Santa Maria Assunta (il cui progetto è in fase di avanzamento grazie alla condivisione con la Soprintendenza dell’area metropolitana di Roma e della provincia di Rieti) è ormai interamente fuori terra, e le altre tre corti stanno rapidamente emergendo dal suolo. Uno sforzo collettivo che rappresenta la rinascita di un’intera comunità, a quasi dieci anni dalla tragedia dell’agosto 2016”.

Dichiarazione Assessore Manuela Rinaldi: “La ricostruzione è una priorità e ‘Casa Futuro’ testimonia un investimento strategico che ci consente di riconsegnare alla comunità spazi e identità legati al territorio per la rinascita economica e sociale non solo di Amatrice, ma dell’intero cratere sismico, La Regione Lazio continua a lavorare con il commissario Guido Castelli e i Comuni per accelerare ancora di più, dove possibile, i cantieri e le procedure. La rinascita di Amatrice è una sfida, che intendiamo portare a compimento

Dichiarazione Sindaco Giorgio Cortellesi: “Un’altra buona notizia per Amatrice e un significativo passo in avanti per un luogo non solo dal forte contenuto simbolico, ma anche e soprattutto legato alle nostre potenzialità future. E un insegnamento per tutta la filiera della ricostruzione: se oggi in Italia si prendono le ditte giuste i lavori vanno avanti velocemente”.

 

Bit di Milano, gli appuntamenti in agenda della struttura commissariale con le regioni del cratere

Dal 10 al 12 febbraio si terrà la Bit di Milano, organizzata da Fiera Milano, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore turistico. Presenti all’evento insieme alla Struttura commissariale anche la regione Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo che presenteranno le loro eccellenze legate alla rinascita dell’Appennino Centrale dopo il sisma del 2016.

Domani alle ore 15 presso lo stand della Regione Lazio (padiglione 11, stand K45 L54) si terrà la presentazione della guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast “Camminando del cratere” che raccontano le meraviglie del territorio dell’Appennino centrale, insieme ai rappresentanti delle 4 regioni coinvolte dal sisma del 2016. Si tratta di due progetti specifici di promozione e valorizzazione di tutto il percorso di rigenerazione che questi territori stanno compiendo. La guida illustra il reticolo di nove cammini che attraversano i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) colpite dai sismi del 2016-2017 ai quali sono stati destinati complessivamente 47 milioni di euro. Risorse messe in campo dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, con l’obiettivo di trasformare la il turismo lento in un modello stabile di sviluppo attraverso investimenti destinati a valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa. Il viaggio continua attraverso un ciclo di podcast, nell’Italia più bella, che attraversa 4 regioni, 138 comuni e tanti meravigliosi percorsi sull’Appennino centrale che racconteranno i cammini nel cratere. Dove dieci anni fa ci fu il terremoto, ora si può tornare con fiducia a vivere e gioire delle bellezze naturali e artistiche di cui sono ricche queste terre. Cammini che ci fanno scoprire paesaggi mozzafiato, borghi autentici, ricchi di storia e tradizioni, arte e natura. Un unico filo conduttore: la rinascita.

L’incontro, moderato da Giancarlo Laurenzi, direttore del Corriere Adriatico, vedrà la presenza del Ministro del turismo Daniela Santanchè, da sempre molto attenta al progetto di rilancio del Centro Italia. Interverranno Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, Manuela Rinaldi, assessore alla ricostruzione della Regione Lazio, Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, Stefania Proietti, presidente regione Umbria, Daniele D’Amario, sottosegretario Presidenza della giunta regionale Abruzzo e Bruno Pellegrini, Ceo & Founder di Loquis.

Si prosegue con gli appuntamenti, l’11 febbraio, alle ore 13, presso lo stand regione Marche, con lo spazio dedicato alla  DMO Sibillini Italy Experience, un progetto di place branding culturale che intreccia arte, mito e paesaggio come strumenti di narrazione territoriale e di sviluppo di un modello di turismo lento, autentico e sostenibile.

