Roccafluvione, progetto esecutivo per il rifacimento della “Ripa a Monte” e la sistemazione della strada di Ciarpellesco

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di riparazione post-sisma che riguarda il rifacimento del muro di contenimento della “Ripa a Monte” e la sistemazione della sede stradale della comunale Ciarpellesco, nel territorio di Roccafluvione (Ap). Si tratta di un’opera inserita nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023, che assegna al Comune un finanziamento pari a 172.500 euro.

«L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta un passaggio determinante per l’avvio dei lavori – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’intervento permetterà di ristabilire piena funzionalità e sicurezza nel collegamento verso la frazione di Ciarpellesco, restituendo al territorio un’infrastruttura danneggiata in maniera significativa. Importante anche in questo caso la sinergia tra Comune, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’intervento riguarda uno dei tratti maggiormente compromessi dagli eventi sismici del 2016/2017 e dal successivo passaggio di mezzi pesanti impegnati nei cantieri della ricostruzione.

La strada comunale Ciarpellesco presenta un manto profondamente ammalorato, avvallamenti, buche diffuse e un muro di contenimento ormai deteriorato. Una condizione che ha reso necessario un progetto di intervento mirato. L’opera prevede la demolizione e la ricostruzione del muro della ripa a monte, che verrà rivestito in pietra per armonizzarsi con il contesto paesaggistico. Saranno inoltre ripristinati la pavimentazione stradale, la regimentazione delle acque con nuove zanelle, la barriera di protezione in legno e acciaio corten e il tombino nei pressi dell’incrocio con la provinciale.

 

NextAppennino: la “Vipal” di Ferentillo esempio di impresa innovativa dell’Appennino centrale La storia in onda domenica su Rai 3 a “Il posto giusto”

Dalla ricostruzione post- sisma alla crescita economica, attraverso quelle realtà che hanno scelto non solo di restare nell’Appennino centrale, ma che hanno capito l’importanza di sanno rinnovarsi e di innovare”. Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli commentando il caso dell’azienda Vipal di Ferentillo (Terni), azienda umbra specializzata nella progettazione e realizzazione di ascensori e impianti di sollevamento elettrici, sostenuta dai fondi NextAppennino attraverso il bando B.13c dedicato alle imprese innovative di media dimensione. La storia dell’azienda sarà raccontata domenica 15 febbraio alle ore 13 su Rai 3, nel programma “Il posto giusto”, che dedicherà un servizio all’esperienza produttiva e tecnologica nata nel cuore della Valnerina.

Fondata nel 1983, Vipal opera in uno stabilimento di oltre 6.000 metri quadrati articolato in nove reparti produttivi e conta 49 dipendenti tra ingegneri, progettisti e tecnici specializzati. L’azienda segue internamente l’intero ciclo produttivo — dalla progettazione al collaudo fino alla manutenzione — garantendo impianti “chiavi in mano” destinati al mercato nazionale ed estero, interamente basati su design e tecnologia italiana. Grazie agli investimenti sostenuti dal Piano Nazionale Complementare Sisma, l’impresa ha potuto rafforzare i processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e transizione energetica, acquistando macchinari di ultima generazione e realizzando un impianto fotovoltaico che oggi copre circa l’80% del fabbisogno energetico dello stabilimento. Tra le innovazioni sviluppate spicca la tecnologia “Hybrid”, che consente agli impianti di funzionare anche in caso di blackout prolungato con consumi energetici estremamente ridotti. Infine, grazie a NextAppennino la Vipal ha potuto assumere nuovo personale specializzato.

Questo caso virtuoso ci ricorda come la ricostruzione – aggiunge il Commissario Castelli – non riguarda soltanto case e edifici pubblici. Il vero obiettivo è restituire lavoro, prospettive e fiducia alle comunità, anche al fine di contrastare il fenomeno dello spopolamento dei nostri territori. La Vipal dimostra che nei territori del cratere è possibile fare impresa ad alto contenuto tecnologico, creare occupazione qualificata e competere sui mercati internazionali. NextAppennino è nato proprio a questo scopo proprio per questo: trasformare l’emergenza in occasione di sviluppo. Sostenere aziende radicate nel territorio – prosegue Castelli – significa contrastare concretamente lo spopolamento. Ogni investimento produttivo mantiene vive le competenze locali e rende possibile la permanenza delle famiglie. La rinascita dell’Appennino centrale passa anche da questa capacità di coniugare tradizione manifatturiera e innovazione. Quando un’impresa cresce qui, cresce l’intera comunità”.

Anno 2026, dichiarazione dei requisiti per CDA, SAE e MAPRE entro il 31 marzo 2026

Si informano i beneficiari di CDA (ex CAS), SAE, MAPRE ed altre forme di assistenza abitativa, che dalle ore 12.00 di venerdì 06 febbraio 2026, è stata riattivata la piattaforma informatica SEM attraverso la quale presentare la dichiarazione per il mantenimento dei requisiti dei benefici di assistenza a favore dei cittadini colpiti dagli eventi sismici del 2016, per l’anno 2026.

All’indirizzo Internet https://appsem.invitalia.it sarà possibile compilare e caricare la dichiarazione, la cui scadenza è fissata entro e non oltre le ore 23:59 del 31 marzo 2026.

La Dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza e delle eventuali cause impeditive alla presentazione della richiesta di contributo per la ricostruzione deve essere presentata per via telematica da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di identità digitale, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, ma può essere presentata anche da soggetti delegati o dallo stesso Comune di residenza.

Staffolo, approvato il progetto di fattibilità per il restauro della chiesa di Santa Teresa

La ricostruzione della chiesa di Santa Teresa, a Staffolo (An), entra nella fase decisiva. La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per gli interventi di restauro e consolidamento dell’edificio sacro di via delle Monache, per un importo di 825.601 euro.

La chiesa di Santa Teresa, edificata nel 1778 e dotata di un campanile risalente al 1823, costituisce uno dei luoghi identitari del centro storico. Danneggiata dalle scosse del 2016/2017, presenta un quadro lesivo diffuso: fessurazioni interne, criticità nelle volte in camorcanna, lesioni sui paramenti murari e problemi legati al solaio in laterocemento inserito negli interventi degli anni Cinquanta.

«Il decreto di conclusione della Conferenza regionale consente di avviare la fase successiva, quella della progettazione esecutiva, propedeutica all’appalto dei lavori – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Un traguardo atteso dalla comunità locale grazie ed un restauro che punta a coniugare sicurezza strutturale, rispetto dell’identità storica e piena valorizzazione dell’edificio. Ringrazio come sempre il lavoro puntuale svolto da Diocesi, Ufficio Speciale e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La relazione storico‑artistica e la documentazione progettuale descrivono con chiarezza la necessità di un intervento completo di consolidamento, mirato a restituire stabilità strutturale e corretta fruibilità all’edificio liturgico.

Il progetto approvato prevede un insieme coordinato di opere: la sostituzione dell’attuale copertura con un nuovo solaio ligneo, il consolidamento delle murature attraverso tecniche tradizionali, la ristilatura dei giunti, le cuciture armate e l’inserimento di diatoni a fiocco.

Le volte e gli archi verranno rinforzati mediante applicazione di reti in fibra di vetro e tessuti tecnici, mentre il campanile sarà oggetto di un consolidamento. Il progetto comprende anche l’adeguamento degli impianti, il restauro di infissi, pavimenti, arredi lignei, la revisione del sistema di raccolta delle acque e nuove finiture interne in malta a calce.

Castelsantangelo sul Nera, via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per l’ex sede comunale

La ricostruzione dell’ex sede comunale di Castelsantangelo sul Nera (Mc) compie un passo decisivo. La Conferenza regionale si è infatti espressa in modo favorevole sul progetto di fattibilità tecnico-economica, approvando gli atti necessari per procedere all’intervento che rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023.

Il fabbricato, situato in via Santo Stefano, è stato gravemente danneggiato dal sisma del 2016/2017, fino a essere dichiarato totalmente inagibile, con conseguente demolizione delle parti pericolanti e conservazione dei soli muri perimetrali.