Al centro dell’iniziativa c’è il lavoro dell’artista Guasco, chiamato a reinterpretare uno dei simboli più potenti e identitari dell’Appennino marchigiano: la Sibilla. Figura arcaica e mitica, la Sibilla diventa, attraverso l’arte, un vero e proprio dispositivo narrativo, capace di raccontare l’anima profonda dei Monti Sibillini, il loro rapporto con il tempo, la natura e le comunità che li abitano. Oltre all’artista, saranno presenti il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, nel 2022 avevano individuato nella DMO della Montagna un landmark strategico per lo sviluppo dell’area del cratere.  Un progetto che vede Comune capofila Montefortino in rete con altri otto comuni dell’alta montagna – Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita – uniti in un percorso condiviso di sistematizzazione e valorizzazione del territorio.

A seguire, sempre presso lo stesso stand si terrà un talk alla presenza del Commissario con il presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini e i rappresentanti dei comuni con le progettualità B2.2 del piano Next Appennino come l’Unione Montana del Tronto e Valfluvione che presenteranno il progetto “La trama e l’ordito”. Un altro progetto vede come capofila il Comune di Belforte del Chienti in rete con Caldarola, Cessapalombo con “Ritessere le connessioni per uno sviluppo sostenibile dei territori”. I comuni di Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone illustreranno “Hub Obiettivo Borghi”, il  Comune di Fiastra con “I Lake – progetto di valorizzazione del sistema turistico del lago di Fiastra” e infine “Tessuinim la valle sacra” con Cossignano comune capofila in rete con Castignano, Force, Montalto delle Marche, Montedinove, Offida, Rotella.

Infine, alla Bit sarà presente anche Unico Gran Sasso Living, importante progetto che valorizza la rete di 22 comuni dell’Appennino abruzzese con Comune di Crognaleto capofila all’interno dello stand della Regione Abruzzo – Padiglione 11 | P01 P19 S02 S20, confermando l’attenzione per il percorso di collaborazione istituzionale e di promozione integrata del territorio. Di questo si parlerà in fiera sarà nel panel in programma l’11 febbraio alle ore 15.30, dedicato al racconto del progetto come modello di cooperazione territoriale e di visione condivisa per il rilancio delle aree interne.

Arrivano 2 milioni di euro per l’adeguamento sismico della scuola “Dante Alighieri” di Spoleto

È stato disposto  il trasferimento di 2.071.315,20 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria per l’intervento di adeguamento sismico della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” nel comune di Spoleto (Pg). Le risorse rappresentano l’anticipazione del 20% del finanziamento complessivo dell’opera, pari a 10.356.576 euro.

L’intervento rientra nell’ Ordinanza Speciale n. 31 del 31 dicembre 2021 “Programma Straordinario di Ricostruzione e definizione delle modalità di attuazione degli interventi finalizzati al recupero delle strutture scolastiche dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e si inserisce nel percorso di rafforzamento e accelerazione della ricostruzione pubblica, con particolare attenzione alle strutture strategiche come le scuole, considerate centrali per la ripresa sociale ed economica delle comunità colpite dal terremoto.

“La scuola è uno dei pilastri della rinascita dei territori dell’Italia Centrale– dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – Sono ulteriori passi concreti che facciamo insieme per la tutela dei nostri ragazzi, combattere lo spopolamento ed avere strutture sicure ed efficienti. Desidero la Regione, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Andrea Sisti per la loro collaborazione”

Zes, pubblicata la circolare Inps sul bonus assunzioni esteso a Umbria e Marche

Il via libera operativo dell’INPS al Bonus ZES Unica rappresenta una misura di grande rilievo per sostenere l’occupazione e rafforzare il tessuto produttivo non solo del Mezzogiorno ma anche, dopo la recente estensione della misura voluta dal Governo Meloni, di Umbria e Marche”.

Lo dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, commentando la pubblicazione della Circolare INPS n. 10, che “rende pienamente operativo l’incentivo contributivo pensato per sostenere lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali: un beneficio che, come previsto dalla legge n. 171/2025, è stato esteso anche alle due regioni dell’Appennino centrale”.