Conosciuto come “casa della guaita”, si colloca nel cuore storico del capoluogo. Prima del sisma ospitava cantine al piano seminterrato, uffici comunali al piano terra e un’abitazione al livello superiore, servita da scala esterna.

“Con il via libera della Conferenza regionale e la definizione delle prescrizioni tecniche, è adesso possibile avviare la fase successiva di redazione del progetto esecutivo – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’edificio tornerà a occupare il suo posto nel tessuto storico del capoluogo, coniugando sicurezza strutturale, rispetto dell’identità architettonica e adeguamento agli standard energetici contemporanei. Il tutto grazie al lavorio sinergico tra Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“ Stiamo di fatto ricostruendo un puzzle, siamo ancora all’inizio, nel momento in cui ci  sono più difficoltà. Questo è un altro tassello che mettiamo nel progetto della ricostruzione” ha dichiarato il sindaco Alfredo Riccioni.

Il progetto prevede la ricostruzione in sagoma dell’immobile, nel pieno rispetto delle volumetrie originarie e dell’impianto distributivo storico. Saranno riproposti i tre livelli già presenti, con mantenimento delle destinazioni d’uso: locali tecnici e cantine al piano seminterrato, uffici al piano terra, abitazione al primo piano.

La nuova struttura sarà realizzata con fondazioni a platea, pareti in calcestruzzo armato e murature debolmente armate rivestite in pietra locale. I solai e la copertura saranno in legno massiccio, con orditura tradizionale e soletta collaborante, mentre le gronde saranno riproposte con zampini lignei, secondo i caratteri costruttivi del borgo.

Particolare attenzione è riservata al recupero dell’affresco storico situato sul prospetto nord‑est, rimosso prima della demolizione e ora destinato a essere reinstallato nella posizione originaria con un sistema di protezione dagli agenti atmosferici, secondo le indicazioni della Soprintendenza.

Il fabbricato sarà efficientato dal punto di vista energetico e impiantistico.

La Conferenza regionale ha approvato anche la congruità economica del quadro predisposto dal progetto, pari a 1.289.487 euro.

Caldarola, progetto esecutivo per il Palazzo delle Associazioni: in arrivo 1,2 milioni di euro

Il Palazzo delle Associazioni di Caldarola (Mc) si avvicina a un nuovo corso. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico, efficientamento energetico ed eliminazione delle barriere architettoniche, concedendo al Comune un finanziamento pari a 1.200.000 euro.

“Con l’approvazione del progetto esecutivo e la concessione del contributo, per il Palazzo delle Associazioni si apre ora la fase operativa che condurrà alla gara e poi all’avvio dei lavori – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Un passaggio decisivo per restituire alla comunità uno dei suoi edifici più rappresentativi, destinato a tornare fruibile, sicuro ed energeticamente efficiente nel cuore del centro storico. Ringrazio per questo il lavoro costante di Comune, Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli”

“Questo è uno dei tanti progetti che stiamo mettendo in campo per ricostruire il centro storico di Caldarola. Il palazzo delle Associazioni è una struttura particolarmente importante per noi perché ci consente di far rientrare, una volta effettuati i lavori, tutte le varie associazioni che erano precedentemente allocate in quell’edificio e che adesso sono provvisoriamente sistemate nei container, in una situazione di obiettivo disagio. Il ritorno alla funzionalità del Palazzo assume un’importanza strategica anche per la vita comunitaria” dichiara il sindaco Giuseppe Fabbroni.

L’intervento, che rientra nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, assume particolare rilevanza per un immobile danneggiato dal terremoto del 2016/2017, conserva un forte valore storico per la comunità. Costruito tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento per volontà del cardinale Evangelista Pallotta come parte del nuovo centro amministrativo cittadino, l’edificio sorge in via Pallotta, in adiacenza al teatro comunale. Si sviluppa su quattro livelli fuori terra più un piano interrato e presenta strutture miste in muratura laterizia e pietra calcarea, con volte a botte e un articolato sistema di ambienti e collegamenti verticali.

La relazione chiarisce come l’intervento persegua al tempo stesso la tutela dell’impianto architettonico e il miglioramento delle prestazioni strutturali e funzionali. Dal punto di vista architettonico sono previsti il rifacimento degli intonaci ammalorati con malte traspiranti compatibili, il recupero delle pavimentazioni storiche con tecniche conservative, l’inserimento di cappotti interni in lana di roccia e la sostituzione degli infissi con modelli ad alte prestazioni energetiche, mantenendo l’aspetto originario.

Particolare attenzione è dedicata al comfort interno e al trattamento acustico degli ambienti destinati a uffici, con pannelli fonoassorbenti e serramenti certificati per elevate prestazioni di isolamento.

 

Trasferiti oltre 453 mila euro per il Municipio di Rapagnano

E’ stato disposto il trasferimento di 453.381,14 euro per l’intervento di riparazione e ricostruzione del Municipio del Comune di Rapagnano, in provincia di Fermo.

La somma rappresenta il terzo acconto fino al raggiungimento dell’80% del contributo complessivo finanziato, che per l’opera ammonta a 2.380.415,72 euro. Il trasferimento rientra nella programmazione prevista dall’ Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica”

“Con questo nuovo stanziamento – dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – continuiamo ad assicurare continuità finanziaria agli interventi strategici nei territori colpiti dal sisma. Il Municipio di Rapagnano è un presidio fondamentale e centro vitale della sua comunità: garantire tempi certi e risorse adeguate significa rafforzare la fiducia dei cittadini e sostenere concretamente la ripartenza. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Elisabetta Ceroni per la loro collaborazione”.

“Siamo veramente grati al Commissario Castelli per la sensibilità e la celerità dimostrate nell’accogliere le nostre istanze, così come a tutto il personale dell’ufficio Speciale per la ricostruzione. Queste risorse ci consentono di proseguire i lavori, ormai giunti alla fase finale. A breve contiamo di poter rientrare nella sede del Comune di Rapagnano, resa più sicura e funzionale.  Siamo inoltre soddisfatti perché l’intervento ha permesso di recuperare un edificio di grande valore storico, artistico e culturale per tutta la comunità” ha dichiarato il sindaco Elisabetta Ceroni.

Alla BIT approda “Living Gran Sasso”, progetto di turismo sostenibile nell’Appennino centrale

Living Gran Sasso approda alla BIT di Milano, portando nella più importante fiera del turismo italiano la valorizzazione del territorio e la visione di sviluppo sostenibile dei borghi dell’Appennino abruzzese. Allo stand della Regione Abruzzo, il progetto “Unico Gran Sasso Living” è stato protagonista dell’evento dedicato alla nuova strategia di promozione dei 22 Comuni coinvolti, con il Comune di Crognaleto capofila.

All’incontro hanno preso parte il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli; Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo, il Sindaco di Crognaleto, Orlando Persia,il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, il Sindaco di Colledara Manuele Tiberii, il Sindaco di Caprignano Franco Pucci e il Sindaco di Castel Castagna Rosanna De Antoniis. Sono inoltre intervenuti Filippo Lucci, presidente del Consorzio Punto Europa, e Bernardo Pio, professore di Storia medievale all’Università di Bologna; ha moderato il giornalista Gianluca Marchesani.​

Il gioco di squadra istituzionale è stato la chiave che ha consentito di arrivare fin qui e di dare una prospettiva concreta di crescita a queste comunità abruzzesi” ha sottolineato il Commissario alla ricostruzione 2016 Guido Castelli. “Living Gran Sasso dimostra che la bellezza dei nostri territori, unita al patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico è lo strumento più potente che abbiamo per tornare a crescere, creare lavoro e contrastare lo spopolamento.”​

Il progetto, sostenuto da 3,24 milioni di euro del CIS Sisma, integrati da Next Appennino, punta a un modello di turismo sostenibile fondato su quattro pilastri: economia, diversità culturale, società e ambiente. “Questa iniziativa – prosegue Castelli – esprime appieno la strategia di riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale e quel ‘metodo sinodale’ che si basa su una visione condivisa tra istituzioni, territori e comunità. Solo camminando insieme possiamo garantire una rinascita strutturale e duratura.”