Alla luce di questa novità, nel caso di Umbria e Marche, il via libera dell’Istituto riguarda i datori di lavoro privati che operano nelle aree della Zona Economica Speciale Unica, con un massimo di 10 dipendenti al momento delle assunzioni, che nel periodo dal 19 novembre 2025 al 31 dicembre 2025 hanno impiegato nuovo personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

“Questo strumento – aggiunge Castelli – va nella direzione voluta e sostenuta dalle istituzioni locali e dal tessuto imprenditoriale: incentivare le imprese che investono e assumono in territori che hanno bisogno di politiche attive, mirate e continuative. L’esonero contributivo del 100% per le nuove assunzioni di lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi, diventa così una leva importante per creare occupazione stabile nell’Appennino centrale e per ridare slancio a chi, per troppo tempo, è rimasto ai margini del mercato del lavoro”.

“L’estensione della ZES a questi territori – prosegue Castelli – rafforza la strategia di sviluppo che stiamo adottando per i territori colpiti dal sisma, valorizzando il lavoro come motore della rinascita economica e sociale. Per l’Appennino centrale, misure come questa sono fondamentali per accompagnare la ricostruzione fisica e la riparazione delle comunità e di un tessuto imprenditoriale e occupazionale capace di guardare al futuro. Creare lavoro in questa vasta area interna significa dare la possibilità a tante persone di restare nei propri territori di nascita, preservare la vitalità dei nostri borghi e, dunque, contrastare lo spopolamento. L’INPS, e le istituzioni nel loro complesso – conclude Castelli – confermano così il loro impegno nel rendere gli strumenti di coesione sociale sempre più accessibili e aderenti alle esigenze di imprese e cittadini”.

Dopo aver dato la piena attuazione agli incentivi previsti dal Dl. 60 per il 2025, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia nelle prossime settimane definiranno le disposizioni relative alla proroga per il 2026 dei bonus assunzionali previsti dal Decreto Coesione, tra quali è compreso anche quello per gli over 35 nelle aree Zes.

Approvato il progetto di fattibilità per la rinascita del quartiere Madonnetta a Pioraco: intervento da 4,84 milioni

Il percorso verso la ricostruzione del quartiere Madonnetta di Pioraco (Mc) compie un passo decisivo. Con un decreto firmato dal Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo al ripristino e alla riorganizzazione urbana dell’area gravemente compromessa dagli eventi sismici.  Il progetto prevede un investimento complessivo di 4.840.000 euro.

 

“Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, la Madonnetta si avvicina finalmente alla fase operativa di un intervento atteso da anni, necessario per restituire sicurezza, funzionalità urbana e prospettive di ricostruzione a una delle aree più delicate del territorio comunale – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Tutto ciò grazie al lavoro costante e proficuo condotto in tandem con Comune, Usr e con la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”.

 

“Ringrazio il commissario che ci ha messo, insieme a tutta la struttura tecnica, anima e corpo per trovare delle soluzioni fattibili. Adesso c’è una fase importante dove l’USR, che è il soggetto attuatore, sta predisponendo il progetto esecutivo e credo che entro il mese di marzo ci sarà il completamento del progetto esecutivo. Ci auguriamo che venga chiusa la fase della della progettazione esecutiva, poi l’USR potrà affidare i lavori di demolizione e di realizzazione delle opere di urbanizzazione. I soggetti incaricati stanno procedendo con quanto è necessario” dichiara il sindaco Matteo Cicconi.

 

L’intervento riguarda due ambiti principali: la demolizione di 10 fabbricati esistenti, insieme alla rimozione delle infrastrutture viarie e dei sottoservizi ormai compromessi, e la successiva realizzazione delle nuove opere di urbanizzazione, tra cui strade, marciapiedi, parcheggi, reti idriche ed energetiche, illuminazione pubblica e sistemi fognari separati.

Il progetto comprende inoltre un capitolo fondamentale per la sicurezza del quartiere: la mitigazione del rischio di colate detritiche mediante l’installazione di due barriere in acciaio sul versante a monte, dove gli studi geologici hanno rilevato una pericolosità elevata dovuta ai fenomeni di debris-flow.