È per noi un grande onore rappresentare Unico Living Gran Sasso alla Borsa Internazionale del Turismo, uno degli appuntamenti più importanti per la promozione dei territori a livello nazionale e internazionale– dice il sindaco di Crognaleto Orlando Persia-  I nostri borghi rappresentano il cuore autentico del Gran Sasso d’Italia: un territorio ricco di natura incontaminata, borghi storici, tradizioni secolari ed eccellenze enogastronomiche che raccontano l’identità più vera dell’Abruzzo montano. Qui il turismo non è soltanto visita, ma esperienza: è camminare tra i nostri sentieri, vivere i nostri borghi, scoprire una comunità accogliente che custodisce e valorizza il proprio patrimonio. La nostra presenza alla BIT rappresenta un’occasione strategica per promuovere un modello di turismo sostenibile, lento e di qualità, capace di coniugare sviluppo economico e tutela del territorio. Puntiamo su un’offerta che valorizzi le quattro stagioni, dal turismo naturalistico e sportivo agli eventi culturali e alle tradizioni locali. Living gran sasso vuole essere protagonista di un rilancio delle aree interne, dimostrando che anche i piccoli comuni possono diventare destinazioni attrattive, innovative e competitive, se sostenuti da una visione chiara e da una rete di collaborazione tra istituzioni e operatori”.

Nel corso del confronto sono state anche ricordate alcune tra le numerose attività realizzate attraverso “Unico Gran Sasso Living”. A Cortino, ad esempio, è stata riqualificata l’area pic-nic lungo il Tordino, Montereale dispone ora di una flotta di e‑bike, a Pietracamela è stato rifunzionalizzato il “Rifugio delle guide”, a Castel Castagna è nata una terrazza panoramica sul Gran Sasso, mentre a Fano Adriano, Capitignano e Crognaleto sono state realizzate aree attrezzate per la sosta camper; a Campli è stato completato un nuovo parco giochi e a Rocca Santa Maria è stato inaugurato il Museo del Fungo.  E’ stato anche realizzato un marchio per l’area vasta per la promozione turistica “Borghi del Gran Sasso”

 

Bit: “Il rilancio delle Marche a 10 anni dal sisma”, il laboratorio che diventa modello di sviluppo

La ricostruzione post-sisma non significa soltanto riedificazione del patrimonio edilizio e ritorno alla normalità, ma rappresenta l’occasione per dare forma un futuro diverso, fondato sulla sicurezza, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio. Sono stati questi i temi al centro dell’evento “Il rilancio delle Marche a 10 anni dal sisma” che si è tenuto oggi alla Bit di Milano, presso lo stand regionale Let’s Marche.

L’appuntamento è stato suddiviso in due diversi momenti. Il primo talk, dal titolo “Modello Appennino Centrale: ricostruzione e sviluppo per la montagna”, ha visto la partecipazione del Commissario Straordinario al 2016 Guido Castelli, del sottosegretario alla Presidenza della Regione Silvia Luconi, dell’imprenditore Alberto Rossi, dell’artista Guasco e dei sindaci della DMO Sibillini Italy Experience: Montefortino (Comune capofila) Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita.

Lo spopolamento è la vera emergenza dell’Appennino centrale – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli Le attività di ricostruzione e rilancio economico e sociale dell’Appennino centrale hanno prodotto risultati di notevole interesse per soluzioni sul futuro delle aree montane e alto collinari che rappresentano i due terzi dell’Italia. Vogliamo offrire un modello di rigenerazione territoriale per restituire nuove prospettive di vita e di futuro. Questo significa non solo rispondere a un dovere verso le comunità colpite, ma dare forma un modello di rigenerazione territoriale per l’intero Paese: il Modello Appennino centrale. In Italia, gestire il partenariato pubblico-privato è sempre una scommessa difficile, ma è una battaglia che dobbiamo vincere”.

Nel cratere sisma 2016, che comprende quattro Regioni e 138 Comuni, la ricostruzione edilizia avanza insieme alla riparazione economica e sociale. Un percorso ormai definito “Laboratorio Appennino Centrale”, nel quale si stanno sperimentando buone pratiche amministrative replicabili in altre aree interne, azioni a tutto campo con l’obiettivo specifico di dare nuove prospettive, strutturali e durature, a questi territori. Un esempio in tal senso è rappresentato dagli interventi innovativi sulle reti idriche, con sistemi avanzati di monitoraggio del territorio e la realizzazione del primo acquedotto antisismico, sostenuti anche dal Piano Nazionale Complementare sismi. Inoltre, è stata avviata una virtuosa valorizzazione della filiera del legno: un protocollo con il Ministero dell’Agricoltura promuove la gestione agro-silvo-pastorale e un’ordinanza commissariale prevede un contributo maggiorato del 10% per chi ricostruisce in legno, creando economia locale, sicurezza ambientale e reddito stabile.

Il turismo poi, rappresenta uno dei principali volani di sviluppo territoriale. Il Piano Cammini, gli itinerari spirituali e naturalistici, la ricostruzione dei rifugi e la riqualificazione degli impianti di risalita puntano a un’offerta destagionalizzata e sostenibile. All’interno di questa visione, il progetto del DMO Sibillini Italy Experience rappresenta la prima rete strutturata della montagna dell’Area sisma: i Comuni marchigiani di un territorio compreso tra due Parchi Nazionali (dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga), hanno deciso di mettersi in rete per strutturare e valorizzare il proprio territorio in ottica di insieme mantenendo, al contempo, le proprie unicità. Infine, è stato presentato il progetto culturale realizzato con l’artista Guasco, che utilizza l’arte come strumento di “place branding”, trasformando il territorio in un museo diffuso capace di unire tradizione, leggenda e contemporaneità. La testimonianza dell’armatore Alberto Rossi, imprenditore che conosce bene questi luoghi e che conferma l’efficacia di investimenti di questo tipo. C’è bisogno di far avvicinare investimenti di imprenditori sul territorio, che potranno utilizzare gli incentivi di uno strumento come la Zona economica speciale, provvedimento di fondamentale importanza per tutta l’imprenditoria locale.

Nel corso del secondo talk, insieme al Commissario Castelli e al Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini sono intervenuti rappresentanti delle Marche che hanno usufruito della Misura B2.2 del Programma NextAppennino, dedicata al partenariato speciale tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio pubblico nel turismo, la cultura, lo sport e l’inclusione. In particolare, sono stati approfonditi i progetti dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione. “la trama e l’ordito, ritessere le connessioni per uno sviluppo sostenibile dei territori”; il progetto “Hub Obiettivo Borghi”(Comune capofila Belforte del Chienti in rete con Caldarola, Cessapalombo, Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone); il progetto “I Lake – progetto di valorizzazione del sistema turistico del Lago di Fiastra” e “Tessuinim la Valle Sacra” (Comune capofila Cossignano in rete con Castignano, Force, Montalto delle Marche, Montedinove, Offida, Rotella) e il progetto di Acquasanta Terme. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che nel cratere sisma sono stati complessivamente finanziati 212 progetti per oltre 170 milioni di euro in tema turistico. Nelle sole Marche, invece, i progetti approvati sono stati 99 per 79,04 milioni di euro.

A differenza delle tradizionali politiche per le aree interne — ha concluso Castelli nell’Appennino centrale stiamo lavorando a un piano unitario che connette infrastrutture, imprese e comunità. L’obiettivo è rendere i nostri borghi vissuto tutto l’anno, non solo occasionalmente. Dalla ricostruzione può nascere una nuova idea di territorio, fondata su storia, arte, cammini e sviluppo, che valorizzi questo “immenso patrimonio di miniature millenarie” anche grazie al supporto del mondo privato.

 

Bit: il turismo lento diventa motore di sviluppo dell’appennino centrale

Una guida e un podcast per accompagnare i “camminatori” lungo i percorsi di arte, natura e spiritualità che costituiscono una delle reti su cui poggiare la rinascita del Centro Italia, dieci anni dopo il sisma del 2016-2017 che ha devastato un territorio vastissimo (8000 chilometri quadrati di superficie), coinvolgendo quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) e 138 Comuni con un concentrato unico di storia, di cultura e di bellezze naturali e artistiche. Un’occasione particolarmente di attualità, visto che proprio in questi giorni la nuova legge sui Cammini – che prevede tra l’altro un finanziamento di oltre 5 milioni di euro, per il periodo 2026-2028, più un milione annuo a partire dal 2029 – è in approvazione definitiva al Senato.