 

La relazione tecnica descrive in modo puntuale l’attuale condizione della zona, da anni segnata da fenomeni di subsidenza, fessurazioni diffuse e cedimenti dei terreni di fondazione, aggravati dal terremoto del 2016/2017. L’area comprende 63 unità abitative e 33 garage non più compatibili con adeguati livelli di sicurezza. Allo stesso tempo, saranno garantite piena accessibilità e continuità di servizi per gli edifici non coinvolti nelle demolizioni e ancora abitati.

 

Montegallo, interventi di mitigazione del dissesto in sette frazioni: via libera ai Dip, interventi stimati per 10 milioni

Montegallo compie un passo importante nel percorso di messa in sicurezza post‑sisma. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato i documenti di indirizzo alla progettazione riguardanti diverse aree a rischio idrogeologico del territorio: Corbara, Santa Maria in Lapide, Colle, Colle Luce, Pistrino, Interprete e Piano, tutte coinvolte da fenomeni franosi e criticità idrauliche emerse in maniera più evidente dopo le scosse del 2016–2017, per importi stimati totali di oltre 10 milioni.

Gli studi di approfondimento condotti negli ultimi anni dal Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr – tra rilievi Lidar, indagini geognostiche, analisi idrauliche e modellazioni – hanno permesso di definire con precisione la natura dei dissesti presenti e di calibrare gli interventi necessari fra zona e zona.

“Il valore complessivo degli interventi che saranno sviluppati supera i 10 milioni, segno di un impegno capillare e strutturato che interessa tutto il territorio comunale – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Queste approvazioni consentono di avviare la fase di progettazione operativa, necessaria per passare dagli esiti scientifici degli studi alle opere concrete. Montegallo muove dunque un passo decisivo verso la riduzione dei rischi idrogeologici diffusi, assicurando condizioni adeguate per la ricostruzione e la permanenza delle comunità in un territorio fragile, ma che guarda al futuro con determinazione. Ringrazio per questo il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“L’approvazione di questi progetti per le nostre frazioni è un risultato straordinario. È il traguardo di oltre due anni di lavoro intenso fatto insieme alla struttura commissariale, in particolare con il geologo Scalella, il direttore dell’Ufficio Ricostruzione l’ingegner Trovarelli e tutti i suoi collaboratori. A loro va il mio ringraziamento per quanto fatto finora e per la grande disponibilità dimostrata in questo lungo percorso fianco a fianco.

​Garantire una ricostruzione sicura e duratura era un obiettivo che ci eravamo prefissati fin dall’inizio. Mentre in questi giorni il tema della fragilità del suolo è tornato alla ribalta nazionale per i drammatici eventi in Sicilia, noi a Montegallo possiamo dire di aver giocato d’anticipo. Non abbiamo aspettato l’emergenza: avevamo già messo in cantiere questo piano strategico da tempo, lavorando con determinazione per mettere in sicurezza il nostro territorio. Grazie a questa programmazione, a breve gli interventi verranno effettuati anche nelle frazioni di Rigo, Fonditore, Collefratte, Castro, Propezzano e Forca, garantendo una risposta capillare a tutte le zone in dissesto. Per questo obiettivo raggiunto, voglio ringraziare il Commissario Guido Castelli e il Presidente Francesco Acquaroli: voglio dire con chiarezza che senza il loro aiuto e il loro intervento concreto tutto questo non sarebbe stato possibile. La loro sensibilità ci ha permesso di avere le risorse per monitorare il territorio con strumentazioni di ultimissima generazione, che oggi ci danno certezze scientifiche per il futuro. Grazie a questo grande lavoro di squadra, Montegallo può finalmente ricostruire su basi solide e sicure” ha dichiarato il sindaco Sante Capanna.

Nella frazione di Corbara, la presenza di una frana da colamento e di più fenomeni di crollo impone la realizzazione di barriere paramassi, reti corticali, chiodature e una paratia di pali a protezione della strada comunale che collega le frazioni pedemontane. L’importo stimato per l’intervento è di 2,1 milioni.

A Santa Maria in Lapide, invece, accanto al rischio di crollo sulla scarpata che sovrasta il centro abitato, lo studio idraulico ha evidenziato possibili esondazioni del Torrente Rio in occasione di piene bicentenarie, con potenziali allagamenti della strada che collega Fonditore e Forca. Il progetto prevede quindi il risezionamento dell’alveo, l’adeguamento dei ponti e la ricalibratura delle sezioni idrauliche per garantire il corretto deflusso delle acque, per un importo di 1,6 milioni.

Le frazioni di Colle (due diversi interventi, totale 3.205.000 euro), Interprete (500.000 euro), Colle Luce (496.975 euro), Pistrino (61.800 euro) e Piano (2,1 milioni) rientrano anch’esse nel pacchetto coordinato degli studi finanziati per Montegallo, poiché caratterizzate da versanti instabili, erosioni localizzate, piccoli movimenti gravitativi e criticità lungo la viabilità comunale. Anche per queste località, gli studi hanno permesso di individuare le opere prioritarie, che includono interventi di stabilizzazione dei pendii, sistemazioni idraulico‑forestali e misure di prevenzione per garantire la sicurezza delle abitazioni e delle infrastrutture locali.

 

ZFU, Castelli, via libera Mimit a proroga sul 2026 dell’esonero contributivo per misura strategica

Il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha pubblicato la comunicazione che rende operativa la proroga della Zona Franca del sisma 2016 anche per il 2026. Da oggi le imprese dell’Appennino centrale che operano nella Zfu e che erano risultate ammissibili alle agevolazioni fiscali e contributive per importi non scontati nelle precedenti annualità, per mancanza di capienza fiscale, potranno usufruirne sugli F24 relativi al periodo di imposta 2026. Questa misura rappresenta un segnale concreto, importante, di attenzione verso i territori colpiti dal sisma. La comunicazione del Mimit, in attuazione della nuova legge di Bilancio 2026, conferma la volontà dello Stato di garantire continuità agli strumenti di sostegno alla ripresa economica di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, accompagnando le imprese in una fase ancora complessa ma decisiva per il futuro delle comunità locali”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli.“L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali – prosegue Castelli – si è dimostrato in questi anni uno degli strumenti più efficaci per ridurre il costo del lavoro, salvaguardare i livelli occupazionali e consentire alle imprese di liberare risorse da reinvestire nelle attività produttive, nell’innovazione e nel rafforzamento del tessuto economico. La possibilità di utilizzare l’agevolazione fino al periodo di imposta 2026 consolida un percorso di stabilità normativa avviato nel 2017, offrendo certezze fondamentali per programmare investimenti e strategie di sviluppo. La semplicità delle modalità di utilizzo, attraverso la compensazione nel modello F24, rappresenta inoltre un elemento di concretezza e rapidità che va incontro alle esigenze delle imprese. È opportuno ricordare – precisa Castelli – che la platea coinvolte corrisponde a circa mille partite Iva (piccole e medie imprese, artigiani, lavoratori autonomi, professionisti) e che, grazie alla Zfu sisma, dal 2017 ad oggi, oltre 9 mila imprese hanno usufruito di circa 450 milioni di euro di agevolazioni.

La ricostruzione dell’Appennino centrale non riguarda soltanto gli edifici, ma le persone, il lavoro e la capacità dei territori di tornare a essere attrattivi. Sostenere le imprese significa sostenere la vita delle comunità, creare nuove prospettive di sviluppo e rendere possibile una rinascita economica e sociale duratura. È in questa direzione – conclude Castelli – che continueremo a lavorare, con attenzione costante e impegno concreto”.

 

San Severino Marche, quasi 13 milioni per il centro Pastorale Ex Don Orione

Arrivano quasi 13 milioni a favore degli interventi a favore del centro Pastorale Ex Don Orione a San Severino Marche. L’area in oggetto, si trova interna al perimetro del centro edificato di San Severino. L’immobile, gravemente danneggiato dal sisma 2016, è un grande complesso di circa 3920 mq; edificato negli anni ‘30 del secolo scorso per una funzione produttiva (essiccatoio di tabacchi) l’edificio oggi di proprietà della parrocchia  S Agostino che fa capo alla diocesi di Camerino  – San Severino Marche, venne riadattato  per attività quali oratorio e spazi ludici per i giovani, spazi per lo sport, casa del clero, centro accoglienza, sale polifunzionali, sale per associazioni e movimenti e cappelle per celebrazioni liturgiche.