Oggi alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano protagonista il turismo dei Cammini – turismo “lento”, turismo sostenibile, turismo destagionalizzato – che è in grande crescita in Italia (+29% nel 2024). E che può diventare un volano di rinascita per i territori e le comunità ferite dal sisma di dieci anni fa.

Una giornata dedicata alla presentazione della guida “I Cammini della Rinascita”, è il titolo della guida, realizzata da Giunti editore, con la collaborazione della Struttura del Commissario Straordinario per la Ricostruzione e Riparazione sisma 2016; e alla presentazione di “Camminando nel Cratere, il podcast promosso dalla Struttura Commissariale in collaborazione Loquis, la prima piattaforma al mondo di travel podcast geolocalizzati.

La Guida illustra il reticolo di nove cammini che attraversano i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) colpite dai sismi del 2016-2017 ai quali sono stati destinate complessivamente risorse per 47 milioni di euro. Risorse messe in campo dalla Struttura Commissariale guidata dal senatore Castelli, con l’obiettivo di trasformare il turismo lento in un modello stabile di sviluppo attraverso investimenti destinati a valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa.

L’incontro, moderato da Giancarlo Laurenzi, direttore del Corriere Adriatico, ha visto la presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè, da sempre molto attenta ai progetti del turismo “lento” dei Cammini, e al rilancio del Centro Italia; del senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016 , di Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche; Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria; Manuela Rinaldi, assessore alla ricostruzione della Regione Lazio; Daniele D’Amario, sottosegretario Presidenza della Giunta regionale Abruzzo e Bruno Pellegrini, Ceo & Founder Loquis.

Il Ministro Daniela Santanchè: “Il progetto dei Cammini della Rinascita dimostra come il turismo possa essere uno strumento concreto di sviluppo e coesione territoriale. Voglio complimentarmi con il Commissario Castelli per il lavoro svolto e con le Regioni coinvolte per la forte sinergia istituzionale costruita in questi anni: solo facendo squadra si possono ottenere risultati concreti e duraturi. Valorizzare borghi, cultura, natura e spiritualità significa creare nuove opportunità economiche e occupazionali, promuovendo un turismo sostenibile e destagionalizzato capace di attrarre sempre più visitatori, italiani e stranieri”.

I Cammini sono uno dei veicoli attraverso cui questo territorio può tornare a vivere – ha commentato il Commissario Guido Castelliseguendo una vocazione storica: un turismo di qualità, fatto di esperienze a largo spettro: dalla bellezza della natura, a quella dell’arte, fino al piacere dell’enogastronomia e dell’ospitalità. I Cammini “di rinascita” rappresentano quindi uno strumento essenziale per rigenerare le nostre comunità”: dalla Via di San Benedetto al Cammino francescano della Marca o il Cammino di San Francesco nel Lazio, la via Lauretana e il Cammino dei Cappuccini o la ciclovia del fiume Nera. Si tratta nel complesso di un articolato sistema di interventi per percorsi fruibili in un’ottica di intermodalità, per la messa in sicurezza e la manutenzione, ma anche per investimenti per i servizi di alloggio e ristoro destinati ai camminatori e ai pellegrini. Particolare attenzione – ha aggiunto Castelli – è stata rivolta anche all’accessibilità per le persone con mobilità limitata per far vivere a tutti l’esperienza del Cammino e del pellegrinaggio. L’impegno per i Cammini “di rinascita” coincide anche con importanti appuntamenti per la spiritualità dei pellegrini, così come per gli appassionati di trekking e di natura in luoghi di secolari tradizioni cristiane: l’attuale ricorrenza per l’anno in corso dell’ottavo centenario della morte di San Francesco; ed il prossimo 2028 che vede il cinquecentesimo compleanno dell’ordine dei frati minori Cappuccini. Due ricorrenze (tre se si considera l’anno Santo appena concluso) ricorrenze intrecciate ai luoghi nei quali si articolano molti dei Cammini promossi nel territorio del Centro Italia, di cui si parla in questa Guida e nel podcast”.