Per realizzare il nuovo progetto del fabbricato si è optato per soluzioni costruttive e tecnologie legate ad una struttura prefabbricata. Inoltre in considerazione della destinazione d’uso, è stato valutato di progettare la struttura in classe d’uso IV, secondo i criteri delle Norme Tecniche per le Costruzioni cogliendo l’opportunità della ricostruzione per ottenere un nuovo edificio con elevato livello di sicurezza e funzionalità anche in condizioni di emergenza, adeguato ad ospitare le funzioni pubbliche e strategiche, nel caso di eventi calamitosi.  Il fabbricato di progetto si compone di tre grandi blocchi uniti fra loro con impianto planimetrico a C in modo da formare uno spazio centrale adibito a cortile aperto. I due blocchi laterali si sviluppano su tre livelli, mentre quello centrale ha in parte tre livelli e nel nucleo centrale su due livelli. I blocchi saranno collegati da due strutture di “passaggio” che saranno chiuse solo all’ultimo livello, mentre al piano terra ci saranno dei passaggi coperti ed al piano primo dei terrazzi. Sul lato interno dei tre blocchi sarà realizzato un portico con struttura in acciaio, con la funzione di dare continuità ed offrire uno spazio coperto al di fuori dell’edificio. I nuovi spazi avranno le stesse destinazioni d’uso del fabbricato esistente, che saranno così distribuite: l’ala a nord/ovest, ovvero verso il centro abitato, sarà occupata dagli spazi oratoriali al piano terra ed al piano primo, mentre al piano secondo saranno collocati gli spazi per l’associazione degli scout.

Nel blocco a sud/est saranno dislocati gli ambienti legati alle attività della Caritas con gli spazi per l’accoglienza e gli alloggi temporanei oltre ai servizi comuni, al secondo livello, al piano primo saranno disposti i locali del consultorio familiare; in prossimità delle strutture sportive esterne, saranno collocati gli spogliatoi.

Il corpo centrale sarà occupato, al piano terra ed al piano primo, dalla cappella a doppia altezza e lateralmente dai servizi connessi, mentre all’ultimo piano saranno collocati gli appartamenti dei sacerdoti. Le aree esterne continueranno ad essere utilizzate per le attività sportive e ludiche, oltre a contenere un’adeguata superficie destinata a parcheggio interno e di verde attrezzato. Le finiture esterne avranno colorazioni a tinte chiare e dei colori della terra, adeguate al sito ed al paesaggio circostante.

Soddisfazione espressa dal Commissario alla ricostruzione Guido Castelli: “Si tratta di una grande notizia per San Severino, che tornerà così ad avere un luogo di aggregazione e di incontro per i giovani, per la Diocesi e per tutta la comunità. Strutture come questa rafforzano ancora di più il senso di appartenenza al proprio territorio. Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Rosa Piermattei. Il lavoro di squadra è essenziale per il recupero di queste strutture essenziali per le nostre comunità, soprattutto per quelle colpite dal sisma”.

L’Arcivescovo Francesco Massara evidenzia che “Dopo molti anni riusciamo ad avere il decreto per poter ricostruire l’ex oratorio Don Orione che sarà il nuovo centro pastorale della città, un’opera strategica per la Diocesi e la città. Sarà un grande centro pastorale di servizi, di accoglienza, di incontro per la comunità, fondamentale per le famiglie e per la città. Ringrazio il Presidente Acquaroli, il commissario Castelli, l’ufficio Usr con il suo direttore l’ing. Trovarelli e tutti gli uffici coinvolti. È un momento di grande gioia perché sarà realizzato uno dei posti più belli del nostro territorio e della nostra Diocesi. L’edificio sarà intitolato alla memoria del Cardinale Edoardo Menichelli”.

“L’assegnazione di quasi 13 milioni di euro per la ricostruzione del complesso Don Orione rappresenta una notizia di straordinaria importanza per San Severino Marche. Non stiamo parlando solo della ristrutturazione di un edificio imponente ma della rinascita di un luogo che è nel cuore di tutti i settempedani e che, dopo i gravi danni del sisma 2016, attendeva una risposta concreta. Il nuovo progetto trasformerà il complesso in una struttura all’avanguardia, sicura e funzionale. Il nuovo Centro Pastorale non sarà solo uno spazio di aggregazione ma un presidio strategico capace di ospitare funzioni pubbliche in caso di emergenza, garantendo la massima sicurezza ai nostri cittadini. Dalla Caritas agli scout, dall’oratorio al consultorio, fino alla futura intitolazione al Cardinale Edoardo Menichelli, questo complesso tornerà a pulsare di vita, offrendo servizi essenziali alle famiglie e ai giovani. È la dimostrazione che, quando le istituzioni collaborano con determinazione, i risultati arrivano. Voglio ringraziare sentitamente il Commissario Guido Castelli, il Presidente Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara e tutto il personale dell’USR e degli uffici comunali. Questo è il gioco di squadra che serve per restituire speranza e futuro alle nostre terre. San Severino Marche fa un altro passo decisivo verso la sua completa rinascita” ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei.

Scuole: il commissario Castelli a Foligno per accelerazione interventi post-sisma

Un incontro proficuo, all’insegna della collaborazione e dell’operatività, teso a condividere le strategie necessarie per accelerare il percorso di riparazione e ricostruzione post-sisma delle scuole del Comune di Foligno. Vogliamo restituire il prima possibile agli studenti, alle loro famiglie e alla comunità folignate strutture scolastiche sicure, moderne, inclusive e sostenibili”.

Lo afferma il commissario Castelli che ieri a Foligno ha avuto un lungo confronto con l’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Marco Cesaro e lo staff tecnico dell’assessorato.

“Con il Comune – prosegue Castelli – ci siamo soffermati sulle azioni da adottare per superare le criticità e accelerare i lavori di ricostruzione di nove scuole, in particolare, finanziate attraverso l’Ordinanza speciale n. 31/2021. Ricordo che le scuole sono luoghi essenziali per la crescita e la formazione dei nostri giovani e svolgono anche una funzione fondamentale di contrasto al fenomeno dello spopolamento, che contraddistingue da tempo i territori dell’Appennino centrale. Sono certo che grazie a questo incontro e alle azioni che ne deriveranno potremo compiere il cambio di passo necessario per giungere a risultati concreti e duraturi”.

Nel dettaglio, sono 14 le scuole nel comune di Foligno che hanno aderito agli Accordi quadro del Piano straordinario di ricostruzione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del 2016, per un importo totale da Piano di 29 milioni di euro. Gli istituti scolastici soggetti a procedura ordinaria, invece, ammontano a 5 per un importo totale programmato di 21 milioni di euro.

Leonessa, fondi per due interventi di messa in sicurezza del territorio

Nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica” a Leonessa, in provincia di Rieti, sono stati trasferiti fondi per due importanti lavori.

Per il primo ci sono già 205.128,55 euro e riguarda l’intervento  di messa in sicurezza delle problematiche geomorfologiche nel centro storico e nel cimitero e nella frazione di San Giovenale, dove il totale dell’intervento ammonta a 256.410,69 euro, mentre il secondo sono stati trasferiti 549.607,44 euro a favore  del progetto di difesa idraulica dalle esondazioni del fosso di Viesci nelle frazioni di Vidoli e Viesci, dove l’importo complessivo è di 687.009,30 euro.

 

Soddisfazione espressa dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli: “ Si tratta di interventi di grande importanza che mettono in sicurezza delle aree del territorio. E’ una parte fondamentale del nostro progetto di ricostruzione e rinascita di tutti i territori. Anche in questo ambito è fondamentale la sinergia tra i vari organi istituzionali. Per questo voglio ringraziare l’assessore regionale Manuela Rinaldi, l’ufficio ricostruzione Lazio e l’Amministrazione comunale per la collaborazione”.