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Le Marche sono una terra che ha sofferto profondamente a causa del sisma, ma che non si è mai arresa e non ha smesso di credere nel proprio futuro. I cammini rappresentano molto più di un prodotto turistico: sono un modo autentico di vivere i territori interni, di riscoprirne l’identità, le tradizioni e la dimensione comunitaria. Attraverso questi percorsi mettiamo in rete borghi, natura, cultura e spiritualità, offrendo nuove opportunità economiche alle comunità locali, anche al fine di contrastare lo spopolamento delle aree interne. Il turismo lento è una scelta strategica perché valorizza ciò che siamo e consente una crescita sostenibile. La rinascita dei nostri territori passa anche da qui: dal camminare insieme, passo dopo passo, verso uno sviluppo che unisce memoria, qualità della vita e nuove prospettive per i giovani”.

Stefania Proietti, Presidente regione Umbria: “I ‘Cammini della rinascita’ si sposano con la percezione dell’Umbria, cuore verde d’Italia, una regione che vanta natura, cultura e spiritualità e lancia un messaggio chiaro legato agli itinerari, a un turismo lento, ai cammini appunto, che sono spazio di equilibrio e benessere.  Ma vale la pena sottolineare, anche in riferimento alle aree del cratere, che l’idea dei cammini rappresenta una speranza per quei luoghi colpiti dal sisma che si sono distinti per la voglia di rinascere, per la resilienza, per l’amore verso una terra straordinaria e di grande bellezza.  Un accenno poi a questo anno appena iniziato, un anno giubilare dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco, che oggi più di ieri parla al presente per i valori di pace, fraternità, cura del creato. L’Umbria traduce questo patrimonio in esperienze contemporanee, puntando su contenuti autentici: percorsi, incontri, luoghi e pratiche che aiutano a vivere meglio e a guardare con maggiore attenzione il mondo che attraversiamo”.

L’assessore alla ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi: “Il cammino della rinascita è un percorso di ricostruzione non solo materiale, ma anche identitaria e fa parte di un progetto che  può contribuire in modo significativo alla ripresa dello sviluppo del territorio: una rete integrata di cammini, percorsi ciclabili e sentieri finalizzata a promuovere un turismo lento di qualità e a valorizzare le risorse del territorio sotto il profilo naturalistico, enogastronomico, produttivo, storico-culturale e religioso . La Regione Lazio, e in particolare il reatino, è attraversata da numerosi cammini di fede e non solo: metterli in rete è uno strumento fondamentale per valorizzare e far vivere questi territori, che stanno cercando di ricucire le ferite lasciate dal terremoto. Un’iniziativa in sinergia per promuovere le terre dell’Appennino centrale e generare sviluppo culturale e socioeconomico“.

Daniele D’Amario, sottosegretario Presidenza della Giunta regionale Abruzzo, ha parlato di “un’iniziativa che mette in valore la straordinaria rete di borghi, sentieri e percorsi spirituali e naturalistici dell’Abruzzo, rendendoli un’offerta turistica riconoscibile e ben strutturata. Con questo progetto intendiamo raccontare una regione che riparte dai territori interni, segnati da crisi e calamità ma capaci di rigenerarsi grazie a cultura, paesaggio e accoglienza. I cammini diventano così un invito a riscoprire con lentezza la nostra identità più autentica, promuovendo un turismo sostenibile e destagionalizzato capace di generare benefici concreti per le comunità locali. La BIT di Milano rappresenta la vetrina ideale per presentare al mercato nazionale e internazionale un Abruzzo moderno, organizzato e competitivo, fondato sulla qualità dell’esperienza più che sui numeri. Un ringraziamento va a operatori, amministratori e associazioni che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, frutto di un lavoro condiviso e di una visione unitaria del ’Sistema Abruzzo’”.